tradimenti
TRASFORMAZIONE DI MIA MOGLIE ROBERTA CAP. 2
15.07.2025 |
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"Se ne è accorta e con un rapido movimento, si impala sul mio cazzo (non mi ero nemmeno reso conto che si era spogliata sotto) ed inizia un movimento che non mi fa capire niente..."
I giorni passano, Roberta fa il certificato medico per frequentare la palestra. Di quello che è successo ne parliamo poco o niente, oppure ci facciamo battutine. A letto invece ne parliamo e come! Le faccio immaginare che il mio cazzo sia quello dell’istruttore o di un’altra persona che non conosciamo. Le confesso che mi piacerebbe vederla posseduta da due black, lei con lingerie ultra-sexy e con collare e guinzaglio a servire i suoi padroni. Non mi chiede dove avevo trovato quelle fantasie, ma sento che si accende. La sua fica diventa più calda e la sento pulsare. Il mio cazzo si bagna ancora di più. Le piace. Lei piace sentirsi desiderata e posseduta. Ha capito che il suo corpo è desiderato anche da altri uomini, anche se io avrò sempre la precedenza.Arriva il lunedì, Roberta va in palestra da sola la mattina perché Lorenzo fa lezione e Veronica è impegnata in chissà che cosa. Mi telefona e mi dice che sta andando. Le dico semplicemente di fare la brava
Torna a casa dopo pranzo, sul tardi. Chissà che sarà successo. Dopo che mi ha avvisato di essere a casa, la chiamo e chiedo come sia andata. Mi dice che, quando sarà a casa, mi racconterà tutto, ora è impegnata nel sistemare le cose.
Con la scusa di una visita medica, esco prima e corro a casa. Avevo voglia di lei, di abbracciarla, di farle sentire che l’amo e che mi fido.
Apro la porta e la trovo sul divano, con davanti una coca cola fresca. Ancora vestita da palestra. Mi siedo vicino a lei, le prendo la mano, faccio per baciarla ma mi sposta. Sento un odore strano che mi ricorda qualcosa. La guardo negli occhi e vedo che sta piangendo.
- “amore ti avevo promesso che qualsiasi decisione l’avremmo presa insieme e che ti avrei detto tutto” mi dice Roberta
- “piccola penso di aver capito, ma voglio solo sapere se ti ha fatto male o ti ha fatto qualcosa contro la tua volontà” le rispondo.
- “no amore, nessuno mi ha costretto e non mi ha fatto male, stai tranquillo” mi dice con dolcezza.
Un mix di sensazioni tra la gelosia e l’eccitazione mi avvolge il corpo. Le chiedo di raccontare tutto, ma prima le faccio compagnia con un’altra cola fresca con una bella fetta di limone.
- “dopo il riscaldamento iniziale sono andata sul tapis roulant per camminare e fare una corsetta. Lorenzo era dietro di me per controllare che gli altri lavorassero bene e con la scusa mi guardava il culo. La cosa all’inizio mi ha infastidita, ma qualcosa dentro di me mi ha fatto piacere. Poi ha cambiato posizione e poteva guardarmi da davanti così si sarebbe gustato il seno che ballava ed i capezzoli duri. Quando sono scesa tutta sudata dal tapis si è avvicinato e mi ha dato l’asciugamano. Avevo gocce di sudore che colavano nel mio seno reso brillante appunto dal sudore. Mi ha detto che avrebbe dato qualsiasi cosa per leccarmi lì in mezzo. Mi sono sentita imbarazzata ma la cosa non ti nego che mi ha anche eccitata. E se ne è accorto perché mi sono bagnata. Ho continuato facendo finta di niente ad allenarmi, ma ce l’avevo sempre alle calcagna. Con la scusa di aiutarmi con gli esercizi, riusciva sempre a trovare il modo di toccarmi o di farmi sentire il suo uccello. Ti ripeto amore, io non volevo, ma la cosa mi stava eccitando ed, a quanto pare, sta eccitando anche te”
Stavo ascoltando il suo racconto, e stavo cercando di contenere le mie emozioni. Un misto tra rabbia, gelosia ed eccitazione. La mia erezione che era molto visibile.
- “scusami amore” provo a dire “è stata involontaria, ma ti prego, continua”
- “allora mio dolce Ivano” mi dice mia moglie cambiando improvvisamente il suo atteggiamento “dopo vari strusciamenti ero esausta, non ce la facevo più, ma dovevo fare qualcosa. Così nel momento in cui si allontana, vado verso i bagni per riempire la borraccia di acqua e con la scusa sarei andata a darmi una rinfrescata. Ma mentre mi dirigevo in bagno, si apre la porta di un magazzino lì vicino ed esce Lorenzo che mi chiede di entrare. Io sono entrata e mi è letteralmente saltato addosso. Non sono stata capace di reagire e l’ho lasciato fare. Mi ha messo in ginocchio, si è tolto i suoi pantaloncini ed ha tirato fuori un uccello di dimensioni notevoli. Me l’ha messo davanti alla bocca e non ho resistito, l’ho preso in bocca. Era pulito e profumato, il maiale aveva programmato tutto. Dopo qualche minuto, mi ha chiesto girarmi che voleva scoparmi. Lì ho ripreso il lume della ragione e gli ho detto di no. Gli ho detto che avrei continuato con la bocca, ma senza venirmi dentro, lo sai. L’ho succhiato pensando a te a quanto ti piace, a come ti piace e poco dopo mi è esploso sulle tette. Ne ha fatta tantissima. Alla fine, l’ha anche sgrullato sul mio seno e lo ha strusciato per l’ultima volta prima di tirarsi su tutto. Mi ha aiutata ad alzarmi, mi ha dato un bacio e mi ha chiesto di tornare a casa così, che tanto il cornutone, così ti ha chiamato, avrebbe gradito.”
Avevo il cazzo nei pantaloni che non lo tenevo più, mi sembrava che volesse strappare tutto per uscire. Ero arrabbiato, ero pieno di gelosia, ma principalmente ero tremendamente arrapato. Inaspettatamente Roberta mi apre i pantaloni, me lo tira fuori e inizia farmi un pompino come non me ne aveva fatti prima. Palle, asta, cappella, praticamente avevo il mio cazzo piano della sua saliva. Le sue labbra morbide avvolgevano il mio cazzo e lo guidavano verso la gola. Irresistibile! Volevo dirglielo, ma volevo sborrarle in gola per “punirla” di averlo fatto ad uno sconosciuto. Se ne è accorta e con un rapido movimento, si impala sul mio cazzo (non mi ero nemmeno reso conto che si era spogliata sotto) ed inizia un movimento che non mi fa capire niente. Si toglie il top ed il suo seno esce in tutto il suo splendore. Lo avvicina al mio viso e sento l’odore di sborra di Lorenzo
- “lecca cornutone, leccami le tette e succhia i capezzoli. Pulisci bene la sborrata di Lorenzo. Pulisci bene tutto, lo so che ti piace ed è quello che hai sempre voluto, vero? Dai cornuto!” Mi dice nel pieno della sua eccitazione
Non appena sentii quelle parole, spensi ogni ragione ed iniziai a leccare tutto. Non so quanto tempo ci ho passato, ma credo di aver pulito ogni millimetro di pelle del petto di mia moglie. Lei intanto modulava il suo movimento sul mio cazzo per farmi tenere l’eccitazione sempre al culmine.
- “Lorenzo me lo aveva detto che avresti gradito, non so come faccia a saperlo, ma mi ha detto di chiamarti cornutone e farti leccare la sua sborra” dice Roberta
Non immaginavo fosse così brava. Quando secondo lei avevo finito, iniziò a muoversi con più energia fino a scaricare dentro la sua fica una quantità enorme di sborra. Mi sentii svuotato ed appagato.
- “era questo che volevi, vero amore? Avevi ragione, è stato fantastico, più del solito” mi disse Roberta sorprendendomi. “Ora mi vado a fare una doccia, tu rilassati che dopo preparo una bella cenetta per noi due. Ti amo Ivano”
- “Ti amo anch’io amore mio. È stato fantastico!” Riuscii solo a dire questo.
Seguii con lo sguardo Roberta andare verso il bagno. Il suo corpo mi piace da impazzire. Ad un certo punto si gira e mi guarda. Raccoglie lo sperma che stava colando tra le sue cosce e se lo infila dentro. Lo fa con una sensualità inaspettata, qualcosa mai visto.
Dopo la doccia e dopo cena ci mettiamo sul divano. Ho voglia di bere qualcosa. Anche se sono astemio, teniamo qualche liquore sempre per qualche occasione speciale o se vengono gli amici.
Mi verso un po’ di grappa in un bicchiere e la allungo mettendoci tre cubetti di ghiaccio. Torno sul divano e mentre gioco con il bicchiere, Roberta mette la sua testa sul mio petto. Capisco che vuole parlare.
- “amore” esordisce “ti chiedo scusa per quanto è accaduto oggi. Non so come sia potuto succedere o, meglio, lo so, ma non pensavo che non avrei resistito ma soprattutto non pensavo che fosse così tremendamente eccitante”
- “Piccola mia, ho pensato a questa cosa e sebbene lo abbia sempre desiderato, ora ho paura. Paura di perderti. Paura che questa cosa ci possa sfuggire di mano.”
Roberta resta in silenzio un po’.
- “amore, questa cosa la desideravi tu ed è piaciuta anche a me.” Mi dice improvvisamente mentre sto facendo roteare il ghiaccio nel bicchiere “Io ti amo e te l’ho dimostrato ogni giorno che abbiamo passato insieme ed oggi la prima cosa che ho fatto è stata raccontarti tutto, senza omettere nulla. Sono stata bene, mi sono sentita desiderata più di quanto immaginassi ed è una sensazione che mi piace. Tu Ivano sei e sarai sempre al centro della mia vita, il mio punto di riferimento e la mia isola felice. Ma, dobbiamo decidere insieme se provarci oppure no. E se vogliamo farlo, che si faccia con delle regole ben precise che nessuno di noi due deve infrangere. E soprattutto, quando qualcuno di noi due vorrà smettere, smetteremo entrambi. Va bene?”
- “Va bene amore mio, va bene. Vediamo come va” dico io mentre mando giù tutta la grappa in un sorso solo. “Per la palestra e Lorenzo che vogliamo fare?”
- “In palestra vorrei continuare ad andare, mi piace, mi scarica e mi fa sentire bene. Per Lorenzo, ti prometto che lo terrò lontano da me davanti agli occhi di tutti. Ma non posso prometterti che riuscirò a resistere alle sue continue tentazioni. Finché non avrà ottenuto ciò che desidera, non mollerà.” Mi dice Roberta.
- “Allora fagliela sudare. Se proprio la vuole, deve guadagnarsela, che ne dici? Ad un patto: quando vorrai farlo capitolare, dovrà avvenire qui con me presente. Non ammetto deroghe a questa che è una regola principale.”
- “Ivano, sei sicuro? Mi dovrei far scopare nel nostro letto?”
- “sì amore, così sarò sicuro che non potrà farti del male o mancarti di rispetto. E la stessa cosa sarà valida se vorrai portarti a letto un’altra persona che non sia Lorenzo”
- “Va bene amore, va bene. Così sia! Ti amo Ivano”
- “Ti amo anche io Roberta”
Andiamo a letto e facciamo di nuovo l’amore. Ci addormentiamo uno vicino all’altra.
La mattina dopo mi preparo per andare in ufficio cercando di fare piano per non svegliare Roberta. Prima di andare via, mi affaccio in camera da letto per guardarla ancora e mi rendo ancora più conto di quanto sia fortunato ad averla accanto.
Verso le dieci e mezza mi chiama scusandosi che non si era alzata con me per fare colazione. Mi dice avrebbe sistemato casa e che nel pomeriggio sarebbe tornata in palestra. Veronica sarebbe passata a prenderla verso le 16.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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