tradimenti
Il cazzo del giovane stagista 5
16.09.2025 |
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"Non appena si sente soddisfatto del mio lavoro, tira di nuovo il guinzaglio e porta il mio viso davanti al suo..."
Per fortuna quando torno, Carlo non è ancora a casa. Controllo il cellulare e c’era un suo messaggio che diceva di non aspettarlo che avrebbe fatto tardi. Meglio così, purtroppo.Il sabato mattina partiamo con Carlo per il nostro weekend in moto durante il quale cerco di non pensare a quanto successo. Mi faccio delle belle scopate con mio marito, cercando di evitare di dargli il culo mettendo la scusa che mi fa male per colpa della sella.
“Lunedì cerco un tappezziere per far rifoderare e imbottire la sella” mi dice “hai ragione, è scomoda”.
Poverino, se invece sapesse…
Il lunedì arrivo in ufficio, c’è solo Sara alla quale chiedo se sia tutto a posto. Mi dice che è tutto rientrato, ma che venerdì non è proprio riuscita a venire. Vuole sapere come è andata e quando ha saputo che eravamo soli ha fatto un sorrisino ammiccante.
“Abbiamo mangiato e parlato di lui e del lavoro” gli dico “non ho nemmeno bevuto perché avrei dovuto guidare. Anzi a proposito, dove sta Leonardo?”
“Ha chiamato stamattina che avrebbe ritardato un’oretta” mi dice Sara.
Va bene, andiamo a prenderci un caffè e poi iniziamo dai.
Dopo cica un ora arriva Leonardo, che bussa alla mia porta.
“Vieni entra” gli dico “cos’è successo che arrivi tardi? Stavolta va bene, ma che non diventi una prassi”.
Leonardo si avvicina a me e mi guarda fissa negli occhi.
“Togliti il perizoma e dammelo, ora” mi ordina.
Senza capire niente, faccio quello che mi chiede. Mi alzo la gonna e tolgo il perizoma che gli consegno.
“Se fai la brava lo riavrai a fine giornata” mi dice mentre lo mette in tasca “ci vediamo dopo, se hai bisogno, chiama”.
Ma cosa cazzo mi avrà fatto questo ragazzo? Mi ha come ipnotizzata. Ho voglia di desiderio di lui.
Ogni volta che Leonardo entra nel mio ufficio da solo, per prima cosa si mette dietro di me, poi tenendo il mio perizoma in mano, lo appoggia sulla scrivania. Infine prende sempre la mia mano e la appoggia sul suo cazzo duro. Qualche volta viene quando Sara si allontana e con una scusa lo tira fuori e se lo fa baciare, a porta aperta. Dio che darei per averlo ancora.
“Stasera alle 19 a casa mia” mi scrive con un messaggio Leonardo “se rivuoi il tuo perizoma”.
Rispondo solo ok, senza pensare se avessi potuto o no. Avviso Carlo che stasera tardo, ogni tanto poteva capitare, quindi non fa domande. D’altronde i nostri ruoli nelle aziende di cui eravamo dipendenti, spesso imponevano orari imprevisti.
Saluto Sara ed esco, vado in garage a prendere la macchina per andare da Leonardo. Sono senza perizoma e sono tutta bagnata. Ho una voglia matta di lui. Ogni volta che si avvicinava, gli sarei saltata addosso, per non parlare delle volte che mi faceva baciare il suo cazzo. Glielo avrei preso in bocca fino a farlo sborrare, ma non era possibile. Devo solo stare attenta che non mi faccia video o foto però.
Parcheggio e salgo da lui. Mi fa trovare la porta aperta, entro e lo trovo nudo sul divano. Il suo bel cazzo è a riposo, ma sempre bello. Gioca con il mio perizoma facendolo roteare sul dito medio.
“Volevi questo zoccola?” mi dice riferendosi al perizoma “o volevi questo” stavolta indica il suo cazzo.
“Voglio tutt’e due le cose” dico io.
“Allora se davvero li vuoi” mi dice “spogliati lì e vieni qui a quattro zampe, come fanno le cagne ubbidienti”.
“Sì signore” dico mentre sto tremando dalla voglia.
Faccio tutto quello che mi dice. Mi spoglio tutta, completamente. Poi mi inginocchio e camminando a quattro zampe vado verso di lui. Non appena arrivo nei pressi, mi mette un piede davanti alla bocca. Senza che mi dica nulla, inizio a leccarlo come gli piace. È il turno dell’altro piede che lecco con molta passione.
“Bene troia, ti sei guadagnata il mio cazzo oggi” mi dice “a lavoro sei stata brava, ma possiamo fare di più. Ci penso e da domani vediamo cosa possiamo fare. Ora succhiami il cazzo e vattene. Ho voglia di sborrare adesso”.
Obbedisco senza battere ciglio, gli lecco bene bene il cazzo fino a quando, prima di sborrare mi fa togliere e schizza sul mio perizoma. Lo strofina bene e con lo stesso si pulisce il cazzo.
“Ora indossalo” mi dice.
Lo prendo dalle sue mani e lo indosso come mi ha chiesto.
“Ora vestiti e vattene, a domani” mi dice umiliandomi.
“A domani” riesco solo a dire.
In macchina mi tocco in continuazione perché la mia fica aveva voglia del suo cazzo ed è rimasta senza. Mischio i miei umori con lo sperma di Leonardo sul perizoma e mi metto in bocca i due sapori immaginando che ci sia il suo cazzo.
Quando arrivo a casa, Carlo è sul divano a guardare la televisione.
“Pensavo tornassi più tardi” mi dice
“Lo pensavo anche io” rispondo “ma poi abbiamo finito prima. Almeno per oggi”.
“Meglio così dai. Vieni qui sul divano con me, io intanto ordino qualcosa per cena, non mi va di cucinare, sono stanco” mi fa Carlo.
“Si va bene, ma allora ne approfitto per andare a farmi una doccia” gli dico.
Mentre sto facendo la doccia, sento Carlo che entra nudo, si appoggia a me e mi penetra con dolcezza.
“Ho voglia di fare l’amore con te” mi sussurra in un orecchio.
“Anche io ho voglia” gli dico e lo facciamo sotto la doccia.
Quando il rider suona, noi abbiamo finito da poco e siamo entrambi in accappatoio. Va mio marito a prendere l’ordine e lascia una bella mancia al ragazzo complimentandosi per la velocità.
Dopo cena ci mettiamo sul divano accoccolati a guardare la televisione. Prima di andare a letto guardo il cellulare come faccio sempre in caso ci fossero novità lavorative. Trovo un messaggio di Leonardo che mi ordina di non mettermi il reggiseno l’indomani mattina in ufficio.
Nonostante l’influenza che il ragazzo ha su di me, la mattina mi vesto normalmente indossando il reggiseno.
Quando arrivo in ufficio, lui è lì alla sua scrivania. Sara non è ancora arrivata. Mi guarda passare e mi segue in ufficio
“ti avevo detto senza reggiseno” mi dice arrabbiato
“non posso, ho una dignità ed un ruolo! Non posso passare per quello che non sono qui dentro” gli rispondo piccata.
Esce dall’ufficio ancora più arrabbiato di quando era entrato. Così ho paura di perderlo, ho bisogno del suo cazzo. Faccio quello che vuole, ma devo parlargli. Lo chiamo e gli dico di venire.
“Dimmi Martina” mi dice.
“Chiudi la porta” gli rispondo ferma.
Dopo che Leonardo ha chiuso la porta dell’ufficio, mi tolgo la giacca, sbottono la camicetta e mi tolgo il reggiseno come mi aveva chiesto.
“Dammelo” mi dice.
E senza controbattere glielo consegno. Si avvicina pericolosamente al mio viso, alla mia bocca. Vorrei baciarlo, possederlo! Mentre sta vicino, con la sua mano libera afferra un capezzolo e lo stringe tra le sue dita. Non sento dolore, ma ho come la sensazione di avere un fiume che scorre tra le gambe. Mi salva Sara bussando alla porta.
“Buongiorno” dice Sara “che succede che già c’è la porta chiusa?”
“Buongiorno Sara” rispondo “non succede niente, quando è entrato Leonardo evidentemente gli si è chiusa alle spalle”.
Sara mi guarda e annuisce, ma non ne è convinta. Andiamo insieme a prendere il solito caffè della mattina.
“Martina, stamattina ti sei dimenticata qualcosa?” mi dice mentre stavamo sole in corridoio.
“Lascia stare” le rispondo “stamattina mi dava così fastidio che l’ho tolto. Non lo sopportavo”.
La giornata in ufficio prosegue normalmente. Durante le pause con i colleghi o durante le riunioni ho indossato la giacca così da non far vedere cose che altri non dovevano vedere. Leonardo invece ogni tanto veniva in ufficio con la scusa del lavoro e i infilava dentro la sua mano tormentando i miei capezzoli. Non riuscivo a dirgli di no, avrebbe potuto scoparmi lì sulla scrivania davanti a tutti e glielo avrei lasciato fare. Esercitava un potere pazzesco su di me.
A metà pomeriggio mi arriva un messaggio sul cellulare, era Leonardo: ore 19:00 a casa mia. Non puoi dire di no.
Rispondo che va bene. Così chiamo mio marito e con la scusa di dirgli che non sarei tornata a cena, chiedo come va.
“Mannaggia proprio stasera che avevo organizzato una cosetta per noi” mi dice.
“Che avevi in mente?” gli chiedo.
“Non te lo dico, sposto questa cosa alla prima occasione utile” mi risponde “ci vediamo quando torni allora”.
Alle 19 sono puntuale all’appartamento dove abita Leonardo. Mi apre la porta ed è tutto buio. Mi dice di spogliarmi lì. Faccio come vuole Leonardo e dopo essere rimasta nuda, mi fa indossare una maschera di pelle sulla testa. Ha le aperture solo su bocca e narici. Poi mi mette un collare e sento che attacca un guinzaglio.
“Mettiti a quattro zampe” mi ordina.
Dopo che mi metto giù, sento un liquido freddo che viene messo sul mio buchino e subito dopo sento che inserisce qualcosa di freddo. Fa un po’ resistenza, ma dopo avermi lubrificata bene, sento che entra.
“Sei la migliore cagna che io abbia mai avuto” mi dice “andiamo!”
Mi trascina tirando il guinzaglio, io lo seguo. Mi porta in giro per casa come se portasse davvero a spasso un cane. Mi porta fino in camera da letto, mi fa salire sul letto e mi pianta direttamente il suo bel cazzo in bocca. Quasi non respiro, me lo spinge fino in gola, comanda lui tirando il guinzaglio. Non mi staccherei mai da questo bel cazzo, mi piace da impazzire.
Toglie il suo cazzo dalla bocca e mi passa dietro e mi mette il cazzo in fica. Mi scopa con violenza, spinge forte. Mentre mi scopa, tira il guinzaglio così che io sia costretta a tenere alta la testa e spinge quel plug che mi ha messo nel culo. Sto impazzendo, sto godendo.
“Sei proprio una brava cagna” mi dice “poco ubbidiente, ma brava” e mi dà un ceffone sul culo che mi fa impazzire in un orgasmo pauroso.
Toglie il plug dal culo e lo riempie subito con il suo cazzo, mi sfonda, mi squarta ma lo voglio sempre, non ne posso fare a meno! Mi sborra nel culo, tutto dentro. Subito dopo che esce mi mette di nuovo il plug
“Non ti azzardare a toglierlo” mi ordina “devi tornare a casa con dentro la mia sborra”
Poi mi toglie la maschera e mi mette il suo bel cazzo di nuovo in bocca. Lo pulisco bene ovunque e me lo succhio bene bene per un po’. È sempre duro e pronto a scopare.
Non appena si sente soddisfatto del mio lavoro, tira di nuovo il guinzaglio e porta il mio viso davanti al suo.
“Oggi mi hai disobbedito” mi dice “che non succeda mai più altrimenti questo cazzo te lo scordi, capito troia?”
“Sì signore” rispondo mentre sto tremando ancora dalla voglia, con le farfalle nello stomaco e un fiume in piena dalla fica “ho capito”.
Mi bacia in maniera appassionata, poi si allontana un attimo e quando torna ha in mano il mio reggiseno ed una scatoletta.
“Rivestiti, poi ti dico quello che devi fare” mi dice “ma non aprire la scatoletta”.
Prendo le mie cose, mi rivesto e torno da lui.
“Domani mattina quando arrivi in ufficio, vai nel tuo bagno e segui alla lettera le istruzioni che trovi nella scatoletta” Mi dice “Non oggi, non stasera. Domani in bagno. Poi mi mandi un messaggio. Hai capito?”
“Ho capito” gli rispondo ma potrebbe dirmi qualsiasi cosa.
“Ho ancora voglia della tua bocca prima che torni a casa” mi dice mettendo la mia mano sul suo pacco di nuovo duro.
Non me lo faccio ripetere due volte. Lo prendo in bocca e me lo lavoro bene come piace a me ed a lui, visto che lo sento gemere.
“Bevi tutto per bene zoccola” mi dice “altrimenti sporco il divano e la padrona di casa si incazza”.
Spinge quindi la testa sul suo cazzo e mi spruzza la sua crema in gola. Ingoio tutto e lo pulisco bene. Farei tutto pur di avere il suo bel cazzo sempre!
“Adesso hai la mia sborra nel culo ed in bocca, puoi anche andare a casa, ci vediamo domani in ufficio” mi dice spostandomi con forza.
“A domani” gli dico.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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