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LAURA RACCONTA 13


di lektor1
18.04.2026    |    2.048    |    2 9.8
"Come ti ho detto con Maria ci stiamo coccolando…” Ignorando le sue lievi proteste spensi il telefono e mi voltai verso Maria..."
Mi risvegliai sdraiata su un letto matrimoniale, Maria era seduta accanto a me, mi guardava preoccupata, “Ciao!! Ti sei ripresa finalmente Laura!”
“Cosa mi è successo? Sono svenuta?”
“Stai tranquilla, hai avuto uno svenimento, dovuto a un carico di emozioni troppo intenso.” Risponde con un sorriso salace.
“Hai dormito tutta la notte agitata”
“Ma tuo fratello?”
“Tranquilla, è andato a casa. Lo abbiamo mandato via appena abbiamo capito che non era niente di grave. Ho dovuto insistere, ma alla fine l’abbiamo convinto.”
Ero confusa, mi sentivo svuotata dal piacere che avevo provato e che avevo dovuto mascherare.
Qualcuno mi aveva tolto il vestito, ero sdraiata sul letto con in dosso solo lo slip, sentivo ancora al mio interno l’ovetto vibrante, Maria prese il cordino che spuntava dallo slip.
“E’ un bel giocattolino vero?” commentò abbassandomi lo slip.
Ero imbarazzatissima, la guardavo allibita, “Quando Stefano me lo ha fatto provare la prima volta stavo per svenire anch’io. Per fortuna quella volta eravamo soli in casa e non ho dovuto trattenermi.”
La osservo sbigottita, il mio volto non mascherava in nessun modo la mia sorpresa.
“Ha esagerato con il telecomando, mi spiace.”
“Era lui?”
“Si… non avrebbe dovuto esagerare, si è fatto prendere la mano. Ma adesso non c’è pericolo…” rispose mostrandomi un piccolo telecomando.
Un lieve brivido mi scosse nuovamente, non riuscii a trattenere un gemito di piacere.
“Sei sensibilissima … Adesso basta, i giochi sono belli se non si esagera!” disse abbassandomi lo slip e sfilando l’ovetto, per un momento provai un senso di vuoto seppure le dimensioni fossero minime, ne sentivo la sua assenza.
Mi guardai intorno alla ricerca di qualcosa da indossare ma nella stanza non c’era nulla di mio, Maria indossava una vestaglia in raso nero che si abbinava perfettamente con il colore della sua pelle. Non indossava il reggiseno, i suoi capezzoli duri si vedevano spingere sotto la stoffa leggera.
“Grazie per avermi aiutata, forse è meglio se chiamiamo tuo fratello e mi faccio venire a prendere”
“Stai tranquilla, intanto sarà per strada, quindi è meglio non disturbarlo, poi gli ho detto di venire a prenderti domani pomeriggio. Così avrai modo di riprenderti.”
“Forse conviene che tu faccia una doccia rigenerante, bella calda che ti faccia rilassare…” così dicendo mi prese per mano e la condusse verso il bagno, notai che sotto la vestaglia, semi trasparente non indossava nemmeno gli slip, era totalmente nuda.
Entrate nel bagno Maria aprì l’acqua della doccia regolando la temperatura, una doccia grande dai vetri completamente trasparenti, quindi lasciò scivolare per terra la vestaglia restando completamente nuda di fronte a me.
Non era la prima volta che vedevo un’altra donna nuda me nel gesto di Maria c’era un qualcosa di talmente esplicito che mi eccitava.
Mi sfilai il perizoma e segui Maria dentro il box doccia, mia cognata iniziò ad insaponarmi usando le sole mani che veloci scivolavano sul mio corpo procurandomi brividi di piacere nuovi.
Non sapevo cosa fare, mi rendevo conto di essere in una situazione senza via d’uscita, troppo tardi per rifiutarmi ma nonostante ciò non riuscivo ad abbandonarmi al piacere.
Avevo provato fino a quel momento quasi tutte le esperienze possibili, incesto compreso, ma un’esperienza saffica con mia cognata non l’avevo mai presa in considerazione.
Quando le labbra di Maria si appoggiarono alle mie e la sua mano inizio a massaggiarmi la fica ogni remora scomparve. Mi spinse contro il muro della doccia, si abbassò sul mio seno e cominciò a succhiarmi un capezzolo. Sentire la sua lingua stuzzicarlo mi provocò un piacere immenso, venni percorsa da una scarica di piacere diversa dal solito. Mentre con una mano mi massaggiava l’altro seno con la seconda iniziò a stuzzicarmi il clitoride. Sentii le sue dita entrarmi nella vagina, ormai bagnata dal piacere, che scivolavano dentro velocemente.
Dopo breve mi ritrovo a gambe aperte con la testa di Maria che, nel mentre si era inginocchiata, e le mie mani che la spingevano per avvicinarla ancora di più alla mia fica.
Maria era certamente abituata a quel tipo di situazione, mi leccava come nessun uomo aveva mai fatto, alternando dolcezza e passione, usando sapientemente le dita portandomi in breve ad un orgasmo intenso.
L’acqua tiepida che usciva dal soffione ci aveva bagnate completamente, il suo tepore rendeva il momento ancora più piacevole, desiderosa di restituire il piacere dopo un po' la convinsi ad alzarsi e la spinsi contro il vetro della doccia.
Appoggiai le mie labbra sulle sue e cominciai a baciarla con voracità, insinuavo la mia lingua nella sua bocca alla ricerca della sua lingua.
Maria mi spinse verso il basso, voleva pure lei la sua dose di piacere, appoggiai le mie labbra sulla sua vagina, feci scivolare la lingua sul ciuffo di peli che adornavamo la sua fica e ne apprezzai il sapore dolce e aspro che non avevo mai sentito prima.
La leccavo e la succhiavo come non avevo mai fatto prima e dai gemiti di Maria capii che stavo facendo qualcosa di buono.
Inaspettatamente Maria venne in un orgasmo estremo, uno schizzo colpì il mio viso, la sorpresa si trasformo immediatamente in un’eccitazione ancora maggiore.
Maria mi aiutò a rialzarmi, ci baciammo un’altra volta molto intensamente mentre le nostre mani accarezzavano il corpo dell’altra, i capezzoli turgidi si sfioravano le lingue s’intrecciavano.
Uscimmo dalla doccia fradice, senza asciugarci andammo in camere da letto, Maria si sdraiò a gambe aperte e cominciò ad accarezzarsi la fica.
Non attesi nemmeno un attimo mi chinai sulla sua vagina e ricominciai a leccarla.
Le sue gambe s’intrecciarono introno al mio collo, i suoi gemiti erano intensi, quando venne nuovamente lo schizzo fu ancora più intenso del precedente.
Mi ritrovai il viso fradicio del suo piacere, ci guardammo, nude, con i capelli fradici sopra le lenzuola bagnate in un letto che sembrava un campo di battaglia. Scoppiai a ridere mentre mi portavo le dita alla bocca ancora bagnate del piacere di Maria.
Eravamo sdraiate sul letto abbracciate a scambiarci effusioni quando sentii vibrare il telefono, per un attimo tornai in me, “Cavolo…”
“Chi è?”
“Tuo fratello!”
“Che poi è anche tuo marito!” replico sorridendo Maria “Rispondi!”
“Certo. Hai ragione!”
“Pronto?”
“Ciao amore, come stai?”
“Meglio, mi sono ripresa. Adesso tua sorella mi sta coccolando…” risposi con un certo sarcasmo.
“Sono contento che ti sia ripresa. Chissà cosa sarà stato.”
“Forse stanchezza o un’emozione… chissà? Ma adesso sto bene”
“Vengo a prenderti?”
“Stai tranquillo, vieni con molta calma. Come ti ho detto con Maria ci stiamo coccolando…”
Ignorando le sue lievi proteste spensi il telefono e mi voltai verso Maria.
L’eccitazione sembrava non finire mai, mi avvicinai a lei e la baciai nuovamente, la spinsi supina sul letto e le salii sopra a cavalcioni sulla faccia.
Maria capì senza problemi cosa valevo, iniziò a leccarmi il clitoride con dolcezza procurandomi dei brividi immensi. Ci rotolammo nel letto per parecchio tempo procurandoci piaceri che sembravano non finire. Poi Maria aprì un cassetto del comodino e tirò fuori un dildo rosso fuoco di gomma morbida semi trasparente.
Capii subito le intenzioni di mia cognata, mi misi a pecora allargando con le dita le grandi labbra della vagina, “Brava, hai capito!”
Si passò il dildo tra le labbra inumidendolo poi lo appoggiò alla mia fica e lentamente me lo infilò dentro. “Come scivola bene!” esclamò sorpresa “devi essere abituata a dei bei calibri visto ca mio fratello è decisamente normale” commento facendolo scivolare avanti e indietro.
Non riuscivo a parlare, quel dildo mi stava procurando un godimento intenso, quando lo appoggiò sul mio sfintere, spinsi il mio sedere verso di lei alla ricerca del fallo di gomma.
Penetrò dentro di me e dopo poche penetrazioni sentii un orgasmo intenso che si sprigionava nel mio corpo, mi lasciai andare al godimento accorgendomi con stupore che stavo schizzando sul letto.
Esausta mi abbandonai sul letto voltandomi per vedere Maria mentre si leccava le dita per assaporare il mio squirt.
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