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incesto

LAURA RACCONTA 9


di lektor1
12.01.2026    |    6.690    |    11 9.8
"La mia lingua scivolava calda e umida intorno al glande, poi lungo l’asta gonfia..."
Ricordi l’autunno scorso quando Maria, tua sorella, ti chiese di ospitare Andrea, suo figlio nonché nostro nipote, per alcuni mesi?
Il vero motivo Maria non te lo disse mai, era molto vaga nelle spiegazioni ma accettasti nonostante io non fossi molto convinta.
Ero molto nervosa per la richiesta, tu non mi davi una spiegazione valida e neppure Maria volle dirmi il motivo di questa richiesta di ospitalità.
Lo accolsi con molta freddezza, preparai la stanza degli ospiti, ma evitai di dargli troppa confidenza, avevo la sensazione che nascondesse un segreto che sua madre non voleva si scoprisse.
Passarono alcuni giorni che Andrea trascorreva studiando in stanza.
Quella domenica pomeriggio avevo aperto un sito d’incontri che seguivo ormai da tempo, solo per curiosità, senza alcuna intenzione seria.
Vidi l’annuncio di un ragazzo che si proponeva per donne mature, incuriosita aprii le foto che aveva pubblicato e rimasi sorpresa.
Il ragazzo mostrava una dotazione veramente notevole, un cazzo di circa 22/23 cm, nodoso, scappellato e turgido.
Osservando bene la foto notai che l’ambiente dove era stata scattata sembrava essere la nostra camera degli ospiti.
Affascinata dal membro turgido notai che il ragazzo aveva un piccolo tatuaggio sotto l’ombelico raffigurante un’aquila.
Mentre osservavo meglio la foto, ne comparve un’altra dove si poteva vedere benissimo il fisico palestrato del ragazzo e sullo sfondo un vaso in ceramica unico che poteva solo essere quello esposto nella camera degli ospiti.
Irritata mi alzai e mi diressi come una furia nella camera e senza farmi alcun problema aprii la porta.
Rimasi sorpresa nel vedere Andrea nudo che si stava fotografando con il cellulare appoggiato sulla libreria.
“Ma che cazzo stai facendo?” domandai infuriata.
“Accidenti zia!! Stavo facendo un video? Adesso mi toccherà rifare tutto?”
“Non mi interessa! Queste porcate la vai a fare a casa tua!”
“Questa sera prepari bagagli e domani te ne ritorni a casa!!” urlai.
Al termine del mio sfogo lo guardai adirata, lui sembrava tranquillo, nudo davanti a me con il suo membro rigido.
Lo guardai affascinata dal suo cazzo che nel mentre lui aveva iniziato a massaggiarsi con una mano.
“Porca miseria, se mi fai perdere l’erezione mi tocca ricominciare tutto da capo!”
“Vergognati!” replicai
“Non ne vedo il motivo, in fondo sono nella mia stanza!”
“Sei ospite in questa casa e pubblichi foto in cui si può riconoscere casa mia!”
“Come lo sai? Non mi dire che anche tu segui quel sito” replicò con un sogghigno.
“Non sono problemi tuoi!”
“Cosa dici zia? Con questa dotazione posso trovare qualche matura interessata?” replicò mostrandomi il suo cazzo.
Istintivamente abbassai lo sguardo, aveva una dotazione veramente importante, le foto erano chiaramente vere.
“Allora zia, cosa ne dici?”
“Dico che dovresti comportarti meglio davanti a me. il tuo coso non mi interessa…” replicai seppure il mio corpo iniziava a dare segni di eccitazione.
I capezzoli si erano inturgiditi e spingevano forte sotto la stoffa della maglietta che indossavo senza reggiseno.
Un brivido mi pervadeva alla vista di quel palo di carne che sporgeva dal corpo di Andrea.
“Non raccontare bugie zietta. Il tuo corpo non mente, meno ancora i tuoi capezzoli!”
Lo guardai imbarazzata, sentivo un brivido nel corpo, “Questo è vero, non è una fotografia. Lo puoi toccare… sentire quanto è duro… non accontentarti di vederlo sul monitor…”
Strinsi forte le gambe nel sentire le sue parole.
Lui percepì il lieve movimento, “Cosa succede zietta? Vorresti toccarlo ma hai paura? Non morde…”
Mi prese una mano e la condusse verso il suo cazzo, non opposi minimamente resistenza, lo afferrai.
Le mie dita fresche e stranamente ferme avvolsero quel membro turgido, appena percepii il calore della pelle iniziai ad accarezzarlo, lo scappellai e gli accarezzai con il pollice il frenulo sensibile.
Vidi il suo viso turbato, percepii un suo brivido.
“Oh… Mmmm..” sussurrò con voce bassa frenata.
Tutta la sua arroganza, la sfrontatezza di qualche attimo prima sembrava essere scomparsa.
“Certo che Maria ti ha dato un bell’attrezzo! Chissà da chi avari preso!”
Lui ansimò ancora, poi preso dal coraggio appoggiò le sue mani sulla mia testa, sentivo le sue dita scivolare tra i miei capelli, capii la sua richiesta che non aveva il coraggio di esprimere.
M’inginocchiai ed iniziai a leccargli la cappella. La mia lingua scivolava calda e umida intorno al glande, poi lungo l’asta gonfia. Lo sentivo fremere dal piacere, glielo presi per qualche istante in bocca succhiandolo con dolcezza.
Lo guardai negli occhi, tutta la sua sfrontatezza era scomparsa, i suoi occhi scuri mi guardavano con desiderio.
“Andiamo in camera!” sussurrai con voce voluttuosa, mi voltai e lo condussi nella nostra camera da letto.
Lo spinsi sul letto, mi sfilai la maglietta mostrandogli i seni gonfi di piacere con i capezzoli turgidi che mi sembravano esplodere.
Mi tolsi i fuseaux che indossi normalmente in casa insieme al perizoma.
Lo accarezzai sul petto, con gesti delicati e sensuali, gli salii sopra.
Era zitto, non proferiva alcuna parola, sembrava sorpreso da quanto stava per accadere.
Gli presi il membro e lo appoggiai alle labbra umide della mia fica, poi lentamente scivolai verso di lui lasciandolo entrare dentro di me.
Provai un piacere che non avevo mai provato, la sua rigidità giovanile, le sue dimensioni ma soprattutto la trasgressione dell’incesto, mi procurarono un godimento immenso.
Lo cavalcavo lentamente, il suo membro scivolava facilmente dentro di me, gemevo dal piacere, con la testa all’indietro e gli occhi chiusi alla ricerca del massimo piacere.
Lui cominciò a prendere coraggio ed iniziò a spingere sempre più deciso, stringendomi forte i seni.
I nostri corpi si muovevano in un ritmo primordiale, mi tirò contro di lui iniziando a baciarmi in bocca con foga.
Le nostre lingue si incrociavano nelle nostre bocche, le salive si mischiavano, avevo in bocca il sapore acre e inebriante del peccato.
Improvvisamente mi spinse sul fianco, si sfilò lasciandomi per un momento con una sensazione di vuoto totale, mi misi a pecorina, sapevo ormai che aveva superato il momento d’imbarazzo.
“Scopami. Scopami come scoperesti le troie che trovi sugli annunci!!”
Mi penetrò deciso, iniziò a fottermi con una foga primitiva tenendomi forte per i fianchi.
“Il culo!” urlai.
“Fottimi il culo!” lo implorai.
Sentii le sue dita insinuarsi nel mi sfintere, allargarlo, poi si sfilò nuovamente.
Appoggiò il suo cazzo ormai viscido degli umori della mia fica sul mio culo, lentamente iniziò a spingere.
Un misto di dolore e piacere mi pervase, sentivo i lineamenti del viso contorcersi, una scarica di piacere scorrere lungo tutto il mio corpo.
Spinse ancora, urlai il mio piacere gutturale, quando sentii il suo bacino appoggiarsi ai miei glutei capii che era entrato completamente.
Attese che mi abituassi alle sue dimensioni poi iniziò a scoparmi con decisione fino a raggiungere l’orgasmo.
Mi venne dentro, sentii un’ondata calda riempirmi, il suo fu un orgasmo lungo, prolungato accompagnato da un grido di piacere prolungato di pura estasi.
Continuammo per oltre un’ora, cambiato tutte le posizioni conosciute, provai così tanti orgasmi da dimenticarne il numero, mi riempi più volte la fica del suo seme denso e caldo.
Sdraiati tra le lenzuola bagnate dal sudore e dai singoli piaceri lui mi disse “Zia, sei stata fantastica!”
“Meglio delle mature che trovi sul sito?”
“Molto meglio!!! Quando possiamo rifarlo?”
“Molto presto, non vorrai ritornare a casa?”
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