tradimenti
Il cazzo del giovane stagista 6
17.09.2025 |
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"Mi sento gli occhi addosso di tutti, ognuno di loro vorrebbe scoparmi, lo sento da come mi guardano..."
In macchina non posso non pensare a quanto sta succedendo. Dovrei dirlo a Carlo ma ormai è tardi, avrei dovuto farlo subito. Mi sento in colpa, vorrei farla finita, ma non appena mi trovo davanti a Leonardo non capisco più niente, mi sento come una ragazzina al primo appuntamento.Quando arrivo a casa, Carlo sta guardando la tv sul divano.
“Ciao amore, bentornata” mi dice “hai mangiato?”
“Ciao amore” gli rispondo “no, non ho mangiato, ma ora ho bisogno di andare in bagno”.
Vado in bagno, mi spoglio e tolgo il plug che mi aveva messo come tappo. Qualcosa esce dal mio culo, lo raccolgo con le dita e me le lecco. Lecco anche il plug prima di sciacquarlo e nasconderlo. Voglio ancora il sapore di Leonardo. Solo al pensiero mi bagno.
Metto il plug in un fazzoletto e lo metto in borsa, nascosto. Vedo la scatoletta che mi ha dato Leonardo; vorrei aprirla, voglio rispettare quanto mi ha chiesto.
Metto tutti i panni a lavare, mi metto una maglietta larga ed un pantaloncino e vado da Carlo sul divano.
“Io ho mangiato” mi dice “ora ti preparo un piatto di pasta veloce, ci metto poco”.
“Non preoccuparti” gli rispondo “mi basta un toast, non ho tanta fame”.
Dopo mangiato, appoggio la testa su di lui e sento dopo un po’ il suo cazzo che si muove. Allunga una mano e inizia a giocare con il mio seno. Il suo cazzo ormai è duro. Non mi va molto adesso, ma non posso dirgli di no. Apro i suoi pantaloncini, glielo tiro fuori e me lo metto in bocca. Dopo un po’ che lo sto lavorando, mi siedo su di lui e me lo metto in fica. Mentre lo cavalco, mi toglie la maglietta per giocare con il mio seno.
“Prendimelo in bocca” mi dice “voglio farti bere”.
“Rimaniamo così, vienimi dentro” gli rispondo simulando un orgasmo.
Aumento il ritmo finché non lo sento scaricare tutta la sua sborra dentro di me. Rimango su di lui per parecchi minuti, baciandolo ovunque ma mai in bocca.
Quando ormai la sua erezione è terminata, mi tolgo e vado a lavarmi. Mi dispiace averlo trattato così, ma voglio tenermi il sapore di Leonardo in bocca.
“Io vado a letto” dico a Carlo “mi sento stanca, è stata una giornata lunga”.
“Vai, finisco di vedere questa cosa e poi ti raggiungo” mi risponde Carlo.
A letto sono nervosa, non mi piace comportarmi così, non l’ho mai fatto, ma non riesco a farne a meno. Domani provo a sentire l’ufficio del Personale se lo sposta in un altro ufficio. Il problema è che se mi chiedessero il motivo, io che gli dico? Non posso nemmeno dire che lavora male perché non è vero. Sara ed io siamo soddisfatte del suo lavoro, io di più però. E mi addormento sorridendo.
Stamattina non ho voglia di andare a correre, non mi sento in forma, ma vado lo stesso in ufficio. Ho un importante riunione e sono curiosa di aprire la scatoletta di Leonardo.
Oggi mi vesto sexy, alla riunione ci sono parecchi uomini che pagherebbero per avermi e so di avere una certa influenza su di loro. Quindi gonna a tubino bianca, sopra una camicetta blu scura con effetto vedo e non vedo con motivi tipo venature di marmo. Scarpe rigorosamente con tacco.
Intimo nero. La gonna non è trasparente, ma stretta il giusto per far capire quello che indosso. Capelli legati in alto e occhiali da vista, oggi niente lenti a contatto.
Oggi faccio girare anche i ciechi, mi guardo allo specchio nell’ascensore e mi piaccio tanto. Peccato che non sono propriamente in forma.
Lungo i corridoi dell’azienda ho tutti gli occhi addosso. Arrivo in ufficio. C’è solo Leonardo, Sara da quando c’è lui se la prende con un po’ più di calma la mattina, a me va bene.
“Buongiorno Leonardo” gli dico.
“Buongiorno Martina” mi risponde mentre gioca con il cellulare “quando hai bisogno, chiama”.
Ho capito cosa intendeva. Chiudo la porta alle spalle, apro un pochino le finestre per far passare aria e vado in bagno. Apro la famosa scatoletta e trovo un ovetto e delle istruzioni. Devo collegare via Bluetooth l’ovetto al mio cellulare e poi inserirlo in fica. Leonardo mi dice inoltre di togliermi il perizoma. Ma come gli vengono in mente queste cose? Ma proprio oggi?
Comunque lo faccio, mi è bastato guardarlo negli occhi stamattina per cedere da qualsiasi azione volessi fare contro di lui.
Scarico l’applicazione e collego l’ovetto al mio cellulare. Tiro su la gonna e tolgo il perizoma, che metto subito in borsa. Lubrifico l’ovetto con la mia saliva e intanto mi tocco per far bagnare la mia fica. Non serve tanto, mi basta pensare a Leonardo che mi scorre un fiume.
Inserisco l’ovetto dentro e mando un messaggio a Leonardo. Faccio poi ritorno nel mio ufficio. Leonardo entra insieme a Sara.
“Buongiorno Sara” le dico “andiamo a prendere il solito caffè?”
Mentre parlo con Sara, Leonardo continua ad armeggiare con il suo cellulare. Noi usciamo verso il bar interno, Leonardo ci cammina dietro. Mi piace fargli vedere il mio culo anche se lo conosce bene. Voglio che lo desideri ancora.
Improvvisamente sento vibrare l’ovetto dentro di me. Mi fermo e ansimo. Sara si preoccupa e mi chiede se sia tutto a posto.
“Si si tutto ok, solo una fitta” le dico.
Mi giro verso Leonardo che sta ridendo, bastardo. Lo spenge ed accende in continuazione, aumenta e diminuisce la vibrazione, sto impazzendo. Già il fatto che mi camminasse dietro guardandomi il culo mi stava facendo eccitare. Adesso con questo coso dentro, praticamente rischio di avere un orgasmo senza nemmeno toccarmi. Al bar, mentre prendo il caffè lo aziona di nuovo e per poco non mi butto tutto addosso. Lo guardo arrabbiata ma eccitata.
Alle 11 vado in riunione, è il mio turno di fare la presentazione del mio progetto e la descrizione minuziosa di dove siamo arrivati fino ad ora insieme ai miei collaboratori. Mi sento gli occhi addosso di tutti, ognuno di loro vorrebbe scoparmi, lo sento da come mi guardano. Il boss ci ha provato tempo fa, ma ha capito che non faccio carriera con il mio corpo e da allora mi rispetta di più. Mostrarlo non significa cederlo.
Mentre sto descrivendo il nostro lavoro, vedo entrare Leonardo. Si siede in fondo alla platea. Dopo un po’ accende l’ovetto in maniera molto leggera, lo sento e riesco a resistere. Ad un certo punto aumenta la vibrazione. Mi fermo e faccio un bel respiro. Il boss si avvicina preoccupato.
“Tutto a posto capo” gli dico “solo che stamattina non mi sentivo un granché bene, ma non potevo non descrivere tutto il nostro lavoro oggi”.
“Se vuoi facciamo 5 minuti di pausa” mi dice.
“No, no, voglio finire e magari dopo vado a casa” gli dico.
Leonardo sa di aver esagerato, gli lancio un’occhiata che penso l’abbia capito. Riprendo la mia presentazione e dopo un po’ riprende a vibrare l’ovetto. Lo fa vibrare in maniera leggera e continua. Ogni tanto aumenta leggermente e diminuisce. Ci ha preso mano ed io ci sto prendendo gusto. Sotto sto godendo come una matta mentre in maniera professionale faccio la mia presentazione. Questa vibrazione leggera ma continua, alternata con l’aumento, mi fa avere un leggero orgasmo. Mi sento tutta bagnata e qualche goccia sta colando lungo le cosce. Non portando le calze, la sento scivolare. Mi crea un leggero fastidio, ma mi eccita da morire. Spero non si veda.
Alla fine della presentazione, il capo si avvicina e mi fa i complimenti davanti a tutti. Rispondo che mi sento molto orgogliosa del lavoro che abbiamo svolto tutti insieme al mio staff. Io ho solo avuto l’onore di presentarlo, ma il merito è di tutti e li ringrazio uno ad uno. Lascio per ultimi Sara, collaboratrice molto preziosa e Leonardo, nuovo arrivato e molto in gamba. Mentre lo guardo mi bagno senza che lui azioni ancora l’ovetto.
Rientro in ufficio seguita dallo sguardo di tutti. Sono rimasta lì per oltre mezz’ora a parlare con parecchie persone intervenute perché volevano fami i complimenti o solo perché volevano vedermi da vicino, ne sono sicura. L’ovetto non ha mai smesso di vibrare, sto impazzendo. Vorrei un cazzo adesso, ma non uno qualsiasi, voglio il cazzo di Leonardo e basta.
Mi siedo sulla mia poltrona, sono stremata e sotto sono fradicia. Entra Sara per farmi i complimenti e vede che non sto benissimo. Si offre per andare a prendermi qualcosa fuori. Accetto volentieri. Come sento che esce, chiamo Leonardo, gli dico di venire in ufficio. Dopo che è entrato, chiudo la porta a chiave e vado verso di lui. Non gli do modo di dire o fare niente: tiro giù la zip dei pantaloni, gli tiro fuori il cazzo, mi piego e me lo metto in bocca. Finalmente!!!
“Dio mio che bello” dice.
“Zitto, non dire niente” gli dico togliendo un attimo la bocca dal suo cazzo “goditi questo momento”.
Non appena finisco il pompino, mi tiro su la gonna, sfilo l’ovetto, mi piego sulla scrivania e gli impongo di scoparmi e di riempirmi per bene.
“Ma sbrigati perché Sara sarà qui tra poco” gli dico
Leonardo punta il cazzo sulla mia fica e spinge forte. Entra subito ed inizia a pomparmi prepotentemente.
“Spaccami il culo ora, sbrigati, dammi quel dannato cazzo dappertutto” gli dico.
Lui appoggia il cazzo sul mio buchino, sputa in modo da lubrificare entrambi e me lo mette dentro. Sono talmente bollente che dura davvero poco. In poche pompate mi spruzza dentro la sua sborra bollente. Mentre lo tengo dentro di me, apro un contenitore sulla mia scrivania, dentro c’era il plug della sera prima.
“Ora mettimelo, non voglio perdermi alcuna goccia per strada. Ti voglio tenere dentro di me”
“Che puttana che sei Martina” mi dice soddisfatto mentre mi mette il plug nel culo.
Mi rivesto in fretta e furia, Leonardo pure si sistema e torna alla sua scrivania. Poco dopo entra Sara, mi aveva comprato delle pasticche per tirarmi su. Mi vede in perfetta forma, come se non mi fosse successo niente.
“Esco mezz’ora e quando torno, ti trovo meglio di prima, anzi meglio di sempre” mi dice “Non so che cosa tu abbia fatto o che abbia preso”.
Qualcosa ho preso, ma non posso dirti cosa.
“Niente tesoro” le dico “mi sono solo rilassata, ma ti ringrazio per queste pasticche. Dimmi quanto ti devo”.
“C’è lo scontrino all’interno” mi dice “non preoccuparti, sono contenta che stai bene. Anzi, perché non ne approfitti per andare a casa?”
“Sì, finisco una cosa qui, chiamo Carlo” le dico “e vado a casa, bella idea”.
Vado nel bagno privato, mi tolgo il plug, mi lavo per bene e metto ovetto e plug all’interno della cassaforte nel mio ufficio. Non devono essere alla portata di chiunque.
Mi rimetto il mio perizoma, chiudo tutto ed esco.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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