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La crociera - 3a parte


di Maryf02
17.04.2026    |    3.073    |    12 9.8
"La feci salire su Fabio e impugnando lo strumento diressi il glande puntandolo sulla fica: «dai comincia da qui così cominci a partire!» Vedevo il cazzo di Fabio scivolare a fatica nella sua..."
Dopo la mattinata in piscina ci dirigemmo tutti a pranzo.
Arrivati al salone, il tavolo era già apparecchiato e la luce calda filtrava dalle grandi vetrate, creando un'atmosfera rilassata ma ancora carica dell'adrenalina appena vissuta.
Sedendoci, gli sguardi si incrociavano tra sorrisi maliziosi e battute sussurrate, come se tutto quello che era successo avesse lasciato un alone di complicità indelebile.
Sul tavolo iniziarono a circolare storie e pettegolezzi della mattinata, ognuno aggiungeva un dettaglio piccante tra risate complici e look maliziosi.
L’aria ormai era impregnata di un’euforia strana, dove il confine fra gioco e provocazione sembrava assottigliarsi ad ogni brindisi.
Fu Marco ad aprire il discorso: «Allora ve la siete spassata in piscina?»
«Altro ché», rispose Luana, «i tre ragazzi del tavolo di fronte si sono dato da fare alla grande, ho goduto da pazzi!»
«E a te Mary come è andata?», mi chiese Giulio con uno sguardo incuriosito, «hai fatto la troia come al solito?»
«Puoi sommetterci!», risposi con un tono quasi orgoglioso, «si sono gustati il mio fiorellino posteriore fino in fondo, fortuna che ho il plug altrimenti per quanto mi hanno riempito continuerei a colare!», e così dicendo alzai il bicchiere in direzione del tavolo dei ragazzi che risposero al mio brindisi, «e tu che mi racconti, hai trovato i modo di divertirti?»
«Abbastanza», esclamò, «con Marco ci siamo intrattenuti con una coppia di mezza età, lei era molto formosa e aveva una gran fame di cazzo, certo niente in confronto con una ninfomane come te, ma comunque fortunatamente eravamo in due, altrimenti uno solo non ce l’avrebbe potuta fare!»
Iniziò così a raccontare come mentre erano in palestra la signora scese dal tapis roulant e si avvicinò a Marco con fare lascivo chiedendogli se gli andasse di giocare un po'.
Marco sorrise divertito, ricordando il momento in cui la donna lo prese per mano e lo portò verso un angolo più appartato della palestra, dove la tensione si era sciolta in risate e sguardi compiacenti. Gli altri ascoltavano con attenzione, mentre la narrazione si arricchiva di piccoli dettagli che rendevano la storia ancora più piccante e coinvolgente.
Una volta messo all’angolo lei si inginocchiò davanti a lui abbassandogli i calzoncini di colpo trovandosi il membro semi eretto a pochi centimetri dal viso.
Iniziò ad assaporarlo facendolo crescere con un pompino da troia navigata!
Fece sdraiare Marco su una panca e sfilatasi il costume si impalò sul cazzo di Marco facendolo sprofondare nella fica.
Mentre il racconto proseguiva mettendogli una mano sul cazzo chiesi a Giulio: «e tu che facevi guardavi e basta?»
Partì a descrivere come avvicinatosi a loro offrì il suo uccello da assaporare alla signora pregandola di lubrificarlo per bene con la saliva perché di lì a poco lo avrebbe preso nel culo!
Mentre si stava facendo succhiare il cazzo il marito si avvicinò dicendo «sfondaglielo, adesso, apritela in due questa vacca!»
Ci spiegò come iniziò ad incularla mentre Marco la possedeva in fica ed il marito si faceva succhiare il pisello fino a venirle in bocca.
L’orgasmo della milf esplose quando Marco e Giulio, forti dell’affiatamento maturato in anni di doppie soprattutto con me, riversarono tutto il loro seme nelle viscere della fortunata!
A quel punto mi ripartirono le farfalle nella fica ed inizia a bagnarmi di nuovo e immancabilmente le gambe si aprirono offrendo alla vista dei curiosi la mia fica socchiusa come un fiore sbocciato a primavera.
La conversazione proseguì tra battute audaci e confidenze, ognuno sembrava pronto a superare il confine sottile tra racconto e desiderio, lasciando che la giornata prendesse una piega sempre più intrigante.
Un proverbio dice che "tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare", ma comunque, nessuno di noi pareva temere la traversata, a parte Fabio che ascoltava i racconti con un velo quasi di tristezza.
«Cosa c’è che non va?», gli chiese Giulio.
«Sapete», disse, «devo confessarvi che a parte la milf, quella dell’aereo, ho scopato solo con lei e una sua amica, ma nessuna di loro ha voluto avere rapporti anali con me!» e, prosegui quasi sospirando, «Solo tu Mary sei riuscita a farmi provare il piacere di farlo, e speravo invano che almeno qui si potesse presentare l’occasione!»
Il silenzio calò per un istante, ma fu subito rotto da una risata contagiosa. Marco, con la sua consueta ironia, si rivolse a Fabio: «Beh, caro, non è mai troppo tardi per recuperare! Qui le opportunità si presentano quando meno te le aspetti.»
Le parole sembravano sciogliere la tensione, facendo tornare un’atmosfera giocosa tra di noi.
Giulio si avvicinò a Fabio con uno sguardo complice, quasi a volerlo rassicurare: «Stasera, nessuno resterà a mani vuote, vedrai. Basta lasciarsi andare e il resto verrà da sé.» A quel punto tutti si scambiarono occhiate maliziose, pronti a cogliere ogni occasione che la notte avrebbe offerto, mentre una nuova scintilla di eccitazione animava il gruppo.
Fu Luana a prendere l’iniziativa: «Io penso che potrei provarci, mi sono sempre chiesta come facesse Mary a prendere l’attrezzo di Fabio con tanta disinvoltura e, magari, con il vostro aiuto, sono tentata di farlo!»
Poi tendendomi il braccio mi guardò negli occhi dicendo: «Ovviamente dovrai farmi da guida, non vorrai abbandonarmi in un momento così delicato!»
Con un sorriso complice, stringendo la mano di Luana con delicatezza, la rassicurai: «Stai tranquilla, passo dopo passo ti mostrerò tutto quello che serve. Non c’è fretta, basta ascoltare il proprio corpo e lasciarsi andare!»
Fabio, più rilassato, ricambiò il sorriso di Mary e Luana, sentendo finalmente che quel desiderio non era più un sogno irrealizzabile.
L’atmosfera si fece ancora più calda, e l’attesa si trasformò in curiosità, mentre ognuno di noi si lasciava trasportare dall’entusiasmo collettivo, pronto a vivere la serata come un’avventura da ricordare.
Passammo il pomeriggio in relax, io e Luana andammo in piscina ad abbronzarci con il pensiero tutto rivolto a quello che sarebbe accaduto dopo cena!
Ci rosolavamo al sole sdraiate sui lettini, alternavamo l’abbronzatura sdraiate a pancia in giù facendo bella mostra dei nostri plug che brillavano al sole quasi fossero un richiamo per chi transitava davanti a noi.
Eravamo in uno stato di eccitazione euforica e la cosa era chiaramente visibile quando, girate a pancia in su per fare abbronzare le patatine, le goccioline dei nostri umori luccicavano al sole!
C’era chi si offriva di spalmarci la crema solare, chi voleva attaccare bottone con la scusa di un drink, ma volevamo restare in forma per quanto avevamo organizzato per la serata
Quando fu ormai sera, ci ritrovammo tutti attorno al tavolo, tra piatti vuoti e calici pieni di vino. Le battute si intrecciavano leggere, ma sotto la superficie si sentiva quella tensione elettrica, quasi palpabile, che prometteva qualcosa di particolare.
Luana mi lanciava sguardi curiosi, Marco scherzava con Fabio, e io ridevo di gusto: ognuno a modo suo si preparava a vivere la notte con spirito aperto e senza più remore.
Conclusa la cena lentamente ci dirigemmo verso il salotto, dove le luci soffuse e la musica morbida sembravano invitarci a lasciarci andare ancora di più; infatti, incuranti degli sguardi delle persone io e Luana sedevamo in pose lascive tenendo le gambe socchiuse in modo da soddisfare coloro che si soffermavano a gustarsi il panorama.
La complicità tra di noi era ormai totale, e nessuno aveva più timore di esprimere i propri desideri, mentre nell’aria si respirava quella voglia di esplorare e condividere che rendeva tutto magico.
Giorgio propose qualche alternativa: «Che dite discoteca o privé?»
«Ma no lo so», risposi, «forse il privé potrebbe essere controproducente per Luana, se vuole provare Fabio forse sarebbe meglio una situazione più familiare», e rivolgendomi a Luana le chiesi cosa ne pensasse.
«In effetti il privé mi sembra eccessivo, non vorrei fare brutta figura se poi non riuscissi ad andare fino in fondo con Fabio, forse sarebbe meglio se andiamo tutti in cabina tra di noi!»
«Allora andiamo nella nostra», rispose prontamente Marco, «mi sembra inutile stare qui a perdere tempo!»
Ci avviammo verso le cabine e lungo il percorso, neanche a farlo apposta, passando davanti al privé un incaricato ci dette un volantino con il programma delle serate a tema.
Tra le varie il giorno dopo era in programma la “serata anale” e la cosa suscitò subito la nostra ilarità, Giulio, mettendomi la mano sul culo, esclamò: «E’ proprio la serata adatta a te, domani sarai la reginetta della serata!», e tutti esplosero in una fragorosa risata!
Ci avviammo verso la cabina con una leggerezza contagiosa, quasi come se il tempo avesse rallentato per permetterci di gustare ogni gesto, ogni sguardo
La porta si chiuse alle nostre spalle, Luana, un po’ titubante ma anche emozionata, prese il primo passo, sedendosi accanto a Fabio, mentre Giorgio serviva ancora un po’ di vino.
L’atmosfera diventava più intima: era il momento di lasciarsi trasportare, senza fretta, semplicemente vivendo l’attimo.
All’inizio nessuno parlava, ma si percepiva quell’impazienza sottile che accompagna i momenti speciali.
Ognuno cercava un pretesto per rompere il ghiaccio: chi sistemava i cuscini, chi versava ancora un po’ di vino, chi lanciava battute sottovoce.
Poi, quasi senza accorgersene, le distanze si annullarono e le risate si fecero più vicine, i gesti più audaci, era come se la cabina ci avesse dato il permesso di essere autentici, senza maschere né filtri.
Luana e Fabio si scambiarono uno sguardo intenso, Marco scherzava con Giorgio, mentre io osservavo tutto con la sensazione che qualcosa di unico stesse per accadere.
Mi avvicinai a Luana e scostata la spallina che sosteneva il suo vestitino lo lasciai scivolare a terra lasciandola completamente nuda.
La serata prese il via e in un attimo eravamo tutti nudi ed eccitati.
«Bisognerà preparare Luana per bene!», affermai, «Marco e Giorgio cercate di darvi da fare, io intanto penso a Fabio!»
Mi sentivo quasi come la regista sul set di un film porno.
Marco fece sdraiare Luana sul letto e iniziò a leccarle la fica fino quasi a farla venire, poi si interruppe e facendola girare le allargò le natiche permettendo a Giorgio di spalmare l’olio lubrificante sull’ano inserendo ogni tanto un dito nel buchetto.
A mano a mano che si rilassava Giorgio con due dita continuò ad incularla mentre Marco le strofinava i seni usando la cappella.
Luana era ormai partita, la sentivo ansimare mentre io intrattenevo Fabio massaggiandogli il cazzo con due mani.
Dire che fosse grosso era quasi un eufemismo, dentro di me mi chiedevo se effettivamente Luana sarebbe riuscita a prenderlo, ma, soprattutto, mi stupivo di come io lo avessi fatto frequentemente.
La stanza iniziava a riempirsi del tipico profumo di sesso, il cazzo di Fabio emanava un odore così forte che mi riempiva le narici inebriandomi e, quasi senza accorgermene, mi ritrovai con la bocca che inutilmente cercava di accogliere il glande.
Iniziai a leccare la cappella girandoci intorno con la lingua quando sentii Luana sospirare: «Siii, dai Giulio aprimelo per beneeee!»
Giulio l’aveva fatta mettere in ginocchio sul bordo del letto e la stava inculando di santa ragione mentre Marco, portatosi davanti alla sua donna, le aveva messo il cazzo in bocca in modo da scoparla grazie ai movimenti dovuti alle spinte di Giulio.
Fabio mi prese per mano facendomi sdraiare accanto a Luana e inizio a leccarmi la fica che si scioglieva ad ogni colpo della sua lingua.
Mi rovistava fra le grandi labbra per poi passare a succhiarmi il clitoride mentre si divertiva a levarmi e inserirmi il plug con una lentezza esasperante.
A poca distanza dal mio volto vedevo Luana impegnata in quello spiedino che la stava portando all’orgasmo e, infatti, di lì a poco esplose in un orgasmo travolgente proprio quando Marco le riversò in bocca tutto il suo piacere!
Sembrava che mi avesse dato il via, sentii montare in me la sovreccitazione che mi portò a godere fino a farmi squirtare mentre Fabio si dissetava con il mio nettare.
Subito dopo Giulio, tenendola per i fianchi, affondò dentro di lei fino alle palle e, irrigidendosi, le venne nel culo con un rantolo di godimento!
«Oddio», ansimava Luana, «che belloooo!», «sto godendo di nuovoooo!»
Mi alzai e feci sdraiare Fabio sul letto con il suo tronchetto della felicità in piena erezione dritto come un soldato sugli attenti.
Per dare il tempo a Luana di riprendersi un po' mi intrattenei con Giulio a ripulirgli il cazzo dai residui di sperma di cui era cosparso.
Portandolo alla bocca sentii il profumo del suo seme misto agli umori di Luana e iniziai a gustarmi il sapore di quella combinazione afrodisiaca che non avevo mai provata prima; infatti, il sapore del mio amore è unico e inconfondibile ma condito con quello di Luana era veramente particolare!
«Allora», disse Marco rivolgendosi a Luana, «la vogliamo sbrigare la pratica?», «guarda come ti sta aspettando Fabio!»
«Mary mi stai vicino?», mi chiese Luana, «dammi una mano!»
«Certo tesoro!» le risposi lubrificando con il gel l’enorme arnese di Fabio.
La feci salire su Fabio e impugnando lo strumento diressi il glande puntandolo sulla fica: «dai comincia da qui così cominci a partire!»
Vedevo il cazzo di Fabio scivolare a fatica nella sua passera e quando la cappella era entrata del tutto la sentii sospirare: «aaahhhhhh, siiiiiiii!»
A quel punto iniziò a fare su e giù e, nonostante non riuscisse a prenderlo tutto, iniziò a gustarsi quella penetrazione prima lentamente per poi aumentare il ritmo fino a essere completamente sconvolta.
Il suo volto era completamente stravolto per cui capii che era giunto il momento di portarla oltre!
Mi portai davanti a lei scavalcando Fabio facendo finire la mia fica sul suo viso.
La feci sollevare un po' in modo da afferrare la mazza di Fabio puntandola sul suo ano che, cosparso della sborra di Giulio che iniziava a colare, non si era ancora richiuso del tutto!
Approfittai per raccoglierne un po’ con un dito leccandolo come una prelibatezza e facendole allargare le natiche con le mani le sussurrai all’orecchio: «ora rilassati e lascia che il peso del tuo corpo agevoli l’entrata!».
Mentre con la mano tenevo fermo quella meraviglia di carne sentivo l’eccitazione crescere in me e iniziai a strofinare la fica sul volto di Fabio che ne approfittò per gustarsi il mio sapore.
«Uhhhhh, oddiooo quanto è grossooooo!» gemeva Luana mentre le gambe iniziavano a cederle sotto il peso del suo corpo facendo oltrepassare la cappella oltre l’ano.
Fabio restava immobile anche se avvertivo attraverso la fica che il suo respiro si stava facendo più accelerato e la cosa mi faceva sciogliere in un lago di umori!
«Ahhhh, sta entrandoooooo!» urlò Luana in preda agli spasmi!
«Coraggio piccola, fallo entrare tutto» la incitò Marco, «dai Fabio sfondale il culo una volta per tutte!»
La cosa incredibile fu che mentre aiutavo la mia migliore amica a farsi deflorare la mia eccitazione stava portandomi all’ennesimo orgasmo anche perché Fabio continuava imperterrito a leccarmi fica e culo e a succhiarmi il clitoride.
Ormai era fatta, il missile era entrato completamente nell’hangar, Luana era impietrita a bocca aperta con gli occhi spalancati e ansimava continuando a ripetere flebilmente «oohhhhh!»
Io ero partita completamente e, quando senti che qualcuno stava puntando il suo cazzo sul mio culo, senza girarmi afferrai le mani di Luana stringendole forte!
Capii che doveva essere Marco perché Giulio si mise di fianco a me e lei offrendoci il suo uccello da assaporare!
Marco sprofondò dentro in un colpo solo facendomi sobbalzare, Luana si era ormai assuefatta a quel palo piantato nell’intestino cominciando a gustarselo con lenti movimenti.
La cappella di Giulio passava da una bocca all’altra e fu la prima volta che la mia lingua si incontrava con quella di un’altra donna facendomi provare nuove vibrazioni intime!
Mentre Giulio ci offriva il suo membro senza riserve, sentivo il calore dei corpi fondersi con il mio, creando un vortice di sensazioni che mi lasciava senza fiato. I nostri respiri si intrecciavano, le mani si cercavano e il desiderio si faceva sempre più urgente, travolgendo ogni inibizione.
I nostri corpi si intrecciavano come in una scultura di carne, e fu solo allora che, con la coda dell’occhio, mi accorsi che le tende della cabina erano completamente aperte con un gruppo di spettatori che si beavano della scena che stavamo offrendo.
La scena si fece ancora più intensa, il calore dei nostri corpi amplificato dagli sguardi curiosi che filtravano dalle tende aperte.
Sentivo ogni tocco, ogni carezza, come un fuoco che bruciava dentro di me, mentre la voce di Luana si mescolava ai sospiri di Marco e Giulio, creando una sinfonia di piacere e complicità.
In quel momento, ogni vergogna era scomparsa: eravamo solo noi, senza filtri, sospesi sul filo sottile della trasgressione e dell’estasi.
«Siiiii», «dammela tuttaaaaaa!», esclamò Luana mentre stava godendo sentendo che Fabio le stava farcendo l’intestino con un fiume di sborra!
«Eccomiiii!» gridava Marco tenendomi per i fianchi mentre stava venendomi dentro!
La frequenza delle nostre lingue si stava facendo sempre più intensa mentre ci lavoravamo il cazzo di Giulio finché non esplose schizzando il suo nettare sulle nostre bocche e iniziammo a scambiarcelo finendo in bacio saffico ma provato fino ad allora!
Fui travolta da un orgasmo così intenso che stavo quasi per perdere i sensi e, senza sapere come, mi ritrovai sul letto sfinita insieme agli altri mentre fuori dalla finestra della cabina gli spettatori ci dimostravano il loro apprezzamento alcuna addirittura masturbandosi copiosamente!
La notte calò sul mare, portando con sé un silenzio carico di complicità.
Nei corridoi della nave riecheggiavano ancora i nostri sospiri, mentre ci scambiavamo sguardi pieni di promesse e ricordi indelebili.
Ognuno di noi si lasciò cullare dal dolce torpore della stanchezza, consapevole che quell’esperienza ci aveva legati in modo profondo e irripetibile.
Prima di addormentarci, ci riunimmo ancora una volta sul ponte, sotto un cielo trapunto di stelle, ridendo e raccontandoci segreti che non avremmo mai condiviso altrove.
Il vento ci accarezzava, e nel cuore sentivamo che l’alba avrebbe portato nuove avventure, ma nulla sarebbe stato come quella notte, sospesa tra trasgressione e desiderio, che aveva cambiato per sempre il nostro modo di guardare il mondo.
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