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La crociera - 1a parte


di Maryf02
13.02.2026    |    5.124    |    17 9.9
"Non mi resi neanche conto di come fosse successo ma ero completamente nuda tra i tre che mi palpavano e baciavano su ogni centimetro della pelle! Mentre si spogliavano anche loro mi inginocchiai..."
La crociera stava iniziando ed eravamo emozionati con la sensazione di trovarsi sulla soglia di un’avventura, con il cuore che batteva più forte per l’attesa di nuove esperienze e scoperte.
Ci preparammo in fretta, scegliendo abiti adatti all’occasione con l’intento di essere pronti per ogni situazione e al tempo stesso sentirci a nostro agio.
Io, per l’occasione, scelsi un vestito cortissimo e aderente. Aveva una vistosa apertura su un fianco, mentre le spalle restavano completamente scoperte fino all’altezza del coccige. Ovviamente, decisi di non indossare l’intimo.
Nel metterlo, provai una sensazione di audacia mista a un pizzico di trepidazione: sapevo che quell’abito attirava gli sguardi, ma in quel momento mi sentivo libera, quasi pronta a lasciarmi sorprendere da quello che la serata avrebbe potuto riservarmi.
Ci riunimmo con Fabio Marco e Luana e raggiungemmo il salone principale, accolti dal tintinnio discreto dei bicchieri e dal brusio degli altri partecipanti.
Il salone circolare si sviluppava su due livelli: al piano superiore, una balconata con eleganti salottini era raggiungibile tramite una scenografica scala in vetro illuminata; al piano inferiore si trovavano il bancone del bar e alcuni tavolini alti con sgabelli dove accomodarsi.
Eravamo tutti riuniti al centro del salone ad ascoltare il responsabile che in piedi sulla scala ci spiegava i dettagli della crociera e la struttura della nave, quando sentii una mano risalire lungo l’interno delle cosce.
Convinta che si trattasse di Giulio o quanto meno di uno dei miei amici non detti peso alla cosa e istintivamente allargai un po' le gambe, ma quando mi resi conto che non si trattava di loro ebbi un sussulto e immancabilmente inizia a bagnarmi!
Mi voltai di scatto, cercando con lo sguardo chi potesse essere il responsabile di quel gesto inaspettato: era uno dei tre ragazzi dell’aereo che si erano portati dietro di me e Luana.
Guardai Luana accanto a me e notai che il suo respiro si stava facendo affannato mentre la mano che era tra le mie gambe aveva raggiunto la mia zona erogena!
Luana afferrandomi con forza il braccio mi sussurrò: «sostienimi, mi stanno facendo un ditalino da paura e io non ho neanche guardato chi fosse!»
«Lo dici a me?», risposi, «io ho due dita nella fica e uno nel culo che mi stanno facendo sciogliere come una fontana!»
In effetti devo ammettere che la situazione mi stava intrigando moltissimo ma non volevo esagerare la prima sera appena arrivati per cui essendo finito il discorso di benvenuto presi Luana per mano e mi avviai verso la scala chiamando gli altri: «andiamo a bere gli aperitivi ai salottini al piano di sopra!»
La scala mi attirava come un magnete, sapevo benissimo che salendola avrei offerto la vista delle mie intimità a chi da sotto alzava gli sguardi per ammirare il panorama e la cosa mi intrigava da pazzi!
Salimmo la scala con passo lento, sentivo addosso il calore di quegli attimi audaci che mi avevano fatto perdere il controllo e notando sotto di me gli ammiratori, specialmente singoli, mi soffermavo con Luana facendole notare come ci stessero osservando.
Arrivati al piano superiore, ci lasciammo cadere su uno dei divanetti più in bella vista, ridendo nervosamente e scambiandoci sguardi compiaciuti.
Marco ci raggiunse con il vassoio degli aperitivi e, ignaro di tutto, propose un brindisi a quella che si preannunciava una crociera ricca di sorprese.
Parlavamo spensierati facendo programmi per la serata, ero seduta sul divanetto e, essendo estremamente corto, il vestito era completamente risalito cosicché mi ritrovavo praticamente con la fica umida in bella vista, anche perché, nonostante il via vai davanti a noi, io tenevo le gambe sfacciatamente aperte incurante dei commenti di apprezzamento che ricevevo!
Alzai il bicchiere insieme agli altri, brindando tra risate e battutine allusive che solo tra noi cinque potevano avere un significato così intimo.
Sentivo ancora sulla pelle il brivido di quanto stesse succedendo, mentre lo sguardo di Luana, complice e malizioso, mi confermava che la serata era solo all'inizio.
Il chiacchiericcio intorno a noi era un sottofondo ovattato; la mente tornava di continuo a quegli attimi carichi di tensione, e l'aria tra di noi si faceva sempre più elettrica.
Marco e Giulio sembravano ignari del gioco che si era instaurato tra me e Luana, o forse semplicemente facevano finta di niente per lasciarci vivere quel momento senza pressioni.
Fu l’annuncio che invitava gli ospiti a recarsi al salone dove veniva servita la cena a risvegliarci da quello stato di trans erotica per cui ci alzammo dirigendoci verso quella scala che sembrava invitarmi ad una nuova passerella!
Ci incamminammo verso il salone, le luci soffuse e i riflessi sulle pareti amplificavano la sensazione di essere protagonisti di un gioco segreto.
Le persone lentamente si muovevano nella stessa direzione, ma io percepivo il nostro piccolo gruppo come un’isola a parte, sospesa in una dimensione di complicità e desiderio.
Entrando nella sala, le voci si mescolavano al tintinnio dei bicchieri, mentre gli sguardi si incrociavano furtivi tra i tavoli già apparecchiati, pronti a cogliere ogni sfumatura del nostro malizioso entusiasmo.
Nella sala alcuni tavoli erano disposti su un piano rialzato di un paio di gradini e Luana si affrettò ad occupare uno dei tavoli più in vista per permetterci di continuare le nostre esibizioni anche a cena!
Mentre mangiavamo non potevo fare a meno di notare il tavolo in basso in prossimità del nostro con i tre ragazzi che non smettevano di guardare verso di noi mentre io agevolavo la visuale tenendo le gambe ben aperte!
Fu Giulio a rompere il silenzio: «Luana, tutto bene?»
Mi voltai verso di lei, era rossa in volto con i lineamenti del volto tesi: «Che hai, ti serve aiuto?»
«Noooooo, sto godendoooo!» rispose inarcando il busto e reclinando la testa all’indietro!
Mi stringeva la mano fortissimo, e fu allora che realizzai che Marco la stava scopando con un vibratore!
Il suo orgasmo sembrava non avere termine, finché il tavolo dei tre singoli non esplose in un fragoroso applauso!
«Scusatemi», disse Luana con un filo di voce, «ma Marco mi ha colto di sorpresa e l’adrenalina della situazione mi ha fatto perdere il controllo!»
La tensione nella sala si sciolse in una risata collettiva, mentre Luana, ancora arrossita, si fece scudo con il tovagliolo, cercando di recuperare un po' di compostezza.
Marco le lanciò uno sguardo complice, e anche gli altri del gruppo si lasciarono andare a battute sussurrate, come se quel momento avesse segnato l’inizio di un nuovo gioco silenzioso tra di noi.
I tre ragazzi del tavolo accanto si alzarono per venire a congratularsi, brindando con un bicchiere alzato verso la nostra improvvisata isola di audacia.
La serata prometteva di prendere una piega ancora più inaspettata, fatta di sguardi maliziosi e nuove complicità che galleggiavano leggere nell’aria come bollicine di champagne.
Finita la cena ci recammo al pianobar e ci accomodammo su dei salottini semicircolari con un tavolinetto al centro.
Si presentò il cameriere per prendere le ordinazioni, era un mandingo di colore che solo a guardarlo mi faceva impazzire le farfalle nella fica!
Luana, che aveva ormai perso ogni freno inibitore, anche per i tanti brindisi che avevamo fatto, si rivolse chiedendogli: «desidererei approfittare della sua disponibilità per un trattamento particolare!»
«Al momento sono in servizio al pianobar», rispose, «ma sappia che tutto il personale è a disposizione dei clienti per soddisfare ogni esigenza al termine del turno!», e, prese le ordinazioni, si allontanò!
«Io questo stasera me lo faccio alla grande!» esclamò Luana guadandoci con uno sguardo che era tutto un programma!
«Allora io penso che stasera dovrò organizzarmi in qualche modo!» disse Marco quasi con tono titubante.
Gli risposi subito: «Non ti preoccupare, a te ci penso io, è tanto che non facciamo sesso noi due», poi rivolgendomi a Fabio e Giulio continuai: «anzi, stasera vi sistemo per le feste a tutti e tre!»
La musica in sottofondo iniziò a farsi più intensa, accompagnando l’atmosfera che ormai era carica di aspettative e battute pungenti.
Si era creata una sorta di complicità tra tutti noi, come se quell’insieme di sguardi e risate avesse abbattuto ogni barriera di timidezza.
Il cameriere tornò con i drink, sorridendo maliziosamente, mentre Luana, passandosi la lingua sulle labbra, tenendo le gambe aperte gli mostrava sfacciatamente il suo fiore voglioso e gli lanciava occhiatine che non lasciavano spazio a fraintendimenti.
Marco, cercando di farsi coraggio, si voltò verso di me con una smorfia divertita: «Qui mi sa che stasera non si dorme affatto!»
Gli altri annuirono, ridacchiando, e la serata sembrava pronta a scivolare verso quei territori dove la fantasia supera la realtà.
Il pianista iniziò a suonare una melodia romantica, e qualcuno propose di alzarsi per ballare: era ormai chiaro che certe notti sono fatte per essere ricordate, e quella prometteva di essere una di quelle.
Nei divanetti accanto cerano coppie che si scambiavano effusioni più o meno spinte molte delle quali coinvolgevano anche altre persone a partecipare a quegli scambi lascivi.
Ci alzammo senza esitazione, lasciandoci trasportare dalla melodia e dall’energia che aleggiava nell’aria.
I corpi si muovevano in sintonia, tra sguardi intensi, risate complici e un gioco di provocazioni che sembrava non avere confini.
La tensione era palpabile, come se ognuno di noi stesse aspettando il momento giusto per lasciarsi andare completamente alla notte e ai propri desideri.
Le luci soffuse del locale accentuavano l’intimità della situazione; tra un passo e l’altro, le mani si sfioravano e gli sguardi si incrociavano più audaci.
La serata volgeva alla fine, il piano bar stava chiudendo e iniziammo a dirigerci verso le nostre cabine; Luana mi prese da parte dicendo: «allora ci pensi tu a Marco e Fabio così io faccio venire il mandingo nella mia cabina?»
«Tranquilla, spassatela pure tanto io avrò il mio bel da fare con loro tre», risposi indicando i nostri uomini.
Presi sottobraccio Fabio e Marco dirigendoci in cabina mentre Giulio dietro di me ci seguiva palpandomi il culo da sotto la gonna.
Io sculettavo ridendo mentre, immaginando quello che sarebbe successo di lì a poco, la libidine aveva preso completamente il controllo della mia mente e del mio corpo!
Entrammo nella cabina e la porta si chiuse alle nostre spalle, lasciando fuori il brusio del locale e isolandoci in un’atmosfera sospesa, fatta di respiri accesi e risate trattenute.
Le mani mi frugavano con impazienza, mentre lo spazio si riempiva di sussurri e di giochi di sguardi che accendevano ulteriormente il desiderio.
In quell’intimità, ogni gesto diventava un invito a lasciarsi andare, come se la notte stessa ci avesse dato il permesso di vivere senza filtri.
Non mi resi neanche conto di come fosse successo ma ero completamente nuda tra i tre che mi palpavano e baciavano su ogni centimetro della pelle!
Mentre si spogliavano anche loro mi inginocchiai circondata da tre membri svettanti vicino al mio volto.
Il profumo dei loro ferormoni mi inebriava provocando una colata di umori dalla mia fica ormai fuori controllo!
Passavo da un cazzo all’altro assaporando le loro cappelle quasi con voracità nonostante quella di Fabio fosse a dir poco impegnativa!
Sarei potuta stare ore a sbocchinare quelle deliziose aste pulsanti se non fosse stato che Giulio e Marco, prendendomi di peso, mi avessero scaraventato sul letto facendomi finire a gambe larghe con Fabio che in men che non si dica si lanciò ad assaporare i miei umori.
Mi leccava in maniera divina, la sua lingua esplorava la mia fica quasi volesse scoparmi così cercando di entrare più a fondo possibile, poi passava al buchetto posteriore riservandogli lo stesso trattamento.
Sentivo che avrei resistito poco, l’orgasmo stava montando in me e raggiunse l’apice quando iniziò a infilare prima uno e poi due dita nel culo continuando a succhiarmi il clitoride mentre i miei sospiri venivano attenuati dai cazzi degli altri due che si alternavano nella mia bocca.
Venni percorsa da una scossa elettrica che attraversò il mio corpo dalla testa ai piedi facendomi esplodere in un orgasmo incontrollabile mentre squirtavo nella bocca di Fabio!
Il mio respiro era affannoso, le mani tremavano ancora per l’intensità di quel piacere mentre tenevo gli occhi chiusi per abbandonarmi a quelle sensazioni.
Ma loro non si fermarono: sentivo le loro dita che mi accarezzavano ovunque, come se volessero scolpire nella mia pelle il ricordo di quella notte.
Le bocche si rincorrevano sul mio corpo acceso, alternandosi tra baci profondi e morsi leggeri che mi facevano fremere di nuovo, pronta ad abbandonarmi senza alcun freno al vortice del desiderio.
Non avevo ancora del tutto ripresa che sentii la cappella di Marco intrufolarsi nella mia vagina affondando lentamente fino in fondo.
Ebbi un sussulto che mi fece riprendere il controllo mentre Marco continuava a scorrere lentamente dentro di me.
Fabio, nel frattempo, si era sdraiato accanto a me con quel totem che puntava al soffitto della cabina con la grande cappella che sembrava attirarmi come un magnete.
«Ora o mai più!» fu il pensiero che balenò nella mia mente.
Feci scansare Marco e passai sopra Fabio puntando quella testa del fungo sulle labbra della mia fica.
Nonostante le dimensioni, anche per via di quanto fossi lubrificata, riuscivo a farla entrare progressivamente con molta lentezza!
Sentire quell’enorme cappella che percorreva le pareti della mia fica mi procurava sensazioni indescrivibili, ma quando arrivò in fondo e la sentii spingere sull’utero capii che stavo per essere travolta da un nuovo orgasmo!
Ero sul punto di partire di nuovo quando, mentre Marco mi stava scopando in bocca, sentii Giulio dietro di me che poggiava il suo glande sul mio ano!
«Nooo!», urlai, «Non entraaaa!», «Il cazzo di Fabio mi riempie troppoooo!»
Non feci in tempo e finire la frase che la cappella era già entrata nello sfintere, fortuna che era già ben lubrificato di miei umori!
«Ahhhhhh!», «così mi sfondateeee!»
Nonostante mi sentissi dilaniare il piacere era inebriante.
Giulio affondava lentamente e a mano a mano che percorreva il mio intestino sentivo l’orgasmo che stava salendo come un’onda!
Ero travolta da una libidine incontrollabile, iniziai a muovermi prima lentamente, poi mentre loro erano fermi completamente dentro di me i miei movimenti si fecero sempre più veloci.
Mi dimenavo come una forsennata con tutti i miei muscoli contratti dal piacere: «Siiiii, mi fate volareeeee!»
Sentivo i loro membri pulsare dentro di me, capivo che di lì a poco sarebbero esplosi dentro di me, la volevo, godevo ormai senza ritegno: «ohhhhhh, sborratemiiiiii!», «riempitemiiiii, la vogliooooooo!»
Un’onda di piena travolse la mia fica, era Fabio che stava scaricandovi una tale quantità di sperma come fosse un idrante!
Non feci in tempo a gustarmela che Giulio bloccandomi per i fianchi affondò nel mio intestino e, mentre mi apostrofava: «Godi, daiiii, che sei proprio una gran vacca!», esplose come un vulcano di sborra in eruzione facendomi travolgere dall’ennesimo orgasmo.
Ero sfinita, sentivo colare lo sperma da tutti i miei fori, ero in un bagno di sudore ma Marco aspettava il suo turno, lui non aveva ancora goduto ma non si perse d’animo!
Mi prese come una bambola facendomi mettere prona sul bordo del letto e inginocchiatosi dietro di me affondò con violenza direttamente nel culo!
Io ero completamente in trans, come al solito per me la sodomia è come una droga dalla quale non voglio disintossicarmi!
«Mamma mia come sei sfondata!» continuava a ripetere mentre mi sbatteva senza ritegno, «sei proprio una cagna in calore!»
Quelle parole invece di offendermi mi fecero partire per la tangente: «Siiiiii, sono una troiaaaa, affamata di sborraaa!»
A quel punto iniziò ad entrare e uscire limitandosi a farlo solo con la cappella; era una tortura sublime, ogni volta che entrava mi aspettavo l’affondo e invece usciva lasciandomi una sensazione di vuoto e desiderio.
Continuò quel gioco ancora per un po' per poi afferrarmi per i fianchi iniziando a sbattermi fino in fondo con colpi quasi animaleschi!
Raggiunsi l’orgasmo un attimo prima che lui iniziasse a svuotarsi dentro di me, e solo quando abbandonò il mio varco posteriore mi abbandonai sfinita sul letto mentre dalle mie parte intime oscenamente dilatate scendeva tutta la linfa che avevo ricevuto dai miei amanti!
Mi sentivo ancora percorsa da fremiti, mentre il respiro si faceva lento e pesante restavo con gli occhi chiusi assaporando quella sensazione di estasi.
Rimanemmo tutti immobili per qualche istante, come a voler assaporare ancora quell’aria satura di piacere e di follia.
Mentre Fabio tornò nella sua cabina noi tre crollammo sul letto ebri del piacere di cui avevamo goduto.
Il silenzio avvolse la stanza, interrotto solo dal battito accelerato dei nostri cuori e dal lieve suono della barca che si cullava sulle onde all’esterno.
I corpi ancora intrecciati sembravano incapaci di separarsi, come se quella notte avesse saldato un legame segreto tra di noi.
Sentivo la pelle vibrante, ancora calda e sensibile, mentre una dolce stanchezza prendeva il sopravvento su ogni pensiero razionale.
Alla fine, fummo presi da un sonno profondo e ci addormentammo mentre avevo in testa i pensieri già rivolti a quello che avremmo fatto il giorno dopo e la curiosità di sapere come se la fosse cavata Luana con il mandingo.
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