Gay & Bisex
Manuale per trasformare un maschio attivo 7
24.05.2026 |
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"L'ex attivo cacciò un urlo acuto, un verso puramente femmineo che gli squarciò la gola..."
Nei due mesi successivi, la vita di Manuel cambiò radicalmente. Quella che era iniziata come una sbandata erotica inspiegabile si era trasformata in una vera e propria riprogrammazione mentale e fisica. Al cantiere, i colleghi avevano iniziato a notare qualcosa di diverso: Manuel era meno aggressivo, meno propenso a fare il gallo davanti a tutti. Spesso si isolava, muovendosi con una flemma insolita per uno come lui, tradito da quel leggero risentimento muscolare al bacino che ormai considerava il suo marchio di fabbrica. Passava le ore a fissare il vuoto con la mente completamente fissa su una sola cosa: il cazzo di Christian dentro di lui.La sua anatomia stessa sembrava essersi adattata. Ormai il suo buco non era più quello di un attivo; era diventato morbido, sensibile, costantemente pronto a ricevere.
Il venerdì successivo, Manuel arrivò da Christian intorno alle otto di sera. Non c'era più traccia dei vestiti da bullo, del giubbotto di pelle o dell'aria di sfida. Indossava solo una tuta morbida e una felpa col cappuccio, capi facili da sfilare, scelti appositamente per non perdere tempo.
Quando Christian aprì la porta, Manuel entrò con la testa bassa. I suoi occhi cercarono subito il sesso di Christian, che si indovinava già gonfio sotto i pantaloncini corti.
«Sei in anticipo, cagna,» disse Christian, chiudendo la porta a chiave con un clic che fece fare a Manuel un piccolo sussulto d'eccitazione.
«Sì... ti prego, Christian. Ho pensato a questo tutta la settimana. Non riesco a dormire, non riesco a fare niente. Ho bisogno che mi prendi,» sussurrò Manuel, avvicinandosi e appoggiando la fronte sul petto massiccio di Christian, come un animale domestico in cerca di attenzioni.
Christian lo afferrò per i capelli, tirandogli indietro la testa per costringerlo a guardarlo negli occhi. «Hai capito finalmente qual è il tuo posto? Chi è che comanda qui dentro?»
«Tu... tu comandi. Io sono solo la tua troietta, Christian. Voglio solo il tuo cazzo, nient'altro,» confessò Manuel, e dirlo ad alta voce non gli faceva più vergogna. Anzi, pronunciare quelle parole sporche gli provocò una fiammata di calore che gli fece indurire l'uccello all'istante.
Christian sorrise, compiaciuto del lavoro di demolizione psicologica che aveva compiuto. Lo spinse sul letto, ordinandogli di spogliarsi. Manuel eseguì gli ordini con una rapidità quasi febbrile: si sfilò la felpa, le scarpe, e buttò giù la tuta insieme ai boxer, rimanendo completamente nudo sul materasso. Si mise subito nella sua posizione preferita: a quattro zampe, ma stavolta con i gomiti piantati sul letto e la faccia schiacciata contro il cuscino, in modo da sollevare il bacino ancora più in alto, offrendo le natiche spalancate con un invito esplicito.
Christian si posizionò dietro di lui. Prese il flacone grande del lubrificante e, senza alcuna parsimonia, ne versò una quantità enorme sulla spaccatura del culo di Manuel. Il liquido viscido colò caldo tra le cosche, e Christian lo spalmò usando l'intera mano, massaggiando le chiappe di Manuel e infilando subito tre dita bagnate dentro l'apertura.
Manuel cacciò un gemito lungo, bagnato, rilassando immediatamente le pareti interne per accogliere la mano del suo padrone. Il buco si aprì come un fiore, bagnato di gel e bava, scivoloso, accogliendo il movimento delle dita con piccoli impulsi spontanei. Christian cominciò a muovere le dita con violenza, ruotando il polso, andando a martellare la prostata di Manuel solo per prepararlo a quello che sarebbe venuto dopo.
«Guarda come sei diventata morbida... come ti apri bene. Ti piace farti usare, vero?» lo schernì Christian, mentre il rumore umido dello sfregamento delle dita riempiva la stanza.
«Sì... sìii... allargami bene... cazzo... infilamelo tutto...» delirava Manuel con la bocca affondata nel cuscino, oscillando con il bacino per spingersi le dita ancora più a fondo nelle viscere.
Christian tolse la mano con un colpo secco, lasciando Manuel aperto e ansimante. Si sfilò i pantaloncini, liberando il suo cazzo enorme, venoso, completamente dritto e rigido come una barra di ferro, bagnato sulla cappella scura da una goccia densa di eccitazione. Si appoggiò contro il culo di Manuel, premendo la punta contro l'entrata spalancata.
«Prenditi tutto, troia,» ringhiò Christian.
Con una spinta brutale e continua, Christian affondò l'intero cazzo dentro di lui, spingendo fino a schiacciare le proprie palle contro le chiappe di Manuel.
L'ex attivo cacciò un urlo acuto, un verso puramente femmineo che gli squarciò la gola. La sensazione di pienezza assoluta lo invase completamente; il cazzo di Christian era così grosso da occupargli ogni spazio interno, stirando la carne al massimo. Manuel strinse i denti, le mani artigliate alle lenzuola, mentre le lacrime dell'estasi gli rigavano le guance. Era una sottomissione totale, distruttiva, bellissima.
Christian non perse tempo. Afferrò Manuel per i fianchi, piantando le dita nella carne per tenerlo fermo, e iniziò a pompare con un ritmo feroce, da animale. Colpiva profondo, uscendo quasi del tutto per poi rientrare con colpi di reni secchi e violenti che facevano sobbalzare l'intero corpo di Manuel sul letto. Il rumore della carne che sbatteva contro la carne, lo schiaffo continuo delle palle di Christian sulle sue cosce, si mescolava ai gemiti disperati di Manuel.
Manuel era completamente andato. Non aveva più alcun pensiero, alcuna dignità da difendere. Era diventato un puro ricettore di piacere passivo. A ogni spinta profonda che andava a massacrare la sua prostata, il suo cazzo reagiva da solo: getti caldi di sborra trasparente e densa schizzavano sul cuscino e sul lenzuolo, senza che nessuno lo stesse toccando davanti. Manuel veniva continuamente, svuotandosi solo per la forza della penetrazione, con la bava che gli colava dalle labbra aperte e gli occhi persi nel vuoto dell'estasi. Era diventato esattamente ciò che Christian voleva: una creatura totalmente dedita al cazzo, che viveva solo per essere posseduta.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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