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Tra le sue braccia, piccola e indifesa
21.10.2025 |
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"Ma esce quasi subito, io resto in estasi sdraiata sul letto col culo che ancora, come per inerzia, si muove in su e in giù e la figa-anale che pulsa..."
Era il periodo in cui vivevo sola, avevo 50 anni circa ed Angie era nel suo massimo splendore, libera di manifestarsi. Andavo in palestra: belle gambe toniche ma non muscolose, culetto tondo e sodo, giro vita fine, un po’ di tettine; e spesso al salone di bellezza: ben depilata, sopracciglia fini fini, pelle liscia sempre un po’ abbronzata, taglio di capelli molto corto ma femminile, color nero corvino. Con l’aiuto delle signorine del salone avevo imparato l’arte del make-up del viso: semplice ma elegante. Avevo anche un bel guardaroba di intimo e vestitini sexy, e soprattutto ero libera di ricevere nel mio appartamentino. E sì, facevo molti incontri nel mio appartamentino.Ero conosciuta da diversi maschi, come quella ospitale, sempre in calore, insaziabile e che, volendo, si fa anche “fistare”. Così, grazie al passa parola, c’è stata qualche bella sorpresa, come quella volta che mi contattò un bel ragazzone africano (forse Ivoriano o Nigeriano) tra i 30 e 40 anni, alto e robusto, venne a trovarmi una sera verso le 21 e 30: purtroppo fu l’unica ma indimenticabile volta. Con lui è stato un incontro di fuoco, forse l’incontro più eccezionale che ho fatto, di quelli che non si scordano.
Mi ero preparata con cura: pulita e profumata dentro e fuori; pelle liscia di crema; trucco un po’ sexy, occhi esaltati da ombretto nero, lunghe ciglia, sopracciglia marcate con matita nera; labbra definite con matita rossa e rossetto “no transfer” (che non sbava) rosso corallo, così come lo smalto delle unghie di mani e piedi; non indossavo calze, le mie gambe sono ben depilate e lisce; un corpetto nero e perizoma nero, décolleté nere tacco 10; sopra, la vestaglia rossa trasparente. Parrucca a caschetto, castano chiaro.
Era estate, ma un’estate del nord Europa, calda ma non troppo. Il maschio arrivò puntuale alle 9 e mezza, in tuta da ginnastica e sandali. L’aspetto era quello di un atleta. Dopo brevi convenevoli in un attimo era nudo davanti a me ed emozionata esclamai: “tesoro, ma sei bellissimo!”. Infatti il giovane era alto, forse un po’ più di 1,80 e robusto, con muscoli ben definiti –come solo certi africani hanno- ma non gonfiati da palestrato. Insomma una bellezza naturale. Bel viso, labbra carnose, grandi e dolci occhi verdi, pelle liscia e lucente e, tra le robuste gambe, un bellissimo cazzone che pendeva rilassato e circonciso.
Era un tipo a cui piacevano le donne e le trav, sapeva di piacere, aveva esperienza e ci sapeva fare: un dominante. Mentre io, col mio 1,68 m di altezza per 65 kg, non ho una bellezza aggressiva come certe sorelline trav (alte e statuarie), sono piccola, esile, ma femmininile e con un bel visino, curata nei dettagli: posso piacere, ma non a tutti, insomma un gioiellino ma porcella. Quindi, davanti a questo maschione, mi sono sentita piccola, indifesa e in dovere di farlo contento, chiedendomi perché questo bellissimo uomo mi aveva contattata ed ora era a casa mia, forse per la curiosità di provare se era vero quel che si diceva di me?
Di poche parole ma deciso, il maschio mi ha presa per la vita e mi ha baciata con foga: mi ha succhiato le labbra e la lingua, lasciandomi senza respiro per la forte stretta in vita. Ho fatto cadere la vestaglia, mi ha presa in collo e gettata sul lettone.
Mi ha scopata a lungo per circa un’ora, senza mai smettere, capace di controllare il suo membro sempre duro ed eretto. Aveva un cazzone bellissimo: sui 7 cm di diametro, e lungo circa 25 cm. Di quei cazzi che hanno la cappella del diametro minore del corpo e quindi, anche se grossi, è più facile prenderli in bocca; ma, nella figa-anale, quando entrano, sbattono in fondo e possono far male ed occorre esperienza affinchè il cazzo trovi la sua strada, non faccia più male e poter godere di sensazioni estreme: tra orgasmi anali e piacevoli dolori.
Sul letto, senza dire nulla, mi ha presa per la vita e mi ha messo a pecorina: durante il nostro lungo amplesso non mi ha mai tolto il perizoma ma solo spostato il filo. Con decisione si è dedicato alla mia figa-anale: succhiandola, slinguandola, baciandola, penetrandola con la lingua dura e lunga, facendomi gridare per il godimento: è così cominciata un’estasi durata finché sono stata posseduta da lui.
Dopo un po’ ha smesso, si è sdraiato sul letto e: “succhiami”. Con difficoltà ho cercato di fare entrare il suo cazzone già durissimo in bocca: son riuscita a far entrare il membro piano piano fino a circa metà, ma lui senza dire niente mi ha presa per la nuca e me l’ha infilato a forza, anche così non è entrato tutto: troppo grosso di diametro. Ma lui, incurante, mi pompava su e giù, io mugolavo e lui, non contento, mi teneva col cazzone in bocca fino a quando non gli facevo capire che non respiravo. Allora lasciava uscire il cazzo e poi di nuovo dentro più che poteva: “brava, bella gola profonda”, le uniche parole che ha detto. Io contenta per farlo contento.
Poi è cominciata una lunga cavalcata in tutte le posizioni. Mi ha rimesso a pecorina, ha preso il gel ed ha saggiato, con le sue grosse dita, la figa-anale entrando con una, due, tre dita e girandole dentro: “bella aperta, c’hai una figa sfatta, eh?”, ed io timida “beh sì caro, mi piacciono i cazzi grossi ed anche il fisting”, “bene, ora se fai la brava ci divertiamo”, “certo tesoro, vedrai che ti farò divertire, la mia figa è tua, prenditela”. Sento il suo cazzo che entra piano, ma solo fino a metà: è un piacere. Tengo in una mano il “popper” che facilita la penetrazione e l’estasi. Poi, a sorpresa, entra tutto deciso con i suoi 25 cm, mi sbatte in fondo alla figa, fa male, ed io istintivamente mi libero dalla stretta delle sue mani attorno alla vita e fuggo sdraiandomi, ma lui mi è sopra con tutto il corpo. Lo sento grande e peso sopra di me che mi blocca con le coscione, mette il braccio destro attorno al mio collo e, baciandomi, mi scopa con foga incurante dei miei gemiti. Ma io, muovendo il culo e grazie anche alle esperienze di fisting, gli faccio trovare la strada dentro di me. Sento il suo peso sopra il mio corpo esile, la sua pelle liscia si unisce alla mia, il suo odore si mescola col mio profumo. Mi morde le spalle, mi succhia il collo, mi gira la testa e la sua lingua nella mia bocca è il ciucciotto che aspettavo e la succhio mentre lui si muove, ora piano, ora con colpi forti, dentro di me, entrando sempre di più. Mi sussurra “brava piccola l’hai preso tutto, ma siamo solo all’inizio, vedrai che ti ricorderai di me, baby”, ed io ansimante e confusa: “oh sì tesoro, non ti scorderò mai, prendimi come vuoi, sono tua. Mi piaci, sono tua”.
Ecco che esce, mi rimette a pecorina e succhia di nuovo la figa-anale bella aperta ed umida: grido per gli orgasmi infiniti che mi fa provare. Mi prende per la vita e mi posiziona seduta sul suo cazzone con lui seduto a gambe aperte, leggermente piegate, ed io nel mezzo con le mie gambe ai suoi lati. Mi sento piacevolmente impalata mentre lo guardo. Prendendomi per i fianchi con le sue manone mi muove a suo piacimento: su e giù, avanti e indietro. Lo guardo affascinata, gli carezzo le robuste spalle, i pettorali ben definiti, le braccia dai muscoli scolpiti, poi ci baciamo con foga, lo abbraccio, mi abbraccia. Mi fa girare sul suo cazzo senza farlo uscire, adesso gli do le spalle. Mi tira giù, ci adagiamo sul fianco destro, e continua a scoparmi duro da dietro. In questa posizione mi sento come parte di lui, mi avviluppa tra le sue possenti gambe e braccia. Cadendo sono rimasta presa tra le coscione. Mette il suo braccio destro attorno al collo e mi avvinghia, mentre le gambe mi costringono a contatto col suo pube ed il cazzone è tutto dentro me. Il suo braccio sinistro lo passa sotto la mia gamba sinistra, la alza, la tira su, e la sua grande mano mi tiene ferma premendo sul petto in modo da potermi penetrare più che può. Sono in estasi: gemo e grido per gli orgasmi anali ripetuti, piccola e persa nel grande corpo del maschio che mi sta possedendo e mi è dentro e mi gira e rigira come fossi la sua bambola. Mi sbatte duro. Sussurra: “shhhh, zitta che ti sentono tutti, non voglio problemi io”; lui? Mi chiedo, ed io allora che qui ci vivo? Ma non posso farci niente è più forte di me, sento la necessità di esprimere le emozioni intense che quest’uomo mi fa provare.
Adesso si sdraia e mi fa mettere a 69 sopra di lui. Il mio culo è davanti al suo viso e lui si avventa di nuovo sulla figa-anale succhiandola con forza sculacciandomi. Urlo per l’orgasmo. E ancora: “shhhh! Prendi il cazzo in bocca e stai zitta”, obbedisco e le sue gambe si incrociano dietro la mia testa facendo entrare tutti i 25 cm del cazzone in gola: a ritmo mi spinge giù, quasi non respiro ma sono orgogliosa di farlo contento. Però dura poco, altro cambio: le sue grandi mani mi sollevano.
Mi mette in piedi, le mie mani poggiate alla parete sopra la testiera del letto, leggermente piegata in avanti, mi sculaccia: “in fuori il culo!”, ordina. Mi sbatte di nuovo. Ogni volta che entra mi infilza dal basso in alto e siccome lui è molto più alto di me, ogni volta che entra mi fa sobbalzare e sento come un terremoto dentro, e non posso fare a meno di gridare e lui che mi sculaccia ancora più forte: “zitta cazzo che ti sentono tutti!”. Ma come faccio a stare zitta io, sono in totale confusione ed in preda ad orgasmi anali.
Nuova posizione. Adesso lui, in ginocchio sul letto, mi gira sulla schiena, le mie gambe aperte a V se le mette sulle spalle. Mi succhia ancora la figa, prende abbondante gel e saggia la figa-anale: due, tre, quattro, cinque dita, e le gira entrando a vite, a sorpresa mi entra dentro con la mano, ovviamente grido per il godimento inatteso ed il piacevole dolore della sua grande mano dentro di me. Questo bel maschio è di poche parole però mostra il suo stupore: “mi avevano detto che hai una figa aperta, sei proprio una porcella da usare te”, ed io “sì caro, sono tua, usami come più ti piace”. La sua mano è grande, saranno 12 cm di diametro, però è entrata bene, io godo e lui, eccitatissimo, adesso mette il suo cazzone dentro e mi sbatte con più forza di prima, mentre la mano me la infila in bocca facendosela pulire.
Infine ancora a pecorina, mi guarda la figa-anale che freme, la succhia di nuovo con forza e mi sbatte deciso: adesso sento il suo respiro che si fa più rapido, ansima, sta godendo di me! e finalmente viene e mi pregna riempiendomi del suo abbondante e caldo seme. Ma esce quasi subito, io resto in estasi sdraiata sul letto col culo che ancora, come per inerzia, si muove in su e in giù e la figa-anale che pulsa. Mi sento svuotata ma piena al tempo stesso del suo seme. Lui è dietro di me, in piedi, in silenzio, mi guarda. Poi chiede: “fammi vedere lo sperma che ti esce dalla figa”; non mi ci vuole molto, mi ha riempita, un piccolo sforzo e sento colare il suo liquido, al ché caccio un urlo forse ancor più forte di quelli di prima, un urlo incontenibile: si è di nuovo avventato sulla mia figa, me la succhia con foga assaporando, succhiando, il suo sperma. Per me è una sensazione nuova, inaspettata e mai provata prima. I maschi di solito sono egoisti e, una volta venuti, escono e mi lasciano lì sul letto, scappano in bagno e se ne vanno veloci. Ma questo bellissimo uomo no: gode e mi fa godere come non mai.
Adesso mi mette il cazzone, ancora duro, in bocca: mi ha girata sulla schiena e lui sopra, mi penetra la bocca entrando più che può. Si muove scopandomi la bocca, schizzando le ultime gocce di sperma. Infine mi bacia compartendo il suo seme, e sembra si voglia prendere le mie labbra per ricordo. Il suo cazzo si sta rilassando ed ancora lascia uscire del liquido: “vieni pulisci per bene”. Lui è seduto a gambe aperte su letto ed io in ginocchio tra le sue gambe, docile, me lo godo: lo succhio lentamente assaporando lo sperma rimasto, lo lecco, lecco le palle ed lui “brava piccolina, brava, così ubbidiente mi piaci”: mi dirige tenendomi la nuca con la sua manona. Adesso alza il bacino, io capisco e con piacere gli lecco lo scroto ed il culo. Dopo un po’ mi ferma: “basta così, brava. Vado in bagno”.
Resto lì sul letto, confusa ed in estasi. Mi ricompongo e, tremante per l’emozione, con della carta pulisco la figa-anale, sistemo il perizoma, il corpetto, la parrucca. Mi guardo nello specchio: accettabile, il rossetto “no transfer” ha tenuto. Rimetto le décolleté tacco 10 e la vestaglia rossa. Aspetto che lui esca dal bagno. Senza parlare, in un attimo, si riveste. “Ciao, sei stata brava”, “ciao caro, sei bellissimo e spero di rivederti, vieni quando vuoi”. Lo accompagno alla porta e se ne va.
Non lo rividi più, l’ho cercato e gli ho scritto senza avere risposta. Forse ha trovato altre più belle di me ed io sono stata solo uno sfizio, il suo giocattolo per una sera. Però sono contenta lo stesso che a lui è piaciuto e contenta di me per averlo fatto godere. Non l’ho più dimenticato.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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