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Lui & Lei

UNA SCOPATA DA MILLE EURO


di lektor1
25.11.2025    |    2.610    |    3 8.6
"Posso solo renderti meno fastidioso spiacevole questa situazione” “Mille euro per farti scopare..."
Ascoltavo le confessioni di Laura sorpreso dallo scoprire una moglie che non conoscevo.
I suoi racconti mi stuzzicavano palesavano una donna che mai avrei immaginato esistesse.
La sua sessualità mi era sconosciuta e si ea rivelata improvvisamente, senza preavvisi.
Le mie mancanze erano state la causa scatenante dei suoi tradimenti, me ne rendevo conto, ma la cosa non mi turbava.
Da come raccontava le sue storie era evidente che aveva raggiunto un punto di non ritorno. Avrebbe continuato ad avere rapporti con altri uomini ogni volta che ne avesse avuto l’opportunità.
Una situazione in fondo non era molto diversa da quella che vivevo io.
Decisi quindi di raccontarle una mia esperienza per liberarmi un poco la coscienza.
Un paio di anni fa Gianna la cugina di Laura ci annunciò che si sarebbe separata da Giuseppe, suo marito da oltre vent’anni.
Il motivo? Un numero notevole di corna reciproche. Chi avesse iniziato non era dato a sapere, certo era che entrambi si erano divertiti in giro con persone che non erano i loro consorti.
Gianna aveva lasciato la casa dove aveva abitato e si era trasferita in un piccolo bilocale dall’altra parte della città.
Una separazione che sembrava essere consensuale ma che nascondeva al suo interno alcuni segreti.
Un pomeriggio ricevetti un messaggio da Gianna, una richiesta d’aiuto disperata.
-Aiutami ti prego. Sono disperata-
La chiamai e mi rispose quasi in lacrime.
Giuseppe aveva svuotato il conto corrente che avevano in comune su cui lei aveva ancora dei soldi.
“Adesso devo pagare l’affitto della casa e non ho i soldi neanche per fare la spesa!”
“Hai bisogno di soldi?”
“Un piccolo prestito, fra quindici giorni prendo lo stipendio e te li restituisco”
“Quanto vuoi?”
“Puoi farmi un bonifico immediato sul mio conto di 1000 euro?”
“Alla faccia del piccolo prestito” pensai, ma la sua disperazione mi convinse a concederglielo.
Mezz’ora dopo le avevo già inviato i soldi sul suo conto.
Mi ringraziò con un paio di messaggi pieni di cuoricini e baci promettendomi che a fine mese me li avrebbe restituiti.
Una settimana dopo incontrai in un bar Giuseppe, ci guardammo con imbarazzo, poi lo invitai a sederci e prendere un aperitivo.
Da subito parlammo della separazione, sembrava disperato. Mi raccontò che Gianna le aveva svuotato il conto, che si era presa la macchina e che le bollette di casa non venivano pagate da un paio di mesi.
Lo guardai sbigottito, non volevo credere a quello che mi raccontava, ma quando mi mostrò gli ultimi prelievi dal conto comune capii subito che Gianna mi stava fregando.
Non dissi nulla a Giuseppe, ci salutammo con la promessa di continuare a vederci nonostante la separazione.
I giorni successivi li passai nel dubbio di essere stato ingannato, il rapporto di affetta che c’era tra la nostra famiglia e Gianna era tale che non volli dire nulla a Laura e soprattutto attesi fiducioso la fine del mese.
Fine mese che arrivò senza che Gianna si facesse sentire, attesi ancora alcuni giorni poi la chiamai.
Lei si scusò del ritardo promettendomi che entro pochi giorni avrebbe saldato il debito.
Concessi la proroga già sapendo che non avrebbe rispettato il termine in quanto non volevo creare un caso familiare.
Alla scadenza del termine la chiamai nuovamente, anche questa volta mi rispose con un tono sereno e mi chiese di avere pazienza che l’indomani mi avrebbe portato i soldi in contanti.
Risposi severo che l’indomani sarei passato da lei a prendere i soldi che non si scomodasse ad attraversare la città tanto ero in zona per lavoro.
Sorpresa dalla mia risposta tacque per qualche istante quindi mi diede l’indirizzo di casa e ci accordammo per il tardo pomeriggio.
L’indomani all’ora prevista mi presentai al suo appartamento.
Quando aprì la porta capii subito che non mi avrebbe restituito i soldi.
Si presentò a me indossando un mini abito verde petrolio che le copriva appena le natiche, la scollatura davanti metteva in evidenza il seno, non molto grande, che era contenuto in un reggiseno in pizzo che sporgeva dal bordo del vestito.
Calze a rete nere e tacchi alti completavano l’outfit.
Per essere una donna che aveva sempre vestito in maniera sobria quell’abbigliamento era oltre che una sorpresa un chiaro messaggio.
“Cosa significa?” dissi con un tono seccato entrando nel bilocale dove abitava.
“Almeno un ciao.”
“Ciao. Cosa significa?” replicai sapendo chiaramente la risposta.
“Lo sai benissimo. Mi pare chiaro” rispose
“Di chiaro c’è solo che non rivedrò indietro i miei soldi”
“Non posso ridarteli. Posso solo renderti meno fastidioso spiacevole questa situazione”
“Mille euro per farti scopare. Dovrai dare il meglio di te stessa” risposi lei mi condusse verso la camera da letto.
Camminava davanti a me muovendo i fianchi, i tacchi battevano sul palchetto di legno, si girò verso di me e prima che potessi dire qualcosa schiacciò le sue labbra contro le mie in un bacio aggressivo fatto di lingua e desiderio.
Mentre la sua lingua invadeva la mia bocca, iniziai a sollevarle il vestito scivolando con le mani lungo le sue cosce.
Non mi sorpresi a scoprire che indossava le autoreggenti piuttosto mi meravigliai nel sentire che non aveva le mutandine.
Sentii il calore umido della sua fica, “Sei già bagnata!!” dissi eccitato mentre infilavo due dita nella vagina già gonfia di piacere.
"Dimostrarmi quanto sei una puttana bisognosa?"
Non rispose s’inginocchiò e mi sbottonò i calzoni, il mio cazzo ormai duro svettò dalle mutande e lei non tardò a prenderlo tra le sue labbra iniziando un pompino indimenticabile.
Prosegui per parecchio tempo portandomi molte volte vicino all’orgasmo, sino a quando mi sfilai dalla sua bocca appena prima di esploderle tra le labbra.
"Troppo facile troietta."
La feci girare e la spinsi sul letto, lei si sfilò il vestito e si mise a carponi sul materasso.
La presi per i fianchi, appoggiai il mio cazzo duro tra le sue natiche, “Lo vuoi? Vuoi farti scopare dal mio cazzo?”
“Si… lo voglio!!” le sue parole uscivano piano dalla sua bocca, il suo corpo fremeva, alla ricerca del mio cazzo.
Non chiesi altro, spinsi a fondo il mio cazzo nella sua fica grondante di piacere spalancandola con una spinta lenta ma inesorabile.
Non le diedi il tempo di adattarsi che iniziai a scoparla con decisione, i suoi seni ballonzolavano liberi mentre il suo respiro era affannoso.
“Dai troia, prendilo tutto!!” le sussurravo “Lo senti? Ti piace?”
“Sii…”
"Vieni, allora", le dissi aumentando il ritmo della scopata " Voglio riempirti di sperma."
L’orgasmo la travolse, il corpo iniziò a fremere, i muscoli ebbero degli spasmi incontrollabili. Sentii il cazzo gonfiarsi dentro di lei, e poi l’esplosione. Un fiotto di sperma denso le inondò la figa. Rimanemmo boccheggianti sul letto il mio cazzo che pulsava dentro di lei mentre lo sperma iniziava a colarle lungo le cosce.
"Brava te li sei proprio guadagnati", commentai mentre lei indossava nuovamente il vestito, vedevo un rigolo di sperma colarle lungo le gambe, sapevo una cosa con certezza: non sarei stato il solo a rimanere fregato da Gianna.
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