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LAURA RACCONTA 10


di lektor1
20.01.2026    |    3.091    |    2 9.8
"“Sei d’accordo?” mi domandò mentre appoggiata una mano sul mio fianco mi attirò a se..."
Pretesi da subito il rispetto di alcune regole essenziali. Andrea non avrebbe più utilizzato casa nostra per farsi foto da pubblicare sul sito, avrebbe tolto quelle in cui si poteva riconoscere casa, e si sarebbe messo in regola con lo studio.
Ad ogni esame passato con successo lo avrei ricompensato.
In otto mesi riuscì a dare otto esami con valutazioni ottime, alcuni giorni dovetti usare creme emollienti per mitigare il bruciore alla figa e al culo conseguente alle scopate vigorose che feci con Andrea.
Nel mese di Giugno Maria volle che Andrea rientrasse a casa almeno per il periodo estivo, per consentirci anche di fare un periodo di ferie.
Qualche giorno prime del suo rientro a casa Andrea mi disse che voleva parlarmi.
“Zia, volevo ringraziarti per quello che hai fatto per me. senza il tuo aiuto non avrei dato tutti questi esami e non mi sarei rimesso in carreggiata con lo studio!”
“Andrea, non dire nulla, è stato un piacere aiutarti e potrai tornare quando vuoi. La stanza è sempre a tua disposizione”
“Per ringraziarti, ho pensato di invitarti ad una piccola festa con alcuni amici di università”
“Non mi sembra il caso, poi sarei una vecchia signora in mezzo a dei giovani studenti”
“Non devi preoccuparti, è una festicciola a casa di due compagni per festeggiare la fine degli esami...”
“Abbiamo organizzato solo un piccolo aperitivo, poi magari si va tutti a ballare…”
“Ballare anche no. Ma se ci tieni ti accompagno, anche se penso dovresti andare con qualche compagna di corso più giovane della tua vecchia zia”
Mi preparai indossando un vestito smanicato che mi copriva le gambe solo fino a metà coscia, anche se faceva caldo optai per indossare un paio di autoreggenti a rete che si abbinavano perfettamente al vestito e un paio di scarpe con un tacco rilevante.
“Sei uno splendore zia!” commentò Andrea quando mi vide uscire dalla camera, “Sarò invidiato dai miei amici!”
Raggiungemmo l’appartamento dove si sarebbe svolta la festa, un salotto living con cucina annessa e un paio di stanze dove presumo dormissero i ragazzi.
Avevano preparato un piccolo buffet con calici di spumante, appena arrivati Andrea mi presento i suoi compagni di università.
Mario, un pugliese dal fisico prestante che sembrava essere il padrone di casa, Carlos un peruviano non molto alto dal fisico tozzo e Sandro anche lui italiano dall’accento siciliano, più minuto come fisico, il più silenzioso dei tre.
“Hai una bellissima zia!” commentò Mario guardandomi, “Guardandola mi viene da pensare che il tuo miglioramento nello studio sia anche merito suo”
“Dai Andrea, raccontaci come hai fatto a recuperare tuti gli esami in così poco tempo?” domandò Carlos.
Andrea cercò il mio sguardo e senza pensarci troppo lo ricambiai con un cenno d’assenso.
“Ve lo posso dire, mia zia Laura mi è stata molto utile nello studio, ha saputo invogliarmi e mi ha premiato quando ho raggiunto gli obbiettivi”
“Ti ha fatto scopare?”
Domandò improvvisamente Sandro lasciando tutti senza parole.
Andrea mi guardò sorpreso, dallo sguardo spaventato capii che se anche non aveva detto niente ma il suo amico aveva comunque capito qualcosa.
Mi trovai davanti al dilemma se negare o ammettere almeno qualcosa. Negare sarebbe stata certamente la soluzione migliore ma non ero sicura che Andrea avrebbe retto alla pressione delle domande dei suoi amici.
Scambiai nuovamente un gesto d’intesa con Andrea e cominciai a parlare.
“Si. Ogni volta che passava un esame gli ho concesso di scopare con me.”
La sorpresa dei tre ragazzi era evidente “Capirete che sono sposata, con un lavoro, e che quello che ho detto non dovrà uscire da questa stanza”
“Puoi starne certa, nessuno di noi dirà una parola” Sandro ricominciò a parlare, “Ma Andrea ha raggiunto delle valutazioni molto alte e non è giusto che noi non possiamo competer allo stesso livello” continuò con un sorriso malizioso “Anche noi dovremmo avere gli stessi stimoli”
“Cioè?” domandai già immaginando dove volesse andare a parare.
“Un premio di fine sessione … per poter iniziare a studiare con più impegno”
“Tutti quanti?” domandai sorpresa
“Siamo un gruppo di amici molto legati”
Sandro mi venne vicino, il suo sguardo tradiva un misto di paura ed emozione, mi sembrò di vederlo per un attimo tremare.
“Sei d’accordo?” mi domandò mentre appoggiata una mano sul mio fianco mi attirò a se.
Lo guardai con uno sguardo preoccupato, era una richiesta importante, che temevo ma intimamente speravo.
Era l’apoteosi del mio cambiamento, stavo capendo che ormai era irreversibile. Ero diversa, ero una troia a tutti gli effetti.
Non attese la risposta iniziò a far scorrere verso il basso la zip del mio vestito facendolo scivolare ai miei piedi.
In un attimo ero con solo addosso perizoma e autoreggenti alla mercè di quattro studenti tremendamente arrapati.
Mi baciò sulla bocca mentre sentivo le mani di qualcuno cominciare a palparmi i seni. Altre dita s’infilarono mel mio perizoma iniziando a rovistare nella mia fica ormai umida dal piacere.
Mi inginocchiai conscia del fatto che avrei dovuto soddisfare ognuno di loro. Era la prima volta con così tanti cazzi. Quattro e tutti molto arrapati.
Mi feci coraggio e ragionai che avrei dovuto soddisfare ognuno di loro dividendo il mio impegno tra loro. Il primo imbarazzo venne a meno quasi subito, cominciai a divertirmi a succhiare e leccare i loro cazzi alternandomi tra una cappella e l’altra.
I quattro si abbandonavano al piacere che donavo loro senza prendere iniziative che non fossi io a consentire.
Li lasciai condurmi in una stanza dove c’era un letto matrimoniale, mi sdrai sopra e quasi subito iniziarono a leccarmi la fica dandosi il cambio mentre io continuavo a succhiarli alternandomi con la mia bocca sui loro cazzi.
La penetrazione fu il passo successivo, naturale come la doppia penetrazione fatta due volte con uomini diversi. Mi scoparono in ogni modo, dolcemente, con furia, decisione, delicatezza ognuno di loro aveva il suo modo.
Mi sentivo troia e ragazzina allo stesso tempo, una donna matura ma puttana, amante e zoccola.
Mi possedettero in ogni modo e in ogni buco. Godevo come poche volte avevo goduto, una gang bang a sorpresa che non mi aspettavo ma che mi stava procurando un piacere immenso.
I cazzi erano tutti poderosi come quello di Andrea ma non poteva essere diverso avendo a che fare con giovani studenti arrapati alla ricerca di piacere.
L’atmosfera trasgressiva portava al culmine il mio piacere e la mia eccitazione il tempo trascorse velocissimo, nessuno di noi se ne rese conto, stavamo bene, ci divertivamo, scopavamo con un’intesa perfetta.
Ricevetti il loro seme ovunque, nella fica, nel culo in bocca e sul seno. Non c’era parte del corpo che non fosse sporca di sperma, stravolta sul letto commentai. “È stata la mia gang bang. Siete stati meravigliosi, mi avete fatto provare un’esperienza che non avevo mai provato.”
“Quindi possiamo sperare in una seconda volta?” chiese Carlos con il suo accento spagnolo.
“Anche in una terza, dovete ancora passare molti esami”
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