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Lui & Lei

Si vola ! il decollo


di Maryf02
19.11.2025    |    3.832    |    23 9.9
"La risposta fu: «si è appartata con il provolone che hai mandato in bianco, non penserai di essere la sola a voler prendere cazzo!», «a proposito ricordati che anche io ho le mie..."
Finalmente!
Erano mesi che Giulio e Marco ne parlavano e alla fine sono riusciti ad organizzarla: saremmo andati in crociera!
Non si trattava delle solite crociere ma di una sexy crociera per soli adulti!
Saremmo stati io e Giulio, Marco e Luana che ormai facevano coppia fissa e sorpresona Fabio che, come single, sperava di trovare una donna abbastanza “aperta” che avrebbe apprezzato le sue doti particolari.
A tal proposito io e Luana eravamo sicure che in ogni caso noi saremmo riuscite a provvedere in tal senso!
L’attesa per questa vacanza era diventata ormai insostenibile: ogni giorno ci scambiavamo messaggi pieni di anticipazione e battute maliziose su ciò che ci aspettava.
Sognavamo serate infuocate, nuove conoscenze e momenti di pura trasgressione lontano dalla routine quotidiana, pronti a lasciarci andare e vivere esperienze indimenticabili senza alcun freno.
L’appuntamento era la mattina presto all’aeroporto, ci saremmo imbarcati per gli USA per poi imbarcarci sulla nave, il volo, quindi, sarebbe durato un bel po'.
Ci riunimmo all’interno dell’aeroporto, l’atmosfera era già carica di eccitazione e Giulio con la sua solita delicatezza ci apostrofò dicendo: “ancora non siamo sulla nave e voi due siete già in divisa da zoccole!»
In effetti devo ammettere che avevamo esagerato, infatti la sera prima io e Luana ci eravamo sentite per decidere le poche cose da portare in valigia e immaginando quello che sarebbe potuto accadere eravamo talmente su di giri che decidemmo il dress code per il viaggio in aereo!
Indossavamo una mini talmente corta che ad ogni movimento si scopriva tutto il paradiso che avevamo tra le gambe, io ovviamente con la fica all’aria e lei un micro-perizoma che a stento riusciva a coprire il suo fiore, sandali con la zeppa e tacco altro, vistose cavigliere a destra e un top appena sopra le tette: praticamente due zoccole in libera uscita!
Fatto il check-in ci dirigemmo al gate, la camminata verso il controllo divenne una vera e propria sfilata!
Camminavamo con passo deciso, consapevoli degli sguardi che ci seguivano lungo il corridoio: era come se ogni dettaglio del nostro abbigliamento urlasse al mondo la voglia di divertirci trasgredire.
Sentivo su di me gli sguardi delle persone, ovviamente gli uomini ci scopavano con gli occhi iniettati di lussuria mentre le donne ci squadravano alcune con disapprovazione e altre quasi con invidia, qualcuna addirittura si leccava le labbra facendoci intendere quanto fosse interessata!
Arrivati al metal detector: suonava tutto, provavo a passare ma ogni volta scattava l’allarme!
«Signorina ha oggetti metallici indosso?» mi chiede l’addetto alla sicurezza avvicinandosi!
«Sicuramente il plug è di metallo!», disse prontamente Giulio a voce alta in modo che lo sentissero tutti, «dai levatelo che hai fermato la fila!»
«Guarda che stronzo, vuole mettermi in imbarazzo!», pensai dentro di me, «ora gli faccio vedere io!»
«Ops, mi scusi», dissi al militare con una voce ed uno sguardo da mignotta navigata, poi avvicinandomi al suo orecchio gli sussurrai: «in effetti è vero, indosso un plug in metallo, posso passare?»
Aveva capito con che zoccola avesse a che fare per cui mi agevolò dicendo: «Cerchi di sfilarselo con discrezione e lo posi nella cassetta insieme agli altri oggetti metallici!»
Lo sfilai passandomi la mano dietro la minigonna e lo posai nella cassetta, ma essendo in bella vista, sentivo mille sguardi indagatori su di me e la cosa, invece di mettermi in soggezione, mi faceva eccitare facendomi bagnare senza ritegno.
Raggiungemmo il nostro gate, mi recai nei bagni per infilarmi nuovamente il plug e asciugarmi degli umori che mi erano scesi lungo le gambe, poi raggiunsi gli altri nell’area di attesa dell’imbarco e mi sedetti a fianco di Luana mentre gli altri si erano sistemati sulla panca di fronte.
Il contatto con la fredda panca sulle natiche e il fatto che la seduta, non essendo imbottita, facesse entrare più a fondo il plug non fecero altro che farmi eccitare di nuovo con la fichetta che riprese a segnalare la sua presenza!
Il volo fu annunciato avere un ritardo e mi stavo rendendo conto che i ragazzacci non facevano altro che sbirciare tra le gambe mie e di Luana commentandoci con sorrisi carichi di aspettative.
Mi rivolsi a Luana: «Ti va di fare impazzire i nostri compagni di viaggio facendo un po' le troie?»
«Più di così?», rispose, «siamo praticamente nude!»
«Dai, lasciati andare, apri le gambe e scopri il tuo frutto del desiderio!» e così dicendo spalancai anche io le gambe!
Avevo praticamente una fontana tra le cosce e quello che sembrava apprezzare di più la vista era Fabio con la fronte perlata da gocce di sudore e una vistosissima erezione che emergeva dai suoi calzoni e non sapeva come dissimularla!
Mi resi conto che lo stavo facendo soffrire per cui spinta da uno spirito di compassione mi alzai, andai verso di lui, gli presi la mano facendolo alzare e lo condussi con me nel bagno degli uomini.
Lo spinsi dentro il box per disabili mentre due uomini ai lavabi si voltarono guardandoci con un ghigno di complicità!
Chiusi la porta, Fabio era ammutolito, gli tirai giù i calzoni ed il mostro di carne si palesò al mio cospetto in tutta la sua fierezza!
Lo afferrai a mala pena con una mano e lentamente lo scappellai facendo evidenziare una cappella gonfia e tesa come la testa di un fungo, e che fungo!
Iniziai a masturbarlo lentamente massaggiandolo con due mani, non resistevo, volevo assaggiare il suo sapore nonostante mi rendessi conto che l’esplosione potesse accadere da un momento all’altro.
Avvicinai la mia bocca e con la lingua iniziai a percorrere il glande avvolgendolo per quanto potessi con la lingua mentre con una mano cercavo di dare conforto alla mia fica in preda agli spasmi!
Fu una cosa improvvisa, una prima eruzione di sperma mi colse di sorpresa inondami il volto, poi riuscii a mala pena a controllare le successive cercando di contenerle nella bocca mentre un orgasmo scuoteva la mia intimità facendomi squirtare tutto il mio piacere sul pavimento del bagno!
Finalmente Fabio aveva un aspetto più rilassato mentre io cercavo di raccogliere con la mano la sborra che mi colava dal viso!
Uscimmo dal bagno e mentre mi dirigevo verso i lavabi sentivo lo sguardo dei maschi che mi squadravano etichettandomi come una mignotta che faceva marchette.
Era una sfida, raccolsi il seme di Fabio dal mio volto con la mano e leccandola avidamente li guadavo negli occhi mostrando tutta la mia fierezza di troia!
Mi lavai il viso e raggiungemmo gli altri e rivoltami a Giulio dissi: «Uno a zero per Fabio mentre voi siete ancora fermi al palo!»
«Che adorabile troia sei», rispose, «comunque vedrai che anche noi ci rifaremo presto, contaci!», e mi offrì una mentina dicendo: «prendine una che hai l’alito che profuma di cazzo!»
Fortunatamente chiamarono il nostro volo e prendemmo posto sull’aereo: io e Luana su una penultima fila da due, lei lato finestrino e io corridoio, i maschietti su una fila da tre più dietro rispetto a noi: sono sicura che la scelta dei posti non fosse stata casuale e che i nostri accompagnatori li avessero scelti strategicamente per lasciarci libere di fare le troie e gustarsi le scene!
Dovendo sistemare il bagaglio a mano nella cappelliera dovetti alzarmi sulle punte dei piedi offrendo la scintillante vista del mio gioiello ai ragazzi seduti sulla fila accanto.
Prontamente quello seduto più esternamente si alzò offrendosi di aiutarmi: «permette che le dia una mano?» disse prendendo il trolley e nel riporlo si appoggiò dietro di me premendo contro il mio sedere con il suo membro in semi erezione e mi sussurrò: «sarebbe veramente piacevole prendere il posto di quel fortunato tesoro dentro di lei!»
«Ma che dice», ribattei con un falso tono indignato, «mi ha preso per una di quelle?»
«Mi dica lei», rispose, «a giudicare dal profumo di fica che sta spargendo nell’aereo direi proprio che non le dispiacerebbe affatto un assaggio del mio cazzo!» e si risedette al suo posto con un sorriso sornione.
In effetti sarebbe un eufemismo dire che fossi bagnata perché avevo la fica fuori controllo per quanto fossi eccitata.
Mi sedetti in uno stato confusionale per quanto non riuscissi a controllare la libido che si era impossessata di tuti i miei sensi e iniziai una lotta con la minigonna che non voleva saperne di coprire le mie oscenità!
«Tutto bene?», era Luana, «scusa stai ferma che hai uno schizzo di sborra sulla fronte!» e così dicendo la raccolse con un dito e se la portò alla bocca assaporandola: «mmm, mica male il nettare di Fabio, penso che ne farò una scorpacciata!»
«A proposito», le chiesi, “hai portato una scorta di preservativi per la vacanza dato che tu vuoi essere sicura?»
«Scherzi?», rispose, «da quella sera che mi avete fatto scoprire il piacere di essere riempita non posso più rinunciare alla sensazione che provo nel sentirmi schizzare dappertutto!».
Il brusio dell’aereo era il sottofondo perfetto per i nostri pensieri bollenti, mentre il decollo si avvicinava e sentivo l’adrenalina salire.
Guardai Luana e, con uno sguardo complice, le strinsi la mano sotto al bracciolo, quasi a voler confermare la nostra intesa segreta e il desiderio condiviso di vivere ogni istante di quel viaggio come un’avventura senza freni.
Eravamo prossimi al decollo e gli assistenti di volo passavano per controllare che i passeggeri avessero allacciato correttamente le cinture di sicurezza.
Giunto alla nostra altezza il giovane steward, nonostante tenessimo le gambe serrate, si bloccò un attimo notando che le minigonne riuscivano a stento a coprire le nostre intimità.
Si chinò per controllare il corretto serraggio della cintura e contemporaneamente il mio istinto lussurioso mi fece aprire le gambe offrendogli la vista della fica gonfia e bagnata!
Un brivido mi percorse la schiena mentre incrociai lo sguardo dello steward, pieno di curiosità e con tono professionale mi disse: «subito dopo il decollo avrei il piacere di condurla nel retro dell’aereo dove, se vorrà, potremo cercare di risolvere la sua umida situazione!»
Appena si allontanò Luana mi dette una gomitata dicendo: «Hai visto che ragazzone, pensi di fartelo?»
«Certo devo ammettere che è veramente scopabilissimo, quasi quasi ci faccio un pensiero!»
Sorrisi maliziosamente, il cuore che batteva all'impazzata, e lasciando che il desiderio guidasse le mie parole mentre avevo una nuvola di farfalle nella fica, risposi sottovoce: «Non saprei, ma l’idea mi stuzzica parecchio!»
Luana scoppiò a ridacchiare, complice, mentre l’atmosfera tra i sedili si faceva sempre più elettrica e carica di aspettative.
Finalmente decollati potemmo slacciarci le cinture e gli assistenti di volo iniziarono a distribuire spuntini e salatini quando lo vidi arrivare verso di me con uno sguardo carico di aspettative, il cartellino dorato con inciso il suo nome, Giuliano, sembrava lampeggiare come una sorta di richiamo!
Il mio respiro si fece più rapido, le mani tremavano leggermente mentre cercavo di mantenere la calma.
Sentivo il suo sguardo attraversarmi, intenso e penetrante: mi stava scopando con occhi!
Mi chiese con voce bassa e roca se desiderassi qualcosa da bere o avessi altre esigenze, ma il doppio senso era palese!
«Se vuole possiamo recarci dietro la fusoliera per risolvere il problema che mi aveva mostrato prima!» mi disse porgendomi la mano per invitarmi ad alzarmi mentre Luana, al mio fianco, si morse il labbro e mi lanciò una rapida occhiata che diceva più di mille parole.
Ormai la mia fica aveva preso il sopravvento sulla mente e come un automa lo seguii sul retro della fusoliera con la microgonna che era rimasta oscenamente alzata mostrando tutte le mie intimità ad ogni passo.
Passando davanti a Giulio lo guardai con il mio tipico sguardo da mignotta e lui con un gesto di assenzo mi dette unna pacca sul sedere facendomi entrare di più il plug provocandomi una sensazione che si rifletté sulla fica causando un aumento degli umori.
Arrivati nel piccolo spazio riservato al personale, Giuliano si avvicinò ulteriormente, sfiorando la mia pelle con un tocco leggero ma deciso, mentre il calore tra i nostri corpi cresceva in modo irresistibile. Il suo respiro si mescolava al mio, creando un'atmosfera carica di tensione e desiderio, mi sollevò facendomi poggiare su una mensola a gambe larghe e tirò fuori il cazzo in piena erezione completamente scappellato.
In un attimo era dentro di me, mi pompava con una frenesia quasi isterica mentre sentivo la sua cappella gonfia percorrere le pareti della vagina scuotendo dall’interno il plug che avevo nel culo!
Ero fuori di me, mi teneva una mano in bocca per impedire che si sentissero le mie grida di piacere mentre l’orgasmo mi stava facendo squirtare senza controllo!
Giuliano era infoiato come non mai, era come un treno che a tutto vapore percorreva la mia galleria a ritmo sempre più frequente e sentivo che era ormai prossimo all’esplosione!
In un momento di lucidità scansai la sua mano dalla bocca e lo pregai: «Non venirmi in fica, il viaggio è ancora lungo e mi colerebbe tutto!»
Si sfilò improvvisamente e io, scesa dalla mensola, mi inginocchiai giusto in tempo per prenderlo in bocca!
Sentivo il suo glande pulsare, iniziai a succhiarlo mentre i primi fiotti mi esplodevano in bocca!
Non smetteva di eiaculare, ma riuscivo ad ingoiare tutto il suo nettare, lasciando che gli ultimi schizzi mi rimanessero in bocca per poter assaporare al meglio quella crema succulenta.
Ci ricomponemmo e prima di ritornare in cabina mi sussurrò: «C’è ancora tempo e prima dell’atterraggio vorrei provare anche il secondo canale!»
«Ci puoi contare!», gli risposi mentre con dei tovaglioli cercavo di asciugare il fiume di secrezioni che mi colavano lungo le gambe.
Tornata al mio posto notai che Luana non c’era e neanche il ragazzotto che prima aveva tentato di rimorchiarmi e rivolami a Giulio le chiesi dove fosse.
La risposta fu: «si è appartata con il provolone che hai mandato in bianco, non penserai di essere la sola a voler prendere cazzo!», «a proposito ricordati che anche io ho le mie voglie!»
«Tesoro», gli risposi, «non potrei mai lasciarti con le palle piene del tuo amore!»
Quando tornò Luana era raggiante, con il viso acceso e gli occhi che brillavano di una luce nuova, quasi avesse appena vissuto una piccola vittoria personale; si lasciò cadere sul sedile accanto a me e, con un sorrisetto complice, mi strinse la mano, come a suggellare un segreto condiviso tra donne che sanno concedersi senza remore.
L’atmosfera tra di noi era carica di sottintesi, e mentre ci scambiavamo uno sguardo d’intesa, lei iniziò a raccontarmi come il tizio l’avesse seguita nella toilette e prima che potesse capire cosa stesse succedendo si sentì afferrare da dietro mentre le strappava il perizoma!
Mi disse che l’ultima parola che ricorda di aver detto fu. «fottimi porco!», dopo di che si piegò in avanti offrendosi completamente a lui!
La penetrò in fica prima lentamente, poi a mano a mano che l’orgasmo stava prendendo piede iniziò ad aumentare le battute fine ad irrigidirsi e inondarla completamente facendola godere come una troia!
«Ora si che mi sento rilassata», aggiunse, «specialmente adesso che ho la fica in libera uscita come te»
… continua, e il volo non è ancora finito!
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