trio
Mia cognata Marta l'epilogo
Cantastorie
23.07.2026 |
310 |
3
"Piazzò la foto proprio lì davanti, dritta sullo specchio, a pochi centimetri dal viso di Marta..."
Il respiro di Marta era corto, un affanno caldo che rimbalzava sulle piastrelle del bagno. Ormai non importava più niente: la realtà era tutta chiusa in quei pochi metri quadrati.Luca la teneva stretta, travolto dall'idea di perdersi completamente in lei. Voleva Marta senza riserve, voleva ogni singolo millimetro della sua pelle e del suo desiderio.
Con movimento lento e deciso, si sfilò da lei. Marta era appoggiata al bordo del lavandino, le spalle scoperte, il petto che saliva e scendeva al ritmo di una passione sfrontata. Luca si sporse in avanti, il fiato caldo sul suo collo, e le sussurrò all'orecchio con voce roca:
«Voglio di più, Marta... voglio spingermi oltre. Voglio prenderti da dietro, adesso.»
Voleva sentire la sua voce, voleva capire se fosse presente in quel turbine o se stesse fluttuando via con lui.
Marta si girò appena, gli occhi lucidi, persi in una sorta di deliquio sensoriale. Non oppose alcuna resistenza; al contrario, con un sorriso complice e quasi ipnotico, si abbandonò completamente a lui.
«Fa’ tutto quello che ti passa per la testa...» mormorò con voce tremante. «Sono tua.»
Quelle parole furono benzina sul fuoco. Luca non se lo fece ripetere: la guidò delicatamente ad inclinarsi in avanti, facendola appoggiare con le mani al bordo del mobiletto, proprio di fronte allo specchio.
Si riallineò a lei, cercando quel punto di contatto più intimo e profondo. L'ingresso nel suo lato più nascosto fu un'emozione acuta, uno strappo alle regole. Il corpo di Marta si contrasse per un istante, accogliendo quell'invasione con un sospiro profondo, mentre il suo petto ondeggiava a ogni spinta.
Luca iniziò a muoversi con un ritmo incalzante, rapito dalla visione del corpo di lei che si adattava perfettamente al suo. Le parlava nell'incavo del collo, frasi sconnesse guidate solo dall'adrenalina:
«Guardati... se ti vedesse tua sorella adesso... siamo impazziti...»
Marta rispondeva a ogni spinta lasciandosi guidare, del tutto arresa all'esperienza, trasformata in puro piacere nelle mani di Luca. Sente l'ondata finale che sale, un piacere denso e viscerale che parte dal basso ventre e minaccia di travolgerli entrambi.
Luca la strinse ancora più forte a sé, affondando fino in fondo, allungò la mano sul muro e azionò lo sciacquone del bagno: il rumore dell'acqua che scorreva coprì i loro gemiti, chiudendo quel momento in una bolla di totale segretezza e complicità.
Un pensiero improvviso attraversò la mente di Luca, nitido e provocatorio. Si staccò per un istante da Marta, facendole riprendere fiato nel silenzio sospeso della stanza. Si allungò verso la mensola sopra il lavandino e prese la piccola cornice in legno che conosceva bene: all'interno, una foto di Marta e Giulia da ragazzine, abbracciate e sorridenti. In basso, la grafia sottile di sua sorella recitava: “Insieme per sempre ♥”.
Piazzò la foto proprio lì davanti, dritta sullo specchio, a pochi centimetri dal viso di Marta.
Poi la riprese da dietro, riallineandosi al suo corpo con un movimento deciso che le strappò un respiro profondo. Le bloccò dolcemente il mento con una mano, costringendola a tenere gli occhi fissi su quell'immagine, sul contrasto stridente tra l'innocenza di quell'abbraccio e quello che stavano facendo a pochi passi da Giulia.
«Guardala, Marta...» le mormorò all'orecchio con voce calda e serrata, mentre il ritmo delle spinte si faceva sempre più incalzante. «Guarda tua sorella. Dimmi cosa le diresti se aprisse la porta adesso... dillo.»
Marta, ipnotizzata dalla foto e travolta dal ritmo travolgente che Luca le imponeva, lasciò andare ogni difesa. Tra i respiri spezzati, sottomessa a quel gioco psicologico, iniziò a sussurrare parole sfrontate, provocatorie, un crescendo di confessioni e frasi sconce su di sé e su Giulia che alimentarono ulteriormente la tensione tra di loro.
Sentendo il punto di non ritorno avvicinarsi, Luca chiuse gli occhi, la strinse forte a sé facendola aderire completamente al suo petto e affondò fino in fondo, lasciandosi andare del tutto. L'ondata finale li travolse entrambi, un'esplosione di piacere puro e viscerale che li lasciò senza fiato, stretti l'uno all'altra mentre la stanza tornava lentamente al silenzio.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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