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LAURA RACCONTA 7


di lektor1
19.11.2025    |    4.596    |    5 9.7
"La sua mano si spostò, slacciò il body in basso, le sue dita si insinuarono dentro di per procurandomi un piacere immenso..."
LAURA RACCONTA 7

Il giorno dopo il matrimonio eravamo inviati ad un after party organizzato dagli sposi per ringraziare un numero ristretto di amici con un brunch prima di partire per il viaggio di nozze.
Per fortuna l’invito era per le 11, ebbi così modo di riposare dopo le avventure passate.
Robert era partito per la Francia mentre Enzo aveva declinato l’invito adducendo improrogabili impegni in ufficio, la cosa mi tranquillizzava e nonostante la stanchezza della sera prima accettai di accompagnare mio marito.
Quel giorno indossai un paio di pantaloni verdi molto aderenti che mettevano in evidenza il mio sedere, una giacca nera sopra un body di pizzo anch’esso nero. Le immancabili autoreggenti, in quel caso a rete nere e un paio di décolleté tacco 12 completavano il mio outfit.
Lo sguardo di mio marito vedendomi così vestita era eloquente, sorpreso dalla mise provocante commentò “Hai intenzione di far svenire qualcuno vestita così?”
“Magari è la volta buona che mi resti vicino?” replicai pungente.
Lui non accettò la provocazione e si sistemò la cravatta con disinteresse.
Ci recammo in un agriturismo con spa dove ci attendevano gli sposi.
Da subito notai che il mio abbigliamento attirava l’attenzione di uomini e donne, i primi attratti dal mio fisico le seconde con critiche velate.
Il brunch si svolgeva tranquillamente, mio marito mi era sempre accanto, si conversava amabilmente tra di noi quando fummo raggiunti da Marco, il fotografo degli sposi.
Abituato a presenziare matrimoni e alte cerimonie Marco mentre fotografava i vari ospiti riusciva anche ad intrattenersi in amabili conversazioni.
Ad un certo punto si avvicinò a mi chiese se poteva farmi qualche foto. “Sei molto bella e il tuo abbigliamento esalta la tua bellezza”
Compiaciuta dalle sue parole accettai.
“Allora ti porto dove potremo stare tranquilli!”
Mi guardai intorno e ancora una volta mio marito era scomparso tra gli ospiti.
Iniziammo a fare qualche foto nel parco allontanandoci dalla festa, dopo diversi scatti si avvicinò e mi disse “Ti faccio vedere come sei bella, come rendi bene in foto”
Le immagini scorrevano sul monitor della macchina fotografica, mi vedevo bella, i suoi scatti erano perfetti, non c’era nessuna foto che non mi piacesse, erano molti ritratti ma anche alcuni scatti in pose leggermente provocanti dove apparivo molto bene.
L’ultima foto mi sorprese, era l’immagine della mano di Enzo che stava accarezzando il mio sedere.
“Quella non sono io!” commentai cercando di mascherare l’imbarazzo.
“Te l’ho fatta ieri, hai un sedere indimenticabile…”
“Invidio chiunque possa toccarlo, lo trovo irresistibile”
“Cancellala, ti prego!”
“Lo farò, ma ad una condizione. Voglio farti ancora qualche foto. Queste però saranno più audaci”
“Come più audaci? Ti chiedo di cancellarne una e me ne vuoi fare altre?”
“Saranno foto professionali, solo per te e per il mio archivio personale. Non le vedrà nessuno oltre noi due!”
“Non sono convinta!”
“Saranno foto bellissime. Non potrà essere diverso, sei un soggetto splendido.”
“D’accordo, ma solo un paio, mio marito mi starà già cercando”
Andammo nella cantina dell’agriturismo, un locale in mattoni interrato dove c’erano botti di vini che la decoravano e un tavolo per le degustazioni.
Sembrava conoscere benissimo il posto “Queste foto saranno un regalo personale all’invitata più bella di tutto il matrimonio!” disse riempiendomi d’orgoglio.
“Lasciati andare, non avere inibizioni e verranno delle foto bellissime!”
Iniziò a scattare altre foto invitandomi ad assumere pose sempre più provocanti, poi mi chiese di sbottonarmi la giacca.
Lo feci nonostante non fossi a mio agio mostrandomi in body.
Lui continuo a fotografarmi parlandomi con calma, rassicurandomi ogni volta che mi vedeva in imbarazzo arrivando a farmi togliere completamente prima la giacca, poi i calzoni.
Ero davanti a lui, seminuda, con il solo body e le autoreggenti a nascondere la mia nudità quando si avvicinò e mi disse
Mi sentii morire, non potevo pensare che avrei tradito un’altra volta mio marito in così poco tempo.
La mente mi diceva di resiste ma il corpo voleva sentire provare questa nuova esperienza.
Cercavo di resistere, stringevo le gambe nella vana speranza che ciò mi bastasse a rifiutarlo, ma immaginavo già il piacere delle sue mani sul corpo, e quando le sue labbra si avvicinarono alle mie provai ad allontanarlo senza troppa convinzione, “Questa cosa è andata troppo oltre, finiamola qui!”
Lui era vistosamente eccitato, sorrise “Un marito distratto non merita una donna come te” continuò iniziando ad accarezzarmi il sedere. Mi sentivo accerchiata, senza via d’uscita.
Da un lato volevo fuggire dall’altro il piacere della sua carezza mi stava facendo impazzire.
Mi spinse verso una botte e mi baciò con vigore.
La sua mano si spostò, slacciò il body in basso, le sue dita si insinuarono dentro di per procurandomi un piacere immenso.
Cercai di urlare il mio piacer ma le sue labbra, sopra le mie, me lo impedirono, le nostre lingue s’intrecciavano vorticosamente.
Si inginocchiò davanti a me, mi allargò le gambe e cominciò a baciarmi la figa, ormai pulsante dal piacere.
Il mugolio trattenuto fino a poco prima si diffuse nella cantina.
Era un abilissimo amante, mi allargava la fica con le mani per leccarmela per bene fin dentro, tuffò la sua lingua nella vagina leccando avidamente sentivo la sua lingua mentre leccava gli umori della mia fica.
Provai un brivido, una vera scossa di piacere e venni mugolando come una gatta in calore.
Si rialzò e mi sfilò il body, poi mi spinse versi il tavolo e mi ci fece sdraiare sopra, mi allargò le gambe appoggiò il suo cazzo turgido sulle grandi labbra e mi penetrò a fondo.
Un sospiro profondo mi sfuggì dalle labbra, “Basta ti prego “implorai per niente credibile,
appoggiò nuovamente le sue labbra alle mie in un vortice di passione che ricambiai con fervore.
Un colpo deciso, dopo l’altro iniziò a scoparmi con decisione, stringendomi forte i seni, il piacere che provavo mi pervase il corpo, non riuscivo a trattenere i gemiti.
Annodai le mie gambe al suo corpo per godermi appieno il piacere, lui rallentò i colpi, diventarono profondi ma delicati alla ricerca del massimo piacere reciproco proseguì a lungo fino a quando lo sentii irrigidirsi al mio interno e sborrare copiosamente nella mia fica.
Un orgasmo molto intenso che fuoriuscì dalla vagina colando sul tavolo.
L’estasi che stavo provando venne interrotta improvvisamente dalla suoneria del mio telefono.
Con il fiato ancora spezzato dal piacere risposi, era mio marito che mi cercava “Dove sei?” Non ti trovo più”
“Tranquillo, sono in cantina con il fotografo, mi ha fatto qualche scatto…”
“Fai attenzione, mi sembra un marpione!”
“Tranquillo, abbiamo appena finito…”

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