Mia cognata Marta parte seconda
Il limite era stato oltrepassato. Non si tornava più indietro. La consapevolezza che Marta sapesse, che lo avesse provocato sapendo esattamente cosa stesse facendo, lo rendeva completamente idrofobo.
Varcata la soglia di casa, Luca non diede nemmeno il tempo a Giulia di accendere le luci. La spinse contro la parete dell'ingresso, spogliandola con una foga cieca e quasi violenta. Giulia, sorpresa ed eccitata da tanta irruenza, lasciò cadere l'abito a terra, abbandonandosi completamente a lui.
Ma per Luca, la realtà si era già deformata.
Nel buio profondo del corridoio, ogni tocco, ogni millimetro di pelle su cui posava le mani diventava Marta. Quando girò Giulia di spalle, piegandola sul divano del soggiorno per prenderla da dietro, il profilo dei fianchi e il rimbalzo del culo sotto le sue spinate rabbiose diventarono il corpo distaccato e sinuoso di sua cognata. Luca affondava i colpi con una rabbia erotica mai provata prima, accompagnato dai gemiti di Giulia che scambiava quell'ossessione per pura passione nei suoi confronti.
Poi la girò di scatto, tirandola per i fianchi e mettendola a testa in giù sul letto. Giulia lo accolse in bocca, e Luca chiuse gli occhi: la sensazione di quella succhiata calda e bagnata diventò nella sua mente la bocca di Marta, profumata di alcol e aperta a sottometterlo del tutto. Luca le afferrava i capelli guidando il ritmo, incapace di scacciare l'immagine della cognata che lo guardava dall'alto con il suo solito sorriso indecifrabile.
Infine la stese di schiena. Montandole sopra, le bloccò i polsi sul cuscino e ricominciò a spingere con forza, fissando il petto di Giulia che saliva e scendeva freneticamente. Nel delirio dell'atto, nella sua testa quelle forme si gonfiarono, diventando il seno enorme, pesante e caldissimo di Marta, il vero oggetto della sua perversione e dei suoi desideri più oscuri.
Sentendosi arrivare al limite, Luca si sfilò da lei con un respiro spezzato. Giulia si mise in ginocchio sul letto.
Luca impugnò il suo membro, pulsante e gonfio all'incredibile, e cominciò a masturbarsi sopra di lei con colpi rapidi e disperati, tenendo gli occhi incollati sul petto di Giulia ma vedendo solo e soltanto quello di Marta.
L'orgasmo esplose con una violenza inaudita. Luca gridò un gemito soffocato mentre fiotti continui e abbondanti di sperma caldo schizzarono a fiamma, inondando la pelle, le coppe e la valle del seno di Giulia, ricoprendola interamente.
Mentre Giulia si accasciava sul letto appagata, pulendosi ridendo dal seme di lui, Luca rimase in piedi al bordo del letto, con il cuore che gli martellava nel petto e il respiro corto. Guardava la sua ragazza sporca del suo umore, ma dentro di sé sapeva la verità: aveva appena posseduto Marta in ogni modo possibile. E adesso, aspettare il ritorno a casa della cognata sarebbe stato un tormento ancora più grande.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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