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Gay & Bisex

La vacanza


di Membro VIP di Annunci69.it Nobilis69
02.09.2026    |    2.406    |    2 9.6
"Ci sapeva davvero fare con la lingua e con la bocca: lo leccava piano per poi prenderlo tutto fino alle palle..."
(Racconto di fantasia)

Durante l'inverno, nel corso di una cena con una coppia di amici, decidemmo di fare una vacanza insieme per l'estate.
Guardando il calendario e verificando gli impegni, il periodo prescelto fu la seconda metà di agosto. Le mete furono scelte in base alle curiosità di ciascuno. Prenotammo quindi gli alloggi per il soggiorno ed arrivò il momento della partenza.

Partimmo io, mia moglie e mio figlio di ventiquattro anni, insieme ai nostri amici con il loro figlio, anch'esso ventiquattrenne e amico di mio figlio, e al fratello di ventun anni che non vedevo da un po' di tempo.

Infatti me lo ricordavo del tutto diverso: un ragazzetto biondino, non molto alto, con ancora i tratti dell'adolescenza. Invece mi ritrovai davanti un bel ragazzo, biondo, con i riccioli che gli cadevano sul viso, senza barba, con penetranti occhi neri, alto all'incirca come me e dal fisico minuto ma perfetto.
Il prototipo del twink, insomma.

«Cazzo! È cresciuto proprio bene!» dissi tra me e me.

In più, l'atteggiamento che teneva era francamente provocante: durante il viaggio si toglieva spesso la maglietta per il caldo, oppure indossava dei pantaloncini che mettevano in risalto una dotazione di tutto rispetto e un culo da urlo. Insomma, una tentazione continua.

Per me era diventata una vera e propria fissazione. Adoro i twink! Dovevo almeno vederlo nudo...

Le giornate passavano piacevolmente e le località visitate furono per tutti una vera scoperta.

Ma il tarlo non se ne andava: lui era lì che mi stuzzicava da matti. Io le provavo tutte: spiegavo i monumenti che visitavamo, cercavo di fare lo spiritoso, ma nulla. Ricevevo solo qualche ringraziamento di circostanza e niente più.
Intanto, però, lo spettacolo continuava. E, cosa buffa, se n'era accorta anche mia moglie.
«Ma che fa Luca? Si mette in mostra come un pavone!»
«Già! È come se volesse attirare l'attenzione di qualcuno...» risposi io.

I giorni passavano e la scena quotidiana era sempre lì davanti ai miei occhi. Io ero perennemente in erezione nel vedere tanta bellezza.

Arrivati nell'appartamento di quella tappa, i ragazzi scoprirono che, collegata alla TV, c'era una PlayStation. Ci furono urla di giubilo e subito tutti e tre iniziarono a sfidarsi a FIFA. Ma mentre mio figlio e l'amico erano vestiti, Luca aveva caldo e si mise a giocare praticamente in mutande.
"O mio Dio..." pensai. "Se non sto attento, mia moglie si accorge che lo fisso."
Era uno spettacolo: in ginocchio sul divano con il culo in bella mostra nelle mutande. Roba da far impazzire chiunque.

Quell'appartamento corrispondeva alla tappa più lunga: ci saremmo rimasti per quattro giorni. La casa aveva sì due bagni, ma una doccia sola, cosa che ci fece incazzare non poco. Tuttavia, nelle mie fantasie cercavo di escogitare un modo per vedere Luca nudo e l'unica doccia poteva essere il mezzo.
Era diventato il mio tormento.

Un pomeriggio Luca decise di restare a casa: il programma previsto non lo interessava e voleva approfittarne per studiare un po', dovendo preparare un esame.
"Oggi o mai più", pensai.
Dovevo trovare una scusa per tornare a casa da solo prima degli altri. Ma come fare? Uscii con tutti, ma dopo un'oretta dissi che sarei rientrato. Un mal di testa mi affliggeva dalla mattina e non me la sentivo di continuare. Ovviamente non era vero.
«Voi andate. Io torno a casa, prendo una pastiglia e mi butto sul letto. Ci vediamo per cena.»
«Ok. Così controlli anche che Luca studi» mi disse sua madre. «Tranquilla. Lo marco a uomo...»

Ma avevo in testa ben altra "marcatura".

Raggiunsi rapidamente l'appartamento. Entrai silenziosamente, ma non trovai Luca al tavolo a studiare come pensavo. Percepivo dei suoni provenienti dalla sua camera da letto. Mi avvicinai in punta di piedi. La porta era socchiusa e vidi Luca nudo sul letto che si stava facendo una sega guardando un porno gay sul cellulare!

Aveva un cazzo eretto bellissimo, proporzionato e teso allo spasimo, circondato da una lieve peluria bionda. La sua mano saliva e scendeva lentamente, scoprendo una cappella perfetta e turgida. Ad ogni movimento le palle si tendevano con un ritmo naturale ed eccitante. Il suo corpo era teso in ogni muscolo e le gambe divaricate lasciavano intravedere un buco perfetto, pronto per essere preso.
"Mio Dio... E ora che faccio?"
Mentre pensavo questo...
«Che cazzo aspetti? Entra. È tutta la settimana che ti provoco. Ce n'hai messo di tempo!»

Cazzo! Mi aveva scoperto fin dall'inizio e io ero caduto nel suo tranello.
Entrai nella stanza e lui smise di segarsi. Si avvicinò e mi baciò con tutta la passione possibile. La mia erezione era potente, ormai impossibile da nascondere.

«Guarda guarda... Che cosa abbiamo qui?»
Mi slacciò la cintura e mi abbassò pantaloni e boxer. Il mio pisello scattò in avanti; Luca lo afferrò al volo e se lo mise in bocca, iniziando un pompino da campionato del mondo.
Ci sapeva davvero fare con la lingua e con la bocca: lo leccava piano per poi prenderlo tutto fino alle palle. Roba da svenire!
Poi mi spogliò del tutto e ci coricammo sul letto iniziando uno stupendo 69. Io non resistetti e cominciai a leccargli il buco.
«Vai, vecchio porco... leccami il culo... così mi fai godere un sacco... mmm...»

Dopo un po' si sdraiò sulla schiena, alzò le gambe e mi disse:
«Scopami! Dammi quel tuo cazzone tutto in culo!»
E io obbedii.
Lo presi così, con le sue gambe sulle mie spalle mentre lui si segava.
«Dai, vecchio porco! Scopami duro! Che cazzone che hai... ahhhhh, mi fai impazzire... mmm...»
Lo scopai a lungo e Luca gemeva di piacere.
Io ero arrivato al limite e lui se ne accorse.
«Sborrami dentro, ti prego, voglio sentirti tutto...»
E venni copiosamente dentro quel buco stupendo, mentre anche lui raggiunse il culmine sborrando sul proprio addome.

«Mio Dio, Luca... che cazzo abbiamo fatto? Sei il figlio del mio migliore amico e io ti ho scopato.»
«Non farti venire sensi di colpa postumi. Ho ventun anni ed ero consenziente. Non siamo parenti e ci siamo fatti una bella chiavata. Quindi? Dove sarebbe il problema?» «Effettivamente...»
«Tranquillo, di questa cosa rimarrà un bel ricordo a entrambi. Posso dirti che per me è stato il momento migliore di tutta la vacanza. Sai che palle stare dietro ai miei a visitare musei?»
Ci baciammo ancora e il miracolo dell'amore fisico si ripeté.

Quando gli altri tornarono a casa, trovarono uno studente diligente e un signore a letto intento a far passare il mal di testa.
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