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Scambio di Coppia

ADESSO POSSONO VEDERCI (02)


di TerzoTempo1974
06.09.2026    |    634    |    0 9.3
"Lei aveva capelli scuri, un corpo morbido e proporzionato; lui era più alto di lei, spalle larghe, qualche filo grigio nella barba..."
LA PRIMA RICERCA

«Questo è già molto più interessante.»
Marco lo aveva detto sorridendo, e per qualche secondo nessuno dei due aggiunse altro. Elena rimase distesa contro il cuscino, una gamba ancora appoggiata sulle cosce di lui, il vestito morbido raccolto poco sopra il ginocchio. Marco continuava a tenerle il piede fra le mani, ma il massaggio si era quasi fermato. Fuori dalla porta finestra entrava la stessa aria tiepida; dentro, la televisione continuava a cambiare inutilmente colore alle pareti.
Poi Marco prese il telefono dal tavolino.
Elena lo guardò: «Che fai?»
«Rispondo alla domanda.»
«Quale?»
Lui sollevò gli occhi.
«Come facciamo.»

Elena sorrise subito, ma il sorriso aveva qualcosa di trattenuto. Marco aprì il motore di ricerca. Il telefono sembrò improvvisamente piccolo fra le sue mani, illuminandogli il viso dal basso e facendo risaltare la linea della mascella, le piccole pieghe vicino agli occhi, qualche filo più chiaro fra i capelli.
«Cosa scrivo?»
«Non lo so.»
«Ottimo inizio.»
Elena gli diede ancora un colpetto con il piede.
Marco digitò lentamente.
"incontrare altre coppie"
Guardarono insieme i risultati.
Ristoranti per coppie. Agenzie matrimoniali. Viaggi. Forum improbabili.
Elena rise: «Molto erotico.»
«Aspetta.»
Marco cancellò.
Scrisse: "incontri coppie trasgressive"

Questa volta Elena si sporse verso di lui. La sua spalla toccò quella di Marco; il seno, libero sotto il tessuto leggero del vestito, sfiorò per un momento il suo braccio mentre cercava di leggere meglio.
«Trasgressive?» domandò.
«Preferivi romantiche?»
«Non lo so. Trasgressive sembra che dobbiamo già avere il curriculum.»
Marco rise.
Cancellò nuovamente una parte della frase.

Provò con "coppie scambiste".
Elena vide comparire la parola e fece una smorfia.
«Quella mi fa ancora strano.»
«Scambiste?»
«Sì.»
«Perché?»
Lei ci pensò.
«Perché sembra già una categoria. Come se uno decidesse una mattina: ecco, da oggi siamo questo.»
Marco la guardò.
«Invece noi cosa siamo?»
Elena abbassò gli occhi sul telefono, poi sulle proprie gambe nude.
«Due che stanno cercando su Google cosa sono.»
Quella volta risero entrambi. Marco continuò.
Una ricerca portò alla successiva, poi a un forum, poi a qualche pagina che chiusero quasi immediatamente. Alcune li facevano ridere, altre sembravano troppo aggressive, altre ancora avevano qualcosa di artificiale che non riconoscevano in quello che stavano cercando.

Finché arrivarono ad Annunci69.
Marco aprì il sito mentre Elena si avvicinò ancora.
Adesso le loro cosce erano appoggiate l'una contro l'altra. Marco aveva piegato una gamba sul divano e il ginocchio sfiorava il fianco di lei; Elena teneva una mano sul suo avambraccio mentre con l'altra spostava distrattamente una ciocca di capelli dietro l'orecchio.
Cominciarono a scorrere.
La prima cosa che li sorprese non fu la nudità, fu la normalità.
Coppie davanti a uno specchio. Coppie in vacanza. Una donna abbracciata al proprio compagno su una terrazza. Un uomo con i capelli ormai grigi che teneva una mano sul fianco della moglie. Corpi atletici accanto ad altri più morbidi, seni piccoli e seni importanti, ventri piatti e ventri segnati dall'età, uomini robusti, magri, pelosi, rasati.
Quasi sempre, però, erano insieme.
Elena se ne accorse per prima.
«Guarda.»
«Cosa?»
«Che nelle foto ci sono quasi sempre tutti e due.»
Marco annuì.
Era quello che rendeva quelle immagini diverse.
Non sembravano persone che cercavano semplicemente qualcuno. In molte fotografie c'era un modo di stare vicini che raccontava una relazione prima ancora del desiderio: una mano sulla schiena, due fronti appoggiate, un sorriso rivolto non alla macchina fotografica ma al partner.
Marco cominciò inconsapevolmente a guardare prima gli uomini.
Elena se ne accorse.

«Tu guardi loro.»
«Certo.»
«Pensavo guardassi prima le donne.»
Marco scosse la testa: «Prima voglio capire lui.»
Elena lo fissò: «Perché?»

Marco scorse un'altra fotografia. Un uomo alto, barba corta, una mano posata delicatamente sulla vita della compagna.
«Perché se un giorno dovesse stare vicino a te, voglio che mi sembri uno capace di trattarti bene.»

La frase rimase per qualche secondo fra loro. Elena non rispose subito ma gli strinse appena l'avambraccio.
Poi tornò allo schermo.

Lei, invece, guardava tutto. Gli uomini, certamente, cercando quasi senza ammetterlo fisicità differenti da quella di Marco: corporature più robuste, barbe, spalle più larghe, capelli scuri, modi diversi di occupare lo spazio accanto a una donna.
Ma guardava molto anche le donne. Una aveva un seno generoso e un ventre morbido, un'altra era molto magra e alta, una terza aveva capelli cortissimi e un corpo atletico.
Marco notò che Elena tornava indietro su una fotografia.

«Lei?»
Elena inclinò la testa.
«Forse.»
«Per te o per me?»
Lei sorrise.
«Sto ancora decidendo.»
Marco rise piano.
Ma Elena continuò a guardarla.
Non pensava soltanto se quella donna potesse piacerle. Cercava di immaginarla vicino a Marco, diversa da lei, capace forse di gesti, atteggiamenti e libertà che lei non aveva mai avuto o che soltanto adesso cominciava a concedersi.
Scorsero ancora.
E presto si accorsero che le fotografie da sole non bastavano.
Cominciarono a leggere gli annunci.
Alcuni li fecero chiudere immediatamente. Altri sembravano elenchi di richieste. Qualcuno, invece, raccontava due persone: anni insieme, gusti, limiti, ironia, desiderio di conoscere prima ancora che di fare.
Fu allora che Marco rallentò.

Sul display comparve una coppia più o meno della loro età.
Nella fotografia erano entrambi vestiti. Lei aveva capelli scuri, un corpo morbido e proporzionato; lui era più alto di lei, spalle larghe, qualche filo grigio nella barba. Stavano uno accanto all'altra, ma lei aveva il viso girato verso di lui invece che verso l'obiettivo.
Marco lesse l'annuncio, poi tornò alla fotografia.
Elena fece lo stesso.
«Aspetta.»
«Cosa?»
Marco le porse il telefono.
«Questi.»
Elena lo prese, guardò prima lei e poi lui. Poi di nuovo entrambi insieme.
E infine ricominciò a leggere dall'inizio. Quando arrivò in fondo, non scorse oltre.
«Sì,» disse piano.
Marco la guardò.
Elena continuava a fissare quella fotografia.
«Questi li guarderei meglio.»
Per la prima volta da quando avevano iniziato la ricerca, non stavano più guardando un mondo.
Stavano guardando due persone.
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