tradimenti
TRASFORMAZIONE DI MIA MOGLIE ROBERTA CAP. 12
04.08.2025 |
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"Sono durato pochissimo, ma chi avrebbe resistito davanti a quella splendida creatura?
Suona il citofono, Roberta va a rispondere..."
Piccola premessa: questo racconto ha una base reale, un fatto davvero avvenuto. Il resto è solo frutto della mia fantasia. La Roberta protagonista non è mia moglie. Grazie e buona lettura.RACCONTA IVANO
Sono impegnato nel lavoro, non ho un attimo di respiro, vorrei cercare un posto per andare a dormire e magari a vivere in attesa che questa situazione trovi una fine. Il capo non è in ufficio, ha detto che non vuole essere disturbato per nessun motivo e sinceramente non ne vedo la ragione per farlo. Nel pomeriggio inoltrato mi squilla il telefono, leggo il display: è Roberta.
“Pronto amore che succede?” dico io.
“Avevo bisogno di sentirti. Di sapere che ci sei.” mi risponde Roberta.
“Certo, ma che succede? Non mi far preoccupare, devo venire?” chiedo preoccupato.
“Oggi Alessandro ha proprio esagerato” mi dice Roberta piangendo “pretende che io diventi di sua esclusiva proprietà”.
“Che ti ha fatto?” Chiedo
“Non preoccuparti, niente che non si possa risolvere con un po’ di riposo.” Dice Roberta “però magari aspetta a fare progetti per il lavoro, non vorrei che si rimangiasse la parola”.
“Ok amore” le dico “ci vediamo stasera”.
“No” mi dice lei “volevo solo sentirti. Ora spengo il telefono e lo restituisco a loro. Ciao amore mio, ti amo”.
“Ciao Roberta, ti amo anche io”.
Maledetto bastardo, ecco perché oggi non voleva essere disturbato. Sono arrabbiato. Chiudo tutto e vado via. Non mi interessa niente del lavoro, devo uscire e scacciare via i cattivi pensieri. A questo punto non so nemmeno se vale la pena cercare un appartamento. Controllo mediante un’applicazione se ci sono appartamenti in affitto breve qui intorno, ne prenoto uno per pochi giorni. Passo a casa a prendere le mie cose.
Sono un ospite in casa mia, citofono e mi risponde Jose. Dico che sono io che voglio prendere le mie cose e mi lasciano entrare. Non vedo Roberta.
“Come sta Roberta” dico a Jose.
“Sta di là in camera a dormire, ha bisogno di riposare” mi risponde.
Non commento, non dico altro. Vado nella camera degli ospiti, cerco di prendere quello che mi serve di urgente. Fuori ad aspettarmi avevo noleggiato una macchina per portare tutto. Chiudo la porta alle mi spalle e me ne vado.
RACCONTA ROBERTA
Ho sentito Ivano che era venuto a casa, ma non sono voluta uscire. Se lo avessi visto, mi sarei gettata tra le sue braccia ed avrei terminato tutto. Invece voglio ancora essere al centro del loro mondo. Fino all’incontro con Alessandro, mi ero comunque divertita.
Jose mi porta la cena in camera, mi dice che era passato Ivano e che ha portato via un po’ delle sue cose. Ricardo è sull’uscio e ci guarda, ha le braccia conserte.
“Ora lasciatemi sola, per favore” chiedo.
Jose esce, io mi sdraio e mi addormento. La mattina dopo sento che Jose e Ricardo stanno preparando la colazione. Uova e pancetta in padella, caffè. Vado in cucina, bevo solo il caffè.
Mi lasciano un altro giorno di pausa, lo passo praticamente tutto a letto o a vedere la TV.
La mattina successiva, dopo una bella dormita ed un’abbondante colazione, Jose va in palestra al lavoro, io e Ricardo andiamo a fare la spesa al supermercato. Non so quante cose abbiamo comprato, specialmente birre.
“Stasera inauguriamo casa, vengono degli amici” mi dice Ricardo “dopo andrai dall’estetista a prepararti, già è stata avvisata e ti ha riservato un posto”.
Dopo aver messo a posto la spesa e riempito il frigo, Ricardo mi dice che è ora di andare, la strada la conosco. Ritorno a casa dopo qualche ora: mi ha depilata tutta, fatto le unghie di colore rosso a mani e piedi, ma soprattutto il parrucchiere ha cambiato radicalmente il mio look. Ora ho i capelli corti e sono bionda platino. Quando torno a casa c’è anche Jose, entrambi mi guardano e mi fanno i complimenti per la scelta, anche se hanno scelto tutto loro.
Sul letto trovo quello che dovrò indossare: la lingerie con reggicalze che mi aveva regalato il porco di Alessandro, una minigonna proprio mini ed una camicetta bianca parecchio sbottonata sul davanti. Al collo il mio collare come segno di appartenenza.
Ricardo e Jose si occupano di preparare le cose da mangiare ed apparecchiare i tavoli fuori. C’è però ben poco da mangiare, più che altro parecchio da bere.
Mi preparo in attesa degli ospiti che alla spicciolata si presentano a casa portando sempre altro da bere. Jose mi ha detto di rimanere in camera finché non sarà il momento. Ci penserà lui a presentarmi agli ospiti intervenuti. Sento Ricardo che fa gli onori di casa prendendosi complimenti che non gli competono. Ma tant’è.
Dopo un’oretta, Jose apre la porta della camera da letto, fuori c’è buio. Mi prende per mano e mi porta fuori.
“Per questa festa dobbiamo ringraziare Roberta, la padrona di casa” esordisce Jose “per l’inaugurazione ci ha gentilmente offerto questo buffet. Ora diamo inizio alle danze e buon appetito. Più tardi ci sarà una bella sorpresa”.
Per mano a Jose ed a Ricardo mi portano in giro per il giardino e mi presentano gli ospiti. Saranno una quindicina di persone in tutto, tra uomini e donne, in compagnia e non. Riesco a mangiare qualcosa, ma non ho fame. Mi sento tutti gli occhi addosso. Mi sento sexy e desiderata. Ho sempre il bicchiere in mano, sempre pieno. Non appena qualcuno lo vede vuoto, fanno a gara per riempirlo. Mi gira la testa e stare su questi tacchi non è il massimo. Gli ospiti mi fanno i complimenti per la mia bellezza, ma i complimenti veri se li prende Jose perché ha scelto me, hanno sentito parlare delle mie prestazioni. Arrossisco.
Ad un certo punto Jose prende la parola tenendomi vicino a sé:
“Allora amici” dice “di nuovo grazie per essere intervenuti ed aver accettato il nostro invito. Come vi avevo detto ci sarà una sorpresa, è la prima volta che lo facciamo e speriamo che vi piaccia. A noi la cosa stuzzica molto. Ricardo ed io abbiamo pensato a qualcosa di nuovo che potesse stupirvi. Stasera metteremo all’asta Roberta, padrona di casa, di nostra proprietà”.
Sono ubriaca, ma non rincoglionita, Rimango senza parole.
“Roberta rimarrà sempre di nostra proprietà, ma la cederemo per 24 ore al migliore offerente, sia uomo che donna” Continua Jose.
Sento mormorare e commentare. Alcune donne mi sembrano incazzate, altre invece non sono interessate. Gli uomini immagino che vorrebbero partecipare tutti
“La base d’asta è 1000 euro con rilanci di 100 euro. Prima di partecipare e durante l’asta potete venire a vedere da vicino la merce e toccarla con mano per saggiarne la qualità. Ricardo ed io garantiamo su tutto, ma voi avete tutto il diritto di essere sicuri. Diventando di vostra proprietà per 24 ore, potete farle di tutto, esclusa la violenza”.
Rimango immobile mentre gli ospiti intervenuti mi vengono a guardare. Vengo toccata ovunque e palpata. Le donne guardano la mia lingerie, alcune alzano la gonna per controllare meglio. Qualcuno più intraprendente, mi strizza il seno per sentire se è naturale o mi mette una mano sulla fica per sentire se ho il pelo. Le coppie confabulano tra di loro, penso stiano stabilendo il prezzo. Ricardo nel frattempo ha distribuito le palette con i numeri ai presenti. Alle coppie vengono date comunque 2 palette. Diventando io di loro proprietà potranno usarmi sia da soli che in coppia.
“Partecipo anche io” una voce dall’alto, era Michele.
“Certo, benvenuto” risponde Ricardo “ma hai a disposizione così tante euro?
“Non ti preoccupare del prezzo” dice Michele “voglio solo le stesse possibilità che hanno tutti”.
“Scendi giù, ti daremo la tua paletta” risponde Jose.
Guarda guarda se alla fine non mi conviene che io vada con Michele, almeno lo conosco.
“Base d’asta 1000 euro, rilanci da 100. La merce verrà consegnata quando verrà pagata. Ricordo che si paga solo in contanti” dice Jose “Iniziamo!”
Silenziosamente, solo alzando la paletta con il numero, l’asta parte spedita. In un batter d’occhio arriviamo a 6500 euro. In un momento di pausa, Michele viene a guardarmi da vicino e tocca ovunque.
“Merce di ottima qualità” dice Michele alzando la paletta.
Una coppia di signori piuttosto attempati risponde all’offerta. Ne seguono altre di altre persone e il prezzo arriva a quasi 10000 euro. Michele alza la paletta, mi vuole a tutti i costi ed oggettivamente faccio il tifo per lui. La sua offerta viene ancora superata. Ora siamo a 11300 euro. Vedo Michele che parla con una signora, si stringono la mano e Michele alza la paletta. Offerta superata ancora. La signora con cui aveva parlato Michele alza a sua volta la paletta. Si va avanti così fino ad arrivare 12600 euro offerti dalla signora.
“12600 e uno… 12600 e due… 12600 e tre” Dice Jose. “aggiudicata alla paletta numero 8. La prego di andare dal mio collega a dare l’impegno di pagamento”.
Michele si avvicina: - “sarai per 24 ore di entrambi. Ci siamo divisi la spesa, entrambi ti volevamo e per battere tutti ci siamo associati. Dobbiamo decidere se dividerti 12 ore ognuno, oppure averti per 24 ore tutti insieme. Preparati perché mi sei costata parecchio” e mi lancia un bacio.
“Sei un bell’acquisto, ti volevo assolutamente, mi dice la signora. “Come ti avrà detto Michele, ci metteremo d’accordo noi. Ci divertiremo”.
La serata prosegue. Vado in bagno in camera da letto e trovo Ricardo che sta scopando con una donna sul mio letto.
“Vieni qui” mi dice Ricardo “vieni a divertirti con noi”.
“Ti ringrazio, ma sono venuta solo per andare in bagno” rispondo “mi avete fatto bere troppo”.
Faccio le mie cose ed esco. Ritorno vicino a Jose, gli faccio notare che Ricardo sta scopando sul mio letto e che prima di mettermi all’asta avrebbe dovuto avvisarmi. Gli dico anche di aspettare prima di prendere il premio perché devo decidere se accettare o no, non si facesse programmi. E nel caso volessi accettare pretendo la metà di quanto ha ottenuto!
Lo saluto con un bacio ed entro in casa. Vado in camera da letto, caccio Ricardo insieme a quella sgualdrina che si sta scopando (credo che fosse qui con il compagno, se non ricordo male), chiudo la porta, mi spoglio e mi metto a letto. Sono terribilmente incazzata. L’unica cosa buona è che mi avrebbe vinto Michele e questo mi fa piacere.
La mattina dopo mi alzo e vado in cucina. C’è il mio telefono sulla penisola e sotto un biglietto di Jose: “hai ragione, abbiamo esagerato. Parlo io con la signora. Scusami”.
Jose e Ricardo non ci sono, casa è tutta un vero casino, se ne sono andati tutti e non hanno messo in ordine. Mi infilo una tuta e inizio dal giardino a rassettare tutto. Non so quante volte ho fatto avanti e indietro, ma mi serviva anche per scaricare la tensione. Ad un certo punto si affaccia Michele che mi saluta. Lo invito a scendere a prendere un caffè. In men che non si dica è già alla porta.
“Buongiorno Michele benvenuto o bentrovato” dico io educatamente.
“Buongiorno Roberta, grazie per avermi invitato e grazie per ieri sera” dice.
“A proposito di ieri sera, non farti programmi perché ancora devo dare la mia disponibilità” dico cambiando d’umore “sono contenta, credimi, che hai fatto il massimo per vincere l’asta anche se in condivisione con altri”.
“Roberta” mi dice “è da quando siete venuti a vivere qui tu e tuo marito che io ti guardo e ti desidero. Sono solo da anni, non ho figli e la vista di una coppia giovane ed affiatata mi ha rallegrato. Tuo marito è una persona educata e rispettosa. Tu sei bellissima e non sai quante volte ho fantasticato di portarti a letto. Fare quella cosa per te è stato solo un enorme piacere.
“Ti ringrazio per lo sforzo e per le belle parole. Prendiamoci il caffè e poi devo ricominciare a sistemare tutto, mi hanno lasciato casa peggio che un bordello” dico io.
Ci prendiamo il caffè e Michele si offre di aiutarmi, per quanto può a mettere a posto. Mi aiuta parecchio perché ci mettiamo davvero poco insieme, mentre parliamo e ridiamo. Non mi capitava più da tempo. Prima di andare via, sulla porta lo ringrazio con un bacio sulle labbra
“Sei stato un gentiluomo, come non se ne trovano da tempo” gli dico spontaneamente.
Prendo il mio telefono e chiamo Ivano, mio marito. Quando esce da lavoro, passerà a casa. Prima però voglio andare dall’estetista parrucchiere e voglio tornare almeno rossa com’ero prima e non bionda platino che non mi piace assolutamente. Anzi, stavolta vado da chi dico io.
Non preparo la cena, ordino due pizze per le 20:30 tanto mio marito sarà qui tra poco. Avremo il tempo di chiacchierare prima dell’arrivo del rider.
RACCONTA IVANO
Oggi inaspettatamente ho ricevuto la telefonata di mia moglie. Non ci speravo più. Mi ha chiesto di andare a casa. Passo prima per l’appartamentino che ho affittato e poi chiamo un taxi. Prima di andare da lei mi fermo a comprare una pianta, qualcosa che potrà curare e pensarmi.
Verso le 19:30 sono da lei, citofono, mi apre ed entro. Alzo gli occhi, vedo Michele che mi saluta e mi fa segno di forza. Mi fa piacere.
Entro e vedo Roberta che indossa un vestito corto che portava spesso quando era in casa da sola.
“Ohi amore eccoti, scusa non ho fatto in tempo a cambiarmi” mi dice dandomi un bacio e stringendo le sue braccia attorno al mio collo per abbracciarmi.
“Stai benissimo come sempre” le dico cercando di non far cadere la pianta e rispondendo al bacio
Dio solo sa quanto mi è mancata. Noto che ho cambiato di nuovo look, ora ha i capelli cortissimi, con un bel taglio ed un bel colore.
“Ti stanno bene i capelli così, sembri ancora più giovane” le dico.
“Adorabile bugiardo” mi dice sorridendo “ma apprezzo tanto il tuo complimento. Grazie” mi dice in maniera allegra.
Roberta appoggia la pianta e poi ci mettiamo sul divano. Le chiedo come sta andando, si adombra un pochino e mi racconta tutto. Passo dall’arrabbiato all’eccitato più volte nello stesso momento. Giuro che, se avessi adesso ora sotto le mani quel porco del mio capo, lo legherei alla macchina e lo farei correre come dico io.
Stiamo agli estremi opposti del divano, io la guardo e la trovo bellissima come sempre, anzi di più. Questa esperienza, secondo me, le ha donato quel pizzico di consapevolezza di essere sexy e desiderata che la rende ancora più affascinante.
“Ma amore, mi ascolti quando parlo?” mi dice ridendo “sembri incantato”.
“Se tu fossi qui al posto mio e vedessi la bellissima creatura che ho qui davanti” rispondo “anche tu saresti incantata”.
Vedo Roberta che arrossisce e vedo una lacrima solcare il suo viso. Mi avvicino per asciugarla e lei mi salta letteralmente addosso. Mi bacia dappertutto, mi spoglia praticamente strappandomi i vestiti. Io le tolgo il vestitino corto che portava e sotto non aveva intimo, era nuda, bellissima.
Mi sdraia sul divano e continua a baciami, siamo nudi entrambi. Con baci dolci e passionali piano piano scende lungo il mio corpo, mi lecca e mordicchia i capezzoli. Sa bene quanto lo adoro. Continua a scendere leccando e baciando ogni centimetro del mio corpo. Arriva nei pressi del mio cazzo che già svettava ed era pronto, ci gira attorno. Mi lecca l’interno coscia, mi lecca le palle e le prende in bocca una alla volta. Mi lecca e bacia l’asta e di nuovo si dedica alle palle. Sto impazzendo, vorrei che se lo mettesse tutto in bocca. Finalmente dopo qualche minuto di tortura appoggia le labbra sulla cappella, mi guarda, apre la bocca e lo infila tutto dentro. Dio santo che bello, sto impazzendo. Lo lavora con maestria con le labbra e con la lingua. Sento che succhia, sento la lingua e le labbra. Non resisto più, è tanto che non sborro
“Posso venirti in bocca?” le chiedo.
“Devi farlo, non lo devi chiedere” mi risponde e riprende a succhiarmi il cazzo.
Penso siano passati 15 secondi e le scarico in bocca tanta sborra calda. È bellissimo, è la prima volta che lo faccio con lei. Continua a succhiare e leccare, stringe l’asta e la rilascia. Mette le labbra sulla punta del cazzo e aspira l’ultima goccia dopo aver delicatamente stretto con la mano tutta l’asta. Mi guarda soddisfatta, contenta. Io ero al settimo cielo. Sono durato pochissimo, ma chi avrebbe resistito davanti a quella splendida creatura?
Suona il citofono, Roberta va a rispondere. Chi sarà ora che rompe?
“Si ti apro subito, entra” dice.
“Ma non ti vesti?” domando io.
“No”, mi risponde, fammi divertire.
Era il rider delle pizze. Roberta gli apre la porta tutta nuda. Il ragazzetto rimane senza fiato e senza parole. Lo vedo in imbarazzo, al contrario di mia moglie che mostra sicurezza.
“Rimani lì impalato o vuoi darmi le pizze?” dice Roberta ridendo.
“No, mi scusi, ecco signora le sue pizze” risponde il povero ragazzetto “sono 18 euro”.
Roberta prende le pizze e le porta sulla penisola della cucina e ritorna con una banconota da 20 euro.
“Tieni pure il resto” gli dice “buona serata”.
“Buona serata a lei signora” risponde balbettando “e… complimenti”.
Roberta chiude la porta ridendo. Prima non l’avrebbe mai fatto. Ora sa che il suo corpo è un’arma mortale. Dopo aver mangiato la pizza e bevuto un paio di birre, ce ne andiamo in giardino a prendere un po’ d’aria ed a fumare. Tutta questa storia ci aveva fatto tornare la voglia di fumarci una sigaretta dopo occasioni speciali. Lei aveva indossato di nuovo il suo vestitino corto ed io avevo un paio di pantaloncini e una maglietta. Ogni tanto ridevamo ripensando alla faccia del rider, poverino. Lo avevamo preso in giro, ma non penso che gli abbiamo fatto niente di male. Mi piace guardarla ridere spensierata. All’improvviso mi avvicino a lei e la bacio. Scatta di nuovo quell’istinto maialesco ad entrambi. Continuiamo a baciarci mentre rientriamo a casa, ci togliamo quelle poche cose che avevamo addosso e sempre baciandoci, ci buttiamo sul nostro letto. La faccio sdraiare ed inizio a leccarle la fica, mi era mancato il suo sapore nella mi bocca.
Gioco con il suo clitoride, lo mordicchio e lo succhio. Vedo che si contorce perché sta avendo un orgasmo. Mentre la lecco, allungo le mani ed afferro i seni con cui gioco. Prendo i capezzoli, li stringo tra le mie dita stando attento di non farle male. Continuo a leccarla salendo lungo il suo corpo. Sono in ginocchio sopra di lei, stringo il mio cazzo tra il suo seno, lei allunga la lingua e cerca di leccarlo. Lo libero dalla morbida morsa e glielo metto direttamente in bocca. Lo succhia avidamente, con tanta voglia. Sto impazzendo di piacere. Roberta lo capisce, si ferma e mi spinge via dal suo corpo. Ora è lei a salirmi sopra. Mette la sua fica sul mio viso e la struscia. Più la struscia e più si bagna e più la lecco con gusto. Cerco di passare la lingua tra fica e culo. Scende strusciando la fica umida sul mio corpo, afferra il mio cazzo con la sua mano, lo punta verso la fica e ci si impala sopra. Mi dice di stare fermo, di non muovermi che avrebbe fatto tutto lei. Io la guardavo e basta: gli occhi chiusi perché si sta godendo il momento. Alterna movimenti avanti e indietro con movimenti su e giù. Si sta godendo tutto ed io davanti a me ho uno spettacolo sublime. Il suo seno grosso all’insù che si muove al ritmo dei colpi che dà al mio cazzo.
“Sto per venire amore” dico io.
“Shhh… goditi questo momento e fai quello che devi fare” mi risponde.
Dopo pochi colpi, veniamo insieme: io scarico dentro di lei una bella sborrata bollente. Lei scarica sul mio cazzo i suoi umori, lo sento distintamente. Continua a muoversi finché esausta si getta su di me, tendo dentro il mio cazzo. Mi bacia dolcemente e ci guardiamo piangendo.
“Voglio andare avanti amore, ti prego” mi dice.
“Tutto quello che vuoi amore mio” rispondo “se fa stare bene, va bene anche a me”
Fa uscire il mio cazzo dalla sua fica, lo mette in bocca e lo pulisce bene bene prima di chiedermi di rimanere a dormire lì con lei. Cosa che faccio più che volentieri.
La mattina dopo mi alzo cercando di non fare rumore, mi vesto in salone ed esco. Chiamo un taxi per farmi riportare al mio appartamento perché devo cambiarmi per andare al lavoro.
Continua al Capitolo 13
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