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Il cazzo del giovane stagista 2


di ackermax
11.09.2025    |    6.094    |    0 9.6
"Al lavoro invece mi comporto in maniera un po’ più fredda con Leonardo che evita il mio sguardo, ma soprattutto di entrare nel mio ufficio..."
La mattina dopo sono fresca come una rosa: colazione healty, jogging, doccia e via in ufficio. Ero contenta ed eccitata. Contenta per il mio rapporto con mio marito Carlo ed eccitata perché avrei rivisto Leonardo. Mi vesto in maniera femminile e sexy. Forse più delle altre mattine.
In macchina penso che dovrei pararne con Carlo, ma voglio aspettare. Magari mi faccio solo film mentali inutili.
Quando arrivo in ufficio, Sara mi dice che alle 10 ho l’incontro con entrambi gli stagisti per presentare l’azienda e condurli al personale dove avrebbero sbrigato le formalità.
Alle 10 in punto, prima che Sara mi avvisasse, esco dal mio ufficio per far entrare i due ragazzi. Erano nervosi, ma stavano piacevolmente parlando tra di loro. Beatrice, la nuova stagista guardava Leonardo e le brillavano gli occhi. Decido quindi di rompere quell’idillio facendoli entrare in ufficio. Dopo aver fatto loro i complimenti per aver raggiunto questo obiettivo e raccomandandomi di non sprecare questa occasione, faccio vedere loro la nostra azienda spiegando il nostro ruolo. Poi li porto al personale e li lascio lì entrambi facendo ritorno nel mio ufficio. Gli occhi dei colleghi e delle colleghe sul mio corpo erano un toccasana per la mia autostima.
Prima di pranzo, sento bussare alla mia porta.
“Avanti” dico.
“Ciao Martina” era Leonardo “scusa se mi sono permesso, ma Sara non c’è. Il personale mi ha assegnato al tuo ufficio. Aiuterò Sara e te. Se mi dici quello che devo fare, inizio subito”.
Rimango scioccata, di stucco. Non me lo sarei mai aspettato, non sono io che decido dove assegnare le persone.
“Ciao Leonardo, allora benvenuto” gli dico alzandomi “vieni, andiamo a cercare Sara che ti spiegherà tutto. Seguimi” lo precedo volontariamente in modo che possa guardarmi il culo mentre cammino. Mi sento i suoi occhi addosso, sono sicura che non li stacca un attimo. Mi sto bagnando al pensiero e camminando lo sento di più.
La giornata in ufficio prosegue in maniera normale, ma quando arrivo a casa, ho bisogno della mia dose di cazzo.
Lo dico a mio marito che organizza in fretta in furia. Andiamo fuori città a casa di due amici. Indosso solo un trench, sotto intimo sexy nero con calze autoreggenti. Ero pronta per l’uso. Durante il viaggio, tiro fuori il cazzo di Carlo e lo masturbo mentre guida, portandolo sempre al limite dell’eccitazione senza farlo concludere. Una sorta di cum control, credo.
A casa di questi amici non perdo nemmeno un secondo, mi getto su di loro per avere più cazzo possibile. Anche loro rimangono stupiti dal vedermi così focosa ed assatanata. Mentre ne lecco uno, l’altro mi scopa con forza e viceversa. Alla fine mi prendono tutti e due insieme come piace a me. Due cazzi bollenti dentro il mio corpo che mi aprono in due. Prima che esplodano, mi metto in ginocchio davanti a loro per ricevere più sborra possibile in bocca ed in faccia. Carlo, mio marito si stava godendo tutto lo spettacolo stando comodamente in poltrona. Lui non è cuck, ma capisce che quando ho voglia di cazzo, significa che voglio essere sfondata e stasera era una di quelle volte.
Dopo qualche settimana di lavoro braccio a braccio con Leonardo, ho capito che posso gestire bene la cosa anche non sfogandomi a casa, anche se capitava più spesso delle ultime volte. Non c’è bisogno che ne parli con mio marito e lui sembrava gradire. L’importante è che riesca ad essere professionale. Un giorno Sara non viene al lavoro, ha qualche impedimento a casa che deve risolvere. Nessun problema, Leonardo sembra cavarsela bene ed io cerco di collaborare aiutandolo il più possibile.
Verso la fine della giornata, Leonardo viene in ufficio per consegnarmi dei documenti e farmi vedere l’agenda del giorno successivo. Sta in piedi dietro di me, so che mi sta guardando dentro la camicetta e non faccio niente per evitare che lo faccia. Mi giro per guardarlo e non posso non notare la sua splendida erezione. Penso che mi piacerebbe proprio avere quel cazzo ora.
Mi giro di nuovo verso i documenti e mi piego leggermente di più per fargli vedere meglio. Leonardo si piega e appoggia il suo cazzo sul mio braccio. Lo sta facendo apposta, mi sembra che stia addirittura spingendo per farmelo sentire meglio. Mi giro e lo guardo, gli occhi mi dicono di prenderlo e cedo.
Mi alzo, lo faccio sedere sulla scrivania, gli slaccio i pantaloni e mi infilo quel bel cazzo tutto in bocca. Leonardo si slaccia la camicia e tira fuori un fisico assurdo, ma il suo cazzo ed il suo odore hanno un non so che di erotico. Lecco le palle, l’asta e la cappella. Prendo le palle singolarmente in bocca, affondo la sua cappella nella mia bocca. È talmente grosso che mi fa male la bocca, ma non voglio lasciarlo.
Alla fine mi alzo in piedi, tolgo la mia camicetta ed il mio reggiseno e tiro su la gonna. Leonardo mi sbatte sulla scrivania, cadono le cose ma chi se ne frega. Sposta il perizoma e mi pianta il suo bel cazzo tutto nella fica. Ero talmente bagnata che è entrato tutto dentro. Mi sbatte con forza.
“E’ da quando ti ho vista che voglio darti il cazzo” mi dice “mi hai fatto sangue da subito. Ti avrei scopata durante il colloquio e quando mi è capitata questa occasione non me la sono lasciata sfuggire”.
“Allora scopami” gli riesco a dire “fammi sentire questo bel cazzo di 25 anni. Dammelo tutto, dammelo dappertutto”
Dopo avermi scopato per bene in fica, senza dire niente, poggia la punta sul mio culo e con una botta secca mi entra tutto dentro. Mi sta sconquassando, mi sta aprendo, ma è bellissimo. Dura una vita”
“Fammi bere” gli dico “voglio bere la tua sborra, tutta quanta”.
“Allora girati ed inginocchiati puttana” mi dice “e vieni a bere dalla fonte della gioventù”.
Toglie il cazzo dal mio culo, mi giro e mi inginocchio. Mi metto in bocca quel bel cazzo venoso e grosso finché non lo sento schizzare direttamente in gola. Ingoio tutta la sborra mentre continuo a succhiarlo tutto.
Continuo fino a prendermi l’ultima goccia e lo lecco bene bene per pulirlo tutto. Quando ho finito, lo faccio sedere sulla mia poltrona e gli monto nuovamente sopra infilandomi il cazzo in fica. Gli metto il mio seno in faccia. Leonardo lo lecca e lo morde. Mi afferra per il culo e guida la nuova scopata. Andiamo avanti non so per quanto finché non viene di nuovo, stavolta dentro di me. Io mi tolgo e vado di nuovo a pulire il suo bel cazzo con la lingua, prima di togliermi del tutto e darmi una sistemata.
Riprendo il controllo di me stessa, avevo letteralmente perso la testa. Per fortuna non ci ha sentito nessuno.
“Scusa Leonardo, non so cosa mi sia preso” riesco solo a dire.
“Martina, ti volevo da matti” mi dice “ed anche tu, ammettilo. Davvero ti avrei voluta fin dal primo momento. Ho fatto quel colloquio pensando di scoparti”.
Ecco che era quello sguardo magnetico, maledetto!
“Questa cosa non deve uscire da queste mura né dovrà accadere di nuovo” gli dico “chiaro?”
“Va bene Martina” mi dice.
Dopo essersi sistemato, esce dall’ufficio e mi accorgo che aveva chiuso la porta. Il bastardo aveva pianificato tutto.
Vado nel mio bagno privato, mi do una sistemata e vado via. In macchina penso a quanto successo e mi accorgo che sto cercando il suo sapore nella mia bocca. Mi sto leccando le labbra e mi sto bagnando di nuovo. Devo pensare ad altro altrimenti Carlo se ne accorge. Non so che fare con mio marito, se dirglielo oppure no. E non so che fare con Leonardo. Mi sono cacciata in un bel casino, mannaggia a me.
A casa mi comporto come sempre, decido che per il momento non dico niente. Al lavoro invece mi comporto in maniera un po’ più fredda con Leonardo che evita il mio sguardo, ma soprattutto di entrare nel mio ufficio. Anche Sara se ne accorge e mi chiede cosa sia successo.
“Manco un giorno e qui succede qualcosa” dice sbuffando.
“Sara non è successo niente” dico arrabbiata “posso avere una giornata no? Ecco, oggi è una di quelle”.
Sara capisce, chiude la porta ed esce. A fine giornata, prima di andare via, mi accerto che Leonardo non sia presente.
“Tranquilla Martina, l’ho mandato via io mezz’ora fa” mi dice “non ce la facevo più a vederlo così, come un cane bastonato. Ha lavorato bene, ma non era il solito Leonardo e mi sono presa la responsabilità di mandarlo via. Recupererà domani”.
“Sara scusami” le dico “non avrei dovuto risponderti così, perdonami davvero. Hai fatto bene con Leonardo, tu lo sai che fai sempre bene per me. Sei insostituibile”.
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