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LAURA RACCONTA 6


di lektor1
03.11.2025    |    3.263    |    4 9.8
"Esausta ma soddisfatta sdraiata sul letto lo osservai mentre si spogliava completamente, aveva un fisico scolpito, la sua pelle conteneva i suoi muscoli..."
Guardavo Laura senza dire una parola, bastavano le sue a riempire la casa con i suoi tradimenti.
Tradimenti che ricambiavano quelli che aveva subito da me.
Non avevo diritto di replica, potevo solo ascoltare le sue avventure.

Ti ricordi il giorno quando prendesti la mia auto per portarla a fare la revisione e mi lasciasti la tua?
Quel giorno mi fermarono i vigili per un normale controllo.
Rovistando nel cassettino dei documenti trovai la ricevuta di un pagamento per un locale dove non eravamo mai andati. La cosa mi interessò al punto che alla sera prima di restituirti le chiavi fotografai la ricevuta.
Alcuni giorni dopo, ancora incuriosita, feci qualche ricerca in rete. Ci è voluto pochissimo a scoprire che si trattava di un club per scambisti in città.
Mi ricordai che in quei giorni ero nella casa al mare e che tu avevi trovato la scusa del lavoro per raggiungermi in seguito.
Non posso dire di essermi arrabbiata, sapevo benissimo che la scusa del lavoro era spesso una bugia per divertirti in giro, ma l’idea che frequentassi club per scambisti mi urtava parecchio.
Non ti dissi nulla aspettando il momento giusto per cercare di risolvere la questione.
Avevamo finito il viaggio in Francia e avendo ancora una settimana di ferie da fare decisi di andare al mare a godermi il sole e abbronzarmi un poco.
La prima settimana di settembre è sempre stato un periodo tranquillo, restavo sotto l’ombrellone sola a godermi un libro e, ogni tanto, a ripensare alla ricevuta del club privé.
Ogni tanto pensavo a come tradirti in altri momenti prendevo in considerazione che essendo una macchina aziendale potesse averla usata qualche tuo collega.
Un pomeriggio passò in spiaggia un venditore ambulante, un nord africano, un cinquantenne dal fisico ben modellato che si fermò davanti a me.
Era un po' di tempo che volevo acquistare un paio di costumi nuovi per sostituirne alcuni ormai troppo vecchi. Lo guardai e gli chiesi “Hai dei costumi?”
“No, signora. Ma posso procurarglieli. Un mio amico ne ha di bellissimi”
“Allora ci vediamo domani, io ci sono”
“Signora, il mio amico domani parte presto. Ritorna in città.”
“Qual è il problema, te li fai prestare e glieli restituisci quando torni in città”
“Io abito qui vicino, non lo vedo più il mio amico”
Mentre mi parlava mi osservava da cima a fondo, soffermandosi sul mio seno.
“Facciamo così, io cerco il mio amico e mi faccio prestare i costumi ma tu mi aspetti così te li faccio vedere”
Quel giorno avevo preso parecchio sole e non avevo voglia di ustionarmi, l’idea di fermarmi ancora in spiaggia non mi attirava ma trovavo quell’uomo interessante e mi dispiaceva non aiutarlo.
“Senti, io fra poco vado via. Fa troppo caldo e sono stanca. Ma se vuoi puoi passare da casa mia con i costumi così posso anche provarli!”
“Va bene signora, dimmi dove abiti. Fra poco sono da te con i costumi”
Era quasi ora di cena e mi ero ormai convinta che il venditore non sarebbe più passato quando il sentii bussare alla porta.
Vista l’ora avevo indossato il prendisole corto che metto sempre quando siamo al mare, quello scollato davanti che esalata il mio seno e che porto solo in casa perché lo trovo troppo audace.
Mi ero tolta il pezzo di sopra del costume nonostante il seno fuoriuscisse un po' da sotto la stoffa.
“Ciao signora, scusa il ritardo ma il mio amico non voleva prestarmi i costumi. Ho dovuto comprarglieli tutti. Non è un buon amico”
“Mi spiace ma non era il caso...”
“No signora quando Ahmed promette ad una bella signora deve mantenere promessa”
“Grazie Ahmed, per farmi perdonare se vuoi possiamo mangiare qualcosa prima di veder i costumi”
“Volentieri, ho molta fame…”
Preparai un piatto di pasta e delle mozzarelle che mangiò voracemente.
“Buonissimo. Signora sei una grande cuoca e sei anche molto bella!” si complimentò alla fine della cena.
“Grazie Ahmed, ma adesso fammi vedere i costumi oppure sei venuto per scroccarmi una cena?” replicai ridendo.
Lui tirò fuori da una borsa un paio di buste contenenti diversi costumi, ne scelse un paio e me li porse da indossare. Effettivamente erano belli anche se a vista mi sembravano un pò troppo succinti.
“Provali signora, vai a misurarli”
Andai verso la camera da letto notando che mi seguiva.
Ammetto che la presenza di Ahmed in casa, che per tutta la cena mi aveva guardato apertamente il seno che ogni tanto dovevo coprire perché il vestito lo asciava scoperto, mi coinvolgeva.
Senza un vero perché lasciai la porta della camera aperta senza nascondermi ai suoi sguardi mentre mi spogliavo per indossare il primo costume.
Ammetto che l’idea di essere ammirata da un altro uomo mi faceva sentire su di giri.
Scelsi il costume meno provocante, con fare provocatorio lo indossai, mostrando il mio fondo schiena ad Ahmed in maniera seducente. Indossato il pezzo di sotto del costume mi voltai e lo vidi mentre eccitato mi guardava.
“Cosa stai facendo? Lo spettacolo non è compreso!”
Lo sgridai per nulla credibile visto che non mi ero coperta il seno.
“Scusami signora. Sono tre anni che non vado a casa …!”
“Vivi da solo?”
“Condivido una piccola casa con due amici!”
“Quindi niente donne?”
“No signora… non posso spendere soldi con altre donne…”
“Possibile che nessuna donna bianca ti abbia chiesto di farlo con lei!”
“Si qualche volta, due o tre, con donne molto vecchie… ma giovani e belle come te mai”
“Grazie, ma adesso girati e fammi provare un altro costume”
Scelsi il più audace e lo indossai, guardandomi allo specchio notai che Ahmed mi stava osservando eccitato nonostante il mio invito a non farlo.
Il costume era veramente spudorato, i triangoli del reggiseno coprivano a stento i capezzoli e l’aureola circostante, lo slip consisteva in un perizoma con una striscia davanti che lasciava vedere parte del pelo.
Mi voltai verso di lui e lo vidi eccitatissimo, l’erezione era evidente sotto i suoi calzoni, “Come mi sta?” domando con un tono provocante.
“Sei molto bella!” farfuglia con difficoltà
“Non è troppo audace?” replico spostando con una mano un triangolo del reggiseno e mettendo a nudo un capezzolo mentre con l’altra mano tiravo verso l’alto lo slip facendolo entrare tra le grandi labbra della fica.
Non ebbi il tempo di finire la frase che Ahmed mi spinse sul letto, in pochi secondi e lo ritrovai che mi baciava il seno mettendo a nudo i capezzoli.
Con poca convinzione gli chiesi cosa stesse facendo e lui rispose che mi avrebbe fatto provare suo cazzo.
Mi sfilò lo slip e si calò i calzoni di tela che indossava mostrandomi un cazzo di tutto rispetto. Molto grosso sia in lunghezza che in circonferenza.
Prese in bocca i miei capezzoli e me li succhiò procurandomi un piacere notevole, sentivo il suo cazzo appoggiato sulla fica, i miei umori colare, allargai le gambe consapevole che mi avrebbe penetrata.
Era bello grosso e lungo, lo sentii entrare lentamente dentro di me mentre un brivido intenso pervadeva il mio corpo e quando fu dentro completamente provai un orgasmo intenso.
Gli ho serrato le gambe ai suoi fianchi e lui iniziò a scoparmi, mi dava dei colpi profondi penetrando più che poteva dentro di me, poi si fermava e riprendeva, sentivo la sua cappella spingere contro il mio utero come se volesse sfondarlo, provai un orgasmo così intenso che sperai non finisse mai. Durò tantissimo, alternava momenti in cui mi penetrava lentamente e altri molto veloci, e infine mi ha montata come un toro scatenato e quando è partito mi ha riempita nuovamente di sperma e si è accasciato su di me.
Gli accarezzai la testa, la nuca mentre lui mi sbatteva, godevo come non mi era mai successo, lo accarezzavo, annusavo il suo odore selvaggio, poi sentii il ritmo aumentare, mi accorsi che stava per godere, lo abbracciai forte ed incollai le mie labbra alle sue, infilandogli la lingua in bocca, lui rispose al mio bacio infilandomi la sua lingua, e quando sentii lo sperma caldo riempirmi la fica lo strinsi ai fianchi impedendogli di uscire,
Sembrava non finisse più di sborrare, mi sentivo colma, quando riuscì a sfilarsi lo sperma uscì copioso e scivolando sulle natiche colò sulle lenzuola.
Esausta ma soddisfatta sdraiata sul letto lo osservai mentre si spogliava completamente, aveva un fisico scolpito, la sua pelle conteneva i suoi muscoli.
Il suo membro era nuovamente turgido, mi sollevai e mi sedetti sul bordo del letto e gli presi in bocca il cazzo cominciando a succhiarlo con trasporto, leccandogli i grossi testicoli, ciucciandogli la cappella gonfia ancora sporca dei miei umori e del suo sperma.
Gli accarezzai le natiche sode andando a stuzzicargli il culo con un dito.
Improvvisamente lo sentii irrigidirsi e un attimo dopo riversò nella mia bocca una seconda sborrata copiosa quasi quanto la precedente.
Mi schizzò il suo piacere anche sul viso, dalla mia bocca ne fuoruscì una parte che colò sul seno.
Lo accarezzai ancora, ripulendogli con la lingua il cazzo mentre continuavo a massaggiargli l’ano con un dito.
“Grazie signora, era tantissimo che non lo facevo.”
“È stato bellissimo anche per me, peccato solo che i costumi sono troppo provocanti, se li indossassi mi salterebbero addosso tutti gli uomini della spiaggia”
“Se vuoi ne cerco altri e te li porto a vedere”
“SI può fare, ma aspetta almeno un paio di giorni!!!”
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