orge
Ospiti graditi - parte 3
21.08.2025 |
3.383 |
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"Mi alzai con un ultimo sforzo sfilandomi quel paletto dal culo che ormai era calato di dimensioni e indossato nuovamente il plug per contenere la fuoriuscita di sperma, almeno dal culo, mi..."
Eravamo al parcheggio della pizzeria, ci avviammo verso l’ingresso, Giulio e Miky dietro parlottavano di calcio, io e Marina davanti camminavamo sculettando sui nostri tacchi alti! «Allora, cosa mi dici del plug, ti piace?» le chiesi.
«Oddio zia, è una sensazione strana, ogni movimento mi trasmette degli stimoli e mi fa stare sempre con la fica umida!», «poi, dopo l’orgasmo in macchina, sono tutta bagnata lungo le cosce!».
«Appunto», replicai, «è proprio questa sensazione di lussuria che ti prende alla bocca dello stomaco che ti permette di fare la troia senza alcun imbarazzo!».
Entrammo in pizzeria e un cameriere ci venne incontro squadrando me e Marina da capo a piedi: «buonasera, quanti siete?».
«Quattro», rispose Giulio, «vorremmo quel tavolo alto con le sedie alte, quello in fondo».
Evidentemente aveva esaminato il locale notando qualcosa di stuzzicante per la serata.
«Certamente», rispose il cameriere conducendoci al tavolo che era su un pavimento rialzato di un paio di gradini.
«Io e Miky ai capotavola, voi due sedetevi li», ci disse Giulio indicando i due posti affiancati con le spalle alla parete.
Capii subito cosa avesse in mente, eravamo sedute in modo tale che anche un cieco si sarebbe accorto cosa avessimo da mostrare, e, oltre tutto, al tavolo più in basso c’erano seduti sei giovani ragazzi che, da quando eravamo entrati, non avevano mai smesso di guardarci!
Erano evidentemente dei motociclisti, a giudicare dai caschi e dai giubbotti posati vicino alle sedie.
«Ma quanto ci vuoi troie stasera?», sussurrai all’orecchio di Giulio.
«Non avete idea di quanto vogliamo vedervi godere questa sera!», rispose in modo che si sentisse chiaramente.
Marina, che aveva già la fichetta bagnata, mi chiese: «Zia, ma cosa succederà stasera?».
«Mi sa che faremo il pieno, tu intanto fai come me, fai prendere aria alla fica, tieni le gambe aperte!», risposi.
«Ma se le apro troppo si vede tutto, e poi il tuo plug mi entra ancora di più!», replico!
«Proprio per questo tieni le gambe ben aperte», le risposi e avevo già la fica che vibrava mostrandosi alla platea bagnata e gonfia.
I camerieri facevano a gara per venire al tavolo, chi prendeva gli ordini, chi portava da bere, eravamo il tavolo più servito di tutta la pizzeria!
Giulio, intanto, con le mani sotto il tavolo, giocherellava con la fica di Marina che mostrava un respiro un po’ affannato!
«Gioia, tutto bene?» le chiesi.
«Siiii zia», sussurrò, «è che Giulio mi sta infilando le dita in ficaaaa e io temo di non resistereee!».
E io con un filo di voce: «Dai, tranquilla, fai respiri profondi, vorrà prepararti per la serata!», «fai come me, è da dieci minuti che ho la mano di Miky sulla fica e mi sta facendo sbrodolarehh!».
Marina si voltò verso Miky con uno sguardo interrogatorio.
«È stata la zia che mi ha preso la mano per farsela massaggiare!» rispose quasi a scusarsi.
I motociclisti, nonostante avessero finito la cena, continuavano a rimanere seduti al loro tavolo continuando a guardarci con un’insistenza ormai palese.
Ero ormai certa che sarebbero stati i nostri manzi per il proseguo della serata!
Arrivati anche noi alla fine della cena io e Marina ci dirigemmo al bagno per darci una rinfrescata, praticamente facemmo una passerella, soprattutto quando, passando davanti al tavolo dei motociclisti, sfoderai il mio tipico sguardo da mignotta!
Entrate al bagno immaginavo che da un momento all’altro potesse entrare qualcuno per fotterci ma fortunatamente entrò solo una signora che ci guardò con uno sguardo di disprezzo, forse perché il marito non aveva mai smesso di guardare verso il nostro tavolo!
Ci stavamo lavando le mani quando Marina mi sussurrò: «Zia, il plug comincia a darmi fastidio, non vorrei che se insisto finisce che rovino la serata!».
La feci piegare sul lavandino, non ci fu neanche bisogno di alzare la minigonna tanto era corta, e lo sfilai lentamente.
«Aaaahhhhh», sospirò.
Allora glielo spinsi di nuovo dentro.
«Uuuhhh, ziaaaaaa!», quasi urlò, e non capivo se fosse per il dolore o il piacere, ma comunque il buchetto le si era aperto già abbastanza!
Glielo porsi alla bocca: «succhialo, assaggia il tuo sapore, bagnalo per la zia, dai!».
Stava quasi facendo un bocchino al plug: certo che con la bocca ci sapeva proprio fare la troietta!
Glielo tolsi di bocca e finalmente potei reimpossessarmi del mio gioiello, lo feci entrare in un colpo solo tanto ero eccitata.
«Aahhh, ora ci siamo!» esclamai soddisfatta.
Tornando in sala vidi Giulio che parlottava con i motociclisti come se stesse spiegando qualcosa, sembrava dare istruzioni!
«Tutto bene?» domandai.
«Andiamo», rispose, «usciamo e ti spiego», «tutto a posto!».
Salimmo in macchina, io e Marina dietro, la cappotta dell’auto aperta, e ci avviammo quando mi accorsi che c’erano i motociclisti dietro di noi!
«Giulio, ci stanno seguendo quelli con le moto!».
«Tranquilla è tutto sotto controllo, abbiamo organizzato la serata, stasera……», «CAR SEX!», enfatizzò con un tono di soddisfazione.
«E vaiiii!», esclamò Marina, «che ficoooo!».
«Non vedevi l’ora di giocare con un po' di cazzi, non è vero troietta?», era Miky che voltandosi verso Marina la guardava con una luce negli occhi che era tutto un programma.
Una scossa mi fece vibrare la fica facendomi ricordare che avevo il plug nel culo quando strinsi lo sfintere!
Eravamo in giro per la città, due ragazze sui sedili posteriori di una cabrio con i capelli al vento le fiche e le tette in mostra, con la scorta di sei moto che ci seguivano, sembravamo un corteo presidenziale!
Avevo nella testa mille pensieri, nella fica uno sciame di farfalle, quando Marina chiese «ma dove stiamo andando?».
«Non lo so, ma conoscendo Giulio sicuramente non resteremo deluse!», risposi.
Finimmo ai castelli romani e ci fermammo in un’area di sosta riparata tra la vegetazione dove c’erano delle panche con i tavoli che venivano chiaramente usate per fare picnic.
Giulio fermò l’auto e i motociclisti disposero le moto in modo da formare un cerchio con la macchina illuminando la scena con i fari accesi!
«Che ne dite se vi mettete al centro e fate uno strip sensuale?», propose Giulio.
Ci portammo al centro della scena camminando come in un defilé, il primo a cadere fu il mio vestitino seguito dal top di Marina, poi ancheggiando andai dietro di lei, lentamente feci scendere la sua mini e, tenendo il suo braccio in alto, la facevo roteare mostrandola agli astanti.
Giulio e Miky riprendevano la scena con i telefonini, io avevo la fica in un lago, provavo una sensazione di libertà, sentivo l’aria fresca su tutta la mia pelle, tra le gambe, sulla schiena e tenendo le braccia aperte giravo su me stessa come su una giostra.
I ragazzi cominciarono ad avvicinarsi, si erano liberati dei giubbotti ingombranti e iniziarono a palpare ogni centimetro dei nostri corpi.
Sentivo Marina ansimare, infatti era a gambe divaricate con la testa di uno dei ragazzi fra le cosce mentre altri due le palpavano i seni e il culo!
Gli altri tre mi portarono sul tavolino con le panche, io mi misi a quattro zampe mostrando il mio centro del piacere grondante mentre il plug rifletteva la luce dei fari!
Mi sentii leccare la fica da una lingua assetata del mio umore, quando mi ritrovai una cappella profumata di maschio a pochi centimetri dalle mie labbra.
Marina intanto era stata fatta sedere su una panca ed era circondata da tre magnifici cazzi che lei sbocchinava con una maestria unica, e tra uno e l’altro gemeva masturbandosi la fichetta: «Mmmmm, che buoniiiiii!».
Intanto mentre ero impegnata a lavorarmi quel pezzo di carne con la bocca, mi sentii penetrare nella fica da un batacchio di cui non riuscivo a capirne la fine: «Uhhhhhhhh», mi stavo soffocando perché con una spinta mi aveva fatto finire tutto il cazzo del suo amico in gola!
Marina era piegata sul bordo del tavolino e stava ciucciando un cazzo mentre dietro di lei un altro la stava sbattendo tenendola per i fianchi: «ziaaaaaa, mi staaa scopandoooooo, una favolaaaaaa!».
Improvvisamente il cazzo che avevo in fica uscì, proprio mentre stavo per godere: «Noooooooo, perchè proprio oraaaa!».
Non feci in tempo a finire la frase che mi sentii sfilare il plug: «Aahhhhhh», ora mi sentivo veramente completamente nuda, con le parti intime che pulsavano dalla voglia!
Mi fecero alzare, seduto sulla panca c’era ad aspettarmi impaziente un’asta pulsante nella sua massima erezione!
Capii subito che avrei dovuto eseguire la mia specialità, mi voltai dandogli le spalle e, dopo aver spalmato per bene i miei umori sull’entrata posteriore, iniziai a sedermi facendo assestare esattamente al centro quella specie di fungo che voleva entrare nelle mie viscere!
Aiutata dalla forza di gravità lo stavo facendo scivolare dentro di me e, più entrava, più sentivo che stavo per avere uno dei miei tipici orgasmi anali: «Ahhhhhhhh, siiiiiiiii, così!», e alla fine squirtando urlai: «Siiiii, TUTTO DENTROOOOOO!».
Solo dopo aver riaperto gli occhi vidi Marina che, tenuta per le gambe aperte da due di loro, la stavano calando sul cazzo del loro amico in piedi e lei gemeva come una gattina in calore: «Mikyyyyy, guardaaaaa, guardaaaa come mi scopanooooo in piediiiiiii!», «Mi fanno godereeeeeeeee!».
Io ero con quel paletto piantato nel culo e mi stimolavo il clitoride tenendo le gambe ben aperte in attesa che la mia fica ricevesse la sua giusta dose di cazzo: «allora?», «Non la vuole nessuno questa ficaaaa?».
In un attimo mi ritrovai finalmente a fare la tanto agognata doppia, mentre il terzo mi stava scopando in bocca e nella mia mente urlavo: «come una troia, tre cazzi dentro di me, come una troia!», e un orgasmo stava crescendo facendo contrarre ogni mio muscolo.
Ero quasi al culmine quando vidi Marina in una performance che mi fece sussultare: era sdraiata sulla panca, con le gambe fuori dalla fine della stessa, con uno che scavalcandola la stava scopando in fica e un altro le si avvicinava con il cazzo in mano puntando tra le sue gambe.
Pensavo che glielo avrebbe messo nel buchino posteriore quando la sentii esclamare: «Siiiiii, dueee, due cazzi in ficaaaaa, godoooooooo!», «Miky lo vediiii, lo vediiiii che mi ci entranooooooo!».
Miky e Giulio continuavano a riprendere con delle vistose erezioni, ma non avevamo posto per loro, eravamo al completo!
Marina continuava a miagolare, avendo un cazzo da succhiare non poteva parlare, almeno finché la sua gola non fu investita da una serie di schizzi che le riempirono la bocca: «ahhhhhhhh, che bellooooooo», «ziaaaaaa, la fava romanescaaaaaa, è buonissimaaaa!».
Io ero ormai allo stremo delle forze, il mio corpo era sopraffatto dagli spasmi del piacere, quando quasi in contemporanea mi sentii inondare la fica e l’intestino da un fiume di sborra, ero sul punto di svenire mentre squirtavo con ancora quel cazzo in fica e quello nel culo che sembrava non voler smettere di schizzare.
Marina continuava ad essere montata senza tregua, era chiaramente sfinita, ma voleva gustarseli fino all’apoteosi: «daiiiii, forza sfondatemiiiiii, sborratemiiiiiiii!».
Giulio e Miky incitavano i due manzi: «forza apritela in due», «riempitela di sborra come merita questa troia!».
Fu nel momento che i due si irrigidirono nella fica di Marina che il cazzo che mi scopava in bocca esplose tutta la sua lava, e io non riuscii a contenere tutta, godevo come una vacca mentre fiotti di sborra mi inondavano il viso e la bocca piena!
Marina era in estasi: «Oddiooooo, sono pienaaaa, ho la fica inondataaaaa!».
Mi alzai con un ultimo sforzo sfilandomi quel paletto dal culo che ormai era calato di dimensioni e indossato nuovamente il plug per contenere la fuoriuscita di sperma, almeno dal culo, mi appoggiai al tavolo con le gambe che mi tremavano cercando di ripulirmi come potevo il volto.
Marina camminando con una mano sulla fica, come per impedire di perdere quel prezioso seme che aveva ricevuto, si avvicinò a me: «zia, è stato bellissimo, voglio fare le vacanze sempre con te!».
«Tesoro, sei la mia nipotina adorata!» e le detti un bacio sulla guancia lasciandole un po' di sperma sul volto!
I ragazzi presero le loro moto e andarono via salutandoci affabilmente, raggiungemmo la macchina quando Miky indicando dietro di noi disse: «mi sa che non avete ancora finito!».
Mi voltai di scatto e mi accorsi che cinque guardoni erano sbucati dalla siepe menandosi il cazzo, e uno di loro disse: «siete state fantastiche, vorremmo onorarvi con la nostra sborra se permettete!».
Quel porco di Giulio non perse l’occasione e disse: «se loro sono d'accordo, prego accomodatevi pure, potete sborrare quanto volete sulle ragazze, ma solo sui loro corpi!»
Fu così che, nude e in ginocchio, eravamo circondate dai cinque guardoni che si masturbavano freneticamente quasi facessero una gara a chi venisse prima.
Il primo investi Marina sui seni con una sostanziosa colata di sperma, mentre il secondo stava sborrando a poca distanza dalla mia faccia, io tenevo la bocca aperta per cercare di raccogliere qualche schizzo.
Altri due stavano venendo su Marina inondandola di sperma quando il quinto, visto che avevo ancora la bocca aperta per raccogliere il miele del suo amico, posò la sua cappella sulla mia lingua mentre sborrava copiosamente!
Fu la ciliegina sulla torta, io e Marina avemmo un ultimo orgasmo quasi in contemporanea, eravamo esauste, ricoperte di sborra all’inverosimile, ma felici: avevamo goduto come due vere Troie!
Ci ricomponemmo come potemmo e tornammo a casa convinte che la giornata fosse finita, ma mentre apriva il portone, con il vicino porco che guarda caso usciva a gettare la spazzatura, Giulio disse: «ragazze, vi siete divertite, ma io e Miky dobbiamo ancora avere la nostra parte!».
Entrammo a casa e non ci dettero tempo neanche di fare una doccia, Giulio prese Marina per un braccio e la portò nella camera degli ospiti, mentre io andai in cucina per dissetarmi con un bicchiere d’acqua, avevo ancora la bocca impastata di sborra!
Tornando in camera da letto passai davanti alla camera degli ospiti e vidi Marina che stava facendo un lento smorzacandela con Giulio.
Arrivata in camera, Miky era sdraiato sul letto con una vistosa erezione, mi tolsi il plug e qualche goccia di sperma fuoriuscì, mi sdraiai a fianco a lui e dandogli le spalle mi strusciai sul suo corpo.
Lui si voltò sul fianco facendomi sentire il suo sesso desideroso fra le natiche e io, con lenti movimenti, me lo feci scivolare nel culo.
Affondava con una dolcezza incredibile mentre mi stringeva a sé, strizzandomi il seno mi sussurrò all’orecchio: «Mary, era da troppo tempo che desideravo il tuo culo, immaginavo che fosse fantastico, ma devo dire invece che è divinoooo!».
Cercai di voltare la testa verso di lui quanto più potevo: «Inculami dolcezza, finché sarete qui potrai avere il mio culo tutte le volte che vorrai!».
Sentivo la mia fica sciogliersi mentre con il culo massaggiavo il suo strumento e continuai finché non lo sentii venire copiosamente dentro di me!
Restammo in quella posizione abbracciati, lui rimase dentro di me anche quando ci addormentammo, ormai sfiniti.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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