Quello che non ci siamo mai detti (4)
Elena entrò in camera per prima. Non accese la luce centrale. Soltanto la lampada sul comodino. La stanza si riempì di una luce bassa, ambrata, abbastanza forte da disegnare i contorni dei mobili e abbastanza debole da lasciare tutto il resto in una penombra morbida.
Marco entrò dietro di lei.
Elena lo sentì prima ancora di voltarsi. Il rumore dei passi. Il respiro ancora un po' più profondo del normale. Il calore del suo corpo quando arrivò abbastanza vicino. Lei indossava soltanto le mutandine, lui era completamente nudo con ancora una solida e imponente erezione.
Rimase ferma davanti allo specchio, guardando la sua erezione e passandosi la lingua tra le labbra. Lo stesso specchio davanti al quale, poche ore prima, Marco le aveva chiuso il vestito. Adesso il vestito era rimasto al piano di sotto.
Elena guardò il proprio riflesso: capelli spettinati, guance ancora accese. Il seno, ancora sodo, che si alzava lentamente con il respiro era leggermente arrossato dove prima Marco lo aveva morso delicatamente. La pelle bianchissima, segnata qua e là dai baci di Marco.
Poi lui le si avvicinò alle spalle, completamente nudo. Più alto. Più scuro contro la sua pelle. Per qualche secondo nessuno dei due parlò.
Marco le posò lentamente le mani sui fianchi. Elena abbassò gli occhi sul riflesso di quelle mani. Le dita si chiusero appena. Non forte. Abbastanza da farle sentire che lui era lì.
«Ti piace proprio questo specchio stasera,» disse Marco.
Elena sorrise.
«Forse.»
«Prima non ci avevo mai fatto caso.»
«A cosa?»
«Che ti guardassi.»
Elena incontrò i suoi occhi nel riflesso.
«Forse prima non mi guardavo davvero.»
Marco rimase in silenzio. Poi le spostò lentamente i capelli da una spalla. La nuca rimase scoperta.
Il primo bacio fu appena sotto l'attaccatura dei capelli. Elena chiuse gli occhi.
Il secondo poco più in basso.
Il terzo sulla spalla.
Marco non aveva fretta. Quella volta il desiderio fra loro era diverso da quello del soggiorno. Meno impetuoso. Più lento. Più curioso.
Come se entrambi volessero capire fino a che punto quella sensazione nuova potesse portarli senza dover correre.
Marco continuò a scendere con la bocca lungo la schiena.
Elena osservava nello specchio ogni movimento che riusciva a vedere. Il viso di lui che scompariva dietro la sua spalla. Le mani che rimanevano sui fianchi.
Le proprie dita che si aprivano lentamente lungo il bordo del mobile davanti allo specchio.
Marco raggiunse la parte bassa della schiena, dove le natiche iniziano a formarsi…li nell’incavo. Elena inspirò più profondamente. Sentì la sua lingua che indugiava e le mani di lui scivolare dalle anche alla curva dei glutei.
Stringerla. Prima con delicatezza. Poi con maggiore decisione.
Elena ebbe una piccola reazione involontaria. Il corpo si tese.
Marco se ne accorse. Le baciò di nuovo la schiena.
Più in basso…il culo e nel farlo le fece aprire le gambe…non tanto, quel tanto che bastava per poterle baciare l’interno coscia.
Prima una.
Poi l’altra.
Elena chiuse gli occhi per qualche secondo. Il proprio corpo era già estremamente sensibile dopo ciò che era successo sul divano. Ogni contatto sembrava arrivare amplificato.
Marco le accarezzò lentamente l'esterno delle cosce. Poi tornò verso i fianchi.
Elena sentì le dita di lui muoversi e infilarsi con facilità nella sua vagina, bagnata, accogliente, calda. Marco la stava masturbando con una confidenza naturale, le accarezzava le grandi labbra, poi il clitoride, poi la penetrava prima con un dito e poi con due.
Quando Marco risalì lentamente lungo il suo corpo, continuando a masturbarla, lei lasciò uscire un respiro che non si era accorta di trattenere. Un lungo gemito di piacere. La mano destra di lui quasi aggrappata al suo seno destro. La mano sinistra di lui operosa nel suo sesso bagnatissimo.
Il petto contro la sua schiena. Le labbra sulla nuca. Elena aprì gli occhi e vide la sua mano stringerle il seno.
Quella immagine la colpì ancora una volta: il corpo di Marco dietro il proprio, la sua mano grande sul suo seno. L’altra che le stringeva il ventre rilassato.
Elena guardò. Marco lo capì.
«Ancora?»
«Cosa?»
«Stai guardando.»
Lei appoggiò la testa indietro contro la sua spalla.
«Sì.»
Marco le accarezzò lentamente il sesso, dal basso verso l’altro, fuori e dentro. La mano sul seno si mosse con altrettanta lentezza, esplorandone la forma, stringendo appena, lasciando che il corpo di Elena reagisse alla pressione.
Lei continuava a guardare. Ogni piccolo movimento diventava visibile. Il seno che cambiava forma sotto le dita di Marco. Il suo sesso che si tendeva quando il piacere aumentava. Il modo in cui i fianchi di Elena cercavano il corpo dietro di sé.
Marco le baciò il collo. Elena inclinò la testa.
«Marco.»
«Mh?»
«Se ci guardassero?»
La domanda uscì improvvisamente.
Marco smise di baciarla. Elena vide i suoi occhi cambiare nello specchio. Non sorpresa. Attenzione.
«Chi?»
Lei sorrise appena.
«Non lo so.»
Marco riprese ad accarezzarle il sesso.
«Hai cominciato tu.»
Elena respirò lentamente.
«Se ci fosse un'altra donna.»
Marco incontrò il suo sguardo nello specchio.
«Qui?»
«Sì.»
La parola le scaldò immediatamente il viso facendola arrossire. Marco non rise e la fisso negli occhi attraverso lo specchio.
Questo le diede coraggio. Elena guardò la mano di lui sul proprio seno stringerlo forse più intensamente.
«Cosa farebbe?»
«Chi?»
«Lei.»
Marco rimase qualche secondo in silenzio.
«A chi?»
Elena sorrise.
«A me.»
Le mani di Marco si fermò per un istante, e anche la sua bocca non la baciava più. Poi riprese. Elena sentì immediatamente l'effetto della propria domanda anche su di lui…il suo cazzo spinto contro le sue natiche sembrava quasi più duro e grosso del solito.
«Non lo so,» disse Marco.
«Bugiardo.»
«Perché?»
«Ci hai pensato.»
«Forse….si metterebbe in ginocchio e toglierebbe la mia mano dalla tua figa e ci penserebbe lei…»
Elena sentì il respiro di lui sulla pelle.
«Mmmmm …. E tu cosa le faresti?»
Questa volta Marco sorrise contro la sua nuca.
«Stasera fai molte domande.»
«Rispondi.»
«Dipende.»
«Da cosa?»
Marco la strinse più forte contro di sé.
«Da cosa vorresti vedere.»
Elena trattenne il fiato. Quella risposta la colpì molto più di quanto si aspettasse. Guardò il proprio riflesso. Il seno destro sempre strettamente nella mano di Marco. La pelle arrossata. Il collo piegato verso di lui.
«Forse vorrei guardare….»
Marco sollevò gli occhi.
Elena continuò:
«Te….» pausa «…con lei….» pausa «…o lei con te…non saprei….»
Marco rimase immobile. Poi:
«E se invece ci fosse un altro uomo?»
Elena sentì il cuore accelerare. Quella domanda era diversa. Più pericolosa. Più vicina a ciò che aveva pensato durante la cena. Non rispose subito.
Marco le accarezzò lentamente il fianco fissandola negli occhi
«Troppo?»
Elena scosse la testa.
«No.»
«Allora?»
Lei lo guardò nello specchio.
«Forse guarderebbe.»
«Noi?»
Elena annuì.
Il seno si sollevò con un respiro più profondo.
«O magari...»
Si fermò. Marco aspettò.
«Magari vorrebbe essere qui….» e nel dirlo la mano di Marco allargò il sesso di Elena penetrandola con due dita.
Elena se ne accorse…sentì l’eccitazione salire…E sorrise.
«Ti piace?»
Marco avvicinò la bocca al suo orecchio. Elena chiuse gli occhi per un istante. Sentire quella richiesta mentre lui continuava a toccarla rese tutto più intenso. Non era più soltanto fantasia. Era fantasia condivisa.
Marco cominciò a baciarla di nuovo. Il collo. La spalla. La parte sensibile appena sotto l'orecchio. Le sue mani non smettevano quasi mai di muoversi.
Una sul seno. L’altra sulla vita, poi sul ventre, sulle natiche e nuovamente sulla sua calda accogliente e bagnata figa.
«Da come sei bagnata direi che ti piacciono parecchio queste idee»
Elena cominciò a muoversi insieme a lui. Lentamente. Quasi senza accorgersene. Sentiva il proprio corpo chiedere qualcosa di più. Marco lo capì. Lei lo vide nello specchio.
«Cosa vuoi?» domandò lui.
Elena sorrise nervosamente.
«Lo sai.»
«Dimmelo.»
Inspirò.
«Voglio te…mettimelo dentro!»
Marco le baciò il collo.
«Sono qui.»
Marco comprese. La fece avanzare appena verso lo specchio. Elena appoggiò entrambe le mani al mobile. I loro corpi rimasero vicinissimi.
Marco dietro. Lei davanti. Gli occhi ancora legati attraverso il riflesso.
A quel punto Marco la penetrò, senza fretta.
All'inizio quasi lentamente. Elena ebbe bisogno di qualche secondo per trovare equilibrio. Allargò leggermente i piedi. Marco la tenne per i fianchi. Il primo movimento fece oscillare appena il suo corpo. Elena guardò immediatamente lo specchio.
Vide il seno muoversi.
Vide le mani di Marco strette alle sue anche.
Vide il proprio viso cambiare.
E fu di nuovo quella immagine a eccitarla più di tutto.
Marco se ne accorse.
Una mano lasciò il fianco e risalì verso il ventre. Elena sentì il palmo caldo distendersi sulla pancia.
Poi più in alto sul seno.
Marco lo strinse mentre continuavano a muoversi insieme.
Elena inspirò bruscamente.
«Così…più forte..spingi..sbattimi! »
La parole le uscirono spontaneamente. Marco guardò il suo viso nello specchio. Aumentò l’intensità, spingendo fuori e dentro il suo membro nella vagina di lei bagnata, calda e accogliente.
«Così?»
«Sì.»
La mano rimase sul seno. Lo stringeva e lo lasciava andare seguendo quasi inconsciamente il ritmo dei loro corpi.
Elena continuava a osservare.
Il movimento diventava sempre più intenso, forte, ritmico. I suoi seni oscillavano adesso in maniera naturale a ogni spinta dei loro corpi. Non era elegante. Non era composto. Ed era proprio questo a renderlo così eccitante.
Elena li guardava. Marco guardava lei guardarli.
Il gioco di sguardi sembrava moltiplicare ogni sensazione.
«Se ci fosse qualcuno?» disse Elena con il respiro già spezzato.
Marco la strinse ai fianchi.
«Adesso?»
«Sì.»
«A guardarci?»
Elena annuì.
«A partecipare?»
Elena annuì nuovamente.
Marco le baciò la nuca.
«Ti piacerebbe?»
Lei chiuse gli occhi.
«Forse.»
«Guardami.»
Elena li riaprì.
Marco la fissava attraverso lo specchio.
«Non chiuderli.»
Lei sentì un brivido attraversarle tutta la schiena.
«E se fosse un uomo?» disse lei
Marco non rallentò….
«Ti guarderebbe…. O forse vorrebbe di più»
Elena deglutì.
«Me?»
«Sì…. La tua bocca visto che il resto è occupato da me»
«E se fosse una donna?»
Marco le strinse nuovamente il seno.
«Guarderebbe tutti e due.»
Elena sorrise. Il sorriso durò pochissimo. Il piacere cresceva.
Il ritmo dei loro corpi diventava più intenso, ma non precipitava mai nell'urgenza cieca del soggiorno. Questa volta entrambi sembravano voler vedere. Marco continuava a muovere le mani su di lei, a muoversi dentro e fuori. Spingeva il suo membro dentro più che poteva per poi ritrarlo.
Ogni tanto le passava un palmo lungo il fianco fino alla coscia, poi risaliva. Elena si accorse che lui non smetteva quasi mai di toccarla. Era come se avesse bisogno di sentirla interamente sotto le mani.
Il seno che dondolava nel riflesso. I capelli che le cadevano sul viso.
Marco glieli spostò.
«Voglio vederti.»
Elena alzò gli occhi.
«Mi stai vedendo.»
«Non abbastanza.»
La mano di lui tornò sul suo seno. Elena gemette piano.
«Stringimi forte»
Marco obbedì.
Lei lasciò uscire il respiro. La propria voce la sorprese. Non era abituata a sentirsi così libera. Marco la guardava. Elena non provò alcun imbarazzo.
Anzi.
Più lui guardava, più lei sembrava desiderare di mostrargli cosa le stava facendo.
«Marco.»
«Sono qui.»
«Più forte… più vicino»
Lui si aderì maggiormente alla sua schiena. La bocca tornò sul collo. Entrambe le mani sul ventre per tenersi mentre il ritmo aumentava.
Elena inclinò la testa all'indietro.
Per qualche secondo vide nello specchio quasi soltanto il proprio corpo racchiuso dal suo.
Il contrasto le piacque immensamente.
«Se ci fosse un altro uomo...» disse ancora, la voce ormai spezzata dal respiro.
Marco incontrò il suo sguardo. Elena esitò.
«...mi guarderesti?»
La domanda cambiò completamente il tono. Marco rallentò appena.
«Sempre.»
Elena rimase immobile per una frazione di secondo.
Quella risposta le arrivò molto più profondamente di qualsiasi fantasia.
«Anche se...»
Si fermò. Marco le baciò una spalla.
«Anche se.»
Elena sorrise. Non serviva completare. Ripresero. Il ritmo tornò gradualmente più intenso.
Elena sentiva che Marco stava arrivando vicino al limite. Lo vedeva nel viso. Nel modo in cui respirava.
Nella tensione delle braccia. Nella presa più forte sui suoi fianchi. Questa volta fu lei a guardarlo. A cercarlo.
«Guardami.»
Marco alzò gli occhi. Si fissarono attraverso lo specchio. Elena vide tutto. Il desiderio. La concentrazione. La perdita progressiva del controllo.
Marco le strinse entrambi i seni, il respiro sempre più disordinato.
Elena sentì il momento in cui lui non riuscì più a trattenersi. La presa sui suoi seni divenne più forte. Il respiro si spezzò. Il corpo si tese dietro il suo.
E Marco raggiunse il piacere senza smettere di guardarla.
Elena rimase immobile per qualche secondo.
Le mani ancora appoggiate al mobile.
Il petto che si sollevava rapidamente.
Lui appoggiò la fronte alla sua spalla.
Respiravano entrambi forte.
Elena guardò lo specchio.
Il proprio viso.
Marco dietro di lei.
I capelli disordinati.
La pelle arrossata.
Il ventre che si alzava e abbassava.
Sorrise.
Marco sollevò lentamente la testa.
La vide sorridere nel riflesso.
«Cosa?»
Elena scosse la testa.
«Niente.»
«Questa risposta la usi troppo.»
Lei si voltò lentamente verso di lui. Marco le mise le mani sui fianchi.
Elena gli passò le braccia intorno al collo.
«Pensavo.»
«A cosa?»
Lei lo guardò.
Poi sorrise.
«Che forse Serena ha creato un problema.»
Marco rise piano.
«Quanto grave?»
Elena avvicinò la bocca al suo orecchio.
«Non lo so ancora…. Ma dovremmo scoprirlo»
Poi lo baciò.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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