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Gay & Bisex

Storia vera di amicizia e di sesso


di Membro VIP di Annunci69.it Nobilis69
27.08.2025    |    3.686    |    5 9.9
"Credo di aver perso conoscenza per un attimo! Venti centimetri di cazzo di considerevole diametro tutti dentro! Credevo di morire con quel palo nel culo! Luca rimase immobile dentro di me..."
I miei racconti sono frutto di fantasia. Al massimo, con la fantasia, riadatto cose vissute veramente. Questo racconto no, è vero dalla prima all'ultima parola. Chiaramente i dialoghi sono un po' "romanzati", ma le circostanze e i fatti sono assolutamente veri.

Estate 1986. Avevo 22 anni, un bel fisico scolpito da anni di atletica leggera, capelli ricci scuri, occhi verdi screziati di marrone. Avevo anche un buon successo con le ragazze. Le estati di quegli anni erano felici e senza pensieri. Con gli amici di sempre, quelli con cui ci ritrovavamo tutte le sere a parlare di figa e massimi sistemi, andavamo al mare per un mesetto in un campeggio della riviera maremmana. Lì avevamo conosciuto altri ragazzi e ragazze creando di fatto un bel gruppone, giocoso e casinaro. Quell'anno avevo conosciuto una ragazza con la quale avevo iniziato una conoscenza che una sera, in spiaggia, complice una luna birichina, era andata molto oltre con una ricca chiavata sabbiosa.

Tra i miei amici di sempre c'era Luca. Fisico possente da ciclista, occhi nocciola, moro, circa 1,90 di altezza. Luca faceva invidia a tutta la compagnia. Era allegro ed estroverso (anche ora comunque) in più trombava in maniera continua e costante tutte le ragazze che gli capitavano a tiro. Una volta anche due insieme. Non falliva mai, mentre noi spesso andavamo in bianco nel più classico dei due di picche.

Un pomeriggio, di rientro in campeggio dalla spiaggia, io e Luca decidemmo di andare ai servizi per fare una doccia. Prendemmo accappatoio e sapone e ci avviammo verso i servizi. Erano i giorni di Ferragosto e il campeggio era strapieno quindi, alle docce, c'era la fila. Ci mettemmo in file diverse per cercare di fare il prima possibile. La mia fila però scorse più velocemente per cui, quando fu il mio turno, dissi a Luca: "Vieni a fare la doccia con me! Così non fai la fila". Lui entrò in doccia con me. Ci togliemmo i costumi e iniziammo a lavarci tenendoci rigorosamente di spalle l'uno all'altro.

A un certo punto, complice lo shampoo negli occhi, mi sento toccare davanti. Riesco ad aprire gli occhi e vedo Luca che mi tocca l'uccello! Tentai una protesta, ma mi ritrovai sul fondo del vano doccia con Luca avvinghiato a me e con tutta la sua lingua nella mia bocca. Chiaramente mi scattò un'erezione potente.
"Wow! Che bel cazzone" disse Luca.
Stavo per dire qualcosa, quando Luca si inginocchiò e me lo prese in bocca!
"Cazzo fai?", avrei dovuto dire.
Ma non lo dissi.
Anzi, assecondai la pompata con il bacino mentre con la mano dietro la sua nuca assecondavo il movimento. Con la lingua sapientemente giocava con la mia cappella, mi stimolava il filetto per poi prendere tutto il cazzo in bocca fino alle palle.

Mi fece venire in pochissimo tempo. Gli scaricai in bocca un litro di sborra. Con un sussurro e mentre l'acqua scorreva mi disse:
"Non sai da quanto tempo desideravo farlo con te. Tu, rispetto agli altri, mi hai sempre attirato. Non sei di quelli che sparano sentenze sui froci, che si atteggiano a maschio alfa. Tu sei tollerante e aperto, tu rispetti le persone".
Ci baciammo di nuovo. E mentre l'acqua scorreva gli presi in mano l'uccello, cimentandomi nella mia prima sega a un altro uomo.

Finimmo la doccia. Lungo la strada per la tenda, tra noi solo silenzio. A un certo punto mi fermai e gli dissi:
"Luca, ma tu come sei? Omosessuale? O ti piacciono entrambi i sessi?". Lui si girò a guardarmi e mi disse:
"Io non mi definisco. A me piacciono le persone. Per quanto riguarda il sesso, però, preferisco gli uomini".
"E tutte le tue avventure con le donne? Sei quello tra di noi che scopa di più".
"Quella è una facciata. Tu sai quello che succede in questo mondo a quelli come me. Minimo sono botte. Quindi devo mantenere un aspetto che però non mi definisce. Ecco perché ho voluto palesarmi con te. Perché sapevo che avresti capito. E poi perché sei bono e con un gran bel cazzo!".

Il giorno dopo concordammo di non andare in spiaggia con gli altri perché Luca voleva fare una pedalata ed io mi ero offerto di accompagnarlo con la moto. Il giro in bici fu veloce. Ritornammo presto alla tenda. Fu bellissimo. Lui sudato, io eccitato, cominciammo a baciarci dappertutto. Ricordo che lui era sensibilissimo sui capezzoli, tanto da eccitarsi tantissimo. Glieli leccavo e mordicchiavo e lui squittiva e gemeva di piacere. Ricordo il sapore salato del suo sudore che mi faceva stranamente eccitare. Erano tutte sensazioni nuove per me. In più notai, in quel frangente, l'uccello che aveva: lungo e grosso!
Cominciò quindi un reciproco pompino, anche se per me era la prima volta che succhiavo un cazzo. Era grosso davvero! Non avevo mai succhiato un cazzo. Leccavo la sua cappella pensando a quello che mi sarebbe piaciuto ricevere. Mi piaceva un sacco avere un cazzo in bocca.
"Sicuro di non aver mai fatto un pompino? Non si direbbe" mi disse. Fu un momento bellissimo. Praticamente venimmo contemporaneamente ciascuno nella bocca dell'altro! Che buon sapore aveva la sua sborra!

Dopo un attimo di riposo i nostri uccelli reclamavano di lavorare. Riprendemmo a baciarci con passione e con una voglia sempre crescente.
Ecco che Luca mi offrì il suo culo che, mi confessò, aveva già ricevuto visite.
"Scopami, ti prego, non sai quanto lo desidero. Ti ho spiato tante volte e quel tuo cazzo mi attizza molto". Lo scopai a pecorina. Ricordo l'espressione del suo viso:
"Finalmente... Siiiiiiiii cazzo, sbattimelo tutto dentro, fammi sentire le palle sulle chiappe... ohhhhh siiiiiiii...".
Non avevo mai scopato un culo e mi piacque un casino! Grazie anche alla sborrata precedente lo scopai a lungo mentre lui godeva tantissimo. Poi lo presi in posizione del missionario. Guardavo il suo volto. Era in estasi.

Anche lui poi volle provare a scoparmi. Io avevo una paura fottuta: era il mio primo cazzo, e per di più grosso! Mi fece mettere a pecora e iniziò a leccarmi il culo mandandomi in paradiso. La sua lingua saettava tra le mie chiappe e sul mio buco facendomi provare sensazioni mai provate; poi, non avendo lubrificanti, prese la crema solare e me la mise sul buco, entrando prima con un dito, poi con due. Godevo. A un certo punto, mi appoggiò la cappella e iniziò a penetrarmi! Cercai di scappare per il dolore, ma Luca mi trattenne e cominciò ad entrare piano piano.
"Fermo, non ti ritirare e non stringere! Prova invece a spingere!".
Il dolore divenne fuoco, poi con un colpo secco entrò tutto dentro. Credo di aver perso conoscenza per un attimo! Venti centimetri di cazzo di considerevole diametro tutti dentro! Credevo di morire con quel palo nel culo! Luca rimase immobile dentro di me. Aspettò con pazienza che il dolore scemasse. Poi, piano piano, il dolore lasciò spazio a un piacere mai provato, il piacere di sentirsi riempito che quasi ti toglie il respiro. Luca cominciò a spingere ritmicamente, lentamente, ma sempre profondamente. Io godevo come un matto. A ogni spinta andavo in paradiso. Dopo qualche minuto cominciò ad accelerare il ritmo. La danza del sesso era iniziata e stava prendendo il suo ritmo ancestrale e potente. Era bellissimo. Io mi sentivo sempre più sfondato e contemporaneamente riempito, posseduto. A un certo punto mi disse che stava per venire. Aumentò il ritmo e, dopo ancora qualche spinta, mi venne dentro. Sentii ogni suo spruzzo. Il godimento fu tale che ero venuto anche io quasi senza accorgermene. Colavo sborra dal culo e Luca col dito la prese e me la fece leccare.
Passammo l'intera giornata a scopare.

Durante il resto di quella vacanza non perdemmo occasione per divertirci. Lo facemmo dietro gli scogli, in pineta, nei cessi, in macchina, ovunque! Mentre eravamo in acqua a fare il bagno una toccata di cazzo ci scappava quasi sempre.

Per un paio d'anni questa storia fatta di sesso e di amicizia andò avanti. Ogni occasione era buona per scopare, e ciò avveniva prevalentemente a casa sua visto che lavorava ed era andato a vivere da solo.

Poi la vita ci divise. Io ho vissuto da etero per 40 anni, mentre lui, coraggiosamente, decise di vivere da gay. In quegli anni non fu una scelta semplice. La gente ti additava, ti parlava alle spalle e qualche volta si poteva passare anche alle vie di fatto. Ecco perché fu coraggioso.

Di recente ci siamo incontrati a casa sua per cena. Siccome fu una cena ad alto tasso alcolico decisi di dormire ospite da lui e il suo compagno.
Secondo voi com'è andata a finire?
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