Lui & Lei
Giulia (By Yourgoodtoy)
05.11.2025 |
1.055 |
7
"Un bacio particolare, che esprimeva tutto quanto avevamo da donarci, arrivò naturale, mentre ero tutto in lei, la sentivo premere con delle contrazioni indimenticabili della sua vulva sul mio..."
Non avevo mai visto il suo viso.Le sue foto mostravano solo il profilo, le mani, le curve di un corpo elegante, sicuro di sé.
Tutto lasciava intuire una bellezza che non si concedeva facilmente, e forse proprio per questo mi affascinava.
Nelle sue parole c’era ironia, intelligenza, un tocco di mistero. Era come se volesse essere scoperta solo da chi avesse davvero la pazienza di guardare oltre l’immagine.
Così, quando decidemmo di incontrarci, sentivo la curiosità e l’emozione crescere come un brivido lento.
Ero già davanti al locale, in auto, con il cuore che batteva più forte del solito.
Poi arrivò.
Parcheggiò proprio di fronte a me.
Dal finestrino mi lanciò una linguaccia scherzosa, quella smorfia ironica che rompe il ghiaccio e ti fa capire subito con chi hai a che fare.
Fu in quell’istante che la vidi davvero per la prima volta.
La luce del pomeriggio scivolava sui suoi lineamenti e capii che la mia immaginazione, fino a quel momento, le aveva reso solo parzialmente giustizia.
Era bella, sì, ma di una bellezza che sapeva di carattere, non di posa.
Entrammo nel locale.
Ci sedemmo, e bastarono pochi minuti per ritrovare quella stessa complicità che avevamo costruito a distanza.
Il dialogo fluiva naturale, come se ci conoscessimo da tempo: battute argute, giochi di parole, un continuo equilibrio tra provocazione e sorriso.
Giulia sapeva esattamente come mantenere la distanza giusta — abbastanza vicina da farti intuire qualcosa, abbastanza lontana da lasciarti sospeso.
Io cercavo di leggerla, di convincerla, di capire se dietro a quel gioco si nascondesse la stessa curiosità che sentivo io.
Lei rideva, mi sfidava, e ogni suo gesto, ogni pausa, sembrava studiata per far durare quel momento ancora un po’.
Quando la serata finì, non c’erano promesse.
Solo uno scambio di sguardi che diceva più di qualsiasi parola. Restai a lungo a scrutare dallo specchio dell’auto se mi seguiva, e tornai in hotel con la mente piena di lei. Tornato in stanza, mi spogliai parzialmente e feci tutto continuando a pensare a lei, che forse quella storia sarebbe rimasta un bell’incontro mancato.
Tutta la mia immaginazione era rivolta a ricostruire l’incontro, e lì le scrissi:
“Giulia, non immagini quanto ti desidero!!!”.
Dopo interminabili minuti, mi apparve un suo messaggio:
«Dove sei?»
Risposi subito, e dopo un bel po’, con i suoi tempi ben studiati, mi arrivò la sua replica: “sono qui…”
Ancora più incredulo le scrissi di impeto “..ma come, dove…? In hotel? ma dai scherzi..”.
Mi rispose subito «sono qui giù, nel garage seminterrato dell’hotel.» le scrissi ancora, ma non ebbi più nessuna risposta da parte sua.
Tutto attorno a me in quel momento si congelò, io pure mi fermai, del tutto incredulo.
Decisi cosi di scendere, per vedere se fosse vero, e proprio mentre l’ascensore si apriva, la vidi salire.
Era lì, davanti a me, con lo stesso sorriso ironico di prima, ma con uno sguardo diverso, più profondo, più sincero.
Non servì dire molto, le l’allungai la mano e lei con quel suo modo sensuale mi seguì in stanza.
Il tempo sembrò fermarsi, e tutto il tempo che passammo in intimità, tutto ciò che avevo immaginato nei giorni precedenti, trovò un senso.
Un bacio particolare, che esprimeva tutto quanto avevamo da donarci, arrivò naturale, mentre ero tutto in lei, la sentivo premere con delle contrazioni indimenticabili della sua vulva sul mio membro, e mentre che ci donavamo queste pulsazioni, mi sentivo tutto dentro di lei, e fu come una risposta a tutto quello che era rimasto sospeso tra noi.
Fu un istante intenso, silenzioso, che racchiudeva le emozioni come fosse l’unica cosa che contasse da quel momento in poi al mondo… e del prima, del durante e del dopo.
Quanto abbiamo dedicato i nostri corpi, per donarci reciprocamente è stato indefinibile, e non saprei per quanto è durato, perché sentivo immenso tutto ciò!
Vederla godere di me, assaporare i suoi intensi umori, vedere la sua stupenda vulva che pulsava, si contraeva e si gonfiava ad ogni contatto mi ha lasciato emozioni e immagini indelebili. All’apice del piacere, quando mi chiese di prenderla da dietro, mi ha voluto regalare una vista che mi ha squarciato la mente: in piedi con quel lato B stupendo, le cosce aperte, i talloni alti che innalzavano la sua vulva incastonata come una gemma preziosa tra quelle natiche tonde, sinuose e toniche, non ho potuto più resistere per darmi nel godere dentro di lei, venendo con un fiotto interminabile e continuo.
Poi, prese si rivestì per tornarsene a casa, lo fece con grazia, con quel suo modo sornione di voltarsi appena, lasciando dietro di sé una promessa non detta.
Io restai lì, con la sensazione di aver vissuto qualcosa di raro, qualcosa che non si misura in parole, ma nel battito che ti resta dentro quando tutto tace. Più passava il tempo dal momento che era uscita, e più mi sentivo invaso dalla voglia di riaverla.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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