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IL CAZZO DEL CAPO È SEMPRE IL PIÙ DURO
BLACKRELAX
08.12.2025 |
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"Quando saliamo le scale per entrare nel mega appartamento mi schiaffeggia il sedere, la cosa gli piace..."
IL CAZZO DEL CAPO È SEMPRE IL PIÙ DUROIn questo racconto di fantasia un ragazzo di colore viene scopato dal suo capo bianco. Un capo molto vizioso che si vuole divertire un po' durante una giornata d’affari ormai conclusa.
IL CAZZO DEL CAPO È SEMPRE IL PIÙ DURO
Al ristorante tra tutti gli champagne che poteva scegliere ovviamente ordinò quello più costoso, la moderazione non era molto il suo forte. Claudio era il mio capo, a lui dovevo ammirazione, riverenza, dovevo ridere alle sue battute anche se le ritenevo penose, dovevo dargli del lei, contraddirlo? Mai. Dopotutto in un certo senso questa cosa nonché quell’uomo mi affascinava, era un uomo potente e la percezione del potere spesso mi seduce. La sua donna, Cristina era una bellissima donna indipendente bionda di 46 anni, la sua bellezza ben si incastonava col diamante solitario a taglio brillante che portava al dito, con uno di quelli probabilmente avrebbe potuto comprare due interi appartamenti se lo avesse voluto, tanto per dire eh. Spesso da quello che sapevo anche la signora Cristina si trovava in viaggio per lavoro.
‘’AMORE MA QUINDI NON CI RAGGIUNGI OGGI?’’ Le chiese in videochiamata Claudio e a sua risposta negativa seguì un malizioso ‘’DIVERTITEVI’’ seguito a sua volta da una strizzata di occhiolino di lei rivolta a noi due.
Quella cena '' di lavoro'' capii che l’avrei trascorsa da solo col mio capo bianco dato che sua moglie per via di quell’imprevisto non sarebbe potuta essere presente. A dirla tutta mi sentivo un poco(molto) a disagio.
‘’DAVVERO BUONO IL PRIMO LEI NON TROVA?’’ Gli faccio io impacciato al mio capo. Mi fissa, mi guarda cupo e poi scoppia a ridere. ‘’MA SEI SCEMO?’’ Mi dai del lei anche fuori dal lavoro? Sprofonderei o arrossirei in questo momento ma non posso, la mia pelle scura me lo impedisce, perciò mi limito a ridere per tentare di compiacerlo. I modi di fare del mio capo a volte sono fantastici.
La conversazione diventa meno formale e più informale, il mio capo mi informa di quello che gli piace fare al di fuori dal lavoro, devo dire che sa il fatto suo, ha molte passioni. Un uomo colto. Quando gli racconto le mie sono incredulo, per la prima volta il mio capo presta realmente attenzione a quello che gli dico. Mi guarda con insolita curiosità, mi sta squadrando. Chissà cosa avrà in mente.
La sua mano si poggia sulla mia, ancora non capisco. Mi sembra che tutto d’un tratto si sia trasformato in molto amichevole. Salda il conto di quella cena divina, mi fissa ancora, mi mette una mano sopra la coscia. ‘’VUOI VENIRE A CASA NOSTRA? ‘’ Mi domanda lui, ora sì che sono pietrificato. Inizio a intuire quello che vorrebbe il mio capo, semplice no? Si vorrebbe divertire con me, vorrebbe scopare! Mille domande vorticano nella mia testa, dopotutto ha un bell’aspetto, elegante, potente, alto, forte e sicuro di sé. Il mito dell’uomo alfa. però è sposato, cosa direbbe sua moglie? Come potrei guardarlo il giorno dopo? Non è che il mio capo si trasforma poi in una puttanella remissiva a letto? Tra me e me scoppio a ridere. Accetto curioso il suo invito.
Quando saliamo le scale per entrare nel mega appartamento mi schiaffeggia il sedere, la cosa gli piace. Entriamo e senza pensarci mi bacia, mi afferra le natiche e stringe. Desiderava palparle da tempo, poi il porco si siede lo devo spompinare. Gli succhio il cazzo bene in profondità. Un poco lo sego un poco lo succhio, vuole che gli lecchi anche le palle. Lo accontento. Mi sbatte l’uccello in faccia come se mi dovesse piegare ai suoi voleri. Mi gira mi butta sul letto e mi scopa. Cazzo quanto è duro, il cazzo del capo mi fa gemere come una troietta, sono io che sono diventato la sua puttanella. Lo ha talmente grosso che devo implorarlo di andarci piano. Mi apre il culo, lo sento ansimare sta godendo come un suino ad incularmi. Mi sfonda.
Quando ha finito di divertirsi con me sono completamente assoggettato a lui. Il mio culo aperto dal suo cazzo duro ne è la prova. In una serata mi ha trasformato nella sua fidanzatina.
Mi sveglio il giorno dopo sereno nel piumino avvolto dalle braccia del mio capo, ci baciamo in bocca. Rumore di tacchi. È Cristina! Io congelato. Cristina entra nella stanza ci guarda, sorride. Si presenta ai nostri occhi un poco scompigliata, parrebbe che qualcuno se la sia scopata anche a lei. ‘’AH BRAVI ALLA FINE VI SIETE DIVERTITI ANCHE VOI’’ ci fa lei accendendosi la sigaretta e strizzandoci l’occhiolino. Cristina si toglie la maglietta e si sfila il reggiseno, cammina verso noi. Io congelato.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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