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orge

La partita di ritorno - parte 2


di Maryf02
28.07.2025    |    3.265    |    22 9.9
"Tirarono fuori i loro cazzi e un forte afrore mi investì e nonostante tutti gli orgasmi che avevo appena avuto la mia fica si risvegliò cominciando a fremere affamata di cazzo! Il più audace dei..."
LA PARTITA

Arrivammo all’autorimessa sotto casa di Marco, mi ricordai della volta scorsa quando feci eccitare i due custodi marocchini e penso che anche loro si ricordassero perché continuavano a guardare nell’auto dal lato passeggero.
Il sole era tramontato e la temperatura era scesa, dovevo cambiarmi e indossare il tailleur, la fica era già bagnata per cui pensai di offrire loro uno spettacolino eccitante!
Scesi dalla macchina davanti a loro, mi tolsi il vestito restando solo con le calze e il reggicalze, aprii il portabagagli per prendere la busta della boutique e piegandomi mostrai lo scintillante gioiello che indossavo e il fiore bagnato.
In altre situazioni me li sarei fatti tutti e due, ma quella sera la fica e il culo dovevano arrivare intatti da Fabio, per cui indossai il tailleur e rivolgendomi a loro promisi che al ritorno se li avessi ritrovati avrei dato loro una “bella mancia”!
Suonammo e Marco ci aprì la porta: «finalmente, vi siete fatti desiderare, la partita è già iniziata!», «volete darmi le vostre giacche?».
Dietro di lui c’era Fabio: «Ciao, come stai?» e detti un bacio sulle labbra a tutti e due e mi liberai del soprabito.
Ero praticamente nuda, avevo solo le calze con il reggicalze e le scarpe, però mi sentivo completamente a mio agio, mentre i maschietti, nonostante sapessero bene come fossi fatta, erano imbambolati, specialmente Fabio che mi fissava con uno sguardo pieno di desiderio.
Il porco di Marco mettendomi la mano sulla fica esordì: «caspita sei in forma, vedrai come ti piacerà la sorpresa quando arriverà!», «dai andiamo in salotto a vedere la partita e a prendere l’aperitivo.»
La partita andava avanti da sola, nessuno sembra essere interessato, eppure erano tutti appassionati di calcio.
Intanto io continuavo a pensare alla sorpresa, era tutto il giorno che ci ero incuriosita, e intanto Marco continuava ad allungare le mani palpandomi dovunque, ma prima c’era da pensare a Fabio: «e no bello, non sono mica qui per te!».
Presi per mano Fabio e rivolgendomi a Marco: «Scusa ma prima c’è lui, non ti dispiace se usiamo la tua camera da letto vero?»
«No, affatto!», «accidenti, terapia d’urto!», «però lasciate la porta aperta, non si sa mai!»
Avevo il cuore a mille, senza contare la fica che già si pregustava quello che le aspettava!
Mi inginocchiai e mentre gli slacciavo la cintura e gli aprivo i calzoni gli chiesi: «Allora cosa c’è che non va, quale è il problema?»
«Sempre lo stesso, dopo quella volta con te non è successo più niente!», «è inutile, sono deforme, nessuna donna mi accetterà mai!»
Mentre glielo avevo tirato fuori e ce lo avevo davanti al mio viso mezzo barzotto «cazzo quant’è grosso!» pensai, ma guardandolo da sotto gli dissi: «ma non dire cazzate!», «come ci riesco io così troverai una che apprezzerà questa tua dote e piano piano si aprirà a te!»
Cominciai a leccarglielo, avrei voluto scappellarlo come piace a me con le labbra ma a mala pena riuscivo a prendere in bocca la punta!
Lo feci sdraiare sul letto e mi misi sopra di lui strusciando la mia fica sul suo volto in un 69 fantastico!
Avevo davanti ai miei occhi quel totem spettacolare, lo percorrevo con la lingua dalla base risalendo verso quel fungo tanto affascinante quanto inquietante.
Da lontano Marco e Giulio sbirciavano dal salotto facendo finta di guardare il televisore, ma avevano un evidente rigonfiamento nei calzoni!
Fabio mi stava praticamente scopando con la lingua, arrivava così in profondità, anche favorito da quanto mi si fosse aperta, e stavo letteralmente impazzendo, sentivo che il primo orgasmo stava crescendo e presto lo avrei affogato con i miei umori!
Fu così che proprio mentre un fremito attraversava il mio corpo, mi resi conto delle dimensioni che aveva raggiunto il suo cazzo e cominciai a godere squirtando nella sa bocca!
Forse sarebbe stato meglio che prima mi fossi fatta allargare da Marco e Giulio, ma ormai ero in ballo,
avevo preso un impegno e lo avrei mantenuto!
Era il momento, sentivo che la mia fica era pronta: «Dai, preferisci stare sotto o vuoi montarmi tu?»
«Vorrei provare io, ma temo che ti farò male!»
«Tranquillo, ti guido io!» e mi sdraiai a gambe aperte offrendogli una fica completamente aperta tenendola spalancata con le mani.
Chiusi gli occhi e sentii qualcosa di enorme che si poggiava sulle grandi labbra: «Ecco, così, spingi piano, pianooooo, piaano ma spiiingi!», «dai, a mano a mano che cede, entra un po’» «aahhhh!», «ecco cosiii, lo vedi che eeentraaaa!»
Sentivo che mi stava squartando, il dolore mi faceva trattenere il respiro, ma mi rendevo conto che la sua cappella era entrata, feci un sospiro profondo cercai di rilassare tutti i muscoli e mentre il dolore si affievoliva iniziava a salire il piacere.
Ero talmente bagnata e aperta che stava scivolando dentro senza alcuna resistenza, solo che sembrava non finire mai!
«Ma, maaaa, quanto ce l’hai grossoooooo!», «è bellissimooooo!», «Daiiiii, cosiiiii, pompamiiiii, mi fai godereeee!»
Giulio e Marco avevano abbandonato la partita ed erano venuti in camera a gustarsi la scena.
«Giulioooo!», «non puoi capireeeee!», «mi staaaaa, facendo impazzireeeee!»
Un orgasmo mi travolse facendomi girare la testa mentre lui ormai aveva preso un ritmo quasi frenetico e io nonostante quel troco infilato nella fica schizzavo dalla fica senza ritegno!
Marco rivolgendosi a Giulio mentre si toccava il cazzo sopra i pantaloni «certo che una donna così non la trovi neanche nei migliori bordelli, tienitela stretta, sei un uomo fortunato!»
«Vero», replicò Giulio, «è la troia della mia vita, la amo per questo!»
Fabio era stravolto: «Sei fantasticaaaa, solo tu, solo tu, riesci a farlooo!»
«Dai godimiii, gustami tuttaaahh!»
Era incredibile, una macchina del sesso instancabile! Era talmente forte che non mi ero neanche accorta che con le sue spinte dalla fica mi aveva fatto espellere il plug!
Sentivo che la fica avrebbe voluto una tregua, una sborrata lenitiva per quello che stava passando: «Dai, vieni, vienimi dentroooo, ti pregooooo!»
Ma lui era partito per la tangente: «Il culo, voglio provare di nuovo il tuo culooo!», «Fammi godere lì dentro!»
Come potevo negarglielo! Certo speravo di non pagarne le conseguenze, ma mi faceva così tanta tenerezza, e poi ricordavo benissimo quanto avevo goduto l’atra volta quando mi aveva riempito!
Lo feci sdraiare di spalle con le gambe fuori dal letto, mi piegai portando il culo davanti al suo viso: «preparalo, leccalo bene così potrai andare a fargli visita!»
Iniziò ad assaporarlo con la lingua, raccoglieva tutti i miei umori dalla fica e li portava al buchetto che era già un po' aperto di suo, io lo facevo pulsare e mano amano che lui entrava con la sua lingua io lo facevo rilassare come se ci stessimo scambiando un bacio!
Era Incredibile, nonostante sapessi cosa sarebbe successo lo volevo, lo volevo proprio, così portai la mia porta del piacere sopra la sommità di quella montagna di carne e comincia a ruotare le anche in modo da massaggiare il mio sfintere!
Ero in uno stato indefinibile, mi eccitavo tantissimo ma non riuscivo a farlo entrare, forse pensavo troppo alle sue dimensioni, così presi coraggio, chiusi gli occhi, un bel respiro e «Aaaahhhh», lo stavo facendo scivolare dentro.
Con molta accortezza facevo avanzare la cappella un po' alla volta quando mi sembrò di sentire delle voci!
Era arrivata la sorpresa! I due amici di Marco, Luca e Gianni, quelli che non erano venuti l’altra volta.
Li portò in camera, io ero con le gambe oscenamente divaricate e la fica spalancata che grondava umori cercando di farmi entrare quel ben di Dio nel culo!
«Loro sono Luca e Gianni, erano curiosi di conoscerti sentendo le tue gesta!» disse Marco.
«Piaceeeereee, Maaaaary!», la cappella aveva scavalcato l’ano e si stava assestando nel mio intestino!
È incredibile!» disse Luca.
«Si sta facendo entrare il cazzo di Fabio nel culo!» replicò Gianni, «ma allora era vero quello che raccontavi?»
Intanto ormai lo avevo preso tutto, stavo impazzendo di piacere, sentivo il sangue che mi pulsava in testa.
Iniziai a fare su e giù, mentre gli altri mi incitavano dandomi il tempo: «Dai, dai!» e aumentavano il ritmo, «dai, dai dai, dai!»
Io mi stavo sgrillettando il clitoride, ero un bagno di umori e di sudore, ansimavo, avevo il volto stravolto ma godevo, godevo come una cagna in calore!
Giulio era al settimo cielo: «Cosi, dai, sfondati il culo da sola, voglio vederti aperta in due!», «Guardate che troia fantastica che ho sposato!»
Fabio iniziò a grugnire eravamo arrivati al punto finale!
Mi afferrò per i fianchi triandomi a fondo facendomelo entrare fino alle palle!
«Aaahhh!» gridai e sentivo la sua cappella nello stomaco quando un’alluvione di sborra inondò il mio intestino facendomi squirtare un fiume di umori che crearono una pozza sul pavimento della camera.
Crollai su Fabio sfinita, mi girava tutto, tremavo come una foglia, ero sdraiata con ancora quel palo dentro quando mi sentii affondare un cazzo nella fica!
Era Marco: «Scusa ma non ce la facevo più a vederti fare quel numero!»
«Uhhhhh», sospirai, «Così mi ammazziiiiii!»
Il cazzo si fece strada a fatica, per fortuna quello di Fabio si stava sgonfiando e la fica era impregnata di umori.
Inizio a fottermi con un impeto tale che temevo che il cazzo di Fabio potesse risvegliarsi!
E infatti, ad ogni pompata di Marco corrispondeva una pulsazione di Fabio!
Ero in paradiso, ogni sensazione mi partiva dal basso e arrivava al cervello, mi sentivo sconquassare e Fabio aveva ripreso il suo vigore!
Ora ero veramente aperta in due quando Giulio pensò bene di darmi un po' di sollievo porgendomi il suo cazzo sulle labbra!
Ma non era il solo, Gianni e Luca, devo dire senza invito, si erano spogliati e avevo i loro cazzi in piena erezione uno a destra e uno a sinistra!
Avevo cinque cazzi tutti per me, sei contando che quello di Fabio che valeva doppio!
Ora ero al completo, non riuscivo a capire da dove partissero i miei orgasmi, sentivo il cazzo di Fabio che mi dilaniava e godevo, Marco che mi sbatteva e godevo di più, Giulio Luca e Gianni che mi scopavano a turno in bocca e io impazzivo.
Marco non si trattenne e mi piantò il cazzo bene a fondo farcendo la mia fica di una calda crema: «Che gran zoccola che sei, ogni volta mi fai morire!»
Quando si sfilò, «ahhhhh!», fu un sollievo sentire la fica riprendere un po' di forma con lo sperma che iniziava a colare.
Ma fu un attimo, Luca prese subito il suo posto, entrò dentro di me facendomi sussultare e stava per ripartirmi l’ennesimo orgasmo!
Giulio tenendomi la testa mi scopava in bocca e quando faceva così sapevo che stavo per bere la sua linfa con quel sapore unico, quello del suo amore!
Mi esplose in gola provocandomi l’ennesimo orgasmo, ero esausta: “Luca, ti prego dammi un attimo per riprendermi» e lo feci uscire mentre Fabio era ancora piantato lì.
Cercai di sfilarmi lentamente e quando lo feci uscire si senti un flop che risuonò in tutta la stanza, ma mi accorsi che il poverino era ancora in piena erezione!
Mi inginocchiai offrendo la vista delle mie parti intime oscenamente profanate con colate di sborra che scendevano lungo le cosce e presi a massaggiare a due mani quel totem che non voleva saperne di arrendersi.
Lo leccavo gustando il sapore della sua sborra e della mia intimità, lo segavo a due mani, gli ripulivo con la lingua quell’enorme cappella, finché iniziò a pulsare e finalmente gli schizzi di sperma arrivarono al mio volto, sui capelli, nella bocca, era una farcitura completa!
Stavo per ricompormi quando mi ricordai che dovevo scartare la sorpresa!
Erano lì con i loro cazzi in mano che mi guardavano quasi con aria di supplica, mica li potevo deludere!
«Ragazzi, che fate lì non vi va di conoscerci più a fondo?»
Si avvicinarono a me che ero ancora inginocchiata, così cominciai ad approfondire la conoscenza di quei cazzi che devo dire non erano affatto male.
Incredibilmente la ninfomane che era in me non era ancora soddisfatta perché continuavo a sentire le farfalle nella fica, così feci sdraiare Gianni sul letto e mi ci impalai con la fica.
Ero partita di nuovo! Quel cazzo sguazzava nella fica come pesciolino rosso nella boccia!
«Cazzoooo!», «Ancoraaaa!», «Lucaaaa, vieni», «Mettimelo nel culoooooo», «Inculamiiiii!»
Ma Giulio fu più veloce di lui e si fiondò sul culo.
Quando entrò, praticamente ci cadde dentro, ma nonostante fossi sfondata avanti e dietro, con due cazzi contemporaneamente sentivo tutte le stimolazioni più profonde!
Luca si mise davanti alla mia bocca puntandomi la cappella sulle labbra e quasi a volermi punire me lo infilò fino in gola.
Capivo che era rimasto deluso per non aver finito di scoparmi ma ero sicura che mi sarei fatta perdonare!
Godevo come non mai, era un orgasmo dietro l’altro, sentivo ansimare i due che mi penetravano, si alternavano con un sincronismo incredibile!
«Oddioooo che bellooo!», «Schizzatemi, fatemi sentire la vostra sboooorraaaa!»
Vennero all’unisono riempendomi talmente ogni buco che non pensavo potessi prenderne così tanta.
Finalmente potei concentrarmi su Luca e con un sapiente lavoro di lingua e di labbra ci misi poco a sentire i suoi fiotti di sperma che mii riempivano la bocca e che io lentamente facevo scendere in gola, sembrava una scena al rallentatore, lui schizzava e io ingoiavo per tre o quattro volte!
Crollai sul letto ansimando, assumendo la mia tipica posizione fetale di quando l’eccesso di orgasmi mi riduce quasi a perdere conoscenza e io stringo tutta me stessa per conservare dentro di me tutta quella mungitura di maschio!
Marco gentilmente mi coprì con una coperta di pile dicendomi che, quando volevo, potevo farmi la doccia senza sapere che per me il massimo è tornare a casa impregnata dalla sborra che ho preso!
Finita la partita, per fortuna c’erano stati i tempi di recupero, i rigori e la premiazione, iniziammo a salutare.
Li baciai a uno a uno: «grazie ragazzi, mi avete fatto impazzire!»
«Noi ringraziamo te», disse Luca, «sei una donna fantastica!»
È vero», aggiunse Gianni, «dovrai diventare la mascotte della nostra squadra di calcetto, verrai alle nostre partite, ci teniamo!»
«Sugli spalti e negli spogliatoi» esclamò Marco.
«Peccato non ci fosse il portiere», pensai, «altrimenti mi sarei fatta la squadra di calcetto di Giulio al completo!», «però …. mai dire mai!»
Tornammo a riprendere la macchina nell’autorimessa e si presentarono davanti a noi i due marocchini che mi squadrarono da capo a piedi.
Era evidente cosa volessero come era altrettanto evidente la mia disponibilità dalla sborra che avevo nei capelli e dal “profumo” di sesso che emanavo.
«Il parcheggio è omaggio, la signora paga in natura!» disse il più grande.
«Certo, ma facciamo una cosa veloce!» dissi mentre direttamente sul posto mi levai il soprabito porgendolo a Giulio e mi inginocchiai davanti a loro.
Tirarono fuori i loro cazzi e un forte afrore mi investì e nonostante tutti gli orgasmi che avevo appena avuto la mia fica si risvegliò cominciando a fremere affamata di cazzo!
Il più audace dei due si portò dietro di me, mi fece alzare e chinare davanti all’atro evidentemente più giovane e inesperto!
Mi prese per i fianchi e affondò nella mia fica che era già impregnata di umori e di sborra mentre con le mani portavo il cazzo dell’altro alla mia bocca.
Mentre ero posseduta da dietro e stavo succhiando il cazzo al ragazzo il marocchino che mi fotteva mi mise due dita nel culo!
«Aaahhh!», sospirai, «ma che faiiii?»
«Zitta cagna!», sfilandolo dalla fica e spingendomelo nel culo, «lo vedo come te lo hanno rotto!»
Proprio in quel momento arrivarono due clienti dell’autorimessa e vedendo la scena rimasero in auto sicuramente pensando che fossi una puttana che stava facendo una marchetta!
Al solo pensiero cominciai a godere!
«Siii cosiii, sto venendoooo!»
Le gambe non mi reggevano più, Giulio mi sosteneva mentre il ragazzo mi inondava il viso schizzandomi dovunque, sulla bocca, sui capelli negli occhi!
«Goodoooo, siiiii, ancoraaaa!», urlai mentre il marocchino spingendo a fondo iniziò a riempirmi il culo di sborra ed io contemporaneamente squirtai lasciando un lago sul pavimento dell’autorimessa.
Arrivammo a casa che ero alla fine, mi tolsi il tailleur, le scarpe e mi buttai nel letto così come ero, con il corpo ricoperto di sborra e con i buchi che rilassandosi lasciavano fuoriuscire il contenuto!
Lo so, sono una troia, ma non me ne faccio un cruccio perché per me il cazzo è la mia ragione di vita!
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