Scambio di Coppia
Mossa da manuale
LucasFromParis
31.10.2025 |
2.317 |
0
"Figurarsi, non aspettavo altro! Infilai il preservativo e in un attimo le fui sopra..."
Chi mi conosce sa che sono una persona umile. La dico meglio: credo che l’umiltà sia un valore fondamentale nella vita e cerco, con tutti i miei limiti e le mie imperfezioni – e lo dico anche ironicamente – di essere umile. Anche nei miei racconti e nelle mie riflessioni, tutto quello che pubblico qui, spero di aver fatto trasparire questa umiltà.Non voglio apparire da fenomeno, da guru o da mago. Non sono nessuno dei tre, sono una persona ordinaria.
Umiltà al primo posto.
Detto questo oggi, nel racconto, me la voglio tirare. Voglio raccontare di come ho gestito, insieme alla mia compagna Galatea, una situazione erotica che secondo me è da manuale libertino!
Ci trovavamo all’Harem di Cologno Monzese, nell’ultima sala, quella riservata alle coppie. Poche luci, un grande letto centrale e divanetti tutto intorno: era la stanza dell’esplorazione. Una sorta di caos primordiale in cui ci si butta nella mischia, ci si tocca, ci si può scambiare, si può avere un’interazione soft. Lì non c’era intermediazione: se una mano non ti piaceva, la toglievi, e vivevi più nelle emozioni del momento. Sappiamo che non tutti l’amano: molti preferiscono scegliersi al bar o in pista da ballo e poi decidere di giocare in quattro, e va bene così. Lì era proprio la dinamica del gruppo, un po’ selvaggia, un po’ all’avventura.
Il nostro desiderio e la nostra curiosità ci avevano portati lì, perché era un luogo che conoscevamo; evocativo per noi, quasi senza decidere nulla. Come sempre, eravamo perfettamente centrati nella nostra coppia, allegri e vivaci, pronti a metterci in gioco come sappiamo fare noi.
Varcai la soglia nella penombra, tenendo per mano Galatea. Scrutavo visi, corpi, energie, situazioni. Di colpo, ebbi un’intuizione, un insight che mi arrivò dritto nella pancia, un istinto da lupo.
Li vidi: seduti su un divano, fianco a fianco, circondati da altre persone che cominciavano a interagire con loro in modo soft. Non li distinguevo benissimo, ma dentro di me percepii che erano loro la coppia “giusta” per noi. Nessuna esitazione, nessun dubbio. Presi per mano Galatea e ci dirigemmo verso di loro. E lei percepì la forza del mio istinto e mi seguì, fidandosi completamente di me.
Ora li distinguevo meglio: erano belli, entrambi belli – cosa non così frequente. Lei era bionda, lui con i capelli chiari, i loro visi dicevano chiaramente che non erano italiani. Più mi avvicinavo, più la mia determinazione cresceva in me. Li volevo, li volevamo. Ce li saremmo presi.
Ci fermammo qualche secondo a osservare la scena: avrei fatto in modo che fossero
Erano molto attraenti, molto cercati, ma in quel momento avrei voluto solo noi quattro: predatori, egoisti, pronti a consumare quella coppia. Non lo pensai razionalmente: lo avvertii nel corpo e nell’istinto e mi comportai di conseguenza.
Proprio “da manuale”.
Per ogni cosa c’è un tempo: un tempo per sorridere, per ballare, per flirtare, per condividere… e c’è anche un tempo per prenderci ciò che vogliamo. Vale nel gioco, nella vita, da soli o come coppia. Non significa calpestare gli altri: significa semplicemente andare a prendere quello che ci appartiene, con decisione e consapevolezza.
L’istinto diceva che in quel momento loro si stavano “lasciando fare”, abbastanza passivi: l’iniziativa doveva essere nostra, mia in particolare. Con certezza e decisione, mantenendo l’energia fluida e armoniosa, tagliai fuori le persone che tentavano di agganciare la bionda e mi sedetti a fianco del suo uomo.
Il filo era esile si poteva facilmente essere percepiti come prepotenti, sia dalla coppia che dagli altri presenti. Per questo era necessario procedere senza fretta, senza ansia, senza controllo forzato. Solo così l’energia restava autentica e tutto poteva scorrere.
La sua ragazza si inginocchiò e cominciò a succhiare il cazzo del compagno, mentre Galatea fece lo stesso con me. Eravamo fianco a fianco, le nostre donne ci stavano dando piacere con la bocca e si era creata una bolla tutta nostra: gli altri ormai erano esclusi, potevano soltanto osservare.
L’uomo era seduto al mio fianco, e gli sorrisi con il cameratismo dei maschi. Ora che potevo osservarlo bene, ero certo non fosse italiano: probabilmente di etnia slava. Mi rivolsi a lui in inglese, indicando le teste delle due donne:
«Do you want to exchange?»
Lui ci guardò, e le due ragazze si scambiarono di posto senza esitazione. Galatea si inginocchiò tra le sue cosce, mentre quella bellissima bionda, con cui non avevo ancora scambiato una parola, mi avvolse il cazzo con calore immediato.
La situazione era già bellissima, ma non ci bastava: volevamo uno spazio solo nostro, più intimo, dove poter approfondire il contatto. Mi rivolsi ancora all’uomo in inglese: «If you want, we can find a quiet spot and have fun all together». Lui capì perfettamente. Ci alzammo, prendemmo per mano le rispettive compagne, uscimmo dalla zona coppie e trovammo subito una stanza libera: una grande gabbia che lasciava agio agli sguardi, stuzzicava la parte esibizionista, ma restava uno spazio solo nostro. Tirai accuratamente il chiavistello, a segnare chiaramente che non avremmo gradito altra compagnia. A segnare il territorio, appunto.
Ero molto emozionato. Non importa da quanti anni giochi: quell’adrenalina, quel batticuore, non cambiano mai. Avevo davanti una bellissima donna, desiderosa di fare sesso con me, e accanto Galatea era eccitata quanto me, pronta a quel gioco di coppia che amavamo.
La prima azione fu spogliarci completamente. Il corpo della bionda si rivelò in tutta la sua opulenza: seno grande, pelle liscia, curve perfette. In pochi attimi eravamo tutti e quattro nudi sul letto, pronti a consumare il nostro prelibato banchetto. Volevo saziarmi della carne di quella splendida donna.
Iniziammo tutti e quattro in ginocchio sul letto, baciandoci: io baciavo Galatea e la sconosciuta, entrambe baciavano l’uomo. A un certo punto ci trovammo in un bacio a tre: io, la donna e Galatea. Le mani si accarezzavano, era un crescendo di energia erotica pura.
Poi iniziò lo scambio vero e proprio. La prima immagine che mi torna alla mente fu quella della ragazza sdraiata, che allargava le cosce: la sua figa offerta, pronta per essere toccata e leccata. Galatea faceva lo stesso con il marito della signora. Avevamo invertito la situazione di prima: eravamo noi uomini ora impegnati a dare piacere, mentre le nostre donne ci accompagnavano in questo gioco intenso e condiviso.
Ricordo distintamente che lei mi guardò e mi disse, sempre in inglese: «If you want, you can fuck me».
Figurarsi, non aspettavo altro! Infilai il preservativo e in un attimo le fui sopra.
Quella donna sprigionava un’energia intensa, selvaggia. Continuava a chiedere, «Harder, harder!», più forte, più forte. Era scatenata. Aveva preso le redini del contatto a due, trascinandomi con la sua energia, e io dovevo solo mantenere la mia centratura maschile e seguirla in quel viaggio sensoriale.
Il mio cazzo sbatteva sempre più forte, sempre più veloce, sempre più intensamente. Stavo godendo, guardavo la donna godere e vedevo Galatea, che a sua volta godeva e mi guardava godere.
Io la stavo scopando con tutta la mia energia di lupo, sentivo quella parte primordiale dentro di me. A un certo punto la feci girare per scoparla anche a pecorina, le presi i capelli con forza e lei mi disse ancora la stessa parola. Quella parola breve e secca che esprimeva il suo desiderio: «HARDER».
La sua energia era così potente che poi mi chiese di sdraiarmi e di farla salire sopra di me. Lì la vidi nella sua massima potenza: movimenti, gemiti, ondeggiamento, baci… una donna sessualmente forte. Mi afferrò per il collo, io la sfidai: «Puoi fare anche più forte se vuoi». Fu un gioco di sfide energetiche: lei strinse, mi cavalcò, mi scopò, mentre di là vedevo e sentivo Galatea gemere a ripetizione; il lenzuolo si stava letteralmente allagando, e l’uomo evidentemente ci sapeva fare, era caldo quanto la moglie; Galatea squirtava a ripetizione.
Come capita, nelle situazioni al club o di gruppo ho una certa difficoltà a venire: ho bisogno di uno stimolo forte, ma in quel caso fu diverso: ero completamente trasportato dall’energia di quella bionda, sentii montare l’orgasmo e non provai neppure a trattenermi. Lei voleva vedermi godere, voleva sapere di avermi fatto godere, e mi lasciai andare completamente, lanciando un grido intenso.
Guardai ancora Galatea. La sua vivacità non era certo minore dell'altra. La vedevo muoversi impalata sul cazzo dell'uomo. Seguiva il suo ritmo, cercava il contatto sugli angoli più sensibili della sua figa in cerca di piacere. Ancora di più. Ne voleva ancora. Ero spettatore estasiato e ansante ma sconosciuta non era ancora sazia. Galatea dava le spalle all' uomo e il suo clitoride era lì: gonfio di piacere e sensibilissimo. La donna avvicinò la sua bocca e aggiunse piacere a piacere. Visita quanto la mia donna gradisse questa coccola supplementare che le donava un godimento ancor più completo.
Poi arrivò anche il momento complice, il paradosso buffo del mondo libertino. Dopo che ci eravamo scopati, baciati, leccati, regalato orgasmi e donato piacere a vicenda, fu il momento di conoscere le persone dietro ai corpi, una volta placato il desiderio feroce e primordiale. Ci presentammo: chi siete, da dove venite. Erano due ragazzi dalla Polonia, il che spiegava il loro approccio naturale al sesso e istintivo. Venivano regolarmente in Italia ed era la loro prima volta all’Harem. Scambiammo i contatti e restammo d’accordo che ci avrebbero scritto qualora fossero tornati.
Si era creata una magia: dal sesso era nata un’intimità vera, che parte dal corpo e può generare il desiderio di conoscersi, sorridere, fare battute, ridere, abbracciarsi e provare gratitudine per il momento condiviso.
Come dice sempre Galatea, «è grasso che cola». Quella sera eravamo stati letteralmente ricoperti di grasso, un grasso saporito e vero. La Mossa da Manuale, la mia decisione, la mia determinazione, avevano portato a questo bellissimo risultato.
La vita è come il libertinaggio: ti offre occasioni, alcune le perdi, altre le sai cogliere. Quella sera, ci eravamo fatti un po’ più svegli, e l’avevamo presa davvero.
Da Lupo
Da Manuale
scambio coppie club privé stanza coppie scambio partner oralità incrociata coppia scambista sesso di gruppo penetrazione vaginale
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore.
Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Commenti per Mossa da manuale:

Discussioni sul pianeta Swinger e non solo...
