Gay & Bisex
Natale per tre
Nobilis69
01.12.2025 |
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"In cuor suo sperava che non gli aprisse, ma ecco che la porta si dischiuse e nel suo specchio c'era il ragazzo appena uscito dalla doccia con solo un asciugamano in vita..."
Di nuovo il periodo di Natale. Che palle, pensava Giorgio. Tutti i giorni a sentire sua moglie e sua figlia a parlare di regali: a lui facciamo quello, mentre a lei facciamo questo.... a pranzo verranno loro....e varie altre amenità. Suo figlio Lorenzo invece, come lui, un po' se ne sbatteva.
Tutti gli anni lo stesso rito collettivo. Intendiamoci, in fondo non gli dispiaceva tutto questo, ma, a volte, il parossismo lo disturbava, lo infastidiva. Più che altro lo infastidiva il vedere che sempre più persone non potevano "permettersi" un Natale come si deve.
Si era accorto infatti che anche nel suo palazzo qualche famiglia aveva ridotto sensibilmente gli addobbi e che le facce non erano giustappunto quelle della festa. Negli anni infatti nel suo palazzo c'era stato un certo avvicendamento negli appartamenti. Lui era rimasto nella grande casa che era stata dei suoi genitori e che alla loro morte era passata a lui, mentre negli altri appartamenti erano subentrati nuovi inquilini, alcuni come lui che avevano ereditato la casa e altri in affitto.
In uno dei piccoli appartamenti del primo piano era arrivato un giovane sui trent'anni, nipote del vecchio proprietario che Giorgio conosceva benissimo in quanto amico dei suoi genitori. In tempi non sospetti peraltro, il vecchio proprietario aveva in qualche modo raccomandato il nipote a Giorgio stesso chiedendogli un occhio in più. Il ragazzo non era uno scapestrato o un delinquente, ma, come tutti i giovani, era in difficoltà con il lavoro, spesso saltuario e che non gli garantiva un reddito costante. In più Mattia, questo il nome del ragazzo, conduceva una vita molto riservata.
Ecco che a Giorgio in quel periodo venne l'idea di cominciarlo ad invitare la domenica a pranzo, qualche volta a cena, in modo da rendergli la vita più aperta al contatto umano e in po' più leggera economicamente. Nell'ultimo periodo i contatti si erano intensificati in quanto Lorenzo, che era all'ultimo anno di liceo, aveva problemi con la matematica e Mattia era diventato il suo docente di ripetizioni.
Mattia era un bel ragazzo, alto e con un fisico prestante dovuto alla corsa che praticava quasi tutti i giorni. Castano chiaro di capelli con degli occhi verde salvia che ti facevano una radiografia ogni volta che ti guardava, assolutamente glabro naturale. Giorgio lo aveva visto qualche volta in estate curare le piante sul balcone a torso nudo e pantaloncini.
Lorenzo invece era abbastanza alto e magrissimo, longilineo, palliduccio, capelli lunghi ricci e scuri, occhi nerissimi con un taglio che gli donava contemporaneamente una faccia fanciullesca e da uomo un po' triste. Un po' nerd insomma.
Quando le frequentazioni di Mattia si fecero quasi quotidiane Giorgio ne fu contento. Il rendimento scolastico di Lorenzo era migliorato e il suo aspetto triste era pian piano cambiato, diventando più vivo. Anche il colorito era migliorato, nonchè l'appetito e la voglia di parlare.
Le cose sembravano andare nel migliore dei modi quindi.
In quei giorni prenatalizi anche Giorgio era invischiato nella corsa ai regali. Quella mattina in particolare aveva acquistato un regalo per sua moglie per cui aveva deciso di passare da casa per lasciarlo ed evitare così di portarselo appresso tutto il giorno. In più sapeva che a casa c'era Lorenzo che non era andato a scuola.
Entrò in casa e lo accolse il silenzio. "Strano.." pensò. "Quando è solo Lorenzo mette sempre la musica". Passò quindi in camera sua per lasciare il regalo quando si accorse che dalla stanza di Lorenzo arrivavano delle voci. Avvicinò l'orecchio al muro e percepì distintamente Lorenzo e Mattia che parlavano di matematica. Giorgio si tranquillizzò. I ragazzi stavano studiando. Forse Lorenzo aveva chiesto a Mattia una lezione suppletiva. Continuò a fare le sue cose fino a quando sentì distintamente Mattia dire a voce alta:
"Che cazzo fai?".
Giorgio non capì la risposta di Lorenzo e nemmeno se ne curò pensando che avesse commesso un errore marchiano. Uscì dalla stanza e fece per entrare nella camera di Lorenzo, ma ciò che vide dallo spiraglio della porta lo paralizzò!
Lorenzo era in ginocchio davanti a Mattia e gli stava facendo un pompino!
"Cazzo! Ma che sta succedendo qui?" Pensò. E, invece di intervenire, rimase a spiare.
Lorenzo continuava a pompare il cazzo di tutto rispetto di Mattia il quale continuava a dire che era tutto sbagliato, che si dovevano fermare, ma che contestualmente con la mano assecondava il movimento di Lorenzo il quale si smanettava il suo cazzo teso allo spasimo. Dopo un po' Lorenzo si girò spalle a Mattia: "Scopami ti prego, sei il primo, fammi questo regalo di Natale...". Mattia non si fece pregare. Prima gli leccò il culo con una foga mai vista, poi, indossato un profilattico uscito da chissà dove, lo fece appoggiare alla scrivania cominciando l'ardua manovra della penetrazione del virginale buco.
Appoggiò la cappella e piano piano cominciò ad entrare. Lorenzo ruggiva dal dolore, ma contemporaneamente invitava Mattia a proseguire. Continuò quindi a spingere finché lo sfintere non si dilatò completamente facendo entrare tutto il bastone di Mattia. Restarono fermi, Lorenzo con la faccia distorta, espressione di un dolore fortissimo e Mattia per evitare di fargli ancora più male.
Fu Lorenzo che ad un certo punto disse piano: "Vai...". E Mattia cominciò a scoparlo. Dapprima lentamente, poi sempre più velocemente e profondamente facendo sentire le sue palle sul culo di Lorenzo.
Giorgio era esterrefatto!
Aveva assistito alla deflorazione del figlio!
Dopo un po' Lorenzo volle cambiare posizione. Si spogliarono e si spostarono sul letto.
Lorenzo salì a cavalcioni di Mattia infilandosi il cazzo nel culo ormai aperto. Il gioco riprese, ma questa volta era Lorenzo a dare il ritmo che, come una troia consumata, si sbatteva sul cazzo dell'amico godendo come un matto. Mattia era rapito da quell'esperienza e si lasciava trasportare dalle onde di piacere che gli trasmetteva portandolo inesorabilmente sempre più vicino all'orgasmo. Lorenzo era completamente impazzito. Con quel cazzo nel culo non riuscì a trattenersi e sborrò il suo desiderio senza neppure toccarsi. Mattia avvisò Lorenzo che anche lui stava per venire. Ecco che Lorenzo si sfilò il cazzo dal culo, rapidamente tolse il condom e prese in bocca quel cazzo ormai al limite. Mattia venne copiosamente nella bocca di Lorenzo che bevve tutto.
Restarono nudi sul letto esausti, mentre Giorgio era ad occhi sbarrati, esterrefatto, incapace di fare nulla se non sgattaiolare silenziosamente da casa.
Passò una giornata surreale il povero Giorgio. La cosa che però più gli tornava alla mente era la scopata. L'aveva incuriosito e anche eccitato. Era rimasto sconvolto nel vedere il godimento del figlio che veniva scopato senza pietà.
Cominciò a ragionare sulla cosa fino a quando, qualche giorno dopo, non prese una decisione.
Rientrando a casa dal lavoro suonò al campanello di Mattia. In cuor suo sperava che non gli aprisse, ma ecco che la porta si dischiuse e nel suo specchio c'era il ragazzo appena uscito dalla doccia con solo un asciugamano in vita. "Giorgio! Che sorpresa! Entra pure. Scusami se ti accolgo così, ma sono appena uscito dalla doccia. Un caffè?"
"No Mattia grazie. Non mi occorre nulla. Avevo bisogno di parlarti un attimo."
"Dimmi pure, anche se dal tono mi fai pensare ad una cosa seria."
"Beh, penso che lo sia..." e gli raccontò quello che aveva visto e sentito qualche giorno prima. Mattia dapprima sbiancò poi prese a parlare.
"Giorgio, io sono bisex. Mi piace scopare sia con le donne che con gli uomini. Lorenzo invece credo sia francamente gay, ma eventualmente sarà lui a dirlo. lo non volevo, ma è stato lui a portarmi a quello che hai visto. A mia discolpa posso solo dire che tuo figlio è maggiorenne e che non abbiamo commesso nulla di sbagliato. Capisco che come padre ti abbia disturbato, ma questa è la realtà. Posso solo dirti che non lo incoraggerò ulteriormente, ma non sono di pietra e potrebbe ricapitare".
Giorgio restò in silenzio. In quel momento il cellulare di Mattia squillò. Nell'alzarsi l'asciugamano cadde lasciandolo nudo completamente. Non si curò della cosa ed andò a rispondere. Era una telefonata importante per un lavoro che l'avrebbe sistemato definitivamente. Al termine era felice, con gli occhi sbrilluccicanti: il lavoro era per lui!
Giorgio si accorse anche di una certa eccitazione di Mattia che faceva il paio con la sua e che non riuscì a nascondere in tempo.
"Ma allora anche tu non sei indifferente al cazzo..."
"No...anzi sì, no scusa è che....." Giorgio era in tilt. Mattia gli aprì la zip, gli tirò fuori l'uccello e cominciò a pomparlo. Oddio! Giorgio si ritrovò con un'erezione quasi dolorosa mentre il giovane lo pompava a modo.
"Bel cazzo, complimenti" disse Mattia.
"Anche meglio di quello di Lorenzo".
Si allontanò un attimo e tornò con il gel. Se lo spalmò generosamente sul culo e si sedette sul cazzo di Giorgio. "Mmmmmm..., sei grosso....mi arrivi in gola, dai....si....così....scopami duro!" Cominciò una scopata a smorzacandela che portò rapidamente entrambi ad una eccitazione esagerata. Giorgio non resistette a lungo e si scaricò nel culo del ragazzo il quale invece si segò rapidamente e gli cacciò il cazzo in bocca mentre stava venendo costringendo il povero Giorgio a bere tutto.
Si guardarono negli occhi un lungo momento ed entrambi capirono che quello che era successo era la chiusura di un triangolo che avrebbe avuto come lati loro tre. Da quel momento in momenti diversi e mai insieme Mattia era diventato il divertimento di padre e figlio. Un gran bel regalo di Natale per tutti!
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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