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Una femmina usata e abusata


di AntonellaTrav6
02.03.2024    |    7.547    |    7 9.8
"Mi diede 10 euro e mi disse scendi tu..."
Mi sentivo sempre più femmina col passare degli anni, e sempre più puttana. Mi divertivo a provocare e a far impazzire i maschi che incrociavo. Da quando poi avevo trovato il coraggio di battere, ero sempre più lanciata in esperienze strong.  Le fantasie non mi mancavano ed ero, però, sempre discreta e attenta nel difendere il mio segreto. Una sera di settembre entrai in una bacheca di annunci e ce ne trovai uno scritto da un tizio di un paese non lontano dal mio: "Ti cerco giovane e troia. Maturo, ospito in luogo riservato". Composi il numero lasciato nel messaggio e mi rispose un uomo dalla voce decisa, calda e maschile. Pensavo dentro di me : "Una troia con un porcone maturo, non è mai successo...". Vibravo tutta dalla emozione fino all'appuntamento fissato per la sera successiva. Era un sabato e io ero eccitata ma insieme anche timorosa per quella prima volta con un uomo maturo. Giunta al luogo dell'appuntamento mi attendeva un maschione paurosamente avvenente. Sulla sessantina, ma portati splendidamente, fisico tonico e mani grandi. Mi guardava con sospetto e mi tremavano le gambe per l'emozione. Cominciai ad esaminare il modo con cui mi guardava. Mi sentii apprezzata, ma qualcosa non mi tornava. Si, piacevo, ma mi scrutava con un occhio strano e per questa ragione il cuore mi batteva all'impazzata.
Mi disse: "Sei un puttanone fantastico".
Poi aggiunse: "Andiamo"!
Mi aspettavo di essere sbattuta con ferocia sul momento stesso e sul posto ma lui, invece, mi continuava a ripetere "Andiamo". Senza chiedere dove, mi avviai con lui. Il cuore mi stava uscendo dal petto, quando salimmo in macchina. Aveva in mente un programma ben preciso. Voleva capire che effetto facessi io sui maschi, per potersi eccitare. Si fermò ad un distributore. Un self-service, dove c'era un pachistano. Mi diede 10 euro e mi disse scendi tu. Scesi dalla macchina e dandogli i dieci euro scambiai con lui due parole. Non lo vidi meravigliato particolarmente, ma mi guardava però con interesse.
Ripartì alla ricerca di un altro distributore. Avremmo rimesso altri dieci euro. Ormai ero eccitatissima e decisi di lasciarmi andare. Volevo vedere gli uomini eccitarsi per me. Certo vestita cosi sarei apparsa una puttana. Era quello che infondo volevo. Al distributore trovai un marocchino, che vedendomi non cercò neanche di nascondere l'effetto che gli facevo. Mi guardava con sfrontatezza e dandomi del tu mi fece capire che mi considerava una puttana. La cosa mi eccitò immensamente. Fatto rifornimento, mi allungò la mano sul culo e mi prese la mia di mano e me la portò sulla sua durezza. Dalla macchina il tipo mi fece cenno che avrei dovuto spompinarlo. Aveva un cazzone enorme ma non seppi gestire la situazione e piombai a grande velocità nella macchina. Ripartimmo questa volta verso uno di quei posti dove sostano le prostitute lungo la strada. Aveva già studiato il posto, fermò la macchina in una viuzza e mi fece scendere e a piedi facendo pochi passi arrivai sul viale dove sostavano parecchie prostitute. Parlai con due che mi presero per una di loro senza sospetti. Mentre tornavo in macchina, mi si fermò accanto una macchina. L'autista era un anziano che mi chiese "Quanto vuoi?" Quell'approccio mi sconvolse. Mi fermai e piegatami sul finestrino, gli feci: "Non lavoro qui tesoro." Poi col cuore che mi batteva corsi verso la macchina. Ero tutta in subbuglio. Un uomo voleva scoparmi. Bastava che avessi detto si e sarei stata tra le braccia di un uomo. Certo essere invitata a fare l'amore ti fa sentire tanto donna. Tantissimo. Essere corteggiata è il massimo. Mi assalirono mille pensieri. Lui intanto taceva. Mi chiedevo "Cosa vorrà? e se mi fa del male?". Mi guardò malissimo e d'un tratto ruppe il silenzio "Stasera voglio vederti troia...ci divertiremo tanto...e sarà solo l'inizio. Ci sono tanti che cercano i travestiti, per cui ora torni al posto di prima e incassi."
Avevo paura, ma volevo pure fare la puttana. Era parecchio dibattuta. Mi avviai di nuovo verso il posto di prima, sperando che mentre ero lì, qualcuno mi si accostasse...ormai l'idea mi eccitava troppo. Volevo vedere un uccello eccitato da me. Dopo aver accettato il mio puttaniere si allontanò abbastanza e posteggiò. Ancheggiavo vistosamente lungo il marciapiedi e, man mano che procedeva, la minigonna mi salì lasciando vedere il reggicalze. Si ferma una macchina e dico "ottanta dietro e trenta con la bocca." Il cliente mi invita a salire. Sono sola sul marciapiede e di fronte a me ho un ciccione sudaticcio.
"Sessanta bocca e culo " mi dice il grassone . Al mio no secco, riparte. "Sessanta con la bocca dico al cliente successivo" Riparte pure questo.
"Non avrai mai il coraggio di farlo, tu. Hai raddoppiato il prezzo per essere sicura di non doverlo fare." Mi dice il mio magnaccia. Si ferma un'altra macchina. Il cuore ricomincia a battere. L'autista fa un gesto significativo.
"Solo con la bocca. Trenta." Sospiro io. Non riparte mi dice di montate sopra. Sono diventata una puttana. Salgo in macchina. Avrà quaranta anni, robusto, con la faccia da porcone. Mi poggia una mano sulle cosce. Sa lui dove andare. Si ferma in un angolo di un parcheggio deserto circondato da alberi. Ha un cazzo enorme, già semieretto. Con le mani tremanti mi chino tra le sue gambe: un odore forte di sudore orina e altro mi colpisce l'odorato, eccitandomi ancora di più. Comincio. Lui mi carezza. Non pensavo di poterne farne entrare tanto in bocca. Quando gode sento la punta gonfiarsi, poi lo sperma caldo mi invade la bocca; godo anch'io di culo. Per fortuna il sedile è di simil pelle, perché sono tutto bagnata. Ritornati indietro scendo e di corsa mi infilo in macchina.
Lui sorridendo mi dice "Ti è piaciuto vero? ...ma ci divertiremo ancora puttana mia"
"Si. Lo voglio rifare. Che bello sentire quel cazzo duro godere. Sentirlo fremere" dissi." "Quant'era grosso?"
"Troppo grosso! Perché?"
"Voglio che uno così grosso, lo prendi in culo davanti ai occhi "
Scendo ancora una volta dalla macchina vestita da troia. Passano alcune macchine velocemente poi dopo un po' se ne ferma una. Dopo poco sono in un angolo del parcheggio con l'uccello di un cinquantenne in bocca: è un cazzo molto grosso. L'uomo gemendo di piacere mi carezza le chiappe. Che bello sarebbe sentirlo su per il culetto. L'uomo gode con un urlo. Mi lascia, pure questo, eccitatissima e con una voglia di cazzo su per il culo spaventosa. Mentre pensavo a ciò mi richiama all'ordine il mio iniziatore.
Mi costringe a ritornare sul marciapiede e ad aspettare che si fermasse qualcuno.
"Fai di più la puttana. Ancheggia - mi dice il mio padrone - e potrai avere subito un bel cazzone in bocca o al culo. No? Tu muori dalla voglia di sentirti un cazzone nel culo.
Si ferma una macchina, intanto e apre il finestrino: "Quanto vuoi?"
Poggiato sul bordo del finestrino infilo la testa dentro: "Settanta dietro e trenta la bocca "!!!
"Sali puttana"... mi dice questo cinquantenne ben tenuto in giacca e cravatta. Non appena appartati, cominciò a palparmi il culo mentre io gli accarezzavo la patta dei pantaloni. Cominciai a sbottonargli i pantaloni e togliere la cintura abbassando poi le mutande , quindi mi chinai verso di lui: vedendo il suo cazzo appena barzotto iniziai a prenderlo in bocca e mano mano che si rizzava diventava sempre più duro. Presi a gustarmi la cappella veramente grossa, tenevo la bocca e le labbra leggere e lo sbocchinavo sensualmente con una gran voglia e lo stavo facendo godere. "Continua così - mi diceva - accidenti come sei brava..". Piano piano ed io continuavo in un dolce sù e giù gustandomi quella bellissima cappella, mentre facevo quel pompino, mi sentivo eccitata da brividi Dopo un poco sentii il suo cazzo che pulsava e capii che stava per venire: volevo la sua sborra in bocca e, continuai a fargli una sega mentre a bocca aperta aspettavo di ricevere il caldo nettare. Alla fine sborrò, spruzzandomi mento naso e occhi, e colando mi cascò sulle calze, lo leccai e finito il tutto il signore si allontanò salutandomi.  Tornai così all'auto del mio pappone, camminando avevo ancora dello sperma che mi colava ed aveva slavato il trucco. Fu in quel momento che realizzai che il marocchino del distributore, arrivato con un motorino, aveva assistito a breve distanza a tutta la scena. Ha gli  occhi lucidi da demonio; cerco a distanza, con lo sguardo,  il mio protettore e lo vedo che mi rassicura con un sorriso.  Il marocchino mi spinge verso una siepe vicina e una volta dietro saetta la sua lingua nella mia bocca, sento con le mani la sua eccitazione, il suo uccello indurirsi. Mi abbassa la gonna e sorride vedendo il mio perizoma rosa. Mi posiziona a gambe aperte e si mette dietro la mia schiena. "Ti voglio mia, ora ti posseggo e sarai mia donna... dimmi di sì" dice nel suo italiano forzato mentre il suo uccello spinge ed entra in me. Entra, entra aiutato dalla sua vigoria, dalla voglia spasmodica di scoparmi. Sembra preso da una irrefrenabile voglia di spaccare e scassare quel buchetto. Procede con una violenza crescente, sculacciandomi forte e strizzandomi i capezzoli. Ad ogni colpo in culo corrisponde uno sculaccione fino a quando dopo venti minuti che ero sotto il ferro arroventato del suo culo, una colata di sborra calda e apiccicosa entra nel mio culetto. Il marocchino prende della carta e me la infila nel culo, per non farlo fuoriuscire, mentre io, come una vera troietta, la sua troietta, gli pulisco perfettamente il suo uccellone. Ora sì che sono una vera puttana... e posso tornare dal mio protettore sfruttatore.. Lo cerco nello spiazzo ma non lo trovo , né vedo più  la sua macchina...
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