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orge

L'idraulico


di Maryf02
20.07.2025    |    8.123    |    34 9.9
"«Voglio provare anche la Fica!» disse, ma io mi sfilai e con tono perentorio dissi: «tu vai a sdraiarti sul letto e voi due seguiteci perché ancora nessuno e venuto nel mio..."
Approfittando di un ponte di tre giorni decidemmo di concederci una piccola vacanza in una amena località sul lago.
Alloggiammo preso un agriturismo con dei bungalow tra gli alberi molto accoglienti, una sala da pranzo nella struttura principale e una bella piscina.
Arrivammo nel tardo pomeriggio, sistemammo le nostre cose nel bungalow, e ci recammo in piscina per rilassarci prima di cena.
La regola del tre sarebbe stata praticata per tutto il periodo, ma ovviamente essendoci anche delle famigliole nell’agriturismo abbiamo evitato di farla.
Dopo cena il gestore, un uomo veramente affascinante, ci illustrò cosa offrissero i dintorni e ci informò che l’indomani ci sarebbe stata una fiera sull’artigianato locale in comunione con quello africano a seguito di uno scambio culturale tra i due paesi.
La mattina Giulio era nudo e ancora dormiva così mi avvicinai a lui e iniziai a dargli bacetti sul cazzo.
Lentamente cominciava a prendere vita, si gonfiava ed iniziava ad alzarsi.
Giulio si svegliò mezzo intontito: «Ahhh, che bello risvegliarsi così!»
«Forza pigrone» gli dissi dandogli un bacetto sulla cappella «dobbiamo andare alla fiera!» «così anche io posso esporre la mia merce!»
«Non vorrai mica lasciarmi così?»
«Non posso mica uscire con la fica che già mi sbrodola!»
«Cazzo», esclamò, «prima me lo fai indurire e poi ti tiri indietro?», «almeno un pompino ora me lo devi fare!»
«Ok, però poi se mi rimane la sete di sborra lo sai che poi mi ciuccio tutti quelli che mi capitano a tiro!» e glielo presi in bocca.
Lo leccavo, me lo lasciavo scivolare in bocca fino alle palle, fra tanti cazzi che avevo assaggiato questo di Giulio aveva un sapore unico, quello dell’amore.
Quando venne nella mia gola ero talmente eccitata che ero sul punto di venire anch’io ma volli restare così per andare in giro con la voglia di sentirmi come una predatrice a caccia di maschi!
Indossai i sandali alla schiava, un vestitino leggero con le spalline e l’immancabile plug, come profumo l’essenza dei miei umori che già mi bagnavano la fica.
«Andiamo in sala per la colazione» disse Giulio, ma io gli dissi che preferivo farla al bar del paese.
«Sì così ne approfitti per fare la troia vero?»
Mi avviai verso la porta del bungalow sculettando, voltai la testa guardandolo con il mio tipico sguardo da mignotta, raccolsi con un dito una goccia di sborra che mi era rimasta vicino la bocca e lo leccai.
Girammo un bel po' per trovare parcheggio, ma io ero contenta perché così potevo mettere bene in mostra la mia fica sulla cabrio percorrendo la strada lentamente fra i passanti che mi guardavano sbigottiti.
Alla fine, trovammo un’area dove c’era un parcheggiatore di una certa età che avvicinandosi alla macchina disse: «Mi dispiace è completo!»
Allargai le gambe in maniera oscena e mi rivolsi a lui guardandolo negli occhi: «E’ sicuro, neanche un buchetto libero?»
«Beh», disse rosso in volto, «io un buchetto lo vedo ma non ci può entrare una macchina!» «Però possiamo trovare una soluzione: io vi libero un posto e lei mi fa assaggiare il suo fiore!»
Scesi dalla macchina, e mentre Giorgio parcheggiava nel posto lasciatogli libero, il parcheggiatore mi portò dietro una fila di auto, io mi poggiai con il culo sul cofano di una di quelle e mi sfilai il vestitino dall’alto e allargai le gambe.
Il vecchietto leccava con una foga incredibile, sembrava mi stesse scopando con la lingua, era bravissimo, doveva aver fatto molta esperienza negli anni!
«Sto per venire», esclamai gemendo, «Sto godendooo!», e squirtai sul viso dell’omino inondandolo.
Mi accorsi che lui si stava segando ma non era ancora venuto, così presi in mano il suo cazzo e iniziai a segarlo, su e giù, prima piano e poi aumentando il ritmo, sempre più veloce finché mi esplose sulle mani schizzando anche sul mio corpo, per fortuna ero nuda e non si era macchiato il vestito.
Mi spalmai la sborra sulle tette e sulla pancia come una crema di bellezza e mi leccai la mano per ripulirla.
Nel frattempo, Giulio era arrivato: «Che fai ti vesti o vieni così?»
Mi rimisi il vestitino, ero impregnata di sborra lungo il corpo ed avevo le gambe bagnate dagli umori che scendevano dalla fica.
Ci sedemmo al tavolino di un bar sul lungolago, Giulio doveva fare ancora colazione mentre io mi ero già nutrita!
Ero li seduta con il vestitino tirato su quanto bastava per fare intravedere la fichetta gonfia e vogliosa, la scollatura del vestitino con i bottoni slacciati in modo da far capire che il reggiseno non c’era quando arrivo il cameriere con la colazione di Giulio ed il mio caffè.
Stranamente, chissà poi perche, fece cadere il cucchiaino vicino le mie gambe!
«Gliene porto subito un altro» disse piegandosi per raccoglierlo ma aveva lo sguardo da tutt’altra parte.
Io aprendo meglio le gambe per agevolargli la visione gli dissi: «Guardi che il cucchiaino è più a destra!», «Ma non serve perché il caffè lo prendo amaro.»
Si alzò scusandosi e andò verso il bar con il sudore che gli colava dalla fronte.
Giulio prendendomi la mano sussurrò: «Lo sai perché ti amo?», «Perche sei una troia tremenda!»
Ci alzammo dopo aver fatto godere del panorama parecchi passanti e ci dirigemmo alla fiera.
Mi muovevo tra le bancarelle cosciente del fatto che dall’odore che avevo addosso si sentiva chiaramente che avevo fatto sesso!
Arrivammo davanti ad uno stand che esponeva manufatti africani in legno, c’erano maschere tribali, altri oggetti tipici e fra questi c’era una statuina di un uomo con lancia e scudo ed un cazzo dritto sproporzionato. Vicino a questa anche dei peni di un legno scuro di dimensioni notevoli.
Chiaramente la mignotta che è in me fu subito attratta da quella merce e uno dei due ragazzi di colore addetti si avvicinò chiedendomi: «Le interessano?», «Quella statua rappresenta il dio della fertilità!».
«E quelli?» chiese Giulio mentre palpandomi il culo mi stuzzicava muovendo il plug.
«Quelli venivano usati dalle nostra donne quando i loro uomini erano fuori per la caccia».
Con una finta espressione da ingenua ma con la fica che iniziava a reclamare la sua dose di cazzo, esclamai: “ma non saranno un po' troppo grandi?»
«Le assicuro che rispecchiano la media dei peni della nostra razza!» disse l’altro giovane che si era avvicinato capendo che poteva venir fuori qualcosa di interessante.
Al che Giulio, capendo dove volevo andare a parare, intervenne dicendo: «Sapete, lei finché non vede non ci crede!», «Forse dovrebbe confrontarne uno con il mio per rendersi conto delle proporzioni!»
«Se volete possiamo entrare nel nostro furgone per una dimostrazione, è qui di fronte!» disse uno dei due.
Guardai Giulio e dissi: «Dai andiamo, voglio proprio vedere se veramente ce l’hanno così più grande del tuo!»
Ormai la fica aveva preso il sopravvento sulla ragione e stavo finendo nel limbo della libidine.
Salimmo sul furgone, i ragazzi chiusero la porta scorrevole accendendo la luce interna, sul fondo c’erano due materassi dove probabilmente dormivano, si tirarono giù i pantaloni sfoderando due proboscidi che ancora erano piegate per quanto fossero grosse!
«Accidenti, ma allora è vero!» esclamai allungando le mani per afferrarli!
Mi fecero inginocchiare sui materassi presentandomi i loro cazzi davanti al viso!
Inizia a segarli con le mani e immancabilmente iniziai ad assaporarli alternandoli nella mia bocca.
Avevano un odore acre, selvaggio, un sapore intenso, molto forte, la cosa mi eccitava da morire, la mia fica pulsava, reclamava che qualcuno si interessasse a lei.
Per fortuna Giulio si era messo dietro di me sfilandomi il vestitino e senza perdere tempo provò ad infilarmelo nella fica.
Mi scansai! «Aspetta, prima voglio provare i loro!», e così dicendo mentre ero a pecorina, mi voltai mostrando a loro la mia fica ormai socchiusa dalla voglia e il mio ingresso segreto sigillato dal plug!
Il primo lo infilò nella fica fino a metà! Io urlai: «Pianoooo!», «sei arrivato in fondo, così mi sfondi!», l’altro mi prese la testa ed iniziò a spingermelo in bocca, voleva che lo prendessi tutto fino in gola, ma era umanamente impossibile senza soffocare!
Si alternavano dandosi il cambio tra fica e bocca, erano due macchine da guerra, mi stavano letteralmente sconquassando la fica e non si fermavano!
Ero in uno stato di eccitazione mai provato, un bagno di sudore e di umori che mi colavano dalla fica ad ogni pompata che mi davano, quando all’improvviso quello che era nella mia fica si bloccò!
«Ragaaazzi», «per fovereee», non riuscivo a parlare per quanto stavo godendo, «cercate di non, di non, veeenirmi deeentro!»
«Tranquilla, oggi ti nutrirai del nostro seme!» esclamò il ragazzo davanti a me mentre me lo rimetteva in bocca!
L’altro, restando piantato nella fica, iniziò a giocherellare con il plug sfilandolo e rimettendolo facendomi emettere gemiti di piacere misti a dolore!
«Ma che faiiiiii!», «così mi faiii godereeeee», e un orgasmo mi attraversò il corpo partendo dalla fica e arrivando al cervello!
Avevo le gambe che tremavano, il corpo vibrava tutto, quando avvertii una improvvisa sensazione di vuoto: aveva sfilato il plug ed era uscito dalla fica!
Il mio sfintere pulsava come reclamando quello che gli apparteneva quando avvertii quella cappella che si stava facendo largo nell’orifizio.
«Oddiooo!», gemetti, «pianoooo!», «Giulio, questi mi sfooondaaano!»
«Siiii, bravi, rompetele il culo, sfondatela questa troia!»: era Giulio, li stava incitando a profanarmi mentre si stava segando!
Si continuarono ad alternare, questa volta tra culo e bocca, in una danza infinita mentre io sentivo quei membri di carne invadermi l’intestino quasi volessero arrivare allo stomaco.
MI girava la testa, avevo perso il senso dell’orientamento con quell’odore intenso di sesso che aveva saturato il poco spazio del furgone, il mio corpo era sconvolto, quando un orgasmo anale esplose facendomi squirtare come una fontana: «Vengooooo, godoooooo, così e trooppoooo!»
Pensavo che sarei svenuta quando me li trovai davanti al viso che si masturbavano selvaggiamente mentre io non avevo neanche più la forza di prenderli in bocca.
Sentii Giulio che mi afferrava per i fianchi spingendomelo in fica!
«Sei proprio una grande zoccola!», «Senti come ti hanno ridotto la fica!», e rimettendomi il plug nel culo: «Cazzo, ci casca dentro!», «Speriamo che non lo perdi!»
Fu allora che sentii i primi schizzi di sborra sul volto, aprii la bocca per berne il più possibile ma era come cercare di arginare il crollo di una diga.
Non facevo in tempo ad ingoiare che ne arrivava altra, sul viso, sui capelli, in bocca e mentre Giulio mi schizzava nella fica io ripresi di nuovo a godere: «Ahhh, Gooodooo», «L’Africaaaa, è troppo buono il sapore dell’Africaaa!».
Ero veramente sfinita, cercai di ricompormi pulendomi il viso con le mani portando la sborra alla mia bocca, aveva un sapore unico, mai provato, denso come una crema, e mi leccavo le dita come una bambina quando le si scioglie il gelato tra le mani.
Con la sborra di Giulio che mi colava dalla fica tornammo nel bungalow, avevo proprio necessità di una doccia.
Mi spogliai, entrai in doccia, aprii l’acqua e: «Cazzo Giulio non esce l’acqua!»
Giulio chiamò la reception ed il gestore lo rassicurò che sarebbe arrivato il più presto possibile con l’idraulico che stava a cinque minuti dall’agriturismo.
Mi misi un asciugamano intorno al petto che mi copriva appena sotto il culo e restai in attesa impregnata di umori e di sborra come una vera baldracca!
Mentre aspettavo seduta sul divano sentivo ancora colare la sborra e istintivamente allungai la mano sulla fica come per pulirla e, altrettanto istintivamente, mi portai la mano alla bocca leccando quel nettare sopraffino.
Non l’avessi mai fatto!
Come nella storia del dottor Jekyll e mr. Hyde anche a me lo sperma aveva lo stesso effetto del siero che aveva sperimentato il dottore, solo che io mi trasformavo in una insaziabile ninfomane!
La fica, già provata dal trattamento dei black iniziava a bagnarsi e a fremere, il culetto per quanto libero dal plug era ancora dilatato e pulsava dalla voglia, quasi fosse cosciente che non era ancora stato sborrato.
Mentre ero in quello stato bussarono alla porta, Giulio aprì ed entrò il gestore seguito dall’idraulico: «Buonasera, scusate l’attesa, vedrete che risolverà subito il problema!»
Io per salutarli dovetti alzarmi e nel farlo mi si allargò l’asciugamano mostrando chiaramente che ero nuda, ma io, con il cervello perso nella libidine che si era impossessata di me, con estrema disinvoltura, per un attimo, allargai esageratamente le gambe mostrando tutto il mio desiderio.
L’idraulico mi fissò con uno sguardo interrogativo, poi si diresse sotto il lavandino del bagno armeggiando su un rubinetto vicino il mobiletto.
Io continuavo a gironzolare passando dal bagno al salottino avanti indietro come se fossi spazientita per l’inconveniente mentre l’idraulico continuava ad armeggiare senza successo sembrando continuamente distratto dal mio andirivieni.
Voltandosi verso di me mi scrutava da terra, ma non penso che cercasse di guardarmi in viso, «Stia tranquilla, ancora un po' e sarà sistemato, abbia pazienza!»
Possibile che non capisse che non fremevo per la mancanza d’acqua ma era il mio stato di eccitazione che reclamava soddisfazione!
Presi l’iniziativa: lo scavalcai allargando le gambe esageratamente sopra di lui: «Scusi un attimo, ma devo prendere i tamponcini per struccarmi nello specchio sopra il lavandino!»
Ormai era chiaro che quello che stava vedendo era una fica che, bagnata all’inverosimile, urlava sesso ed un culo che esprimeva desiderio; infatti, non faceva più niente e mi guardava da sotto inebetito!
Dopo essere rimasta così, facendo finta di trafficare con le carabattole nell’armadietto, mi tolsi da lì e notai che stava vistosamente sudando con il pacco che mostrava una vistosa erezione che i pantaloni contenevano a stento!
Trafficò velocemente ancora un po' come se fosse stato colpito da una scossa elettrica e in pochi minuti l’acqua riprese a sgorgare dai rubinetti.
Nonostante li avesse chiusi tutti c’era ancora qualcosa che continuava a sgorgare! Erano gli umori che dalla mia fica mi colavano lungo le gambe.
L’idraulico, ripose gli attrezzi nella borsa, si girò verso di me con una imbarazzante erezione nei calzoni e disse: «Ecco fatto, ora puoi farti la doccia, ma lavati anche i capelli perché ci sono rimasti un po' di schizzi di sborra!»
Tutte le mie parti intime si contrassero, avevo le farfalle nello stomaco mentre lui proseguiva: «Quando hai aperto le gambe ti ho riconosciuta, anzi ho riconosciuto la tua fica dalla foto che hai su A69, quella dove la offri tenendola aperta!», «sono GENTILUOMO9...», «mi hai dato anche l’amicizia sul sito».
«Se sei veramente tu mostrami il cazzo, voglio vedere se è quello delle foto del profilo» risposi mentre lasciavo cadere l’asciugamano a terra!
Il gestore con un tono di voce si rivolse a Giulio: «Sono costernato, le assicuro che non si era mai comportato così!»
Al che Giulio: «Non si preoccupi, sono amici e si sono incontrati per caso», «e poi lei è così troia che non è mai sazia di cazzo!», «pensi che ha finito da poco di farsi due neri in paese e evidentemente non le è bastato!»
Il gentiluomo, intanto, si era spogliato porgendomi il cazzo ed io prontamente mi sono inginocchiata e ho cominciato a sbocchinarlo, poi, quando era diventato come piace a me, mi sono alzata esclamando: «è vero, è proprio lui, lo riconosco dalla cappella!»
Poi recatami verso il divano ci sono salita mettendomi a pecorina e girando lo sguardo verso di lui l’ho invitato: «mi hai scritto tante volte cosa avresti voluto farmi, che più di tutto volevi il mio culo, ora eccolo, è tutto tuo!»
Lui prendendomi per i fianchi infilò subito l’arnese verso la mia porta del piacere tanto agognato, e nonostante le dimensioni di tutto rispetto arrivò subito a battuta.
«Cazzo», esclamò mentre iniziava a stantuffarmi, «ma ce lo hai sfondato!»
Ed io con una vocina innocente: «Sii, oggi dei cattivoni neri me lo hanno rotto, senza neanche sborraci dentroooo!», e partì un orgasmo anale che mi faceva volare!
Il gestore, stupito, rivolgendosi a Giulio: «Ma a lei sta bene tutto questo?»
E Giulio per tutta risposta: «Ma non vede che donna che è?», «Pensa che un solo uomo possa bastare a soddisfarla?», «io la amo proprio per questo», «anzi se vuole approfittare si accomodi pure!»
Il gestore in un attimo si spogliò e mi porse il cazzo alla bocca.
Era proprio quello che volevo, godermi un bel cazzo nel culo mentre ne sto ciucciando un altro!
«Mhhhh», non riuscivo neanche a parlare per quanto fossi impegnata a sbocchinare quel cazzo, quando all’improvviso l’idraulico me lo tolse dal culo e me lo mise in fica.
«Voglio provare anche la Fica!» disse, ma io mi sfilai e con tono perentorio dissi: «tu vai a sdraiarti sul letto e voi due seguiteci perché ancora nessuno e venuto nel mio culo!»
L’idraulico si era sdraiato sul letto, e io scavalcandolo mi sono impalata con la fica su quel cazzo: «Eccoooo, ora sei conteeentooo?»
Intanto il gestore era venuto a farsi succhiare l’uccello e Giulio, per soddisfare il mio desiderio, si era portato dietro di me affondandomi il cazzo nel culo in una doppia che mi stava travolgendo!
Sentivo i due cazzi dentro di me che si alternavano mentre io sentivo il mio corpo contorcersi dal piacere che stavo provando!
Giulio mi apostrofava: «Lo vedi cosa sei?», «Avanti dillo cosa sei!»
E io sfilandomi un attimo il cazzo dalla bocca: «Siiiii, sono una trooooia, una grande zoccolaaaaa, che, che», «che staa godendoooo con tre cazzi, tre caaaazzi contemporaneamnteeee!», «oddioooo sto venenendooooo», «Giulio, ti amooo, è bellisimoooo!»
Non feci in tempo a riprendere il cazzo del gestore in bocca che un getto di sborra mi riempì la bocca, io ingoiai quasi tutto e il resto che colava lungo l’asta lo leccavo ripulendolo a fondo.
L’idraulico emettendo suoni gutturali iniziò anche lui a godere riempendomi la fica con una sborra calda e che veniva spalmata dal suo cazzo nella mia cavita per i movimenti di Giulio che continuava a sbattermi il culo.
Avevo ancora quel cazzo piantato nella fica e Giulio sembrava non finire più di incularmi: «Cazzo Giulio, sono sfinita, sborrami, sborra ora nel culo della tua troia!»
Giulio aumento il ritmo con una foga tremenda, sembrava volesse aprirmi in due, poi finalmente urlò: «Ecco troia, veeengoo», «te lo riempio quel culo sfondato, prendilaaaa!» ed un’esplosione di sperma mi farcì finalmente l’intestino.
La cosa incredibile fu che, mentre si sfilavano dal mio corpo, mi riversai sul letto con la sborra che mi colava da tutti i buchi e venni travolta da un orgasmo impetuoso che sconvolse tutto il mio corpo, tremavo come una foglia ed avevo spasmi in tutto il corpo tanto che gli altri iniziarono a preoccuparsi vedendomi quasi svenuta.
Giulio mi scuoteva: «Amore, stai bene?», «Che hai?», «Rispondimi ti prego!»
Aprii gli occhi, rannicchiata in posizione fetale, sospirai: «Siii, sto bene», «non avevo mai goduto tanto in vita mia!», «E’ stata un’esperienza sconvolgente!» e mi assopii sfinita.
Giulio rivolgendosi agli altri: «Lasciamola riposare, oggi per lei è stata una giornata a dir poco impegnativa!»
L’idraulico salutandolo: «avevo fatto tante fantasie guardando le sue foto ma non potevo mai immaginare che fosse una donna così fantastica!»
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