Gay & Bisex
Manuale per trasformare un maschio attivo 10
24.05.2026 |
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"Manuel non guardava la bruttezza di chi aveva sopra; sentiva solo il cazzo che gli arava le viscere, e quello gli bastava per perdere completamente la testa..."
Christian aveva preso gusto al suo nuovo ruolo. Per lui Manuel non era più nemmeno un partner o un gioco erotico privato; era diventato pura merce, una macchina da soldi con i muscoli sodi e un buco che non si stancava mai di incassare. Gestiva i clienti di Manuel dal sedile della sua auto, appostato a poche decine di metri dal marciapiede, contando le banconote da cinquanta euro che l'ex operaio gli portava ogni volta che un camion o un furgone ripartiva nel buio della zona industriale. Manuel era diventato totalmente dipendente da quel meccanismo: la sua mente era così svuotata e riprogrammata che il denaro non gli interessava nemmeno. Nel momento in cui consegnava i soldi a Christian, lo faceva solo per ricevere in cambio una pacca umiliante sul culo e l'ordine di tornare sotto il lampione ad aspettare il prossimo cazzo. Non voleva altro. Voleva solo essere riempito, usato, sfondato fino allo stomaco.Verso le due di notte, una vecchia berlina scura dagli ammortizzatori scarichi accostò sul ciglio della strada, fermandosi proprio davanti alle gambe di Manuel. I finestrini fumé si abbassarono lentamente, rivelando due figure che fecero venire un brivido di disgusto persino nell'aria fredda della notte.
Erano due vecchi, sulla sessantina abbondante, visibilmente grassi e trasandati. Quello alla guida aveva una canottiera macchiata di sudore che faticava a contenere una pancia enorme e flaccida, la faccia unta e pochi capelli grigi appiccicati sulla testa. Il passeggero di fianco non era da meno: una bocca sdentata che masticava un sigaro spento, le dita gonfie e corte, e una risata roca che puzzava di vino economico e fumo vecchio lontano un miglio.
«Ehi, guarda che bel pezzo di carne ci ha rimediato la strada stasera,» grugnì il vecchio alla guida, squadrando le chiappe muscolose di Manuel che spuntavano generose dai pantaloncini di jeans strappati. «Ci sali in macchina con due vecchietti? Abbiamo cento euro caldi per quel culo da finocchio.»
Manuel esitò un secondo. Erano brutti, grassi, sporchi. Il suo vecchio istinto da ragazzo di ventott'anni che andava in palestra avrebbe voluto sputargli in faccia. Ma la sua nuova natura da puttana, alimentata dal liquido pre-eiaculatorio che gli inzuppava ormai i pantaloncini, ebbe subito la meglio. Girò la testa verso l'auto di Christian, appostata poco distante. Christian fece un cenno secco con i fari: un ordine chiaro. Prendi i soldi e fatti usare.
Manuel prese le due banconote da cinquanta euro con le mani tremanti e salì sul sedile posteriore della berlina. L'odore dentro l'abitacolo era nauseante: un misto di sudore vecchio, polvere e l'odore aspro dei corpi dei due vecchi.
«Mettiti subito giù, muoviti,» ordinò il vecchio col sigaro, girandosi sul sedile anteriore e allungando le mani cicciose e pelose per afferrare la canottiera a rete di Manuel, tirandola fino a strapparla sul petto.
Manuel si posizionò immediatamente sul sedile posteriore di ecopelle consumata. Si mise a quattro zampe, piegando i gomiti sul sedile e sollevando il culo muscoloso il più alto possibile, schiacciando la faccia contro la portiera interna. Le sue mani tremanti andarono da sole ad afferrare le proprie chiappe, spalancandosi davanti ai due vecchi, offrendo l'anello rosa del buco che pulsava visibilmente, ancora viscido del lubrificante industriale della spruzzata precedente.
«Ehi, guarda com'è bagnato e aperto... questo si fa sfondare da mezza provincia,» rise il vecchio alla guida. Si sfilò i pantaloni con gesti goffi, liberando una pancia enorme che gli pendeva sulle cosce e un cazzo flaccido che si sforzava di diventare duro, viscido di bava. Si arrampicò sul sedile posteriore, schiacciando Manuel sotto il suo peso enorme, flaccido e pesante.
L'odore di sudore del vecchio investì Manuel, ma quando la punta di quel cazzo viscido si appoggiò contro il suo buco, Manuel emise un gemito acuto, femmineo, muovendo il bacino all'indietro per cercarlo. L'uomo spinse forte, affondando la carne dentro di lui senza nessuna grazia, guidato solo dalla foga della carne vecchia.
Manuel cacciò un urlo strozzato contro il vetro del finestrino. La penetrazione era pesante, sgradevole, sporca, eppure la sua prostata, schiacciata dal peso e dal movimento continuo di quel vecchio grasso, rispose con una fiammata di piacere devastante. Manuel non guardava la bruttezza di chi aveva sopra; sentiva solo il cazzo che gli arava le viscere, e quello gli bastava per perdere completamente la testa.
«Sì... sì, scopami... scopami forte,... sfondami il culo... sono la vostra troia...» delirava Manuel, oscillando con il sedere per accogliere ogni spinta profonda, mentre la sborra trasparente continuava a schizzare da sola dall'uccello teso sul sedile, venendo un getto dopo l'altro unicamente per la forza del rapporto.
Mentre il primo vecchio si sbatteva dentro di lui, ansimando con la bava alla bocca, l'altro vecchio si sporse dal sedile anteriore, infilandogli le dita tozze e sporche in bocca, costringendolo a succhiare la sua bava, riducendo Manuel a un puro oggetto di sfogo per i loro desideri più squallidi. L'ex maschio alfa del cantiere non esisteva più: era solo una puttana da marciapiede, un buco pubblico al servizio del suo pappone, felice di farsi riempire da chiunque pur di avere carne dentro di sé.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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