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INSODDISFATTA. FANTASIE DI CAZZO NERO


di Membro VIP di Annunci69.it BLACKRELAX
08.12.2025    |    558    |    7 9.2
"Gli occhi di Lucrezia brillavano di desiderio, non aveva mai provato un cazzo così, nemmeno il suo ex era a quei livelli..."
INSODDISFATTA. FANTASIE DI CAZZO NERO

In questo racconto una moglie di nome Lucrezia è innamorata di suo marito Stefano ma purtroppo i due non riescono a provare lo stesso sentimento sotto le lenzuola. Lei sessualmente non riesce ad essere soddisfatta in alcun modo dal membro del marito. Decidono perciò di concedersi un’esperienza cuckold scegliendo un cazzo nero di dimensioni importanti.

INSODDISFATTA. FANTASIE DI CAZZO NERO
Niente. Lucrezia anche in quel momento non sentì nulla di particolare mentre veniva penetrata. Sentiva il coso di Stefano ma da lì ad affermare che stesse godendo il salto era grande. Posizione di pecorina lei, suo marito la strinse meglio con le mani per i fianchi mentre aumentava il ritmo della scopata. ‘’AHHH SBORRRO, SBORROOO!’’. Era passato a malapena qualche minuto e niente il suo lui già era venuto, che dire non proprio una scopata memorabile. ‘’TI È PIACIUTO AMORE?’’ Le chiese ansimante lui.
Una mezz’oretta dopo circa Lucrezia ci riprovò, gambe aperte a missionaria mentre il suo Stefano ricaricatosi di energie la ripenetrava. Niente da fare, quel cazzo non troppo grande lo sentiva a stento qualsiasi fosse la posizione. Lo amava alla follia ma era stanca, non poteva continuare così erano otto anni da quando si erano conosciuti che sessualmente non godeva più. Lo baciò in bocca e come da copione in neanche qualche minuto si fece venire dentro. L’orgasmo di lei un miraggio, pura utopia. Le lacrime le rigarono il volto, quel giorno non riuscì a trattenersi. Tutta la sua insoddisfazione colpì in pieno Stefano che si osservò in mezzo alle gambe. Come darle torto, il suo membro non era di certo xl e la sua durata non un qualcosa di sensazionale, lei con le sue forme sinuose forse per sentirsi piena e gratificata presumibilmente avrebbe avuto bisogno di quel qualcosa in più(in senso letterale).
La settimana dopo Stefano comodamente seduto sulla poltroncina grigia total relax di casa, mentre sfogliava una rivista finalmente lo vide. Un uomo nero, muscoli lucidi, imponente. Non riusciva a staccargli gli occhi di dosso, pensò tra sé e sé che magari quel tipo non fosse proprio il massimo in fatto di bellezza come viso, ma sicuramente avrebbe dovuto possedere un cazzo enorme quel tipo, pensò poi alle dicerie popolari. Un cazzo nero, un vero e proprio lampo di genio, un flash, voleva fare felice sua moglie regalandole un bel cazzone nero. Ormai aveva ben chiaro che lui non la riuscisse a soddisfare in quel modo, però l’amava alla follia e una donna così bella la voleva vedere felice. Perciò si decise che le avrebbe fatto quel regalo!
Lucrezia non credette alle sue orecchie quando sentì la proposta sconcia del marito, lo fissò per buoni cinque minuti senza dire una parola. In realtà non sapeva proprio cosa dire, da un lato le sembrava un affronto al loro matrimonio, dall’altro pensò che dopotutto non era un’idea così malvagia. Lei avrebbe finalmente potuto godere di un cazzo continuando ad amare alla follia il suo maritino. C’era del perché in tutto quello.
Il giorno dell’appuntamento Lucrezia era nervosa. Stefano era nervoso. Quando però il ragazzo di colore entrò nella stanza i loro dubbi si dissolsero come nebbia al sole. Il nero avanzava, un sorriso denti bianchissimi, bello profumato forte e muscoloso. Sarebbe stato quello il loro cavallo da monta per la giornata. Pochi convenevoli, non erano lì per una storia d’amore, niente carinerie. Lucrezia si abbasso e come gli tirò giù le mutande vide il bestione. Un cazzo enorme anche da moscio. Gli occhi di Lucrezia brillavano di desiderio, non aveva mai provato un cazzo così, nemmeno il suo ex era a quei livelli. Dopo otto anni di insoddisfazione forse era arrivato il giorno che si sarebbe ripresa tutti gli orgasmi persi, se lì sarebbe ripresa con gli interessi.
Inginocchiata iniziò a succhiare quel cazzone per vedere quali altre sorprese gli riservasse, in poco tempo un’asta durissima dritta e dura come il marmo le si espose davanti in tutta la sua interezza. Il cazzo di Stefano le entrava in bocca agevolmente, questo bestione era tutta un’altra storia, si doveva sforzare per arrivare a prenderlo fino a tre quarti, fino in fondo non ci arrivava. Il ragazzo le accompagnò la testa, lei si sentì soffocare, non aveva mai provato quell’esperienza era in senso proprio del termine piena di cazzo. Bellissimo.
Ormai era il momento della monta, altro che farsi pregare. Lucrezia si precipitò sul lettone, non stava più nella pelle, la sua mente pensava solo a una cosa. Voleva prendere il cazzo, voleva quel cazzo di quel nero, voleva essere scopata forte. Stefano nel frattempo ad assistere a quella situazione animalesca sborrava a ripetizione come un coniglietto impazzito, era già alla sua terza sega. Sborrava, guardava il cazzo enorme del nero, guardava la sua Lucrezia, guardava infine il suo cazzo si toccava e sborrava. Qualche minuto e l’eccitazione gli risaliva.
Il ragazzo nero le alzò la gonna, le spostò la mutandina in modo da scoprire bene la fica. Quando quel poderoso cazzo la penetrò per la prima volta, gli occhi di Lucrezia si spalancarono oltremodo. Nella sua fica non era mai passato nulla del genere. Una sensazione inedita, sentì le pareti dilatarsi a fatica. Dovette farlo rallentare per quanto fosse dotato. Quel cazzo lo sentiva tutto, durissimo. Il ragazzo di colore mise un po’ di lubrificante per agevolare l’entrata e una volta fino in fondo alla fica calda iniziò a pomparla di brutto. Non riuscirono a trattenere le urla di piacere, Lucrezia veniva scopata di brutto. Animalescamente e godeva eccome se godeva. A pecorina prima, a gambe divaricate poi , in piedi , sul pavimento, sulla poltroncina grigia di Stefano, di nuovo a gambe divaricate e di nuovo a pecorina, quel mandingo le stava distruggendo la fica, ‘’AHHHHHHHHHHHHHHHH’’ ‘’AHHHHHHHHHHHHHHH’’ Orgasmi fortissimi di lei, Lucrezia con le chiappe all’aria era alla completa mercè di quel cazzo. Si fece scopare fino a che anche lui non venne. Esausta si accasciò sul letto. Una sborrata copiosa le schizzo tutte le natiche, le mutandine , la gonna. Tutta quanta, la prossima volta si sarebbe fatta riempire da quel colosso pensò maliziosamente tra sé e sé.
TI E’ PIACIUTO AMORE? Chiese un ansimante Luigi poco distante da loro. I suoi pantaloni macchiati.

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