Annunci69.it è una Community rivolta ad un pubblico adulto e maggiorenne.
Puoi accedere solo se hai più di 18 anni.

SONO MAGGIORENNE ESCI
Racconti Erotici > tradimenti > Ospiti graditi - Parte 1
tradimenti

Ospiti graditi - Parte 1


di Maryf02
10.08.2025    |    5.737    |    28 9.9
"Marina notò che iniziavo quasi a contorcermi e mi disse: «Zia che hai ti senti male?» «No, tesoro, solo che ho fatto il pieno nel culo e ora con il plug mi fa sentire disturbata, ora accosto..."
Miky e Marina, i miei più cari amici del sito, li stavo aspettando all’aeroporto, sarebbero stati nostri ospiti per un po' di tempo per visitare la città eterna anche se in realtà penso che volessero unire l’utile al dilettevole!
Tra me e Marina si è instaurato un sincero rapporto di amicizia e nonostante la differenza di età lei mi considera la sua zia adottiva e di conseguenza lei è la mia nipotina troietta con cui ci scambiamo le nostre confidenze in chat.
Ero davanti al tabellone degli arrivi ma del loro volo sembrava non esserci alcuna notizia, quando mi arrivò un messaggio di Marina che mi informava che il loro volo non era ancora decollato!
Decisi di andare a prendere qualcosa al bar, ma nel rimettere il cellulare nello zainetto mi cadde in terra e dovetti inchinarmi per raccoglierlo mostrando forse inavvertitamente il mio gioiello e la mia fonte del piacere agli autisti delle agenzie che aspettavano l’arrivo dei loro clienti.
Andai al bar sulla balconata superiore e mi sedetti ad un tavolino vicino al parapetto trasparente in modo da poter controllare gli arrivi.
Chiaramente, fedele alla regola del tre, indossavo un vestitino corto abbottonato sul davanti, un paio di sandali col tacco alto e l’immancabile plug, cosicché mentre io sbirciavo il tabellone gli operatori da sotto spiavano dandosi colpi di gomito alludendo al mio panorama.
In un attimo come per una forza magnetica le mie gambe si aprivano e la mia fica iniziava a bagnarsi senza ritegno!
Scesi di nuovo agli arrivi e costatando che il volo dei miei amici avrebbe avuto due ore di ritardo esclamai: «Due ore, e adesso che faccio?»
Una voce dietro di me mi fece sobbalzare: «Permette?», mi girai, era un bell’uomo con l’uniforme da autista privato e dalla carnagione scura sicuramente doveva essere un nordafricano, «anche io e il mio collega siamo in attesa dei nostri clienti sullo stesso volo, possiamo offrirle qualcosa al bar?»
«La ringrazio» replicai, «ma sono appena scesa dal bar, penso l’abbia notato visto che sbirciava da sotto!»
«Allora cosa ne dice se andassimo a fare un giro fino all’arrivo con il nostro pulmino?»
Guardandolo in volto gli dissi: «ma veramente non so se posso fidarmi!»
«Ma una donna che va in giro con la passera in bella mostra non penso possa spaventarsi davanti a qualche cazzo!», «abbiamo due ore, ce ne è di tempo per divertirci!» e nel frattempo con le mani si era infilato sotto il vestito provocando l’immancabile reazione della mia fica!
La mia testa diceva «che cazzo fai?», la mia fica urlava «dai che aspetti, quando ti ricapita un manzo così’?», chiaramente la fica prevalse sulla ragione e accettai: «d’accordo, andiamo però niente scherzi!»
«Certo, tranquilla, non ti dispiace se anche il mio collega viene con noi, non posso mica lasciarlo solo all’aeroporto!»
Il collega era un gigante sicuramente dello stesso paese e, se tanto mi dava tanto, non avrei potuto lasciarmelo scappare!
«Certo, cosa farebbe tutto solo fino al nostro ritorno!», la ninfomane che era in me aveva preso il sopravvento, «piacere, io sono Mary!», «andiamo, il tempo vola!»
Saliti sul pulmino l’autista si mise alla guida, io salii al centro e l’omone alla mia destra.
«Siamo marocchini, Io sono Ahmed, il mio nome significa "degno di lode”, poi capirai perché, lui è Omar e il suo nome significa "colui che ha una lunga vita", anche se penso sarebbe più appropriato riferirsi ad altro!» disse ridendo.
Mentre camminavamo allungavano le mani sulle mie cosce facendomi alzare il vestito e io allargavo le gambe per invitarli a raggiungere il centro del piacere.
Più le loro mani si avvicinavano più il mio sesso si scioglieva e sentendo il bisogno di sentirmi libera iniziai a sbottonare il vestito fino ad aprirlo completamente.
«Scusa, ma dove stiamo andando?» chiesi ad Ahmed e portandomi avanti col bacino allargai completamente le gambe permettendo alle loro mani di impossessarsi della mia fica facendola sciogliere in un lago di umori mentre io con le mie saggiavo la consistenza dei loro membri.
Ci fermammo in un parcheggio quasi deserto vicino l’aeroporto, quando Omar aprendo la portiera disse «spostiamoci dietro così staremo più comodi».
Nello scendere mi liberai completamente del vestito e l’impatto dell’aria e del sole sulla mia pelle nuda fu qualcosa di inebriante, così iniziai a volteggiare nel parcheggio con le braccia aperte finché Ahmed prendendomi per un braccio mi portò delicatamente all’interno del pulmino.
Sulla fila centrale, con le poltrone disposte due difronte alle altre, Omar si era liberato dei vestiti esibendo un membro in piena erezione già scappellato e pronto all’uso e capii cosa intendesse Ahmed riguardo al significato del nome di Omar.
Non so nemmeno io come, ma mi ritrovai in ginocchio con le mie labbra a pochi centimetri da quell’asta pulsante e fu del tutto naturale che iniziai a farmela scivolare in bocca assaporando quel gusto intenso che mi faceva salire il sangue al cervello e colare umori dalla fica.
A quello ci pensò Ahmed che iniziò a leccarmela passando con la lingua dalle grandi labbra al culo e viceversa, finché non mi infilò due dita nella fica sditalinandola freneticamente fino a quando un primo orgasmo non esplose facendomi squirtare copiosamente!
Non mi ero ancora ripresa da quella scarica di adrenalina che Omar mi fece poggiare con il busto su un sedile e iniziò ad affondare quel palo nella fica arrivando a sbattere contro l’utero per quanto fosse lungo!
«Siiii, cosiiiii!», «fammelo sentire tuuuuttoooo!» furono le ultime parole che riuscii a dire prima di trovarmi il cazzo di Ahmed in bocca!
Omar mi sbatteva in maniera travolgente e ad ogni affondo mentre il cazzo di Ahmed mi entrava tutto fino in gola, il plug mi trasmetteva delle vibrazioni così intense nel culo che iniziai a scuotermi facendomi salire un nuovo orgasmo che dal basso ventre mi arrivò fino al cervello: «che bellooooooo, sto godendooooo!»
I due marocchini si alternarono un paio di volte tra la fica e la bocca finché capii chiaramente che Ahmed era sul punto di esplodere nella mia fica al che lo pregai: «No, in fica no, poi mi colerebbe tutta tra le gambe e io devo tornare in aeroporto!»
«Non ti preoccupare!» fu la sua risposta e togliendomi il plug dal culo mi piantò la sua mazza nel culo facendomi urlare: «Ahaaa, che cazzo faiiiiiii?»
Però prenderlo dietro è il mio punto debole così iniziai a muovermi avanti e dietro ben sapendo come sarebbe inevitabilmente finita, ma non riuscivo a fermarmi in preda alla lussuria e iniziai a farmi salire un orgasmo anale che sapevo sarebbe esploso nel preciso momento in cui il mio intestino sarebbe stato irrorato dalla sua calda crema!
Nel frattempo, continuavo a sbocchinare Omar, anche lui al culmine del piacere, e infatti arrivò prima del suo amico tenendomi la testa e affondando fino in gola mi inondò con il suo succo che io abilmente riuscii ad ingoiare senza perderne neanche una goccia!
Omar tenendomi per i fianchi affondò fino a farmi sentire le sue palle sulle labbra della fica, si irrigidì ed esplose in una eruzione di sborra, una colata inesauribile che mi riempì l’intestino provocando in me una scarica di piacere come una scossa elettrica: «Ahhhh, ti godo, godoooooo, che favolaaaa!»
Si sfilò e prontamente mi rimise il plug nel culo: «ecco, così vedrai che non ti colerà niente finché non lo toglierai!»
Tornammo in aeroporto, loro nelle loro eleganti divise da autisti, io con un’aria sconvolta come se fossi reduce da un terremoto cercai di ricompormi ma ad ogni passo che facevo sentivo gli umori residui della mia fica sulle gambe, mentre l’intestino avvertiva la presenza di quella spremuta di maschio che il plug a malapena riusciva a trattenere; infatti, non è che avessi una camminata proprio fluida.
Comunque, eravamo tornati in tempo perché il volo di Miky e Marina era appena atterrato!
Aspettavo già da un po' che uscissero dagli arrivi e non vedevo l’ora di potermi liberare del plug per permettere a tutta quella sborra di uscire dalla porta posteriore quando li vidi arrivare!
Marina era splendida in tutta la freschezza della sua giovane età e Miky le stava accanto come se fosse la sua guardia del corpo.
«Marina!» la chiamai e lei sembrava non vedermi, «Marinaaa, sono qui!» la richiamai a voce alta agitando le braccia.
«Ziaaaaa!» mi venne incontro con un sorriso aperto e mi abbraccio con un trasporto travolgente.
Ci scambiammo un bacio e lei esclamò: «Ma zia, che hai fatto?», «profumi di cazzo!»
«Sai il vostro volo aveva due ore di ritardo ed io, nel frattempo, ho trovato il modo di passare il tempo!»
«Che zia zoccola che mi sono trovata!» esclamò, «comunque anche io durante il volo invece dei soliti stuzzichini che danno ho bevuto un po' di sborra dello steward!», «peccato che il volo fosse breve, altrimenti avrei potuto fare di più!»
«Ottimo!» le dissi, «vedrai che in questi giorni ci divertiremo un sacco!», «ti piace la fava romanesca?»
«Cioè?» mi guardò con un’aria interrogativa.
«La fava, a Roma il termine viene anche usato per indicare il cazzo!»
«Ah, allora voglio farne indigestione!» rispose ridendo.
Al che Miky si inserì nel discorso: «Io passo, sono allergico a certi prodotti!»
«Guarda che anche la patata romana è una specialità che non dovrai perderti!», e scoppiamo tutti e tre a ridere.
Mentre guidavo sentivo crescere il fastidio di quel clistere di sborra che mi ero fatta fare e iniziavo ad essere inquieta.
Marina notò che iniziavo quasi a contorcermi e mi disse: «Zia che hai ti senti male?»
«No, tesoro, solo che ho fatto il pieno nel culo e ora con il plug mi fa sentire disturbata, ora accosto e mi libero!»
Mi accostai nella piazzola dell’autostrada e scesi dietro la macchina, mi accovacciai e mentre stavo togliendo il plug passò un pulmino pieno di gente che inizio a dare colpi di clacson, indovinate chi era l’autista?
Nel momento che tolsi il plug un fiume di sborra iniziò a colare dalla mia apertura anale e Marina affacciandosi dal finestrino esclamò: «Ma quanta ne hai presa, quanti erano?»
«Uno, uno solo, ma non immagini quanto fosse carico!» risposi cercando di pulirmi come potevo con le dita e mi venne spontaneo di assaggiarla-
«Mmmm, è ancora buona, vuoi sentire?» dissi porgendo le dita piene di quel succo verso la bocca di Marina.
Lei con uno sguardo da troietta, mille volte più esplicito del mio, mi succhiò le dita restituendomele, completamente pulite disse: «Mmmm, che buona, è di produzione locale?»
«No», risposi, «penso sia importata dal Marocco, ma vedrai che ne troveremo quanta ne vuoi!»
Stavo per salire in macchina quando mi accorsi che Miky aveva un’erezione evidente: «ce la fai a resistere o vorresti godere per scaricarti?»
E così dicendo aprii lo sportello posteriore e saggiai con la mano lo stato dell’arnese di Miky.
«Uhhh, così scoppio, è da stamattina che Marina si diverte a fare la troia, e ora vi ci mettete in dueeee!» esclamò.
Gli slacciai i calzoni e tirai fuori quel membro pulsante che chiedeva solo di porre fine alle sue sofferenze: «povero tesoro, ti hanno rinchiuso tutto il giorno nei calzoni, ma ora ci pensa Mary a farti le coccole!»
Mi sbottonai il vestino liberandomene e dato che sentivo ancora colare qualcosa dal buchino rivolgendomi a Miky mostrandogli il plug chiesi: «Che faccio lo rimetto al suo posto o ci mettiamo il tuo?»
«Maaa, non lo so, decidi tu!» rispose rosso in volto!
«Ok, per adesso prendo l’aperitivo, poi questa sera ti farò il servizio completo!» e mi rimisi il plug nel culo emettendo un gemito di piacere!
Così, completamente nuda, inchinata fuori dallo sportello dove era seduto Miky iniziai a fargli uno di quei ricamini con la lingua prima e con le labbra dopo facendolo sospirare: «sei fantasticaaa, è bellissinoooo!»
Dopo averglielo scappellato con le labbra lo feci scivolare in bocca arrivando fino alla base dell’asta mentre con le mani gli massaggiavo i testicoli e Miky iniziava a muoversi con il bacino avanti e indietro.
«Cazzo, zia, ma così, sull’autostrada, sei tutta nudaaaa!» e fu allora che mi accorsi che la nipotina si era tolto il perizoma appendendolo allo specchietto e si stava masturbando a tutto spiano!
Il cazzo di Miky aveva un sapore e un odore molte forte dovuto alle ore di viaggio, ma per me quello era un afrodisiaco travolgente; infatti, iniziai a colare umori dalla fica come una fontana!
Cominciai a leccare quell’asta pulsante partendo dalla base e salendo fino alla cappella la percorrevo con la lingua come se stessi gustando un cono gelato!
«Ahhhh, siiiii!», era Marina in preda ad un forte orgasmo, «Daiii, fallo godereeeee, bevi la sua cremaaaa!», «siiiii, sto godendoooooo!»
Sentendo la sua donna godere in quel modo Miky non si trattenne, sentii la sua cappella pulsare e ingrossarsi, io mentre lo sbocchinavo mi stavo sgrillettando il clitoride procurandomi un orgasmo dolcissimo, e nel momento che mi esplose in gola facendomi squirtare mi resi conto da quanto tempo era che non eiaculava!
Mi alzai incurante delle macchine che passavano e gustandomi l’adrenalina che mi derivava dall’essere nuda sul ciglio dell’autostrada mi rivestii lentamente tra i suoni dei clacson degli automobilisti.
Salii in macchina e rivolgendomi ai ragazzi chiesi: «vi è piaciuto il benvenuto?»
«Altro che!» rispose Miky e Marina ribadì: «Siiii, zia, sei proprio tremenda!», «Però ti ho bagnato tutta la macchina!»
«Non ti preoccupare tesoro, la mia auto deve essere impregnata dal profumo del sesso!»
Marina stava per riprendere il perizoma quando la bloccai: «Queste te le puoi scordare, finché sarete nella capitale le nostre fiche dovranno essere libere da ogni copertura!»
Il viaggio di rientro fu un’apoteosi, sia io che marina viaggiavamo con le fiche completamente esposte all’ammirazione degli autisti dei mezzi più alti e dei passanti che attraversavano la strada!
Finalmente arrivammo a casa, io e Marina in un bagno di umori e Miky a cui era ripresa la vitalità del membro!
In attesa dell’arrivo di Giulio li invitai a farsi una doccia mostrando loro la camera degli ospiti quando mi balenò un’idea eccitante: «Marina preferisci la stanza degli ospiti o la nostra?»
«No, no, quella degli ospiti va benissimo!» rispose.
«Bene», replicai, «Allora Miky tu dormirai con me nella mia stanza, mentre Marina dormirà con Giulio!».
«A dimenticavo, in questa casa si dorme nudi!»
Miky e Marina si guardarono negli occhi e quasi in coro risposero: «Senz’altro», disse Marina entusiasta, e Miky che sembrava aver messo da parte la timidezza, ribadì: «sarà una vacanza indimenticabile!»
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Voto dei Lettori:
9.9
Ti è piaciuto??? SI NO

Commenti per Ospiti graditi - Parte 1:

Altri Racconti Erotici in tradimenti:




® Annunci69.it è un marchio registrato. Tutti i diritti sono riservati e vietate le riproduzioni senza esplicito consenso.

Condizioni del Servizio. | Privacy. | Regolamento della Community | Segnalazioni