Claudia e il Consulente - parte 2
Avevamo lasciato Claudia e Bernardo messi a sessantanove.
«La tua figa ha proprio un ottimo sapore!» disse Bernardo.
«Grazie! Sarà la dieta che seguo.»
«Ah, sì? E cosa mangi di buono?»
«Mirtilli e ananas.»
«E che altro?»
«Finocchi, fiocchi d’Avena e miele.»
«Beh, cara Claudia, quello che esce da questa bernarda è nettare!»
«Anche il tuo cazzo sa di buono. Ma anche la forma. È ergonomica. A essere precisi, è la cappella a esserlo!»
«Mi fa piacere che siamo così oralmente compatibili.»
«Sì, però adesso riprendiamo, ho voglia di godere!»
Detto fatto. Il silenzio era rotto solamente da occasionali suoni umidi finché Claudia disse con voce rauca «Fermati! E montami. Scopami.»
«Lo facciamo con o senza?»
«Tu sei sano?»
«Ho avuto un po’ di mal di gola due settimane fa. Ma l’ho curato con miele e peperoncino.»
«Ah, beh, allora chiavami a pelle!»
«Posso venire dentro?»
«No, dai. Oggi no.»
«In bocca?»
«Nemmeno.»
«Allora ti inondo la schiena, ok?»
«Sì, sborra con generosità e poi spandi bene la tua crema, per favore!»
«Contaci, puttana!»
Claudia, messasi a quattro zampe si voltò e lanciò un’occhiata meravigliata al suo amante.
«Scusa! Ho esagerato?» fece Bernardo sulle ginocchia.
«No, figurati. Ci sta. Non me l’aspettavo da un intellettuale come te!»
«Beh, ora lo sai, troia. Dai che ti riempio di minchia!»
«Sì, chiavami, montami, cavalcami. Fammi sentire il cazzo che fruga dentro me!»
Bernardo rispose con un grugnito e affondò nella tenera, calda e umida carne di Claudia.
La scopò a occhi chiusi. La scopò forte e poi piano. La scopò fino ai coglioni e alla fine sentì l’approssimarsi dell’orgasmo. Scivolò fuori e si finì a mano. I primi due schizzi arrivarono fino ai ca-pelli della ragazza.
«Temo che dovrai farti uno shampoo.» disse Bernardo riprendendo fiato e si distese sulla schiena.
«Mi hai sborrato sui capelli?»
«Avevo un po’ di arretrati e le cisterne erano piene.» spiegò lui a occhi chiusi.
«Ah, tu li chiami le “cisterne”?»
«Mi piace giocare con le parole.»
«E con la bernarda, caro Bernardo!»
«Nomen omen!»
Claudia gli si distese a fianco «Non c’è problema.» disse e lo baciò. Poi gli raccontò dell’appuntamento che aveva con il General Manager quella sera.
«Ah, mi fai becco così! Già dopo la prima volta che abbiamo fatto all’amore?»
Claudia rise. Prima piano e poi più forte. Bernardo la imitò.
«Ma davvero ti ha invitata a cena?» riprese lui.
«Sì.»
«E tu hai accettato?»
«Perché no? Ancora non sapevo che io e te l’avremmo fatto. Anzi, è stata una sorpresa. Una bella sorpresa!»
«Non pensavi di finire a letto con un vecchio, vero?»
«Non sei vecchio, dai! Sei anziano.»
«Ah, beh.»
«Sei geloso?»
Bernardo rifletté per un attimo
«No, non sono geloso. Mi spiace non scopare mentre tu lo fai.»
«Se vuoi ti do il numero di un’amica. Lei ha un po’ un feticismo per quelli, ehm, anziani!»
Bernardo fece un profondo respiro. «Va bene. Alla peggio passo la serata in compagnia. Almeno è simpatica la tua amica?»
«Sì. Forse un po’ sciocca. Però so per certo che le piace il cazzo.» Claudia fece una pausa e fissò il soffitto.
«E che altro le piace?» chiese Bernardo sollecitandola a proseguire.
«Beh, le piace anche la figa.»
«E voi avete già?»
«Sì.»
«Ah, però!» commentò Bernardo.
«Scandalizzato?»
«Ma figurati. Anch’io.»
«Anche tu, cosa?»
Bernardo ridacchiò.
«Sei mezzo frocio?»
«Al massimo solo un quarto.»
«Quindi, se la matematica non mi inganna, lo sei al venticinque per cento.»
«Non l’ho misurato. Non ho il frociometro. Però, a occhio…»
«Occhio per occhio, superfinocchio!»
«Ha parlato la piccola lesbica!»
« “piccola lesbica”…» mormorò Claudia. «Mi sa che anch’io lo sono attorno al venticinque percen-to.»
«Già che siamo in argomento, la faresti una cosa a quattro?»
«Te lo stavo chiedendo io!»
«Quindi la risposta è “sì!”.»
«Oh, yes!»
Lui si girò verso Claudia e la baciò sulla bocca. Lei ricambiò e limonarono coi respiri che accelerava-no.
«Ne facciamo un’altra?» sussurrò Claudia.
«Proviamo. Magari stavolta stammi sopra tu. Ti spiace?»
«No, però me la lecchi. E me la lecchi bene, come prima, porcone schifoso!»
«Ti amo anch’io.»
Claudia rise ma smise non appena la lingua di Bernardo iniziò a “coccolarle” il clitoride.
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