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LAURA RACCONTA 5


di lektor1
25.10.2025    |    3.901    |    2 9.6
"Poche donne sono state in grado di resistere!” Stetti un po' con gli occhi chiusi a riprendere le forze dopo quella scopata sfrenata quindi mi alzai e andai in bagno a fare pipì..."
LAURA RACCONTA 5

Eravamo appena rientrati nella sala quando mi raggiungesti, sembravi entusiasta, molto, forse troppo.
“Laura! Dov’eri finita? Non ti trovavo più!”
“Sono stata in giardino…! E tu? Sei praticamente scomparso.” Mentii spudoratamente
“Scusa ma con i colleghi abbiamo iniziato a parlare di lavoro.. e sai, come vanno queste cose.
Vedo che hai già conosciuto Enzo, il nuovo dirigente!”
“Hai una moglie molto bella. Perché me lo hai tenuto nascosto!” intervenne Enzo.
“Una signora così non dovresti lasciarla sola, potrebbero rubartela anche ad un matrimonio”
Sentire le parole di Enzo mi procurarono un brivido di paura, ti stava provocando ma tu non te ne rendevi conto.
“Hai perfettamente ragione, ma io ho piena fiducia in Laura.”
Trattenni a fatica un sorriso, eri troppo sicuro da non renderti conto che Enzo mi stava accarezzando il sedere, proprio davanti a te.
Sentivo la sua mano toccarmi delicatamente e il rivolo di sperma colare lungo una coscia.
“Amore devo andare in bagno.” Dissi allontanandomi da Enzo prima che qualcuno se ne accorgesse.
Mi ripulii con la carta igienica, tamponando la figa, Enzo mi aveva riempito per bene, la sborra era colata lungo la coscia e aveva sporcato le autoreggenti.
Smagliai le calze volutamente e ti raggiunsi.
“Accidenti amore, ho strappato le calze. Sono un disastro…” dissi mentre parlavi con Enzo e un altro uomo di colore.
Enzo vedendomi tornare mi presentò il collega che aveva accanto.
“Lui è Robert, un funzionario della sede francese, con cui condividiamo molte cose oltre il lavoro”
Intimorita dalla piega che aveva preso la giornata ti chiesi di accompagnarmi a casa.
“Amore, sono stanchissima, sono anche un disastro, le calze rotte, ti prego andiamo a casa!”
“Laura, abbi pazienza, la festa è appena iniziata, non possiamo andare via così presto.
Le tue calze non le noterà nessuno!”
“Quando una signora rompe le calze si sente in fortissimo imbarazzo.” Commentò Robert con un lieve accento francese.
“Se posso permettermi fra qualche minuto dovrò abbandonare la festa, ho il treno in serata e devo ancora passare in albergo a prendere la valigia. Se Enzo sei d’accordo possiamo accompagnarla casa mentre mi riporti in albergo”
“Certamente. Se sono d’accordo entrambi, non è un problema”
Non attendesti nemmeno la mia risposta e accettasti subito “Per me non è un problema, puoi farti accompagnare da loro…”
Non ero molto convinta, immaginavo quali fossero le loro intenzioni, ma ormai non potevo tirarmi indietro.
Salii sulla macchina di Enzo, mi fecero seder davanti. Enzo era alla guida e Robert dietro di me.
Sentii subito la mano Enzo scivolare lungo la mia coscia “Basta, quello di prima è stato un errore.” dissi senza troppa convinzione.
Ma le mie scarse proteste non fermarono la mano che in pochi attimi aveva raggiunto il bordo delle autoreggenti e mi stava stuzzicando la fica.
Robert dal canto suo aveva iniziato a massaggiarmi le spalle con un fare sensuale facendo scivolare le sue dita pericolosamente verso il mio seno.
Ormai, presa dal doppio piacere non opponevo alcuna resistenza.
Raggiungemmo l’albergo di Robert anziché casa nostra, “Ci fermiamo prima all’albergo per prendere le valige, è di strada…” la scusa di Enzo era superflua, sapevo bene che non saremmo mai andati a casa.
Entrammo dal garage e salimmo in stanza velocemente, in ascensore Enzo mi baciò a lungo mentre Robert iniziava ad abbassare la cerniera del mio vestito.
Il clima era surriscaldato, mi stavo eccitando in quella situazione.
Entrammo nella camera, una piccola suite, Robert mi condusse nella camera da letto. Terminai di spogliarmi e mi distesi sul letto osservandolo mentre si svestiva.
Venne verso di me e cominciò ad accarezzarmi il seno, il sedere la fica mentre Enzo osservava in silenzio.
Mi sorpresero le dimensioni del suo membro ormai già in erezione, almeno 5 centimetri di diametro e non meno di 23 centimetri di lunghezza.
Mi allargò le gambe e immerse il viso nella mia fica cominciando a leccarla avidamente, scivolando con la lingua tra le grandi labbra e soffermandosi ogni tanto su
l clitoride.
Quando decise di penetrarmi strinse alla base il suo cazzo turgido e lo appoggiò sulla mia fica che tenevo aperta con le dita.
Lo sentii entrare e riempirmi completamente, cominciò a spingere mente fremevo dal piacere.
Spingeva dapprima piano, poi con più decisione fino quando quasi tutto quel cazzo enorme fu dentro di me.
Cominciò a scoparmi con forza, non resistevo iniziai ad urlare di piacere fino a quando venni urlando, gridando e contorcendomi.
Uscì dalla mia fica e mi fece mettere a pecorina, “”Oddio! Adesso mi sfonda!!” pensai, quella sarebbe stata la seconda volta che avrei fatto anale. Una dimensione del genere mi preoccupava molto.
Iniziò a leccarmi il culo bagnandolo con la sua saliva, provò ad allargarmi con un paio di dita poi desistette, “è ancora troppo stretta per il mio, provaci prima tu” disse rivolto ad Enzo.
Lui mi prese per i fianchi ed appoggiò il suo cazzo, di tutto rispetto come avevo potuto già constatare, ma nulla in confronto a quello di Robert, sul mio sedere e lentamente ma inesorabilmente inizio a spingerlo dentro.
Lo sentii entrare con decisione e cominciare a sbattermi con colpi perentori andando in profondità
Smisi per qualche istante per il tempo necessario a Robert di infilarsi sotto mi me ed appoggiare il suo cazzo sempre turgido alla mia fica
Quando fu pronto me lo infilò deciso nella fica.
Rimasi per qualche istante senza fiato, e quando quella mazza enorme iniziò sbattermi la fica cominciai a mugolare di piacere.
Venivo sbattuta da quei due uomini che non si stancavano di scoparmi, mentre io, ansimando e agitando la testa venni di nuovo, impazzita di piacere.
Dopo qualche istante sentii il mio culo e la mia fica invasi dal loro sperma caldo.
Dopo essere usciti dai miei buchi mi fecero mettere di nuovo a pecorina, Enzo mi porse il suo cazzo da succhiare, mi fece aprire la bocca e me lo infilo dentro. Non mi feci pregare iniziai a spompinarlo riportandolo nuovamente in tiro mentre sentivo le dita di Robert stuzzicarmi nuovamente il culo.
Mi spalmava lo sperma di Enzo sull’ano infilandomi ogni tanto le dita.
Succhiavo con decisione, stuzzicando la cappella e leccando lascivamente tutta l’asta, ormai ricoperta della mia saliva.
Il pompino doveva essere di suo gradimento perché improvvisamente venni nuovamente inondata da copiosi getti di sperma che mi colpirono la fronte, gli occhi la bocca nonostante cercassi di ingoiarne il più possibile
Gli schizzi di sborra mi avevano ricoperto la faccia tanto che andai a cercare di recuperarla con le dita mentre con la lingua leccavo tutta quella che era sulle mie labbra, mentre lui col suo cazzo ancora in tiro andava a raccogliere la sborra che mi colava dalle guance e me la infilava in bocca per farmela leccare.
Improvvisamente sentii il cazzo di Robert appoggiarsi al mio culo ed iniziare a spingere con decisione.
Presi ad urlare mentre lo sentivo entrare. Era un dolore terribile, cercai di attutirlo iniziando a masturbarmi la fica
Dolore e piacere iniziarono a confondersi tanto che in poco tempo ebbi un orgasmo pazzesco.
Mi scopava con vigore, colpi decisi e profondi, fermandosi qualche attimo per farmi riprendere e ricominciare con decisione.
Non posso dire quanto durò, parecchio tempo di sicuro, certo è che quando lo sentii sfilarsi completamente e sborrarmi tutto il suo piacere sulla schiena crollai sdraiata sul letto.
“Complimenti Laura. Poche donne sono state in grado di resistere!”
Stetti un po' con gli occhi chiusi a riprendere le forze dopo quella scopata sfrenata quindi mi alzai e andai in bagno a fare pipì.
Mi concessi una lunga doccia calda per ripulire il corpo, i capelli e viso dalla sborra che aveva come creato una maschera invisibile sul mio volto.
Quando uscii mi rivestii chiesi ad Enzo di portarmi finalmente a casa, dove probabilmente ero attesa…
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