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Lui & Lei

La Vacanza 3


di lupo002
28.08.2026    |    281    |    1 9.0
"Poi si alzò con il suo ragazzo e si allontanò verso gli scogli senza dire altra parola..."
La terza sera non riuscimmo a resistere. La spiaggia principale era già quasi deserta quando il sole stava calando. Ci guardammo e, senza dire una parola, ci togliemmo i costumi ancora prima di raggiungere gli scogli. Rimanemmo nudi, la pelle di Giulia scura e lucida di sale, il mio cazzo che iniziava già a indurirsi solo a guardarle il culo mentre camminavamo. Lei mi prese la mano e sorrise con quegli occhi nerissimi.

«Andiamo. Voglio che mi scopi di nuovo lì.»

Facemmo il giro degli scogli già nudi. Ma quando entrammo nell’insenatura ci bloccammo.

Non eravamo soli.

Al centro della piccola spiaggia c’era un’altra coppia della nostra età. Lui alto, fisico atletico, pelle chiara, il cazzo lungo e duro che entrava e usciva con forza. Lei una gran porca: capelli biondi raccolti in una coda alta, seni grandi e naturali che oscillavano pesanti, culo rotondo e sodo spalancato. Era a quattro zampe e lui la stava scopando da dietro senza pietà, le palle che le sbattevano contro la figa a ogni colpo. Lei gemeva a voce alta, la bocca aperta, la saliva che le filava sul mento.

Restammo fermi a guardarli. Non facemmo nulla per diversi minuti. Il mio cazzo era ormai completamente duro, e sentivo Giulia respirare più forte accanto a me. Loro ci videro quasi subito. Lui alzò lo sguardo, ci fissò un attimo e invece di fermarsi sorrise di lato e iniziò a darcela ancora più duro, tenendo la ragazza per i fianchi e spalancandole di più le chiappe per farci vedere tutto. Lei si voltò, ci vide nudi, e leccò le labbra lentamente mentre continuava a prendere il cazzo. Non si coprì, non si vergognò. Anzi, allargò di più le ginocchia e spinse indietro il culo, offrendosi allo sguardo.

«Guardate pure…» disse ansimando. «A me piace che mi guardiate mentre mi scopa.»

Giulia non distolse gli occhi. La sua mano scese e mi strinse il cazzo, ma non mi fece ancora fare nulla. Restammo lì a osservarli mentre lui le sfondava la figa con spinte lunghe e profonde, il suono umido e schiocchiante che riempiva l’insenatura. A un certo punto lui le tirò fuori il cazzo, glielo passò sulla figa bagnata e poi lo spinse dritto nel culo. Lei urlò di piacere, la schiena inarcata, e lui iniziò a scoparle il buco con la stessa violenza di prima. Dopo poche spinte la bionda venne per la prima volta mentre si masturbava il clitoride: il corpo le tremò tutto, le gambe si chiusero a scatti e un gemito lungo e rotto le uscì dalla gola mentre il culo le si contraeva intorno al cazzo di lui.

Solo allora Giulia si voltò verso di me, gli occhi nerissimi lucidi di lussuria.

«Adesso scopami. Voglio che mi prendi mentre loro ci guardano.»

Era una situazione nuova e strana essere lì con degli sconosciuti ma l'eccitazione era troppo forte, la feci mettere a quattro zampe sulla sabbia a pochi metri da loro. Le aprii le chiappe, le sputai sulla figa e entrai con una spinta sola. Era fradicia. Iniziai a scoparla forte, tenendola per i fianchi scuri, guardando di tanto in tanto l’altra coppia. Loro ci osservavano senza smettere. Lui continuava a martellare il culo della bionda, e lei ci fissava mentre gemeva.

Pian piano, spinta dopo spinta, ci avvicinammo. Prima di un paio di metri, poi di meno. I nostri corpi erano così vicini che sentivo l’odore della figa della bionda e il suono del cazzo di lui che le entrava nel culo.
Avvicinandoci ero uscito dalla figa ed il cazzo era talmente bagnato dei suoi umori per quanto era fradicia che ero entrato nel culo senza troppe cerimonie.
Giulia guardava la ragazza, e la ragazza guardava lei. A un certo punto entrambe eravamo una accanto all’altra, a quattro zampe, entrambe col cazzo nel culo.

Giulia gemette lungo e roco. L’altra faceva lo stesso. I due culi nudi si muovevano a pochi centimetri di distanza, le chiappe che sbattevano, il rumore del mare, la brezza che ci accarezzava i corpi sudati aumentavano l'eccitazione. Continuai a darle colpi profondi e regolari, una mano che le scendeva sotto a strofinarle il clitoride. Dopo poco Giulia venne: il culo le si strinse a scatti intorno al mio cazzo, le cosce tremarono e un gemito soffocato le uscì mentre si spingeva indietro contro di me, godendo a lungo.

Poi la bionda allungò una mano, afferrò Giulia per la nuca e la tirò verso di sé. Le loro bocche si schiantarono. Si baciano con lingua, affamate, succhiandosi le labbra e la saliva mentre noi continuavamo a sfondarle il culo senza pietà. Giulia rispondeva al bacio lesbo con una foga che non le avevo mai visto. La lingua di lei e quella della bionda si intrecciavano, i gemiti si mescolavano dentro le bocche, i seni che si sfioravano e si schiacciavano. Io e l’altro accelerammo. Le chiappe di Giulia sbattevano contro di me, quelle della bionda contro di lui. A un certo punto la bionda staccò la bocca da quella di Giulia, le passò la lingua sulle labbra e poi tornò a baciarla ancora più a fondo.

Mentre si baciavano così, si penetravano la figa con le dita velocemente, entrambe vennero quasi insieme mentre fiumi di umori gli colavano lungo le gambe. La bionda per la seconda volta, con un grido roco contro la bocca di Giulia, il corpo scosso da scosse violente. Giulia la seguì pochi secondi dopo, il secondo orgasmo ancora più forte del primo: il culo che mi spremeva a ritmi irregolari, le gambe che non reggevano più, un gemito lungo e spezzato che le usciva mentre continuava a baciare l’altra.

Il piacere saliva troppo in fretta anche per noi. Afferrai i fianchi di Giulia con forza e sborrai dentro il suo culo con una sborrata copiosa, calda, densa. Getti dopo getti che la riempirono mentre lei gemette contro la bocca della bionda, il buco che si contraeva e spremeva ogni goccia. Quasi nello stesso momento anche l’altro venne, ansimando forte, riempiendo il culo della sua ragazza fino a farlo traboccare. Continuammo a pompare finché non uscì tutto, lo sperma bianco che iniziava a colare fuori da entrambe, scendendo sulle labbra delle fighe e sulle cosce mentre le due ancora si baciavano, più lente ora, leccandosi a vicenda la saliva e i gemiti.

Restammo così per qualche minuto, ansimanti, sudati, i corpi ancora uniti, lo sperma che gocciolava sulla sabbia. Poi lentamente ci separammo. La bionda accarezzò una volta il viso di Giulia, le passò il pollice sulle labbra gonfie e sorrise. Poi si alzò con il suo ragazzo e si allontanò verso gli scogli senza dire altra parola.

Giulia si voltò verso di me, le labbra ancora lucide di saliva e di baci, gli occhi nerissimi un po’ sgranati. Io le asciugai una lunga striscia di sperma che le colava dalla chiappa e la baciai, assaporando anche il sapore della bocca di quell’altra.

«Non sapevo che ti piacesse così tanto…» mormorai.

Lei abbassò lo sguardo un attimo, poi mi guardò di nuovo, ancora ansimante.

«Neanche io. Ma mi è piaciuto. Tanto.»

Nei giorni che seguirono non incontrammo più quella coppia. Né sulla spiaggia principale né nell’insenatura. Era come se fossero spariti. Ma ogni volta che guardavo Giulia, di notte, ricordavo il modo in cui aveva baciato quella ragazza mentre le sfondavo il culo.
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