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Ordinaria quotidianità (Atto I)


di WarmEmbrace
30.07.2026    |    1.522    |    2 8.2
"Non si gira neppure, non ci guarda, noi per lui siamo solo l’ombra di un gesto comune, ma per noi la sua presenza così vicina e incombente rende lo spazio incandescente..."
Capitolo 1 – L'Incarnazione di un Pensiero

Quando suono il campanello, il rumore dei passi anticipa tuo marito che mi apre la porta della vostra casa. Il suo sguardo non tradisce alcuna emozione, nonostante sia stato proprio lui ad organizzare questa prima volta, spinto dal desiderio di realizzare una tua intensa fantasia e regalarti la realizzazione di un sogno. Un cenno del capo, un semplice “…è in cucina”, pronunciato con la voce piatta di chi recita una parte ben nota che voleva esprimere distacco, ma che nascondeva solo la profonda titubanza di non sapere ancora come avrebbe reagito. Poi si volta, torna al divano e si siede, di nuovo rapito dagli scambi della finale del doppio maschile di tennis che rimbalzano dal televisore.

Chiudo la porta alle mie spalle con un click quasi impercettibile e mi avvio lungo il corridoio. Al limite della cucina mi fermo, appoggiando la spalla allo stipite di legno della porta. Ti guardo, e mi viene spontaneo sorridere. È la prima volta che ti vedo così: bellissima nella tua nudità integrale, vestita solo di un grembiule rosso fuoco che taglia verticalmente la tua pelle chiara. Una meravigliosa provocazione erotica calata nella semplicità dei gesti di un'ordinaria quotidianità.

Mi avvicino alle tue spalle cercando di fare meno rumore possibile, ma volendoti comunque far sentire la mia presenza che si avvicina. Calibro il rumore lento dei passi e carico il mio respiro di un suono fluido e fermo. Le regole del nostro gioco sono molto chiare: non puoi guardarmi, non devi baciarmi, non ti è concesso interagire. Oggi per te devo essere solo l‘incarnazione di un pensiero. Forte, ma impalpabile.

Ti raggiungo e ti sfioro il collo con le labbra, mentre le mani iniziano a sfiorare delicatamente i tuoi fianchi. La tua pelle diventa subito un ricettacolo di brividi e la tua bocca si lascia sfuggire un piccolo sospiro. È un assaggio fatto di polpastrelli, tocchi leggeri e respiri sospesi. Ti sento fremere sotto le mie dita, ma continui a lavare la verdura per la cena sotto il rumore dell’acqua del lavandino, aggrappata alla normalità di un momento sospeso nel tempo. I miei baci si fanno più caldi sul tuo collo, la pressione delle mie mani più ferma, schiacciando la carne dei tuoi fianchi.

Con la punta dei piedi spingo i tuoi talloni verso l'esterno, allargando la tua posizione e costringendoti a un'apertura sfacciata. Allungo una mano per accarezzare il tuo sesso. Sei già bollente, fradicia del tuo stesso desiderio alimentato dall'attesa. Accarezzo il clitoride con studiata lentezza, poi affondo piano due dita dentro di te, accolto dalla tua umida e stretta eccitazione. Muovo la mano assecondando il rumore dell'acqua che scorre nel lavandino, portandoti deliberatamente al limite. Vedo le tue mani ora sul bancone che stringono forte il bordo di marmo per non cedere al bisogno di voltarti.

Quando mi ritraggo, porto le dita verso le mie labbra per respirare il tuo profumo, mentre gli occhi restano fissi sulla tua schiena inarcata e il tuo sesso esposto. Poi ti accarezzo le spalle, i gomiti, fino ad arrivare alle mani appoggiate al bancone. Mi avvicino al tuo orecchio per farti sentire il mio respiro, ora più accelerato, alla ricerca del tuo stesso ritmo. Tu resti ferma, sospeso, ansimante.

Capitolo 2 – Oltre la regola del silenzio

Ad un centimetro da te, senza fretta, mi sbottono la camicia, cercando di farti percepire sulla pelle nuda lo sfregamento del mio tessuto. I pantaloni e i boxer scivolano a terra col rumore secco della cinghia della cintura sul pavimento. Resto nudo dietro di te, premendo il mio sesso teso contro le tue natiche per farti sentire ogni millimetro del mio desiderio di te.

Poi, semplicemente, entro con un colpo solo.

Sento il tuo sesso che si schiude per accogliermi, il tuo respiro che si spezza non più regolare, i muscoli delle tue cosce che si tendono in questa nuova sensazione di pienezza. In quel preciso istante, alle nostre spalle, i passi di tuo marito rompono il ritmo della TV e dei nostri movimenti. Entra in cucina. Sento il tuo corpo congelarsi attorno al mio sesso, le pareti della tua vagina che mi stringono in una morsa di puro caos erotico, frutto di quel mix letale di eccitazione pura e della paura improvvisa che un suo ripensamento possa interrompere il tuo orgasmo proprio ora che stai godendo così tanto. Tuo marito apre il frigorifero, il ronzio dell'elettrodomestico riempie il nostro silenzio. Prende una bibita. Non si gira neppure, non ci guarda, noi per lui siamo solo l’ombra di un gesto comune, ma per noi la sua presenza così vicina e incombente rende lo spazio incandescente. Richiude lo sportello e se ne va com'è venuto, lasciandoti un sospiro di sollievo che si scioglie sulla mia pelle.

Sorrido contro la tua nuca mentre tu, scossa da quel picco di adrenalina, muovi impercettibilmente i fianchi all'indietro per accogliermi ancora più a fondo.

Ora detto io il ritmo. Cadenzato, pesante, profondo. La carne batte contro la carne con un suono sordo che si mescola alle voci della telecronaca sportiva della televisione in salotto. Ci muoviamo insieme in quel perimetro di totale sottomissione alla fantasia. L’eccitazione è troppo alta per essere governata e durare. In pochi minuti la tensione si trasforma in un orgasmo violentissimo: il mio piacere esplode profondo dentro di te, amplificato dal tuo “cazzo… cazzo…” strozzato e gridato contro il marmo del bancone, una violazione definitiva della regola del silenzio che mi fa sorridere di nuovo.

Poi, il ritorno alla realtà richiede solo pochi gesti. Esco da te, lasciando che il mio seme scivoli lento lungo le tue cosce nude. Mi rivesto in silenzio, senza guardarti, rifaccio il percorso al contrario sotto lo sguardo indifferente di tuo marito sul divano ed esco definitivamente, per oggi, dalla vostra ordinaria quotidianità, convinto che quell'esperimento nato dalla voglia di soddisfare le fantasie della sua dolcissima moglie sarebbe rimasto un episodio unico e mai più ripetibile.
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