Lui & Lei
Trasgressione in Serif Elegant
03.07.2025 |
1.797 |
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"Sento la bocca che cerca il proprio percorso lungo i miei brividi e sono obbligata a scrivere ancora..."
Non rispettare le proprie regole, questa per me è la natura della trasgressione.Quest’uomo me ne aveva già fatte trasgredire un certo numero con nonchalance, quasi non me ne ero accorta.
Prima fra tutte: incontrare un concittadino senza approfondire è molto pericoloso. Il concittadino è sempre una patata bollente, ci si potrebbe già conoscere. Magari era il catechista dei tuoi figli o collega di lavoro del marito o come mi era capitato, poteva essere un ex compagno di liceo.
Seconda regola infranta: chat brevissima sulla piattaforma prima di vedersi a bere qualcosa. Ma peggio non avevo identificato il gancio di come ero scivolata in questa situazione.
Stava accadendo tutto in modo molto naturale: pericoloso.
Terza regola infranta: secondo incontro dopo pochissimo, al volo e senza vero scopo, se non vedere che aria tira, capire bene la natura di questo libertino così rilassato.
Se il buongiorno si vede dal mattino, la giornata prometteva molto bene…
Un uomo elegante, piacevole, dall’aria cordiale ed educata con uno sviluppato senso dell’ironia e dello humor. Una bocca sorridente che dichiara senza tabù di essere timida, ma gli occhi che negano questa asserzione.
Occhi di cui non saprei dire il colore, ma che si addensano voraci, sembra che scavino sotto agli abiti, dentro al corpo. Pare a momenti che cerchino un contatto, un interruttore per far scattare qualcosa. Lo so sento quello sguardo, lo sento fra le cosce, ma faccio finta di niente. E mi sento a mio agio in questo fingere e percepisco che ne prende atto.
Ci sono momenti in cui traspare un desiderio così impellente, che mi sento già nuda con quest’uomo inginocchiato davanti a me che si abbevera del mio piacere.
Allo stesso tempo ho la sensazione che sarebbe capace di insegnarmi la pazienza, trattenendomi con le sue mani, con il suo corpo tutto. Credo che sarebbe capace di sospendermi nel mio piacere e tenermi lì senza difficoltà e con grande divertimento.
Socchiudo gli occhi per un momento e immagino questo primo contatto, ho come l’idea di venire sbucciata come una cipolla, fino all’anima della carne, sentire il respiro sulla mia pelle assieme alla lingua, di essere assaggiata ovunque.
Una richiesta di passività come a prendere confidenza con questo corpo. L’idea di tempo a disposizione, di ricerca di armonia fra due corpi caldi e umidi.
Ma c’è anche un che di trattenuto, di molto rispettoso, qualcosa che cerca una via per esprimersi, un che di molto delicato, sottile, calmo come l’occhio del ciclone. Qualcosa che aspetta di esplodere per dimenticarsi di sé stesso, per fare un viaggio in due.
Sarebbe facile fantasticare di cazzo di qui e bocca di là… la sensazione è che quella sia l’apparecchiatura della tavola, il pasto principale è il ritmo, il darsi non darsi, il prendere, ma forse non tutto e in quell’ordine; creare l’aspettativa, lasciare crescere la tensione fino all’ultimo respiro per lasciare libero l’animale.
Non è una questione di tempo misurabile con l’orologio, ma con la frequenza cardiaca, il grado di umidità, la sincronia fra respiro e pausa. Potrebbero essere ore convenzionali oppure anche solo un battito di ciglia.
Mi sento un territorio da conquistare e possedere, da esplorare e sperimentare.
Con uno sforzo non indifferente la razionalità mi ricorda che è timido.
Ma io non la vedo la timidezza quando dice “Dimmelo!” e il mio corpo capisce “Scopami!”, nemmeno quando è ora di andare e per me sarebbe ora di salire a cavalcioni, non la sento la timidezza nella sua lingua che indaga la mia bocca e non si spaventa davanti ai miei denti, ma si affida per essere mordicchiata e succhiata.
Francamente nemmeno le mani mi paiono timide, solo molto, molto educate, ma sono certa della loro mala educazione esigente al momento opportuno.
Mi ritrovo alla sua scrivania, così come mi aveva chiesto con l’ultimo messaggio, e scrivo. Legge stando alle mie spalle e mi spoglia frugando qua e là il mio corpo. Mi lascerei andare, ma mi impone di continuare a scrivere. Sento la sua erezione che si strofina sulla spalla, la schiena, la nuca, sento la scia che lascia, ma devo continuare a scrivere, parola dopo parola.
Sento la bocca che cerca il proprio percorso lungo i miei brividi e sono obbligata a scrivere ancora. Appena non sente il rumore dei tasti, smette.
Quando riprendo lui continua a mappare il mio corpo.
Rimangono solo le mutandine a separarmi dalla poltroncina e diligente continuo a battere sulla tastiera accompagnata dal mio respiro irregolare.
Perdo il ritmo per un istante, quando con uno strattone mi sposta al bordo della seduta, le sue braccia avvolte alle mie cosce.
Riprendo a ticchettare spedita, mentre con lentezza esasperante mi libera dalle mutandine fradice.
Riesco ancora a scrivere mentre sotto la scrivania le sue mani divaricano le mie gambe, due dita delicate aprono la mia fica rovente.
Riesco…. ncms,ersxmc,dkfjwe ….
Riesco anche quando con uno sbuffo divertito dice “Scrivi!” e ci infila, credo, solo un unico dito.
Asdmwnwbvskuviufrkwedxcyxcnmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmm…
devo solo tenere le dita sulla tastiera e fare rumore….
Mnerw4rdkjkghfsdfnv,mydcnieffnbnbbnbmdnbnbnbnbnbx,vbn,xnb,xbn,xbn,xbnnb,xnb,xmcfvn,xmc…
non vale quella lingua, assieme a quelle dita… jsdfmrntsdv,cnvrgd,mfvx,nerlvjrnfgwijlsknvirghlbskhfikcvbkjadvbkanebdfmnvbskmdnfbsmndfbdgfgggggggggggggggggggggggggggggggggggggggggggggggggggggggggggggggggggggggggggggggggggggggg….
“Adesso vediamo cosa hai scritto?” riemerge ridendo da sotto la scrivania.
Aggiungo veloce un “SCOPAMI!!!”, in uno svolazzante Serif Elegant corpo 36 in grassetto.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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