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TRASFORMAZIONE DI MIA MOGLIE ROBERTA CAP. 5


di ackermax
18.07.2025    |    5.148    |    2 8.7
"La prossima volta ti faccio anche il culo” Dice Michele salutando lasciando nelle mani di Ricardo una busta..."
PROSEGUE IL RACCONTO DI ROBERTA
Un minivan con i vetri scuri si ferma davanti al portone. Scende Janesh un ragazzo che scoprirò durante il viaggio di essere originario dell’India e che è venuto in Italia anche lui per cambiare la propria vita. Durante il viaggio il mio ovetto vibra in continuazione, ma Janesh credo sappia che cosa stia succedendo e rimane distaccato e professionale, anche se spesso lo vedo sbirciare dallo specchietto.
Arriviamo al ristorante, Janesh mi apre il portellone e mi aiuta a scendere.
“mi perdoni signora Roberta, lei è bellissima. Più delle altre che ho accompagnato. Suo marito è un uomo fortunato. Le auguro una buona serata. Io rimango qui a vostra disposizione”
“Grazie Janesh, sei gentilissimo. Buona serata anche a te”

Mi dirigo verso l’ingresso del ristorante. Il cameriere all’accoglienza clienti mi chiede se ho una prenotazione. Gli dico il cognome ed il nome e lo vedo sorridere con una strana luce negli occhi.
“prego, la faccio accompagnare al suo tavolo. Come abbiamo accordato le abbiamo riservato un tavolo esclusivo. Sarete da soli nella nostra saletta vip e serviti quando lo chiederete voi. Ecco si accomodi e attenda qui l’arrivo degli altri ospiti.”
Quando entro nella saletta riservata, il cameriere che mi ha accompagnato mi sposta la sedia e mi fa accomodare. Ringrazio e mi siedo. Nel frattempo che penso a quanto può costare tutto questo, vedo che i posti in tutto sono 3. Chissà cosa mi aspetta. Mando un messaggio ad Ivano dicendo che sto bene. Il locale è splendido. Mi risponde immediatamente augurandomi buona serata.

Entra un cameriere che mi porge un bicchiere con le bollicine. Mentre bevo, l’ovetto inizia vibrare in maniera forte. A momenti mi verso tutto addosso, quasi me ne ero dimenticata.
Nel frattempo entra Jose, vestito in maniera elegante, Insieme a lui c’è Ricardo, il suo coinquilino e complice. Mi alzo per salutarli, Jose mi stampa un bacio e mi presenta Ricardo.
Ci sediamo ed iniziamo a parlare per rompere il ghiaccio. Ricardo ha 26 anni anche lui cubano. Ricardo ha conosciuto Jose poco dopo essere arrivato in Italia e si sono aiutati a vicenda in tutto. Ora vivono nello stesso appartamento, piccolo in realtà mi dicono, ma essenziale per le loro esigenze e con un affitto che riescono a mantenere senza problemi.
“Jose, complimenti, non mi avevi detto che Roberta fosse così bella” dice Ricardo
“Ti avevo detto che fosse bella, ma oggi lo è di più. Spero sia anche brava e che non mi deluda” risponde Jose ridendo

Jose spinge un pulsante e si apre la porta. Entra un cameriere che ci chiede se volevamo intanto iniziare con un bicchiere di bollicine intanto che davamo un’occhiata al menu.
“per me niente bollicine, grazie. Ne ho bevuto un bicchiere prima e sono a posto” dico io
“tre bicchieri e lasci qui la bottiglia. La signora beve con noi” dice Jose autoritariamente
Il cameriere ritorna immediatamente con una bottiglia nuova che apre davanti a noi, ci riempie i bicchieri, ci lascia il menù ed esce.
“brindiamo a noi ed alla bellezza di Roberta” dice Jose alzando il bicchiere
Io faccio finta di bere e lui aziona l’ovetto.
“ti ho detto di bere e tu bevi. Tu stasera fai quello che ti diciamo noi. Non sei qui per una cena tra amici, chiaro?
“sì, ho capito” dico mandando giù un sorso
“non ho capito” dice Jose ed aziona ancora l’ovetto-
“sì padrone ho capito” dico io resistendo all’orgasmo e mandando giù il contenuto del bicchiere.
Jose spinge il pulsante ed entra di nuovo il cameriere che riempie di nuovo i bicchieri e ci chiede se siamo pronti per ordinare.
“il solito menù, lo sai. E non preoccuparti, ci pensa la signora” dice Jose al cameriere
Il cameriere sorride e va via. Jose accende l’ovetto alla minima vibrazione e lo lascia acceso. È al minimo ma la tortura è lunga. Stringo le gambe

“Le gambe le devi tenere aperte, capito? Anzi” dice Ricardo “tira un po’ su la gonna e sposta leggermente indietro la sedia, il cameriere vuole guardare quando ti serve. E metti bene in mostra questo seno”
E lo dice mentre mi tira giù la lampo del corpetto e il mio seno si mostra ai presenti
“fai una cosa, toglilo e mangia con il seno nudo” continua Ricardo. Alberto apprezza e magari ci fa anche un po’ di sconto
Sebbene in imbarazzo, faccio quanto mi viene chiesto e metto il corpetto sulla spalliera della sedia.
Jose spinge il pulsante ed entra il cameriere
“Alberto, scusami, prendi il corpetto della signora e portalo al guardaroba, grazie” dice Jose
"sì signore” e mentre lo prende dà una ricca sbirciata al mio seno nudo
“Che dici Jose, dovremo intervenire sul seno di questa troietta? Magari che ne so, mettendo un piercing o degli anellini così possiamo mettere una catenella con il collare” dice Ricardo
“Sarebbe una bella idea, le starebbe davvero bene, ci pensiamo” Risponde Jose “per il momento stavo pensando a dei tatuaggi tanto per iniziare”

Una lucina si accende sul pulsante che ha Jose, è il segnale che sono pronti con il menù. Jose spinge il pulsante e dà l’ok. Entrano i camerieri, mi guardano ma sembrano abituati. Mi sento in imbarazzo, ma non posso fare niente. L’ovetto continua con la sua vibrazione costante.
Mi sento sempre sull’orlo dell’orgasmo, sto soffrendo, vorrei chiudere le gambe per contenerlo, ma non posso. La sedia è bagnata, quando mi muovo la sento.
Dopo il primo giro di antipasti io sono già piena ed ubriaca. Non so quanto mi hanno fatto bere. Il bicchiere dell’acqua nemmeno è stato toccato. Stiamo già alla terza bottiglia che si sono fatti portare.
“ma io vorrei provare quanto è brava questa troietta” dice Ricardo a Jose
“hai ragione, pensavo te ne fossi dimenticato” risponde lui e guardandomi continua “puttanella, prima che arrivi l’altra parte del menù, fai sentire al mio amico la tua bocca”
Ingenuamente mi alzo e vado per baciarlo. Ma mi arriva un ceffone sul culo che credo si sia sentito ovunque che mi fa fermare.
“ascolta stronzetta, quando ti dico che vogliamo sentire la tua bocca, non intendiamo che vogliamo un bacio. Vogliamo che ci succhi l’uccello, chiaro?” dice Jose arrabbiato “non siamo fidanzati. Tu sei la nostra puttana”
“sì signore, mi scuso” rispondo io.

Prima di inginocchiarmi, per comodità tiro su tutta la gonna e vado sotto al tavolo. Vado davanti a Ricardo ed apro i pantaloni. Sposto i boxer e tiro fuori un cazzo forse uguale a quello di Jose. Lo inizio a leccare e per lubrificarlo e dopo un po’ ci metto la bocca sopra e provo a metterlo tutto dentro. Non ci riesco. Ricardo mi spinge la testa sul suo cazzo per non farmi togliere mentre dall’altra parte Jose con il piede stuzzica la mia fica da dietro. Tra l’odore del cazzo, l’ovetto che vibra ed il piede di Jose sto impazzendo. Lui se ne accorge perché ha il piede completamente bagnato.
Mentre sono indaffarata sotto al tavolo, entra il cameriere per sparecchiare e preparare la tavola per le altre portate
“la signora è andata in bagno? Non si sente bene?” dice
“la signora sta benissimo ed anche noi, come puoi ben vedere” dice Jose spostando la tovaglia per mostrare al cameriere il mio pompino a Ricardo “se fai il bravo e ci tratti bene, ti facciamo assaggiare”
“va bene signore” dice Alberto mentre prepara la tavola. “porto un’altra bottiglia allora” ed esce
“ah Ricardo, mi sono dimenticato di dirti che questa puttanella non vuole che le si sborri in bocca, accontentiamola per ora” dice Jose mentre beve e con il piede stuzzica ancora la mia fica ormai fradicia e sull’orlo di un altro orgasmo
“hai fatto bene a dirmelo, le stavo appunto tenendo la testa per schizzarle tutto dentro senza che sporcasse in terra” dice Ricardo togliendo la mano dalla mia testa permettendomi di respirare
“Vieni qui troietta, vieni dal tuo padrone fai sentire a me la tua bocca. Per il momento ce la teniamo, ma questa cosa dovrà cambiare presto, non possiamo non sborrare perché non ti piace e soprattutto non vogliamo sprecarla. Ci sono tante ragazze in giro che la vorrebbero” dice Jose

Mi giro verso di lui, tiro fuori il suo cazzo ed inizio a lavorarlo come stavo facendo con Ricardo. In pratica girandomi ho scambiato la posizione. Ora è il piede di Ricardo che stuzzica la mia fica
“Vieni su e mettiti seduta, per il momento basta. Lascia tirata su la gonna, non l’abbassare” mi ordina
“prendi la pillola troietta?” mi chiede Jose
“no signore, non prendo alcun anticoncezionale né uso precauzioni. Faccio sesso solo con mio marito” dico io imbarazzata
“uhm, va bene” dice Jose pensieroso guardando Ricardo “vediamo che possiamo fare, casomai ti mandiamo da un nostro amico medico”

Nel frattempo entrano i camerieri per portare il resto del menù ed un’altra bottiglia stavolta di vino. Sono 4, ho gli occhi addosso di tutti. Rimango immobile per combattere l’imbarazzo. Come escono, Jose mi versa il vino. Io sono sazia, ubriaca, arrapata e umiliata, ma non voglio mollare.
“padrone Jose, per favore, posso mandare un messaggio a mio marito per dirgli che sto bene?” chiedo ingenuamente
“al cornutone o al frocetto? Ahahahah. Pensi che stia in pensiero? Non ti preoccupare dopo lo avviserai che stiamo arrivando. La serata è ancora lunga e tu hai da fare” mi dice Jose “ora bevi questo buon vino”
“Jose” dice Ricardo “ancora complimenti per questa bella sgualdrinella. Facciamo un brindisi a lei ed al suo cambiamento”
E beviamo tutti insieme brindando.

Non so nemmeno che ora sia, penso che il ristorante sia ormai vuoto, Jose chiama il cameriere chiedendo il conto. Effettivamente stavano aspettando solo noi per chiudere e andare via.
“Ecco Signore, questo è il conto” esordisce Alberto, il cameriere
“il conto devi darlo alla troietta, non a me. È lei che ha la carta del cornutone” risponde Ricardo.
“adesso vai di là e paga, noi seguiamo con le tue cose” dice Jose “non dimenticare niente”
Che mai avrei potuto dimenticare? Non avevo nulla e vado di la avendo ancora meno. Il conto ammonta a 1250 euro! Sai quanto si incazzerà Ivano? Le bottiglie costano e loro non si erano fatti mancare nulla. Solo bottiglie di prima qualità.

Ero nuda, davanti a 6 persone del ristorante con Jose e Ricardo che riguardano ridendo.
“e la mancia a questi poveri camerieri non vogliamo lasciarla? Fai la brava” dice Jose
“padrone, io non ho contanti con me, ho solo la carta” dico io
“non c’è bisogno dei contanti troietta. Inginocchiati ed assumi la posizione” dice Jose
I camerieri tirano fuori tutti insieme i loro uccelli, già duri. Sapevano già che quella sarebbe stata la loro mancia. Si avvicinano, iniziano a masturbarsi davanti al mio viso e mi toccano dappertutto. Apro la bocca e ne succhio uno alla volta mentre con le mani nel masturbo due. Gli altri tre aspettano il loro turno. Cerco di soddisfarli tutti. Jose aumenta l’intensità dell’ovetto ed io arrapata aumento l’intensità dei miei pompini. La bocca mi fa male, le ginocchia mi fanno male. Ho la fica in fiamme e sono ubriaca, ma trovarmi in mezzo a sei cazzi mi fa sentire ancora più porca.
Jose prende il telefono e chiama Janesh, l’autista che ci stava aspettando pazientemente poi richiamando l’attenzione dei camerieri intorno a me dice:
“non sborratele in bocca, alla troietta non piace”
I sei aumentano l’intensità e uno alla volta scaricano sul mio viso, sul mio petto e sui miei capelli una quantità enorme di sborra. Dopo di che si mettono tutti dietro di me a cazzo ancora dritto e vedo Jose che mi scatta delle foto con il mio telefono.
Manda un messaggio a mio marito: Ciao cornutone, ho pagato la cena e dato la mancia a questi ragazzi. Prepara la camera che stiamo arrivando. Ah, mi raccomando il rum e i sigari. A dopo
“messaggio inviato e visualizzato subito, cazzo aveva il telefono in mano?” dice Jose ed intanto spenge l’ovetto e mi aiuta ad alzarmi.

Sono piena di sborra dappertutto. Usciamo dal ristorante, i camerieri mi ringraziano e mi augurano di rivederci presto. Il minivan è un po’ distante ma per fortuna per strada non c’è nessuno. Janesh ci sta aspettando con la portiera aperta, mi aiuta ad entrare e chiede dove dobbiamo andare.
“passiamo un attimo al sexy shop da Sergio” dice Jose “devo ritirare una cosa e poi andiamo a casa di questa puttanella”
Nonostante fosse tardi, Sergio ci stava aspettando fuori ed aveva con sé un pacchetto che consegna a Ricardo. “Domani mattina passa a pagare, apro alle 11, mi raccomando” mi dice Sergio “ti darei un bacio, ma sei piena di sborra e mi fa schifo”
Arriviamo a casa e sotto al portone c’è il signor Michele che non so come abbia fatto a saperlo, mi sembrava mi stesse aspettando. Lo saluto, gli passo di fianco ed entro in casa con Ricardo e Jose.
Mi guarda dappertutto e si prende il cazzo attraverso i pantaloni.
“tanto prima o poi verrai a prendertelo questo, lo so da tempo che sei una zoccola” dice il signor Michele arrapato
Mio marito aveva già preparato la stanza, i bicchieri, il rum ed i sigari.

RACCONTA IVANO
“buonasera cornutone, sei contento di vederci?” Dice Jose “Lui è Ricardo un mio caro amico, se fai il bravo te lo faccio assaggiare va bene?”
E vanno entrambi a sedersi sul divano. Mia moglie va ad assumere la posizione davanti a loro. Jose la sposta con un calcio nel sedere
“vai a farti una doccia, puzzi come una puttana da bordello. Sei piena di sborra, fai schifo” le dice. “Ehi tu frocetto, c’è poco da guardare. La cena è stata ottima, grazie. Vai a prepararci un caffè che la notte è lunga.”
Mia moglie va in doccia ed io vado in cucina. Porto il caffè a Jose e Ricardo, lo bevono e mi ridanno le tazzine vuote.
“che brava domestica che sei. Ora sai cosa fare, vero? E cerca di farla bene perché altrimenti tua moglie verrà punita” Dice Jose. “Ricardo prendiamoci un bicchierino di Rum e accendiamo due sigari. Tutto offerto gentilmente dal cornutone”.

Ricordando gli ordini della volta precedente, mi spoglio, piego i panni in maniera ordinata e mi metto ad aspettare in cucina. Sono impaziente, nervoso, ma al pensiero di mia moglie con quei due pezzi di mogano, ho il cazzo dritto che sembra voglia scoppiare
“guarda guarda il cornutone come si è arrapato” dice Ricardo “fammi andare a vedere da vicino dai”
Ricardo si avvicina mi guarda e mi gira attorno. Sarà alto un metro e ottanta, credo. Denti bianchissimi, segno di uno che tiene alla propria persona. Anche lui pieno di muscoli con le braccia completamente tatuate
“ma sicuro che fino ad ora sei sempre riuscito a soddisfare quella troia di tua moglie? Perché a vedere le dimensioni io non credo” dice Ricardo prendendomi in giro “se questa è la tua massima erezione, ti credo che la troietta va a cercare altro in giro”
“guarda qui cosa la aspetta” continua Ricardo mentre si abbassa i pantaloni “e considera che non sono ancora arrapato. Toccherà alla nostra puttanella il duro compito di farci eccitare e rilassare. Sarà una lunga notte e tu finalmente la vedrai godere. Mi ha detto Jose che sei bravo con la bocca, beh dopo vedremo se ha ragione il mio collega”

Si rimette il cazzo nei pantaloni non con poca fatica e torna sul divano a fumare. Mia moglie esce dal bagno e va in camera da letto avvolta nel suo accappatoio. Sembra si sia ripresa, ma mi chiedo se sa cosa la aspetta.
“Allora!!!” urla Jose “puttana quanto ci metti?”
“5 minuti ed ho finito signore, mi scusi” sento dire a mia moglie
“5 minuti da ora, non un secondo di più altrimenti verrai punita” dice Jose guardandomi e sorridendomi
Faccio un rapido calcolo a mente: 5 minuti sono 300 secondi. Inizio a contare pregando che si sbrighi.
Dopo quasi 5 minuti esce dalla camera da letto, bellissima. Indossa gli stivali lunghi con il tacco 12, le calze autoreggenti. Ha la lingerie 7 pezzi con le catenelle e indossa soprattutto il collare con l’anello d’oro. Nelle sue mani ha i due guinzagli. Prima di andare dai suoi padroni, mi guarda, mi fa l’occhiolino e mi manda un bacio di nascosto.
Poi si gira verso di loro, assume la posizione e porge entrambi i guinzagli a Jose e Ricardo
“Jose, questa è la miglior puttana che tu mi abbia mai fatto conoscere. Ha tutto per diventare la più brava” dice Ricardo strabuzzando gli occhi e arrapandosi, si vedeva da lontano che gli piaceva
“Grazie mio signore” risponde Roberta

Jose si alza, allaccia il guinzaglio con la catenella al collare di mia moglie e la porta a passeggio per casa.
“complimenti per la casa” dice mentre la porta a guinzaglio “davvero bella. Noi abitiamo in un appartamento che sarà un terzo di questo, vero Ricardo?”
“vero “dice Ricardo “davvero sprecato per loro due”
“qui c’è lo studio del frocetto e qui una stanza penso per gli ospiti” dice Jose. Sarebbe l’ideale per noi due. Una stanza per uno in un appartamento con servitù e bollette gratis. Potremo invitare i nostri amici e fare belle feste, c’è anche il giardino. A proposito, usciamo a vederlo”
Apre la finestra e fa uscire prima Roberta, sempre tenuta a guinzaglio e a 4 zampe.
“dove sono le luci?” Urla Jose in modo che possano sentirlo
“Sono vicino alla porta sulla destra” dico io a Ricardo che nel frattempo si era avvicinato a me per controllare che non facessi qualche gesto inconsulto.

Jose accende la luce del giardino e immediatamente si illumina. Vedo che porta mia moglie attorno a tutto il perimetro e poi cammina per tutto il giardino. Sicuramente l’avranno sentito tutti i vicini, specialmente quel porco del signor Michele che sbava dietro a mia moglie
“hai sete cagna?” dice a mia moglie vedendo una ciotola in terra che tenevamo lì per far bere i randagi che ogni tanto entrano. La riempie di acqua da un tubo e le ordina di bere “bevi troia che la notte è lunga e devi stare bene”
Mia moglie da brava schiava si china e inizia a bere tirando fuori la lingua. Intanto Jose le frusta il culo stando attento a non lasciare segni. Comunque il rumore si sente e mia moglie lancia qualche gemito. Rientrano in casa spengendo le luci. Jose guarda Ricardo e dice
“sì, mi piace, penso che staremo bene qui. Il giardino ha lo spazio necessario anche per mettere una piscina d’estate e divertirci. Il frocetto lo facciamo vestire da cameriera e la puttanella vediamo cosa farle fare. Di certo dovrà intrattenere i nostri ospiti”

“senti io ho una voglia matta di fottermi questa puttana, sono ore che mi sta arrapando, ma quando iniziamo?” dice Ricardo
“aspetta” risponde Jose “c’è una sorpresa per lei. Poi sarà il nostro turno. Divertiamoci”
Guardo mia moglie: sta seduta sulle ginocchia, vedo che sta scomoda, ma non vuole lasciare la posizione. Le mani sulle gambe ed in bocca tiene il guinzaglio. E’ bellissima!
Suonano alla porta, non aspettavamo nessuno, credo.
“frocetto vai ad aprire e non preoccuparti se sei nudo, non è qui per te” dice Jose
Vado ad aprire la porta: è il Signor Michele. Rimango sorpreso. Lui che c’entra in tutta questa storia?
“buonasera Ivano, ben trovato” Mi dice Michele
“Buonasera signor Michele” rispondo
“Lasciamo stare i convenevoli, diamoci del tu. Tanto stasera non sono qui per te” mi dice Michele andando verso Jose e Ricardo

Michele arriva di fronte ai due padroni, si gira verso mia moglie e le dice sghignazzando: “te l’avevo detto che ci saremmo rivisti, è bastato avere pazienza ed ora è arrivato il mio momento”
Jose e Ricardo si vanno a sedere sul divano, si accendono un altro sigaro e mi ordinano altro rum. Intanto Michele si avvicina a mia moglie, le toglie il guinzaglio dalla bocca e la fa alzare. Le gira intorno e la guarda ispezionando ogni centimetro della sua pelle.
“sei bellissima Roberta, ti desidero da tempo ed ora sei mia. Ho aspettato parecchio, ma ne è valsa la pena. Mi hanno detto questi due signori che posso farti quello che voglio”
Le prende un seno nella mano e lo massaggia, poi prende il capezzolo tra le dita, lo gira e lo strizza. Mia moglie fa un cenno di dolore. Lui la vede e continua a stringere. Le si avvicina, l’altra mano scende fino alla fica. Infila un dito dentro ed inizia a masturbarla. Intanto la bacia prima delicatamente, poi infila la lingua dentro alla sua bocca. Mia moglie è immobile, penso sia anche schifata, ma sta subendo silenziosamente questa tortura. Michele si toglie la maglia, poi ordina a mia moglie di inginocchiarsi e tirare fuori il cazzo, vuole sentire bene quelle labbra da puttana.

Mia moglie capisce, slaccia i pantaloni a Michele e gli tira fuori in cazzo già in tiro. Niente di che, ma contornato di peli bianchi. Le prende la testa e la porta verso il suo bacino.
“respira l’odore di uomo con esperienza. Dai puttana fai bene il tuo dovere e ripagami l’attesa”
Mia moglie inizia a leccare le palle nonostante i peli. Gli prende il cazzo e inizia a leccare l’asta fino ad arrivare alla cappella che abilmente si mette in bocca.
“vieni qui frocetto, vieni ad imparare da tua moglie, guarda quanto è brava.” mi dice Ricardo
Michele è in estasi. Il suo cazzo sparisce dentro la bocca di mia moglie che alternando lingua e mano vuole portarlo a capitolare
“puttana così mi fai venire subito ed invece voglio divertirmi” dice Michele
“Michele, la puttana non vuole che si sborri in bocca, ricordatelo” dice Jose
Michele annuisce mentre Roberta rallenta un pochino il pompino. Vuole portarlo al culmine piano piano per poi affondare e farlo esplodere in maniera violenta e veloce. Conosco il suo gioco.

Michele si stacca e la fa sdraiare in terra. Poggia il suo culo peloso sul viso di mia moglie: “leccami il culo troia, mi piace, fammi sentire la lingua e pulisci tutto, forza”
Roberta esegue, ho paura che soffochi, ma Michele abilmente ogni tanto si muove per farle prendere aria. Intanto che gli lecca il culo. Ha in mano il cazzo di Michele e lo masturba.
“ora basta, sto impazzendo” dice Michele “è ora che ti faccia sentire il mio cazzo per bene”
Fa mettere Roberta a pecora, le si mette dietro e passa la sua lingua su culo e fica, lubrificando bene entrambi i buchi. Roberta sembra gradire perché la sento gemere e muove il bacino per sentire meglio la lingua del porco.
“guarda tua moglie quanto è puttana, non immaginavi fosse così vero?” mi dice Ricardo “ha fatto tanto la preziosa con Michele ed ora si sta concedendo tutta”

E’ vero, le attenzioni di Michele le davano fastidio, me lo diceva. Ed ora si sta facendo leccare dappertutto e non solo non le da fastidio, ma addirittura si muove per sentire meglio la lingua di quel porco. Michele si alza, sputa sul culo di mia moglie e passa il dito per lubrificare entrambi i buchi, poi sputa sulla punta del suo cazzo e con un colpo secco, senza alcuna delicatezza e senza alcuna precauzione, le entra dentro in fica. Mia moglie lancia un gridolino, credo più di piacere che di dolore. Michele la prende per i fianchi e spinge in maniera forsennata, sembra che vuole entrare tutto dentro. Guardo mia moglie, ha le tette che le ballano. Si muove anche lei avanti e indietro a cercare bene il cazzo di Michele che spinge tirandola per i fianchi. Prende il guinzaglio e la scopa tirandole il collo. Roberta alza il collo per non rimanere soffocata, apre gli occhi e mi guarda. Il suo sguardo dice tutto, sta davvero godendo, non sta fingendo per niente.
“sto per venire” dice Michele aumentando il ritmo della scopata.

Anche Roberta aumenta il movimento
“dai porco, scopami, fammi sentire tutto questo bel cazzo” urla mia moglie
Dopo qualche colpo ben assestato, Michele le scarica dentro un’enorme quantità di sborra. Rimane dentro per qualche secondo fino a quando non ha finito di scaricare e prima di uscire le dà un ceffone sul culo per umiliarla ancora
“Guarda frocetto come si scopano le donne. E se rimane incinta, non mi venire a chiedere nulla, ti ho solo fatto un favore, visto che tu non ci sei mai riuscito” dice Michele con aria soddisfatta, umiliandomi.

Roberta rimane a pecora, sembra esausta, ma aspetta gli ordini prima di muoversi. Un po’ di sborra le sta gocciando dalla fica e un po’ le cola lungo la gamba. Jose la vede
“vai a pulire la nostra puttana con la lingua. Mica vorrai che la scopiamo con la sborra di quel porco dentro?” mi dice Jose dandomi un calcio nel culo

Mi avvicino a mia moglie: la fica sta pulsando, ha avuto un orgasmo. Le passo la lingua lungo la coscia per raccogliere la sborra di quel porco, poi mi dedico a leccarle la fica. Roberta apprezza, la fica non smette di pulsare e si sta bagnando di nuovo. Jose mi ordina di pulire anche quella in terra. Non so cosa mi sia preso, ma quei due riescono a farmi fare cose che non avrei mai pensato di fare. Capisco l’influenza che hanno su mia moglie che obbedisce senza battere ciglio.
Continuo a leccare la fica, ho pulito tutto, ma voglio godermi un pochino il suo sapore prima di cederla di nuovo
“basta frocetto, questa è la nostra puttanella, non la tua” dice Jose

Michele si è ormai rivestito e sta per andare via
“grazie per questo bel regalo. Quando vorrete cederla di nuovo, chiamatemi. Conosco anche altre persone che sarebbero disposte a pagare per averla. Ha fatto tanto la sostenuta e poi si è concessa tutta. La prossima volta ti faccio anche il culo” Dice Michele salutando lasciando nelle mani di Ricardo una busta.
Siamo rimasti di nuovo soli. Roberta sta ancora a pecora davanti a Jose e Ricardo. Ad un certo punto Jose si alza, prende il guinzaglio e va in bagno: “andiamo a pisciare” dice.
Vanno entrambi in bagno, mia moglie camminando a 4 zampe davanti e li dietro.
“tiralo fuori cagna e fammi pisciare” dice Jose

Mia moglie slaccia il pantalone tira fuori il cazzo di Jose e lo indirizza verso il water. Sento che scarica una quantità enorme di piscio, sembrava non finisse più
“sgrulla e pulisci zoccola” ordina Jose
Roberta lo scuote per far uscire le ultime gocce e poi prende la carta
“pulisci con la bocca, non con la carta!” urla Jose
Roberta rimane un po’ interdetta, ma obbedisce. Usa la lingua sulla cappella del suo padrone pulisce bene il suo cazzo. Jose le carezza la testa come si fa con i cani obbedienti.
“ora rimani qui che ti mando Ricardo” dice
Torna in salone e si danno il cambio con Ricardo che va in bagno a scaricarsi. Anche lui usufruisce del servizio con la bocca di mia moglie, ma furbamente non scarica tutto. E mentre lei lo sta pulendo con la lingua, lui le tiene la testa e le scarica le ultime gocce in gola.
Roberta tossisce. Jose capisce e ride. Lo hanno fatto apposta. Tornano insieme, Roberta davanti a Ricardo sempre tenuta a guinzaglio.

“Troietta, spogliaci che così andiamo a letto” dice Jose “dai i nostri panni al frocetto qui che li piega e mette a posto. Non possiamo certo uscire con i vestiti rovinati, abbiamo la nostra reputazione
Roberta inizia a spogliare uno alla volta i due padroni, mi porge i loro vestiti che io metto su stampelle che era andato a prendere. Faccio per dirigermi verso la camera degli ospiti per metterli nell’armadio e mi sento urlare dietro.
“coglione, chi ti ha detto di portarli nella camera degli ospiti? Siamo ospiti noi? I nostri vestiti vanno nella nostra camera da letto, nel tuo armadio.” Urla Ricardo
Obbedisco e vado a mettere i loro vestiti nella mia parte di armadio.
“prendi ciò che ti serve per domani e portalo di là, buonanotte cornutone” mi dice Jose
Metto per bene i loro vestiti nell’armadio, prendo i miei vestiti per il giorno dopo ed esco.

Continua…
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