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TRASFORMAZIONE DI MIA MOGLIE ROBERTA CAP. 10


di ackermax
30.07.2025    |    4.040    |    0 9.2
"Passati un po’ di minuti facendole le coccole, le dico che ho bisogno di parlarle..."
Piccola premessa: questo racconto ha una base reale, un fatto davvero avvenuto. Il resto è solo frutto della mia fantasia.
Grazie, buona lettura.

RACCONTA IVANO
Finalmente è andato via il bastardo. Ho sentito come ha trattato mia moglie. Sono arrabbiato e basta. Anche Jose e Ricardo se ne sono andati, non so se ritorneranno, non so niente. Ero chiuso qui nella camera degli ospiti perso nei miei pensieri. Dopo un po’ sento bussare alla porta:
“Amore posso entrare?” mia dice mia moglie.
“Certo Roberta, puoi entrare” rispondo freddamente e arrabbiato.
“Smettila scemotto, per due giorni saremo io e te da soli, nessuno mi romperà le scatole” dice mia moglie.
“Sicura?” chiedo io.
“Ho la parola di Jose e Ricardo” risponde.
“Mi sei mancata amore mio” dico io.
“Anche tu amore” risponde subito mia moglie e ci stringiamo in un abbraccio lungo.
“Allora come è andata? E con il capo” dico io curioso “ho sentito che è stato duro e violento, lo stronzo”.
“Non mi va di parlarne, voglio solo godermi questi giorni con te e discutere se andare avanti o no” dice Roberta “ah, prima che mi dimentichi, domani mattina alle 9 il tuo capo ti vuole nel suo ufficio. Devi essere puntuale”.
Chissà cosa vorrà dirmi, penso, sono curioso. Mi alzo, prendo per mano mia moglie che si era messo il suo pigiama “antistupro” ma che adoro e ce ne andiamo a letto, da soli finalmente.

La mattina dopo mi alzo presto, faccio colazione e faccio trovare tutto pronto a Roberta. Esco in maniera silenziosa, prendo la mia auto e vado al lavoro. Sono davvero curioso di quello che vorrà dirmi, sempre che voglia dirmi qualcosa e non voglia licenziarmi. Quando arrivo in ufficio sono le 08:30 ed i pochi colleghi presenti rimangono sorpresi nel vedermi così presto. La stanza del capo è già illuminata, sento che parla al telefono. Dopo un quarto d’ora si affaccia per vedere chi ci fosse in ufficio e vedendomi urla il mio nome.
“Ivano, visto che sei qui, vieni subito così ci togliamo questo dente” dice urlando.
I miei colleghi sono ammutoliti, io sono preoccupato ma vado nel suo ufficio, chiudo la porta e mi metto davanti alla scrivania in attesa che faccia qualche cenno. Nel frattempo ha squillato il telefono e sento che parla con qualcuno, ma non riesco a capire chi sia l’interlocutore.
“si si, ieri sera è andata benissimo… (voce al telefono non riconoscibile) è stata fantastica direi, ma la prossima volta lo faremo da me alle mie regole... () ora ho qui davanti il marito… () si si ma non preoccuparti, se devo dire qualcosa la dico, lo sai bene come sono fatto no? () penso che dovremo cercare il modo di inserirla nella nostra scuderia, ci farebbe fare un bel salto di qualità anche in clientela allargando la nostra rete di amicizie () no, non lo so se ha altre amiche da presentare, proveremo a chiederlo la prossima volta () ok ok ma devo chiamare quei due per prenderci appuntamento () si è vero che ho il marito qui davanti, ma lui non conta nulla () non preoccuparti, ci penso io ora, ciao ci sentiamo dopo”.
E chiude la telefonata guardandomi.
“Allora Ivano, accomodati pure, vuoi fumare?” dice il capo.
“No Capo grazie” rispondo.
“Quando siamo da soli, chiamami Alessandro, ora condividiamo la stessa donna, no?” dice ridendo.
Questa cosa mi fa rabbia, ma voglio sentire dove vuole arrivare.
“Come avrai ben capito, stavo parlando con altre persone di ieri sera, persone interessate a tua moglie. Ieri sono stato un tantino brusco, ma mi piace fare sesso così” dice Alessandro “queste persone molto importanti vorrebbero inserire Roberta nella loro scuderia. La cosa permetterebbe a lei di fare tante conoscenze importanti e di sfruttare queste conoscenze. A noi permetterebbe di consolidare la nostra rete e di ampliarla, che ne pensi?”
“Alessandro” rispondo balbettando “questa cosa ci ha travolto come un fiume in piena, non sospettavo minimamente il potenziale di mia moglie che devo dire ha sorpreso anche me. Certo è che non posso prendere da solo questa decisione, ne devo discutere con lei. Ci hanno concesso due giorni di libertà per farla riposare e per stare insieme. Dovremo anche e soprattutto discutere del nostro futuro.”
“Hai ragione Ivano, vi diamo tutto il tempo che volete per prendere una decisione” dice il capo “Ma questo tempo non dovrà essere infinito. Io e le altre persone aspettiamo una risposta. Nel frattempo abbiamo deciso, per ringraziarti della discrezione e della collaborazione, di affidarti un nuovo dipartimento. Il tuo stipendio sarà raddoppiato e sotto di te ci saranno altre tre persone che assumeremo, oppure sposteremo all’interno dell’azienda se hai persone di fiducia. Questo a prescindere dalla vostra risposta”.
“Alessandro mi lasci senza parole” riesco solo a dire “ti ringrazio, non ho fatto nulla di speciale, ho solo accettato il volere di mia moglie”.
“Bene” dice Alessandro alzandosi “ora vai all’ufficio personale dove ti faranno firmare il nuovo contratto. Inizi da ora, buon lavoro” e mi porge la mano.
“Grazie Alessandro” rispondo “farò del mio meglio”.

Torno a casa alle 19, stanco ma soddisfatto. Ho preso possesso del mio nuovo ufficio, ho visto i curricula di alcune persone all’interno dell’azienda ed ho chiesto al personale di selezionarmene alcuni dalle persone che lo hanno inviato in azienda.
Entro a casa e vedo Roberta che sta cucinando, mi sembra rilassata. Abbiamo poche ore ancora per goderci questa tranquillità e poi chissà. Le vado dietro, la abbraccio forte e le do un bacio sul collo. Si gira, bellissima più che mai, occhi che luccicano mi guarda e mi chiede come è andata. Rispondo che Alessandro mi ha affidato un nuovo dipartimento con tre persone sotto di me che posso scegliere, ma soprattutto mi ha raddoppiato lo stipendio.
“Allora dobbiamo festeggiare” mi dice contenta “ora ceniamo, ho preparato la tavola”.
Dopo essermi cambiato, torno in salone dove Roberta mi fa trovare una splendida cenetta che gustiamo insieme. Dopo cena ci mettiamo sul divano, metto un po’ di musica di sottofondo, abbraccio mia moglie e la porto al mio petto. Passati un po’ di minuti facendole le coccole, le dico che ho bisogno di parlarle.
“Amore, abbiamo ancora poche ore di tranquillità” dico “come vogliamo comportarci? Le nostre vite sono cambiate. In meglio o in peggio, non lo so, ma dobbiamo decidere cosa fare”.
“Amore mio” dice Roberta “non lo so, credimi. Vorrei dire basta per ritornare alla mia vita precedente. Ma in questi giorni davvero mi sono sentita importante. Ho conosciuto tante persone, forse fin troppe, ma escludendo Alessandro, nessuna di loro mi ha mai fatto veramente del male. Jose e Ricardo, per quanto tu non possa crederlo, mi hanno trattata bene ed hanno rispettato i loro impegni. Ma se vuoi che io smetta, io smetto”.
“No amore” rispondo “non sono io che devo decidere se farti smettere. Lo dobbiamo decidere insieme.”
Roberta mi guarda, rimane in silenzio e mi dice che non vuole smettere. Le piace. Accetto la sua decisione e la bacio. Mia moglie si accorge della mia eccitazione e senza che io chieda niente, mi tira fuori il cazzo e mi fa un pompino sublime, culminato con una ricca sborrata nella sua bocca. Cosa che fino ad ora non era mai accaduta. Dopo avermi pulito bene il cazzo e bevuta anche l’ultima goccia, mi bacia appassionatamente. Aveva ingoiato tutto, ma il mio sapore le era rimasto sulla lingua. Siamo andati a letto a fare l’amore, il più bello ed il più intenso che abbiamo mai fatto.

La mattina dopo mi alzo e lascio dormire Roberta, ha bisogno di riposare e recuperare. Vado a fare colazione al bar prima di andare al lavoro, dove continuo nell’organizzazione del mio nuovo ufficio tra documenti e selezione del personale. Quando torno a casa è tardi, Roberta ha già cenato e mi sta aspettando sul divano. Mi sembra arrabbiata, spero non per il mio ritardo.
“Amore che hai, che succede” chiedo “scusa per il ritardo, ma tra organizzazione e riunioni non ho avuto un attimo. Quando stavo per andare via, mi ha chiamato Alessandro che ha voluto sapere come stava andando e mi ha chiesto di partire al più presto!”
“E’ che pensavo che avremmo passato più tempo insieme in questi due giorni, ma capisco che il nuovo progetto ti ha impegnato” risponde “domani mattina vado in palestra. Jose e Ricardo mi hanno scritto, mi aspettano lì. Si ricomincia. Poi domani si trasferiranno entrambi da noi, come avevano progettato”.
“A questo punto credo che cercherò un appartamentino per me. Non mi va di stare qui con loro” rispondo “con l’aumento di stipendio, posso permettermelo, facendo qualche sacrificio”.
Andiamo a letto, sono arrabbiato, ma Roberta sa come farmela passare. L’ha sempre saputo fare, ma in questi giorni ha solo affinato le tecniche. La mattina si sveglia prima di me, si avventa sul mio cazzo e mi fa una pompa sublime. Ormai non spreca più nemmeno una goccia. Ci avevo provato in tutti i modi a fargliela bere, ma alla fine avevo rinunciato. Poi sono arrivati sti due e ci sono riusciti.
Facciamo colazione insieme e vado al lavoro. Lascio le chiavi di casa e le chiavi della macchina. Oggi in ufficio proverò a cercare un appartamento, magari vicino al lavoro.

Continua al cap. 11
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