orge
La crociera - 2a parte
05.03.2026 |
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"Dopo un po' per rinfrescarci ci sistemammo nella grande vasca con l’idromassaggio e subito fummo seguite dai tre ragazzi che Luana si era già goduta sull’aereo..."
Quando la luce del mattino filtrò attraverso le tende, mi svegliai lentamente, ancora avvolta dall’atmosfera sospesa della notte precedente. Marco e Giulio dormivano ancora profondamente per cui uscii dal letto cercando di non svegliarli, mi misi indosso una t-shirt e mi recai da Luana con la curiosità di sapere come fosse andato l’incontro della notte precedente.
Bussai alla sua cabina, ci mise un po' ad aprirmi, era ancora assonnata, ci sedemmo sul letto, si stiracchiò, sorridendo nervosamente, mentre io mi sentivo invasa da una strana eccitazione e dalla voglia di sentire il suo racconto: «allora, come è andata ieri sera con il mandingo?»
«Il mandingo?», mi rispose con un sospiro, «si sono presentati in due, uno più massiccio dell’altro, e non puoi neanche immaginare la loro dotazione!»
Luana si lasciò sfuggire una risata sommessa, poi abbassò lo sguardo e proseguì: «All’inizio ero un po’ intimorita, non sapevo bene cosa aspettarmi. Ma sono stati gentili, quasi premurosi, e l’atmosfera si è scaldata piano piano. È stata un’esperienza fuori dall’ordinario, difficile da descrivere a parole.»
Osservai il suo viso illuminarsi mentre ripercorreva quei momenti e sentii che tra di noi si era creato un nuovo legame, fatto di complicità e curiosità condivisa e aspettavo con eccitazione i dettagli della sua avventura.
Mi spiegò che nonostante fosse talmente eccitata da farsi trovare nuda, quando apri la porta della cabina trovandoseli davanti ebbe un attimo di esitazione, ma fu solo un attimo, poi la lussuria ebbe il sopravento!
La tranquillizzarono spiegandole che il personale era stato accuratamente selezionato per soddisfare ogni desiderio delle ospiti e che fosse disponibile ad ogni richiesta e, se qualora non se la fosse sentita di stare con due insieme, uno dei due si sarebbe ritirato.
Mi raccontò come, nel momento stesso in cui allungò le mani sull’inguine dei due, capendo con cosa avrebbe avuto a che fare, ogni suo dubbio svanì in un mare di umori che iniziarono a scenderle dalla fica!
«Non puoi capire quando hanno tirato fuori le loro proboscidi!», esclamò portandosi le mani al volto, «non ho resistito, dovevo assaggiarle!», «avevano un profumo di selvatico e sapessi il saporeee!»
Poi uno dei due la adagiò sul letto e iniziò a leccarla passando dallo sfintere al clitoride fino a provocarle un orgasmo profondo mentre l’altro la stava praticamente scopando in bocca.
Mentre continuava il racconto descrivendomi nei dettagli come l’avevano scopata alterandosi a turno io ero in uno stato di eccitazione tale che iniziai a masturbarmi immaginandomi al suo posto.
Luana si lasciò andare, il suo respiro divenne più affannoso mentre mi raccontava come il piacere si fosse intensificato ogni volta che cambiavano ritmo, alternando carezze e spinte profonde.
I suoi occhi brillavano, e tra una risata imbarazzata e un sospiro, confessò che mai avrebbe pensato di lasciarsi andare così completamente, travolta dalla libidine e dalla novità di quella notte.
Mi sentivo sempre più coinvolta nella narrazione, la distanza tra noi quasi annullata dal calore delle sue parole.
Era come se, in quel momento, stessimo vivendo la scena insieme, complici di un segreto che ci univa in modo inaspettato.
Ma fu quando mi raccontò in ogni dettaglio come si fosse sentita aprire in due affrontandoli in una doppia forsennata che non resistetti più e, massacrandomi la fica con le mani, raggiunsi un orgasmo talmente intenso che mi fece squirtare in un lago di umori!
«Iniziamo bene la giornata!», sussurrai quando mi fui ripresa, «e ancora non abbiamo neanche fatto colazione!»
Luana mi guardò con complicità, il sorriso malizioso ancora stampato sul volto. Sfiorò la mia mano, quasi a voler condividere fisicamente quel brivido che ancora ci attraversava. «Sai,» disse con voce bassa e roca, «non pensavo che una notte potesse cambiare così tanto il modo in cui vedo me stessa.»
«Dai mettiti su qualcosa che andiamo a mangiare qualcosa» le dissi dandole una pacca sul sedere!
Indossò un copricostume e ci dirigemmo al buffet della colazione.
Appena arrivammo, l’aroma intenso del caffè ci avvolse, e ci trovammo a sorridere l’una all’altra, ancora intrise di quella complicità che la crociera ci stava regalando.
Luana si servì una fetta di torta al cioccolato, mentre io optai per della frutta fresca, sentendo ancora la pelle vibrante di emozioni.
Ci sedemmo di fianco la vetrata, dove la luce del mattino filtrava calda, una di fronte l’altra.
Tra un sorso di spremuta e una chiacchiera, Luana mi raccontò che, dopo tutto quello che era successo, si sentiva leggera, come se avesse lasciato andare qualcosa che la tratteneva da anni.
Le confidai che anch’io mi sentivo diversa, più viva, e che quella mattina sembrava l’inizio di qualcosa di nuovo.
«Oggi non ci sono limiti,» le dissi, «forse è il momento di scoprire davvero cosa ci piace.»
Lei annuì, con quel sorriso che ormai conoscevo bene: era la promessa di altre avventure, e di una complicità che non avremmo lasciato svanire.
Al tavolo difronte facevano colazione i tre giovanotti conosciuti sull’aereo e notai che ci guardavano con insistenza confabulando tra di loro.
Ci scambiammo uno sguardo complice, divertite dall’attenzione che ci stavano dedicando.
Luana fece un cenno con la testa verso di loro, quasi a suggerire un gioco sottinteso, e sentii che tra noi aleggiava una leggerezza nuova, pronta a sfociare in qualcosa di inaspettato.
Feci scivolare leggermente il sedere in avanti facendo così salire la t-shirt, che già a mala pena riusciva a coprire la mia intimità, e così facendo sarebbe stato sufficiente che allargassi un po' le gambe per mostrare loro, e non solo a loro, il fiore che avrei dovuto mantenere celato!
«Che stai facendo?», mi chiese Luana facendomi quasi risvegliare da uno stato di incoscienza, «non dirmi che gli stai mostrando la fica!»
«Certo», risposi allargando le gambe, «inizia a prudermi e lo sai che quando sono in questo stato è lei che comanda il gioco!»
Luana scoppiò a ridere, cercando di coprire la bocca con una mano, mentre i ragazzi al tavolo di fronte si fecero ancora più attenti, alcuni con lo sguardo incredulo, altri visibilmente divertiti.
L’atmosfera si era fatta elettrica e la complicità tra me e Luana sembrava amplificare ogni gesto, ogni sguardo, ogni parola non detta.
Senza smettere di sorridere, Luana si avvicinò, sussurrandomi all’orecchio: «Se vuoi giocare, giochiamo insieme, ma ricorda che la vera sfida è non perdere mai il controllo.»
Nel suo tono c’era un misto di provocazione e dolcezza che mi fece sentire invincibile, pronta a scoprire fino a dove ci avrebbe portato quella mattinata fuori dall’ordinario.
Solo allora mi resi conto che nella sala non eravamo solo noi e che lo spettacolo che stavo offrendo era gradito anche dagli altri ospiti della crociera.
Qualcuno, più audace degli altri, accennò persino un brindisi nella nostra direzione, come a celebrare quell'imprevisto momento di leggerezza collettiva.
Luana, per non essere da meno, fece in modo che anche il suo copri costume risalisse scoprendo le sue intimità allargando le gambe!
Il calore degli sguardi attorno a noi ci fece sentire al centro di una scena teatrale, dove ogni gesto acquisiva un significato nuovo e la timidezza sembrava dissolversi nell'aria.
Luana mi strinse la mano sotto il tavolo, il suo tocco deciso mi infuse una sicurezza inattesa.
Sorrisi di rimando, sapendo che in due avremmo saputo giocare entro i pochi limiti del regolamento, mantenendo il mistero e la complicità che ci univa come un filo invisibile, pronto a vibrare al minimo cambio d'atmosfera.
«Dai, andiamo a prendere il sole in piscina?» le chiesi alzandomi.
«Perché no, così ci abbronziamo e poi chissà!» fu la sua pronta risposta.
Andammo in cabina a cambiarci e ad avvisare gli altri che ci saremmo trovate li.
Una rapida doccia, e indossato il copricostume, se così si può definire un sottile stato di stoffa semitrasparente che a mala pena copriva le mie nudità, l’immancabile plug e mi avviai verso la piscina dove era permesso il costume adamitico attraversando gli spazi comuni della nave.
Le persone che mi incrociavano mi lanciavano occhiate curiose, alcune divertite, altre quasi complici, mentre attraversavo il corridoio verso la piscina, sembrava che ogni sguardo diventasse un invito silenzioso a lasciarsi andare alla spensieratezza.
Ogni passo rafforzava la mia sicurezza, alimentata sia dalla presenza audace di Luana al mio fianco che dal sottile brivido di essere osservata.
Quando finalmente arrivammo alla zona piscina, sentii il brusio allegro degli altri ospiti, pronti a godersi il sole e a lasciarsi sorprendere dalle novità del giorno.
Occupammo due lettini e prontamente l’addetto, un ragazzone tutto fascino e muscoli, ci raggiunse porgendoci due teli da stendere su di essi.
Ci distendemmo e Luana rivolgendosi a me a bassa voce disse: «che dici, sarà tropo sfacciato se teniamo le gambe aperte per fare abbronzare le patatine?»
«Scherzi!», risposi facendo penzolare le gambe all’esterno del lettino, «guardati intorno, ci sono coppie che vanno ben oltre le timide effusioni, dietro di te una milf sta facendo un pompino ad un giovane ragazzo!»
Si avviò una processione davanti ai nostri lettini, caratterizzata da comportamenti allusivi e apprezzamenti sfrontati.
Luana si voltò appena, cercando di non dare troppo nell’occhio, e un sorriso sfrontato le si disegnò sulle labbra. «Allora direi che possiamo rilassarci senza troppi pensieri!» sussurrò, socchiudendo gli occhi e aprendo le gambe per godersi il sole che filtrava caldo sulla pelle nuda.
L’aria era densa di un’energia particolare, come se ogni sussurro e ogni risata fossero carichi di piccole complicità segrete, e noi ci sentivamo parte di quella strana libertà che solo una vacanza così poteva regalare.
Dopo un po' per rinfrescarci ci sistemammo nella grande vasca con l’idromassaggio e subito fummo seguite dai tre ragazzi che Luana si era già goduta sull’aereo.
Attaccarono bottone riempendoci di complimenti e le loro mani iniziarono a esplorare i nostri corpi soffermandosi sulle zone più sensibili!
«Ragazzi, vi ricordo che non è permesso fare sesso in acqua!», era l’addetto che con tono di rimprovero ci ricordava le regole da rispettare.
«Ci scusi, usciamo subito», replicai, «forse ci stavamo facendo un po' prendere la mano!»
«Fuori dall’acqua potete fare come volete, ma per motivi igienici negli idromassaggi e in piscina è assolutamente vietato.»
Con Luana ci dirigemmo verso il parapetto e ci poggiamo a guardare il mare e la scia che lasciava la nave in navigazione.
Non facemmo in tempo a rilasciarci un attimo che i tre si stavano già dirigendo verso di noi.
«Non ti voltare,» sussurrai a Luana, «ma abbiamo i tre che stanno venendo qui, e a giudicare dai loro membri penso che potrebbe succedere qualcosa di interessante!»
«Capirai», rispose, «io avevo già la fica in fermento da prima, poi quando hanno iniziato a massaggiarmi il plug nell’idromassaggio ho iniziato a sciogliermi!»
Mentre ridevamo per il tono scherzoso con cui Luana aveva risposto, i ragazzi si avvicinarono con sguardi complici e sorrisi maliziosi.
Il vento ci spettinava i capelli mentre la nave proseguiva lenta, e il mare luccicava sotto i nostri occhi curiosi.
«Che bel gioiellino che indossi!», mi sussurrò all’orecchio una voce calda e suadente mentre con le mani mi palpeggiava le natiche giocherellando con il plug, «non pensi che potremmo metterci qualche altra cosa al suo posto?»
«Tu cosa suggeriresti?», risposi senza voltarmi mentre gli umori iniziavano a scendere lungo le cosce.
Sentii sfilarmi il plug lentamente lasciandomi un improvviso senso di vuoto e un flebile gemito uscì dalle mie labbra.
Infilò la mano da dietro raccogliendo gli umori dalla fica portandoli sullo sfintere pulsante, poi poggiò la cappella sul mio ano facendomi un leggero massaggio con essa.
Io, senza voltarmi iniziai a spingermi indietro con il bacino e così facendo sentivo la sua cappella farsi strada dentro di me.
Di fianco a me intravedevo Luana sobbalzare aggrappata alla balaustra mentre veniva presa da dietro in modo quasi animalesco.
Nel frattempo, avevo fatto entrare tutto il cazzo fino alle palle e iniziai a gustarmelo con un continuo movimento avanti e dietro del bacino mentre lo sconosciuto mi strizzava i capezzoli facendomi montare l’orgasmo dentro di me.
«Questa ha un culo che è un angolo del paradiso, vuoi provare?» disse il ragazzo che mi stava inculando rivolgendosi all’amico che si stava gustando la scena.
«Magari, dai levati che la sfondo un po' anche io!»
In un attimo si dettero il cambio, mi afferrò per i fianchi affondando dentro di me con colpi sempre più forti facendomi esplodere in un orgasmo a dir poco selvaggio!
«Sentite come gode questa troia!» esclamò piantandomi tutto il suo cazzo nell’intestino!
«Ora me la sbatto io!» disse l’atro lasciando Luana in balia di quello che era rimasto fuori e si avvicendò al posto di quello che avevo nel culo.
«Ehiii, pianoooo, cosiii mi spacchiii!», feci in tempo a dire mentre venivo deflorata da una mazza di dimensioni prossime a quelle di una lattina di birra!
Luana intanto, chinata in avanti, stava godendo senza un attimo di tregua in un susseguirsi di orgasmi mentre si stava facendo pompare la fica senza sosta.
Improvvisamente quello dietro di me si bloccò completamente dentro di me, sentivo la sua grande cappella pulsare nell’intestino, sapevo cosa stava per arrivare, iniziai a contrarre e rilasciare i muscoli dell’ano per aumentare le sensazioni che stavo provando finché non mi sentii riempire da fiotti di calda sborra che sembravano non finire più: ogni volta che eiaculava io strizzavo l’ano e quando lo rilasciavo lui schizzava di nuovo.
Mi tremavano le gambe, ero tutta percorsa da brividi e scosse elettriche quando uscì cedendo il posto al primo che aveva aperto la strada!
Questa volta era veramente infoiato, mi sbatteva senza pietà scorrendo nell’intestino già carico della sborra del suo amico che iniziava ad uscire colandomi sulla fica.
Ero ormai in preda ad un orgasmo continuo, sentivo le sue parole apostrofarmi come una troia rotta in culo e la cosa mi eccitava ancora di più facendomi sentire completamente libera!
Quando sentii Luana gemere mentre veniva farcita nella fica ero ormai al culmine del piacere e nel momento che mi sentii inondare nuovamente il culo di sperma esplosi in un definitivo orgasmo anale facendomi squirtare come non mi era mai capitato!
«Siete due troie fantastiche!», fu l’apprezzamento con cui i tre ci salutarono mentre noi eravamo poggiate ansimanti alla balaustra!
Quando finalmente ci fu silenzio, ci scambiammo uno sguardo complice, ancora immerse nei nostri respiri affannati e nel calore dei corpi. Luana mi sorrise, con quella luce negli occhi che solo le esperienze intense sanno accendere, e capii che tra di noi si era creato un legame profondo, fatto di confidenza e libertà assoluta.
Sotto gli sguardi complici delle persone che avevano assistito alle nostre performance ci dirigemmo sotto le docce della piscina per riprenderci e pulirci degli umori e dello sperma che colavano lungo le gambe.
«Se avete finito di prendere cazzi che ne dite di andare a pranzo?»: erano Giulio e Marco che ci avevano raggiunto proprio mentre avevamo finito di godere!
«Non sarete mica gelosi?», rispose Luana con tono ironico, «Voi cosa avete combinato tutta la mattinata?»
Al che Marco quasi con orgoglio rispose: «Non penserete che solo voi avete diritto a divertirvi vero?»
Coprimmo le nostre nudità con gli striminziti copricostume che avevamo e ci dirigemmo al salone per il pranzo con il pensiero rivolto a cosa ci avrebbe riservato il resto della giornata.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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