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Ordinaria quotidianità (Atto V)


di WarmEmbrace
23.08.2026    |    364    |    0 9.2
"Dentro di me scorrono mille emozioni, mille sensazioni: amore, libertà, passione, lussuria… Un pensiero mi sfiora ancora la mente proprio mentre sento la punta dei loro sessi entrare..."
Capitolo 13 – Come tutto è iniziato

Ho appena aperto gli occhi. Sono qui, distesa al centro del mio letto, completamente nuda. Alla mia sinistra c'è Francesco, con il suo respiro lento e profondo che gli alza il petto, il corpo rilassato di chi non ha risparmiato nessuna energia per far godere appieno la propria moglie: dorme come sempre sul fianco e ha un’espressione dolcissima. Alla mia destra c'è Fabio, con un braccio gettato con mollezza sopra le mie coperte. Il suo volto ormai mi è familiare nel piacere e il calore del suo corpo è diventato qualcosa di impossibile da lasciar andare via. Due uomini fantastici, nudi, appagati, addormentati dopo una notte che ha consumato ogni nostra energia.

Io invece sono sveglia. Sento ancora piacevolmente la pelle vibrare delle loro mani e dei loro baci e non oso immaginare come pulserà il mio piccolo buchetto non appena scenderò dal letto. Intanto le dita della mia mano destra si muovono piano da sole, mosse solo dai ricordi di quella splendida nottata. Dopo aver sfiorato il mio seno, scendono leggere, scivolando oltre il ventre fino ad accarezzare la sensibilità estrema della mia intimità ancora bagnata di piacere, tra le pieghe del mio sesso. Piccoli brividi percorrono tutto il mio corpo mentre mi sfioro appena, fino ad aprirmi le porte di piacevoli ricordi più lontani.

Quando tutto è iniziato, non avrei mai pensato di ritrovarmi qui, in questo punto preciso, nel mezzo del mio letto, magnificamente scopata da due uomini meravigliosi: uno l'amore della mia vita, l'altro una nuova e potente passione che mi ha travolto il cuore e la carne. È una sensazione indescrivibile sentirsi così piena, così desiderata... così donna. Trattengo il fiato per un istante, incrementando appena la pressione delle dita su me stessa, prima di lasciar andare un sospiro leggero di puro piacere.

Intanto la mia mente vola indietro nel tempo, verso quei primi momenti in cui tutto è iniziato e da cui poi sono stata completamente travolta come da una valanga. I primi discorsi con mio marito sul mio desiderio di muovere i primi passi in questo nuovo mondo erotico di condivisione del piacere, al di fuori di quella che pensavamo fosse la nostra "normale" sessualità. I suoi mille dubbi, le mie timide rassicurazioni, le prime diffidenze, la paura di perdermi, di non essere abbastanza per me… fino ad arrivare, dopo mille discussioni, a quella frase che mi ha detto Francesco e che ha cambiato il mio mondo: “Amore, io ti amo troppo per non volerti vedere libera e felice, e voglio fidarmi di te. Proviamoci! Trova la persona giusta e insieme poi decideremo”.

E poi Fabio. L’ho conosciuto in una chat su Telegram, uno di quegli spazi virtuali nati e cresciuti per far incontrare persone diverse ma con gli stessi desideri, alla ricerca di qualcosa di speciale che li accomunasse. In realtà, quando l’ho incontrato la prima volta, non stavo cercando nulla di particolare, se non nutrendo la mia inesauribile curiosità. Non stavo cercando nulla ma senza volerlo ho trovato lui, l’unico che non mi corteggiava e non mi commentava... e non capivo se fosse per un eccesso di superbia o solo per una timidezza estrema, così un giorno ho preso il coraggio a due mani e l’ho contattato per chiederglielo.

La sua risposta è stata tanto semplice quanto inaspettata: “Sei una donna bellissima, Manuela, ma io non sono attratto da una serie di immagini statiche seppur belle come le tue. Quello che mi affascina davvero in una donna è il suo spirito, quel punto di incontro tra la sua mente e il suo animo erotico. Se ti fa piacere, sarebbe un grande privilegio per me conoscerti meglio, per capire il tuo mondo e i tuoi desideri”.

Capitolo 14 – Mossi dal desiderio

Quella risposta mi aveva totalmente spiazzato. Ero abituata a commenti e risposte molto più semplici, lineari, focalizzati solo sul mio corpo e il mio aspetto, mai sulla mia persona. E così senza pensarci troppo mi sono lasciata andare con quell’uomo con cui presto tutto è divenuto naturale: le prime chiacchiere, i primi confronti, il mio incominciare ad aprirmi sulla mia vita, la voglia di farmi vedere non per come volevo apparire ma per come ero in realtà. Nel giro di poche settimane mi resi conto di aver trovato la persona giusta senza neppure sapere come.

Ora lo scoglio era solo uno: il nostro primo incontro per conoscerci. Dove, come, perché… mille domande mi rimbalzavano per la testa, finché a un certo punto non ho deciso di fermarle, definendo un approccio che direi schematico. Ci saremmo incontrati in un luogo affollato, come un centro commerciale, e ci saremmo solo guardati tra le persone presenti. Nessun contatto, nessuna parola: ci saremmo salutati semplicemente con gli occhi e poi ognuno sarebbe tornato alla propria vita. In questo modo mi sarei sentita protetta e al riparo da ogni imbarazzo e soprattutto sicura che quell’uomo che stava per cambiarmi la vita fosse vero e reale come il mio desiderio di lui.

Ma la vita, lo sappiamo, non sempre va come pianificato e a volte riesce a stupirci molto più di quanto avremmo mai potuto aspettarci...

Sono arrivata con un leggero ritardo all’appuntamento come mio solito, con il fiato corto, il cuore a mille e il timore che se ne fosse andato. Appena l’ho visto però tra la folla, il cuore ha incominciato a battermi ancora più forte e un’emozione che non conoscevo ancora ha incominciato a percorrere tutto il mio corpo... Ora era lì, a pochi passi da me, esattamente come lo avevo immaginato e anche molto di più. Il suo sorriso quando mi ha vista mi ha aperto il cuore e i suoi occhi hanno saputo scavarmi dentro fin dal primo momento in cui mi ha guardato.

Quell’uomo era perfetto ai miei occhi, era bellissimo ed era lì solo per un veloce saluto con me… ma in quel momento mi sono resa conto che guardarlo e basta e poi andar via non mi sarebbe bastato, volevo di più. Volevo che mi desiderasse subito senza se e senza ma, volevo eccitarlo e vedere l'effetto che gli facevo dal vivo.

Così mi è venuta un’idea e mi sono avviata verso la zona dedicata all’abbigliamento femminile, facendogli un lieve cenno con la mano per farmi seguire a distanza. Ho fatto finta di guardare tra i vestiti e tra la biancheria se ci fosse stato qualcosa di mio gradimento, ma in realtà cercavo solo una scusa per andare verso un camerino e stuzzicarlo un po’. Poi ho visto un costume, molto carino, di cui avevo davvero bisogno, così l’ho preso e sono andata verso la zona dedicata dove poterlo indossare e vedere come stava sul mio corpo. Lui intanto mi seguiva con lo sguardo e il sorriso di chi aveva già intuito il gioco e voleva farne parte fino in fondo.

Arrivata ai camerini ho chiuso la tenda, ma non del tutto: ho lasciato una bella porzione di spiraglio aperto, quel tanto che sarebbe bastato, se lui avesse voluto, per permettere ai suoi occhi di scivolare su di me dal corridoio esterno. E lui lo voleva. Voleva vedermi, voleva scoprirmi, voleva scoparmi con gli occhi.

Capitolo 15 – Oltre la tenda

Mentre mi stavo spogliando sotto la luce fredda del camerino fino a rimanere completamente nuda, cercavo di non perdere mai il contatto coi suoi occhi che per la prima volta stavano guardando quella carne che fino ad ora aveva visto solo riflessa nello schermo di un cellulare e che ora era calda e pulsante di desiderio di fronte a lui. Quello che più mi aveva stupito in quel momento era che nei suoi occhi non leggevo un desiderio carnale e immediato, ma leggevo un modo di guardarmi rispettoso e tranquillo seppur attento e sicuro: nei suoi occhi c'era una profondità incredibile, uno sguardo magnetico che sembrava penetrarmi e spogliarmi direttamente l'anima prima ancora del corpo. In quel momento mi sono sentita completamente vulnerabile, spogliata nel profondo dai suoi occhi nel bel mezzo di un luogo pubblico, e questa sensazione mi ha scatenato un'ondata di calore devastante tra le gambe.

Pensavo di essere io a comandare il gioco per eccitarlo, e invece lui mi ha travolto completamente con la sua calma e allo stesso tempo la sua fermezza nel non lasciare mai i miei occhi da soli. Così ho dimenticato il costume, ancora appeso alla parete, ho dimenticato di essere in un camerino con la gente fuori che passava e veniva e sono rimasta nuda, con gli occhi fissi nei suoi e i suoi nei miei. Presto la mia mano è scivolata tra le mie gambe, iniziando ad accarezzarmi dapprima con lentezza e poi sempre con maggiore vigore, senza mai staccare i miei occhi dai suoi, tranne per notare che la sua mano destra era sparita anch’essa nei suoi pantaloni nella ricerca del mio stesso piacere.

Quel ricordo ora, dopo così tante emozioni vissute insieme, mentre sono stesa su questo letto, esplode ancora dentro di me con la stessa identica potenza di allora. Chiudo gli occhi e ricordo… quegli occhi, il suo sguardo, il suo desiderio così apparentemente controllato ma ugualmente caldo e il suo braccio, la sua mano nei pantaloni in movimenti lenti, leggeri ma così provocatori e spregiudicati.

La mia mente ricorda nitidamente ogni sensazione, ogni particolare, le mie dita ricordano ogni movimento e scivolano sul mio sesso bagnato allo stesso ritmo di allora: entrano dentro di me per poi uscire ancora più bagnate di prima, sfregandosi forte contro il mio clitoride. Ho voglia di godere ancora, il respiro mi si spezza, la schiena si inarca sul materasso mentre la memoria di quell'incontro rubato si fonde con la mia carne oggi, ora. L'adrenalina di quel camerino mi travolge ancora una volta in un crescendo inarrestabile, finché un orgasmo caldissimo e devastante mi scuote il bacino, strappandomi un sospiro soffocato e profondo.

Quando ho riaperto gli occhi in quel camerino sperando che nessuno avesse sentito i miei gemiti, lui era già powders andato via, lasciandomi nuda ed ansimante, con la sicurezza che ci saremmo rivisti presto. Quando sono uscita dalla tenda ho sentito ancora nell’aria quell'inconfondibile profumo di orgasmo maschile… era venuto anche lui insieme a me e ora lo volevo disperatamente dentro di me.

Ora è tutto diverso… quando riapro gli occhi, a fatica, ancora tremante, Fabio questa volta è accanto a me ed è sveglio anche lui. È girato verso di me e mi sta fissando, con quel suo sorriso malizioso che mi stringe lo spirito come una catena. Ha sul volto la stessa espressione di quel giorno mentre mi fissava nello specchio, gli stessi occhi profondi che mi avevano spogliata di ogni resistenza attraverso quella tenda.

Capitolo 16 – Nuovi desideri

Senza dire una parola Fabio allunga una mano verso di me, afferra delicatamente il mio braccio facendo scivolare la sua mano verso il mio polso. Lo prende delicatamente tra le dita e lo porta verso il suo volto. Non stacca mai lo sguardo dal mio nemmeno per un istante mentre tira fuori la lingua e porta alla bocca le dita con cui mi sono appena toccata. Le lecca lentamente sulla punta dei polpastrelli ancora lucidi del mio umore, poi le mette in bocca tutte succhiandole e mordendole, assaporando il mio piacere con una lentezza studiata per farmi sentire ogni singolo tocco della sua lingua e dei suoi denti. Chiudo gli occhi focalizzandomi sulle sensazioni di quella bocca fantastica e un brivido mi attraversa dalla testa ai piedi.

“Buongiorno...” mi sussurra con la sua voce calda e profonda, prima di alzarsi sui gomiti e avvicinarsi a me per darmi un dolcissimo e lungo bacio sulle labbra, nel quale assaporare la mia arrendevolezza a quel momento di piacere.

Alla mia sinistra intanto sento Francesco incominciare a muoversi. Si stira piano, sospira, si volta verso di me e allunga un braccio avvolgendomi la vita e tirandomi a sé con una dolce fermezza, facendomi appoggiare col seno al suo petto. Intanto Fabio si avvicina a me e si incolla alla mia schiena premendo con voluta sfacciataggine sulle mie natiche la sua erezione già tesa e pronta a farmi godere di nuovo.

I due uomini mi abbracciano entrambi, avvolgendomi completamente con i loro corpi. Mentre le mie labbra cercano e trovano quelle di Francesco in un bacio profondo e languido, le labbra di Fabio iniziano a percorrere il mio collo, lasciando una scia di baci caldi che mi fa scattare l'ennesimo brivido tra le cosce. Il sesso mi pulsa nuovamente, l'avidità di averli entrambi mi brucia ancora dentro. Mi stacco un millimetro dalle labbra di mio marito e, con il fiato corto, sussurro a tutti e due: “Vi voglio... insieme, dentro di me, ora”.

Francesco si blocca un attimo, stupito di quel nuovo desiderio che le mie parole hanno espresso in un sol fiato, ma bastano pochi secondi perché lo stupore diventi un sorriso sincero e caldo, e con la sua solita, bella ironia mi dice: “Ai tuoi ordini, padrona”.

Francesco e Fabio si guardano, si sorridono. Nei loro occhi brilla la stessa luce accesa nei miei: siamo tutti e tre uniti nello stesso desiderio di godere e goderci gli uni con gli altri. Sento Francesco prendermi per la vita e portarmi sopra di lui, dove mi accomodo senza mai smettere di baciarlo. Lo sento toccarmi le cosce per poi lasciarle e andare alla ricerca del suo sesso, che prende in mano saldamente puntandolo verso la mia intimità, in attesa di un mio movimento lento nell’accoglierlo dentro di me. Intanto sento Fabio mettersi dietro di me nel rito di quel gesto già fatto in precedenza quella notte, ma con un significato nuovo stamattina: si fa colare sulle dita la sua saliva per poi portarla verso il mio buchetto, massaggiandolo lentamente.

Appena sento un suo polpastrello toccarmi nuovamente in quel punto così sensibile, mi mordo istintivamente il labbro inferiore. Quei due uomini, perfettamente coordinati nei movimenti e nei desideri, sono uniti dalla voglia di possedermi nello stesso istante, per esaudire quel mio desiderio così profondo. Dentro di me scorrono mille emozioni, mille sensazioni: amore, libertà, passione, lussuria…

Un pensiero mi sfiora ancora la mente proprio mentre sento la punta dei loro sessi entrare dolcemente in me: è incredibile come tutto sia partito da quel piccolo ma intensissimo orgasmo solitario rubato dentro un camerino. Quel momento di pura fantasia mi ha condotta qui, ora, a essere il centro esatto del desiderio di questi due uomini meravigliosi, a essere tre che sono uno.
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