tradimenti
LAURA RACCONTA 3
06.10.2025 |
5.110 |
3
"Marco sorrise, si scambiò un cenno d’intesa con Gianni, incominciarono a pomparmi velocissimamente, li sentii gonfiarsi, stavano raggiungendo il loro orgasmo..."
Laura sembra un fiume in piena nel raccontarmi i suoi tradimenti, sono sbalordito nel sentire il suo racconto, la osservo con altri occhi, la donna che pensavo essere irreprensibile, pudica, morigerata è diventata l’esempio della dissolutezza mi racconta senza tentennamenti le sue infedeltà.
Ero sdraiata sul letto, nuda, Gianni era seduto accanto a me e mi accarezzava il seno.
“Adesso che cosa pensi di fare? Te ne vai come non fosse successo niente?”
Il trillo del suo cellulare interrompe sul nascere la conversazione.
Gianni mi fece vedere il nome che compariva sul suo cellulare, vedere scritto Marco mi provocò un brivido. Gli feci segno di non rispondere.
“Ciao Marco, si tutto bene”
“Cosa sto facendo? Non posso dirtelo...”
“E’ qui accanto a me…”
“Si, la conosci…” feci segno di non dire il mio nome.
“No, non ti posso dire chi è”
“Posso solo dirti che è stata una piacevolissima sorpresa.”
“Passionale, calda…”
“Te l’ho detto… la conosci, ma non posso dirti chi è?”
“Organizzare una cosa a tre?’”
“Non credo proprio, non mi sembra la persona…”
Mentre continuava a parlare con Marco iniziò a massaggiarmi l’interno coscia delicatamente andando a raggiungere in fretta le grandi labbra da cui colavano ancora le ultime gocce di sperma.
Le raccolse con due dita e me le appoggiò sulla bocca.
Non so perché lo feci ma dischiusi le labbra e le lascia entrare per poi iniziare a leccarle ripulendole.
“Anche se… forse potrebbe stupirci” commentò sfilando le dita pulita dalla mia bocca e iniziando a stuzzicarmi di nuovo la fica.
“Non posso dirti chi è…”
“Ma se lei vuole…”
Le sue dita scivolavano dentro la mia vulva procurandomi un piacere intenso, sentirlo parlare con Marco che proponeva di raggiungerci senza sapere chi fossi mi suscitava una sensazione di piacere che avevo provato solo alla cena aziendale quando il tuo collega aveva iniziato ad accarezzarmi.
Sentirmi desiderata mi stimolava, le dita di Gianni mi procuravano un piacere intenso e faticavo a trattenere i miei gemiti.
“Te la passo… se vuole risponderti…”
Mi trovai con in mano il telefono e le dita di Gianni che scivolavano veloci dentro la mia vagina portandomi pericolosamente vicino ad un orgasmo.
Mentre decidevo se rispondere o meno Gianni si chinò tra le mie gambe e dopo averle aperte iniziò a leccarmi con passione, sentivo la sua lingua scivolare veloce tra le mie grandi labbra fermandosi ogni tanto sul clitoride per stuzzicarlo intensamente.
Non trattenni i gemiti di piacere.
“Siii… mmmmh… fai in fretta a raggiungerci… se arrivi troppo tardi non ci sarà un'altra occasione!”
“Dove siete?”
“A casa miaaaa!!!”
“Pochi minuti e sono da te!”””
Eravamo impegnati in un vorticoso 69 quando sentii il campanello di casa suonare, senza preoccuparmi di rivestirmi andai ad aprire, lo sguardo stupito ed eccitato di Marco mi è ancora impresso nella mente.
Lo prendo per una mano e lo trascino in camera dove lussuriosamente inizio a spogliarlo.
Mi ritrovai davanti agli occhi un meraviglioso uccello di notevoli proporzioni, un vero e proprio palo.
“Devi provare quanto è calda la nostra amica! Commentava Gianni mentre mi palpava il sedere. La sua mano risalì lungo la schiena e mi spinse in avanti verso Marco. Mi ritrovai il suo meraviglioso cazzo turgido davanti al viso.
Era così grosso che faticai a prendermelo in bocca, pur allargandola al massimo,
Nello stesso momento, Gianni mi fece allargare le cosce e si infilò con la testa sotto di me, iniziando a leccarmi la fica e il sedere. Raggiunsi quasi un orgasmo mentre mi impegnavo a leccare il palo, sentivo la lingua soffermarsi in modo continuo sul clitoride e venivo scossa da brividi di piacere. Volevo urlare il mio piacere, ma avevo la bocca letteralmente piena.
Un lunghissimo gemito è tutto quello che riuscii ad emettere.
«E’ fradicia come una vacca!» commentò Gianni
Marco mi spinse sul letto, mi fece girare prona, poi mi alzò i fianchi mettendomi a pecora. Quando sentii la cappella entrare, feci un respiro profondo e mi abbandonai al piacere. Lo sentii entrare lentamente dentro la mia fica. Un cuneo di carne che mi apriva, scivolava sulle pareti lubrificate dai miei umori, mi dilatava e riempiva contemporaneamente, fino ad arrivare in fondo. Sentivo colpire con forza l’utero e il fiato mi moriva in gola.
Rimase un momento fermo dentro di me facendomi assaporare il piacere del suo cazzo dentro di me.
«…VENGO! … VENGO!»
Gridai con tutto il fiato che avevo. Lui cominciò a pomparmi, mi fece morire di piacere ad ogni affondo. Gianni si mise davanti a me ora mi invita ad abbassarmi e così mi ritrovo il suo cazzo all’altezza così da ritrovarmi in bocca di nuovo il suo cazzo. Un bel cazzo. Più piccolo, grande quanto il tuo, di giuste dimensioni, che mi entrava bene in gola. Incominciai a pomparlo in contemporanea al fatto che, mentre Marco mi scopava il suo membro mi entrava profondamente in gola. Non riescivo più a capir nulla. Ero stravolta dal piacere. Gli orgasmi seguitarono in un continuo travolgente. Non pensavo di aver tanta voglia o, forse, stavo godendo così tanto per il fatto che era la prima volta che due maschi mi scopano insieme. Non mi era mai capitato e mi stavano facendo letteralmente uscire di testa.
Gianni si sfilò dalla mia bocca e si distese sul letto accanto a me, decisi di cavalcalo a mia volta per dare un attimo di sollievo alla mia fica ormai dilatata.
Appena lo sentii tutto al mio interno avvertii Marco appoggiare il suo cazzo sul mio buco del culo.
Era la prima la prima volta che provavo l’anale.
Fino ad allora lo avevo sempre rifiutato. Lo sentii spingere lentamente, dilatandomi in un modo esagerato fino a scivolare dentro a fondo.
Il dolore era occultato dal piacere immenso che stavo provando per la prima volta. Una doppia penetrazione, un’esperienza che mai avevo pensato di fare neanche nelle fantasie più sfrenate.
«Ah, che bel culo! È proprio una favola!»
Commentava Marco soddisfatto, pompandomi con decisione, alternandosi a Gianni con una sincronia che mi sorprendeva.
«Dai … sfondiamola… è una vita che vogliamo scoparcela»
Passarono parecchi minuti, Marco continuava ad incularmi con decisione, Gianni mi scopava con un vigore sempre più intenso fino a quando sentii montare l’ennesimo orgasmo, il mio corpo esplose di piacere.
«Vengo! … VENGO!»
È tutto quello che mi ricordo. Da quel momento ero in completo delirio. Caddi come in trance. Godetti a ripetizione. Mi pomparono con forza, mi slabbrano fica e culo, anche Gianni volle incularmi.
«Dai, godi, godi, bella troia!»
Non avevo più alcuna cognizione, né del tempo né del luogo. So soltanto che, ad un certo punto, Marco, che stavo cavalcando furiosamente mi strizzò con forza i capezzoli.
Gridai e mi sembrò di tornare in me. Marco sorrise, si scambiò un cenno d’intesa con Gianni, incominciarono a pomparmi velocissimamente, li sentii gonfiarsi, stavano raggiungendo il loro orgasmo.
«… Sì … Sì … più forte!»
Urlai e la loro risposta non si fece attendere.
«Sborro!»
«Eccomi! Sborro pure io!»
Urlarono insieme e si piantarono contemporaneamente in me. Sentii il loro seme bollente inondarmi. Restammo un attimo fermi. Marco mi sorride, poi si sfilò delicatamente da me. Dalla fica dilatata, sentii colare tutta la sua sborra. Anche Gianni uscì dal mio culo lasciandomelo allargato mi aiutarono a sdraiarmi sul letto, sentivo la sborra uscire dai miei buchi dilatati.
Stravolta dal piacere mi abbandonai sul letto mentre i due iniziarono a rivestirsi.
Passati almeno dieci minuti cercai di rimettermi in piedi, a fatica aiutata dai due raggiunsi il bagno dove una doccia rinvigorente mi ripulisce.
Quando uscii dal bagno i nostri amici erano già andati via, trovai una busta sul letto rifatto, la aprii dentro trovai un biglietto con scritto “Sei stata fantastica. Alla prossima!!”
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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