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Prime Esperienze

Mia cognata Marta e il bagno


di Membro VIP di Annunci69.it Cantastorie
23.07.2026    |    384    |    0 9.2
"Marta leccava avidamente il pizzo della sorella con un'espressione da troia pura, persa totalmente nel piacere e nel tabù..."
Luca non aspettò neppure un secondo per la sicurezza che Giulia non fosse tornata indietro per aver dimenticato le chiavi o il telefono.
La vista di Marta che recitava la parte della sorellina innocente, proprio dopo aver incassato un bacio sul punto esatto dove lui le aveva sborrato poche ore prima, gli aveva fatto bruciare il cervello. L'adrenalina e la lussuria gli avevano dato una forza e un coraggio mai provati. Ormai era inutile continuare a giocare ai cognati rispettosi: il confine era stato superato e non si tornava più indietro.
​Con un movimento brusco e deciso, la prese per un braccio e la trascinò via dalla cucina. Istintivamente guidò i loro passi verso il bagno, spinto da una frenesia primordiale. Marta non fece un fiato, non oppose la minima resistenza; si lasciò trascinare con uno sguardo complice, quasi stesse aspettando solo quello.
​Il pavimento del bagno era un campo di battaglia della fretta mattutina di Giulia. In un angolo c'erano ancora gli indumenti che si era tolta: tra questi, Luca scorse un paio di mutandine di pizzo che erano rimaste a stretto contatto con la fica di Giulia per tutta la notte. Le raccolse da terra con mano ferma, stringendole nel pugno.
​Marta, appoggiata con la schiena al bordo del lavandino, lo guardò con un sorriso provocante e gli chiese a bassa voce: «Cosa ci vuoi fare? Cos'hai in mente, Luca?»
​Luca sembrava letteralmente invasato, svuotato di qualsiasi inibizione o senso di colpa. Si avvicinò a lei, il respiro corto, e le sussurrò all'orecchio: «Voglio farla davvero sporca... Non è carino che Giulia non sia partecipe, no?»
​A quelle parole, un brivido violentissimo attraversò il corpo di Marta; sentì immediatamente la fica diventare un lago caldo e denso. La perversione della situazione la mandava completamente fuori di testa. Guardò Luca negli occhi e mormorò: «Fa' ciò che vuoi... qualsiasi cosa. Ma voglio il mio premio.»
​Luca la sollevò di peso, posizionandola sul bordo del lavandino, proprio davanti al grande specchio della parete. Poi allargò con le mani quelle mutandine usate da Giulia e gliele schiacciò letteralmente sotto il naso.
​«Annusale,» le ordinò con tono perentorio e profondo, mentre con l'altra mano le afferrava i pantaloncini e glieli tirava giù insieme alle mutandine, lasciando la sua fica completamente scoperta e fradicia.
​Marta non si fece pregare per un secondo. Chiuse gli occhi e tirò dentro l'aria a pieni polmoni, riempiendosi il petto dell'odore intimo e inconfondibile di sua sorella.
​«Ora leccale,» pretese Luca.
​Contemporaneamente a quell'ordine, fece combaciare la punta del suo cazzo duro e bollente contro l'ingresso bagnato di Marta. Il momento esatto in cui la lingua di Marta toccò il pizzo delle mutandine della sorella fu il segnale: Luca affondò il colpo spingendo con forza dentro di lei, riempiendola del tutto in una sola stoccata.
​Marta cacciò un gemito soffocato contro la stoffa, mentre Luca cominciava a pompare con ritmo feroce e incalzante, prendendosi quello che restava dell'innocenza della sua ex cognata.
​«Ti piace la fica di Giulia, eh? Ti piace?» le ringhiò Luca all'orecchio, guardando nello specchio la scena degradante e bellissima. Marta leccava avidamente il pizzo della sorella con un'espressione da troia pura, persa totalmente nel piacere e nel tabù.
​Luca sentì la testa vuota, la spinta della montata finale che arrivava devastante.
«Ora ti sborro dentro...» disse d'istinto, e per completare quella follia le infilò di getto le mutandine di Giulia direttamente nella bocca, convinto che a quel punto lei lo avrebbe fermato o avrebbe protestato.
​E invece Marta non fece una piega.
A bocca piena, muovendo la testa e spingendo il bacino incontro a ogni sua stoccata, lo incalzò con gli occhi sbarrati dal desiderio, lasciando capire chiaramente attraverso i suoi gemiti che non le importava di nulla: se voleva ingravidarla e riempirla fino all'orlo, per lei non c'era alcun problema, bastava solo che continuasse a darle quel cazzo.
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