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LA VENDETTA DI MARIELLA


di lektor1
11.06.2024    |    9.725    |    3 9.7
"Il pizzo semitrasparente lasciava intravvedere un pube rasata tranne che per una piccola striscia di pelo..."
Mi sono appena svegliato quando sentii vibrare lo smartphone, era un messaggio di Mariella moglie di Gianni e mia amica da parecchio tempo.
Il fatto non mi sorprese, dopo quello che era successo la sera prima con Marzia mi aspettavo due chiamate, una da Marzia e l’altra da Mariella
Scorro il messaggio e leggo che mi chiedeva di sentirci.
La chiamai subito.
“Ciao Mariella, come stai?”
“Ciao, sarò breve, anche perché sono incazzata”
“Dimmi”
“Gianni mi mette le corna, Marco tradisce Marzia, tu e Marzia…. Va beh non c’è bisogno che te lo dica. L’unica cornuta che non si diverte sono io”
“Guarda io non so niente di cosa facciano Gianni e Marco, sono sorpreso di quello che mi dici” rispondo glissando sulla storia con Marzia.
“Certo che non lo sai, quei due stronzi si guardano bene dal dirtelo…”
“Cosa intendi dire?”
“Niente… te lo spiegherò un’altra volta. Adesso mi devi aiutare. E non puoi dirmi di no”
“Cosa vuoi?”
“Voglio restituire il piacere a Gianni, mettergli un bel palco di corna come le mie e tu mi dovrai aiutare!”
“Scusa Mariella, capisco il tuo stato di frustrazione, ma non capisco proprio come possa aiutarti.”
“Voglio tradirlo con te, con un suo amico!”
“Mi stai chiedendo una cosa impossibile lo sai, non posso andare a letto con la moglie di un mio amico”
“Non raccontarmi balle, Marzia mi ha detto tutto di ieri sera.”
“Non sarò figa come tua moglie Laura, ma mi sembra che l’aspetto fisico non sia una tua priorità” visto che ti sei scopato Mariella, e io sono fisicamente meglio di lei”
Dopo queste parole rimasi in silenzio. Incapace di replicare, Mariella non era certo una donna da buttare via.
A differenza di Marzia non si trascurava anche se vestiva in maniera molto essenziale. Le poche volte che si metteva in tiro metteva in evidenza un bel fisico.
In quei pochi attimi nella mia testa frullarono molti pensieri.
Avevo da poco scopato Marzia tradendo sia Marco, suo marito, che mia moglie Laura, adesso mi trovavo nella condizione di dover sceglier se accettare o meno la proposta di Mariella, tradendo così anche il mio amico Gianni.
Inoltre Mariella sapeva di quanto accaduto la sera prima e poteva farlo sapere a Laura se non l’avessi accontentata.
“Temo di non avere molte scelte”
“Tranquillo che vale la pena e salverai il tuo matrimonio”
“Quando intendi farlo?”
“Carpe diem, cogli l’attimo…”
“Oggi i due stronzi sono in giro per un torneo, così hanno detto. Spero che Marzia non ti abbia tolto tutte le forze, fra poco sono da te!”
“Va bene, ma solo per questa volta, se vuoi farti un amante dovrai cercare qualcun altro.”
“Fatti una doccia rigenerante che fra poco sono da te”
Sistemai velocemente casa, riordinando la camera da letto e il salotto, quindi mi feci una doccia veloce, mi vestii senza curare troppo l’abbigliamento, jeans canotta bianca, non avevo proprio entusiasmo per l’incontro.
Quando sentii il citofono suonare aprii senza domandare chi fosse e l’attesi vicino al portoncino di casa nella vana speranza di farle cambiare idea.
Aspettativa frustrata appena lei uscì dall’ascensore.
Indossava un mini abito nero manicato con un ampio décolleté che metteva in evidenza il suo seno.
Le gambe erano coperte da audaci calze a rete nere che avrei scommesso essere autoreggenti.
I capelli erano raccolti in una coda che metteva in evidenza il suo viso truccato alla perfezione, il rossetto rosso sulle labbra la rendevano provocante come mai l’avevo vista.
“Cosa aspetti a farmi entrare? Pensi di farlo sulle scale?”
Senza dire una parola aprii la porta e la lasciai entrare indicandole il salotto.
Appoggiò la borsetta su una scrivania e si sedette su una poltrona, il bordo del vestito si alzo quanto bastava per mettere in evidenza le balze delle autoreggenti levandomi ogni dubbio.
“Hai dimenticato le buone maniere? Non mi offri qualcosa da bere?”
“Scusami, non sono un buon padrone di casa, cosa posso offriti?”
“Un succo di frutta fresco c’è?”
“Te lo prendo in frigo” risposi andando in cucina.
Ritornai in salotto dopo pochi minuti e per poco non rovescia il vassoio con i bicchieri
quando la vidi.
Era in piedi, il vestito era scivolato a terra, indossava un completino di pizzo nero semi trasparente che metteva in evidenza il suo seno piuttosto abbondante me non esagerato.
“Allora! Sono proprio da buttare?”
Dopo un attimo di imbarazzo risposi farfugliando “Assolutamente… tuo marito… Gianni… non … sei uno spettacolo!” mentre l’eccitazione iniziava a prendermi.
“Sei decisa a farlo?” le chiesi
“Cosa dici?” mi rispose slacciandosi il reggiseno che raggiunse il vestito sul pavimento.
La situazione mi pareva surreale, avevo di fronte una donna praticamente nuda e non riuscivo neanche a parlare, in altri frangenti mi sarei buttato a capofitto nell’avventura.
Le porsi il vassoio con i bicchieri, le ne prese uno, mi chinai per appoggiare il vassoio sul tavolino e mi trovai di fronte il suo sesso.
Il pizzo semitrasparente lasciava intravvedere un pube rasata tranne che per una piccola striscia di pelo. L’eccitazione mi stava facendo esplodere, mi rialzai a fatica, l’erezione ora era evidente nei miei pantaloni.
“Noto che quello che vedi ti piace” mi disse avvicinandosi.
Sentii le sue labbra appoggiarsi alle mie, poi ogni freno inibitore scomparve.
Cominciai ad accarezzarle i seni con entrambe le mani, emise un lieve sospiro le strizzai delicatamente i capezzoli mentre sentivo le mani infilarsi sotto la maglia e sue unghie graffiarmi dolcemente il torace.
Cercai di spingerla verso il divano ma lei
si oppose “Voglio divertirmi, e voglio farlo comoda” disse dirigendosi verso la camera da letto.
Lungo il breve percorso mi tolsi la maglietta e iniziai a slacciarmi i pantaloni, entrammo nella stanza e mentre terminavo di spogliarmi, lei si sdraiò di traverso sul letto.
Le sollevai le gambe, prese le mutandine gliele sfilai, preso dalla frenesia dovetti resistere dal desiderio di penetrarla subito ed iniziare a scoparla, invece le allargai le cosce e cominciai a baciarla cominciando dall’interno coscia arrivando a leccarle avidamente le grandi labbra.
Alternavo baci e leccate, su e giù, passando con la lingua in mezzo alla piccola striscia di pelurie pe fermarmi a succhiarle il clitoride, poi giù lungo lo spacco ormai fradicio di umori, ancora più giù fino a stuzzicarle il fiore segreto che sentivo contrarsi sotto la mia lingua.
Mariella era in preda al piacere, mi spingeva la testa su e giù, tenendola stretta tra le sue cosce, la sentivo inarcarsi alla ricerca del piacere fino a raggiungere un orgasmo potente manifestato anche dai suoi gemiti intensi.
“Mio dio, che bello, mi stai facendo impazzire, guai a te se smetti!!!” continuai fino a quando di colpo si abbandonò stravolta sul letto.
Passarono diversi minuti prima che si riprendesse, “Era tantissimo che non provavo un simile piacere. No, anzi, forse non l’ho mai provato. Certamente non con Marco!”
“Sono contento di averti fatto godere, almeno ti sei divertita” dissi alzandomi per dirigermi in bagno nonostante la mia evidente erezione.
“Fermati, non crederai di cavartela così?” disse con un tono deciso, “Intanto con quella erezione non credo proprio che tu possa andare tanto lontano, poi non mi accontento di questo, voglio un vero tradimento, un adulterio da ricordare e tu me lo devi”
Detto questo si sollevò dal letto e avvicinatasi prese il mio cazzo e cominciò ad accarezzarlo con delicatezza per tutta la sua lunghezza mentre con l’altra mano mi stuzzicava i testicoli e il mio ano.
Mentre mi godevo il trattamento la presi per la coda e la spinsi verso il basso.
“Le dimensioni e la durezza non sono male, voglio vedere se sei così bravo come mi ha detto Marzia”
Prese a leccarmelo, cominciando dalla punta per continuare lungo tutta l’asta per poi tornare sul glande ormai scoperto e prenderlo in bocca iniziando a succhiare intensamente.
Mi spinse sul letto, sdraiato sulla schiena lei continuo a succhiarmelo messa a pecorina, la osservavo andare su e giù con la testa mente il suo sedere si rifletteva nello specchio dell’armadio.
Nella foga del pompino ogni tanto le sfuggiva il glande dalla bocca, ma prontamente lo riprendeva tra le sue calde labbra.
Avevo raggiunto l’apice del piacere, mi trattenevo con estrema difficoltà, “Mi stai facendo esplodere” mormorai cercando di resistere ancora qualche attimo.
Provai a sfilarmi cercando di sollevarle la testa ma lei si oppose allontanandomi le mani.
Le venni in bocca con getti copiosi che in buona parte ingoiò.
Restammo sul letto senza dire niente per parecchi minuti, ognuno assorto nei suoi pensieri.
“Perché mi hai scelto per tradire Marco?”
“Fino a ieri io ero l’unica tra noi a non aver tradito, poi Marzia mi ha raccontato cosa è successo e ho deciso che avrei restituito il favore a Marco! Ti ho scelto perché sono sicura che non andrai in giro a raccontarlo.”
“E tu lo racconterai? Come ha fatto Marzia”
“Solo a Marzia, non ci sono segreti tra due amiche. Ma stai tranquillo nessun’altro lo verrà a sapere”
Mi avvicinai a lei e la baciai sulle labbra, un bacio innocente che in un attimo si trasformò in un vortice di passione che mi procurò una nuova erezione.
Le allargai le gambe e dopo aver appoggiato il membro sulla vagina con una spinta decisa la penetrai a fondo strappandole un gemito di piacere.
Scopammo a lungo, in varie posizioni fino a quando mentre la possedevo da dietro raggiungemmo insieme un orgasmo così intenso che ci fece restare stravolti sul letto parecchi minuti.
Mentre le accarezzavo dolcemente un seno, appagato dal piacere che avevo provato un dubbio mi rodeva il cervello.
“Hai detto che solo tu non avevi tradito, ma non eri sola, anche mia moglie, Laura…”
Non feci in tempo a continuare la domanda che Mariella mi fece tacere con un bacio.
“Non ne sarei così sicuro”

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