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1986: Come una pecora al cinema porno
10.07.2026 |
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"“Basta basta, esci”
Non lo fece
“Basta”
“Bela!” mi disse “Se beli esco”
“Bee Bee”
Invece fece l’opposto
“Pecorella mia sei troppo eccitante” E dette un colpo secco..."
Continuavo a nascondere la mia natura.Reprimevo la mia voglia usando oggetti. All’epoca non era semplice acquistare un dildo. Usavo candele, manici di arnesi insomma mi arrangiavo.
Ero sempre con la mia ragazza che scopavo volentieri. Ma gli uomini mi piacevano di più.
Ogni tanto passeggiavo in una zona di cruising. Succedeva poco o nulla perché andavo in orari poco utili. Una sera però vidi uno dietro un cespuglio un ragazzo a pecora che si faceva inculare da un uomo enorme con un cazzo d’asino.
Mentre guardavo mi toccavo il cazzo e nel frattempo arrivarono due uomini maturi che mi chiesero un pompino. Andai con loro in macchina in collina. Lo feci volentieri, gli avrei dato anche il culo ma loro non ne vollero sapere. Troppo giovane, dissero. Si limitarono a farsi pompare e ricevetti una sborrata addosso che inizia anche a piacermi.
Per un paio d’anni feci quasi nulla. Ero giovane e timoroso di essere scoperto. Cercavo di capire i posti dove avrei potuto trovare qualcuno e capii che nei cinema porno era possibile fare incontri.
In città ce ne erano almeno tre. Uno abbastanza lontano da dove vivevo e lavoravo.
Un sabato pomeriggio in cui ero solo decisi di andare. Il titolo del film avrebbe avuto poca importanza ma lo ricordo ancora “Gli Harem del sultano”.
“Divertiti piccolina” mi disse la maschera mentre mi strappava il biglietto. Fu una espressione inquietante, come se avesse capito che ero alla ricerca di cazzo.
Appena entrato in galleria sullo schermo una donna succhiava un cazzo spropositato. Lo prendeva in gola con una facilità sorprendente (io sono arrivato alla penetrazione profonda dopo anni di pompini!!).
Nella scena poi un certo numero di uomini con le vesti alzate erano seduti a cosce larghe con le verghe dritte al cielo lavorate da ragazze. Almeno sembravano tali, perché dopo poco si vide che due erano uomini travestiti da odalische.
Si erano posizionati entrambi a pecora sui divani ed i loro cazzetti penzolavano sotto i duri colpi dei loro dominatori.
Insomma cazzi (e fighe) ovunque. Con l’arretrato che avevo ero in uno stato pietoso. Il cazzo mi scoppiava, avevo il battito accelerato e una voglia che mi partiva dallo stomaco e arrivava ovunque. Mi sentivo rosso in viso ed ero ovviamente senza difese.
Dopo poco a fianco si sedette un ragazzo più grande. Ricordo che era grosso, aveva gli occhiali spessi.
Avevo il cazzo fuori dai pantaloni ma pensavo non si vedesse. Mi accarezzavo e stavo per venire.
Nel film in scena entrarono altri arabi con la tunica. Vedere le schiave che le sollevavano e scoprivano cazzi maestosi mi mandava al manicomio. Ricordo le scene del film solo fino al momento in cui gli arabi impalavano tutti gli schiavi contemporaneamente uomini e donne facendoli sedere sopra i loro cazzi asinini.
Mi toccai ancora e venni senza mascherare i miei movimenti.
Subito dopo sentii una mano sulla coscia. Lo lasciai fare ero lì per quello. Poi mi prese la mano e se la portò sulla patta.
Ero immobile. Mi tirò a se e mi mise la lingua in bocca. Mi prese la testa e la abbasso sul suo inguine. Capii ovviamente e liberai il suo cazzo dai pantaloni.
Era durissimo. Mi sembrava normale come dimensioni (avevo pochi paragoni) e lo leccai avidamente per poi iniziare a succhiarlo.
“Vieni con me staremo più comodi” mi disse fermandomi dopo poco.
Ero appena venuto e ero in quello stato in cui si rifiuta il sesso, ma lo seguii pensando che un pompino potevo anche farlo.
Entrai nel bagno
“Non li mi disse” ma io entrai lo stesso e mi pulii. Poi lui mi portò in uno stanzino che fungeva da piccolo magazzino. Chiuse la porta e i levò i pantaloni.
Era un maschio peloso, in carne con due bello cosce e due palle grosse. Il cazzo svettava rosso.
Mi inginocchiai e inizia a lavorarlo di bocca. Lui mi premeva entrambe le mani sulla testa e me lo infilava fino in fondo. Quando potevo anche per non soffocare gli leccavo i coglioni. Si girò e si fece leccare il culo. Era maschio, prepotente e ursino. (capite perché prediligo questa tipologia? Quelli che ho incontrano come calamite erano tutti così!).
Mi alzò e mi limonò in bocca. Mi strinse i capezzoli e gemetti. “Sei una puttanella”. Mi sbattè il cazzo in mano. Era durissimo e mi piegai di nuovo per prenderlo in bocca. In quel momento mi dette due sculaccioni forti. Mi stringeva i capezzoli sempre più forte e mi piaceva molto. Il mio cazzo si riprese.
“Ti piace come ti tratto troietta” Si mi piaceva.
Mi venne d’istinto alzare la testa guardarlo negli occhi e belare “beee beee”.
Le sue pupille si accesero, lo avevo acceso di brutto.
“Voglio scoparti” mi disse mentre mi spinse verso il muro.
Era da due anni che non lo prendevo e nonostante qualche candela nel culo, sapevo che mi avrebbe fatto male ma lo volevo.
“Fai piano” dissi.
Non rispose. Emetteva grugniti era infoiato.
Si attaccò con tutto il corpo al mio schiacciandomi contro la parete. Mi toccava dalle cosce fino ai capezzoli e me li strizzava. Sobbalzavo, ma mi piaceva. Spinsi il culo verso di lui.
Il mio uomo iniziò a strusciare la cappella sul solo. Mi piaceva. Molto. Mentre lo faceva mi morse sul collo, non faceva male. Poi mi leccava sul collo e mi mordeva.
Ero in estasi. Un trattamento da scopata vera che ancora non avevo avuto.
Mi mise due dita in bocca. Le succhiai “Bagna!” ricordo l’ordine perentorio. Lo feci.
Mi tenne con una mano fermo contro il muro, si scostò da me e infilò le due dita bagnate nel mio ano. Prima una poi lentamente l’altra.
Lavorò un po di tempo finchè non sentii le due dita entrambe dentro andare su e giù nel mio buco
“Non mi piace” gli dissi
Non si curò della mia lamentela, lasciò le dita nel culo e mi prese per il collo
“Cazzo sei vergine. Ora però ci penso io. Secondo me il cazzo in culo ti piace”
Non lo ero ma non risposi.
Sentii la cappella che spingeva e avvertii dolore immediato.
Resistetti poi mi lamentai, ma lui non si fermò. Centimetro dopo centimetro mi sentii inculare.
“Basta basta, esci”
Non lo fece
“Basta”
“Bela!” mi disse “Se beli esco”
“Bee Bee”
Invece fece l’opposto
“Pecorella mia sei troppo eccitante” E dette un colpo secco infilandomi tutto il cazzone nel culo
Urlai .. un suono gutturale animalesco uscì dalla mia bocca. Provai a scappare ma mi tenne inchiodato alla parete con tutto il cazzo in culo.
(Allora per me era un grosso cazzo, poi con l’esperienza devo dire che era normale solo un po più largo)
“Bela! Troia”
Quel cazzo e quei modi mi facevo impazzire anche se il dolore c’era ancora
“Beeeee Beeeee”
Mi tirò verso di lui facendomi mettere a pecora appoggiato al muro e inizio a fottermi.
Sentivo le sue palle che sbattevano sul mio culo. Tutto mi piaceva.. Il dolore era un brutto ricordo.
Sentii aprire la porta. Mi spaventai.
L’uomo che mi inculava mi fece girare e mi trovai davanti la maschera.
Un omone di almeno 60 anni che cavò fuori un cazzo grosso e nero che mi spinse in bocca.
Prima volta con due maschi. Una delle poche della mia vita. Ero usato e mi sentivo troia e piena. Il più giovane non usciva dal mio culo e mi bombava con colpi assurdi. L’omone anziano mi scopava in bocca e ogni tanto mi randelleva il viso con il suo cazzone nero.
La scopata che stavo subendo mi piaceva tantissimo. Una lunga fantastica inculata che terminò quando mi misero in ginocchio davanti a loro e mi sborrarono in faccia.
“La prossima volta ti scopo io” disse l’anziano. Non dissi nulla, ci speravo.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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