terrazzo ispiratore
marcoxverso
A fine anno come da qualche anno ormai insieme a mia madre andiamo ad Alba Adriatica un paio di settimane sempre la prima e la seconda settimana di settembre, ed anche quest’anno faremo la stessa cosa. Parlando con mia madre quanto alla partenza mi è tornato in mente una cosa accaduta due anni fa, conobbi Stefania ed il marito una coppia abruzzese 56 anni lei 61 lui, entrambi ben curati , alloggiavano accanto a noi al sesto piano dei uno dei tanti hotel del litorale, la vicinanza di stanza ci dette anche la vicinanza di ombrellone.
La loro vicinanza sopratutto in hotel non era del tutto silenziosa, al contrario di quando in spiaggia che lui era sempre a scrollare il telefono e Stefania sempre impegnata ad osservare e commentare insieme a mia madre tutto quello che poteva prestare un’occasione per pettegolare, a volte a turno mi coinvolgevano anche a me, questo portò subito ad una confidenza se pur cordiale con la coppia, a dire il vero più con lei…
Il terzo giorno in spiaggia al pomeriggio venne sola, alche mia madre gli chiese il perche e lei un pò inalberata rispose che il marito era dovuto tornare a casa per dei problemi da risolvere , poi aggiunse ci fosse un’anno che facciamo una vacanza tranquilla e serena.
La cosa mi stuzzicò e subito pensai che tutto sommato non era proprio male, mi si poteva movimentare la permanenza, testai subito la situazione invitando Stefania a prendere un caffè , visto che sarei andato al chioschetto a prendere il gelato per mia madre, lei accetto di buon grado, i tre giorni trascorsi avevano fatto si che la cordialità divenne subito confidenza, in fondo la mia idea me l’ero fatta Stefania non era una signora casa e chiesa erano frequenti le occhiate ai ragazzi che passavano in spiaggia sopratutto quelli depilati e robusti, tanto che in una dei suoi incantamenti camuffati dagli occhiali gli dissi se aveva bisogno di un paio di occhiali a raggi X, non serve quello che immagino già basta .
Mia madre verso le 18 sale sempre in camera e d io resto sempre fino a tardi, e Stefania resta li com me, non ancora mia madre si allontana di qualche metro lei mi invita a spostarmi nel suo ombrellone, io gli dissi subito , cosi potrebbero scambiarci per marito e moglie, magari…ecco cosa servirebbe che ti sposteresti di stanza, magari ad una certa oro, si mise seduta sul mio lettino ed accarezzandomi sul petto mi disse pensi sia una buona idea…chissà, risposi io, e lei con una naturalezza disarmante fece scivolare la mano sul pacco e mi dette un bacio a stampo, inutile dire che l’eccitazione balzò alle stelle gli dissi sali in camera e lasciala socchiusa….
Salii subito dopo di lei accertatomi che nel corridoio non ci fosse nessuno entrai nella stanza di Stefania , lei era in agguato dietro la porta appena chiusa mi salto al collo e in meno di un minuto ci ritrovammo sul letto con lei a pecorina ed io che la pompavo, contro ogni pronostico la scopai a pecorina per una ventina di minuti, per poi inondargli fica e culo, solleticando il culo con la cappella con il cazzo ancora duro, la sua reazione mi spiazzò, mi disse di non provarci più!!! Schizzando in bagno , avevo bello che capito che era una cosa che evitava sempre, ma nella mia testa si era insinuato il tarlo di volerla inculare, ma non avevo tutta la permanenza , comunque da li a qualche giorno il marito sarebbe tornato.
Se pur erano passati una decina di minuti, ancora era in bagno, mi avvicinai alla porta aperta e la vidi seduta sul bidet con la testa tra le mani, mi avvicinai e gli dissi cosa succedesse, lei non alzò neanche lo sguardo, la presi per la mani la invitai ad alzarsi e la abbracciai, sentii che il suo abbraccio era molto profondo, come se ne avesse bisogno, ed anche io con il seno attaccato al mio addome, ancora prominente, la allontanai e ci baciammo, con lei che subito prese possesso del cazzo, poi mi trascinò sul letto e mi fece sedere accanto a lei e mi raccontò il motivo della reazione , il motivo era finche logico lo aveva fatto e gli aveva fatto male, ma la cosa che esitò a dirmi creando un pò di suspence è che il marito glielo aveva preso con forza e che da allora non ci scopava se non alla missionaria per paura che ci riprovasse di nuovo, io ribattei anche un pò per sdrammatizzare , gli dissi se non lo prendi al culo godi la metà…mi meritai solo uno stronzo.
La lontananza del marito duro quattro giorni, e quei quattro giorni le scopate si susseguirono, in tutti posti e modi possibili, tenendo sempre in considerazione di non far capire nulla a mia madre, lo facemmo nella cabina in spiaggia diverse volte dietro i frangiflutti, alle 20 sul lettino con il bagnino che solo quando si alzò vide il cazzo uscire dalla fica , la seconda natte eravamo al balcone io nella mia stanza lei nella sua mia madre dormiva con la certezza delle gocce , fumavamo una sigaretta, e mi disse peccato questo separé ,questi erano fioriere di legno che si alzavano per un paio di metri in moduli di un metro circa, cercai lo spazio tra uno e l’altro ed erano uniti da una barretta di metallo tenuta da viti, gli dissi peccato che le fioriere sono legate tra loro, non possono essere spostate, si già lo avevo preso in considerazione , dissi io però il cazzo ci passa , tu riesci e scendere con la bocca, e due sere mi fece un bocchino tra le fioriere, ma se il mio obbiettivo era ormai il culo, dovevo trovare un modo ed in fretta il ritorno del marito si avvicinava.
Dopo cene del giorno dopo andai con mia madre a prendere il gelato, e mia madre vide Stefania solo che passeggiava, mi disse di chiamarla, si sedette con noi ed anche lei prese un gelato, che ci offrì, dicendo che era il minimo che potesse fare visto che gli avevamo prestato la nostra compagnia, tornando verso l’hotel porse il braccio a mia madre e salirono in camera, io restai al bar dell’hotel a bere un gin-tonic , sperai fortemente che Stefania scendesse di nuovo, fu così intensa la mia speranza che mentre il cameriere mi stava servendo il drink, sentii la voce di Stefania che diceva al cameriere uno anche per me…
Restammo in veranda per qualche ora fino a che il via vai si placasse , poi dissi a Stefania che avevo voglia, la sua risposta che poi non era una risposta ma un gesto, si sollevò la gonna qual tanto di farmi notare l’assenza dell’intimo, notai anche che era lucida, bene dissi, dai io pago e tu lascia la porta aperta, si allontanò da me sculettando più del solito.
Salii al piano pensando a come fare per riuscire nell’intento di incularla, ero eccitato come poche volte ed era l’ultima notte l’indomani sarebbe rientrato il marito, mi avvicinai alla porta aprii ed era completamente al buio fatta eccezione delle applick del bagno che davano una luce bassissima, solo per vedere dove si trovava Stefania, era fuori al terrazzo completamente nuda a fumare una sigaretta, io mi svestii all’istante mi avvicinai a lei poggiandomi al suo sedere con il cazzo già dritto dal secondo gin-tonic la cinsi alla vita , mentre lei ancheggiava per far scivolare il cazzo fra le chiappe, non troppo ma abbondanti, salii con le mani al seno palpandolo e strizzandolo, fino a che lei si voltò, e ci baciammo senza lasciare nessun posto della bocca inesplorata dalle nostre lingue impazzita, lentamente mi fece sedere sul divanetto , si inginocchiò con un cuscino sotto alle ginocchia, accese una sigaretta presa dal tavolinetto affianco la poltrona e me la mise in bocca, mentre lei passando dal torace, i capezzolini, l’ombelico conquistò la meta del cazzo duro e gonfio con tutte le vene in evidenza, lo leccava con devozione fino ad imboccarlo e pomparlo con affondi fino alle palle, per nulla dimenticate tenute da entrambe le mani, fino ad un ultimo affondo che si tenne l’intera asta in gola per venti trenta secondi per poi lasciarlo, dritto , con la luce che penetrava debolmente dalla stanza sembrava una scultura, tutto fatto in assoluto silenzio, accanto c’era sempre mia madre che semmai avesse sentito qualcosa non sarebbe servito vedermi per capire che l’artefice di quei rumori ero io.
Stefania si alzò, si mise di fronte a me ed io la presi alla vita e la avvicinai a me baciandola da per tutto l’addome i seni, fino a scendere dalla fica grondante di umori, di colpo si voltò e mi mise il sedere davanti , mentre con la mano mi prese la testa e la schiacciò verso il suo sedere, per poi chinarsi in avanti aprendo alla mia vista quella meta tanto ambita ma che ancora non ne avevo certezza, chinata come si era messa potevo leccare sia la fica che il culo, iniziai dalla fica vista anche la reazione qualche giorno prima, dopo qualche minuto che leccavo e gustavo profondamente la fica , senza dir nulla lei si abbassò facendo in modo che mi ritrovassi il culo sulla lingua, iniziò a mugolare, per stimolarla ancora di più andai con le dita sul clitoride , e sempre con gemiti a bassissimi decibel ancheggiando si alzò e ,i abbraccio solo il tempo di sussurrarmi all’orecchio : Stefania “non farmi pentire prendimi il culo”
La spinsi senza staccarmi da lei al muretto del terrazzo, gli feci allargare le gambe e la penetrai nella fica piena di umori dando affondi lunghi e lenti mi staccai dopo qualche minuto, la feci voltare e la feci poggiare sul muretto , le gambe le aveva allargate da sola, gli dissi di tirare indietro il sedere, poi gli dissi dai prendilo e puntalo sola e spingilo dentro quando ti senti pronta, prese il cazzo con mano morbida rispetto alle altre volte ma lo puntò, io la presi con una mano su un fianco e l’altra su un seno strizzando lievemente un capezzolo, lei tirò la testa indietro in qualche modo trovò la mia bocca poi mi disse spingi tu che io non ho coraggio, dopo qualche secondo dalle nostre bocche di nuovo unite spinsi ma non entrava , presi della saliva la misi direttamente sul cazzo e puntai di nuovo il cazzo e gli dissi di spingere lei, nello stesso memento che lei spinse verso di me io spinsi verso di lei, temevo un urlo ma con sorpresa di entrambi non accadde accadde un si, accadde che lei con le mani dietro di me mi invitasse ad entrare ancor di più, mi disse dammelo tutto ma non farmi male, iniziai a pompare lento e costante, solo quando la sentii ansimare iniziai a spingere con forza e cadenza da sentire l’urto del bacino contro le chiappe di Stefania che ansimava di piacere vero questa volta tanto che gli dissi di mettersi a pecorina che era ora di sentirlo davvero, si voltò per poggiare alla spalliera della poltrona e con le gambe strette ed il culo proteso verso di me mi disse dai che il dolore non l’ho proprio provato stasera, iniziai a bordarla di colpi forti e profondi per venire da li a qualche minuto completamente piantato dentro di lei.
Passarono solo pochi secondi che si voltò e mi baciò con tutto il trasporto possibile, mentre mi prese una mano e se la portò in mezzo alle cosce completamente fradicie dei suoi umori colati, mi disse una cosa del genere non mi era mai successa , ci sedemmo sui divanetti a fumare una sigaretta lei con le gambe completamente allargate, spensi la sigaretta ed entrai di nuovo in lei, l’eccitazione di avergli preso il culo non fece far restare il cazzo dritto come quando ero entrato la presi per una decina di minuti fino a venire in una sborrata meno potente di prima nella sue tette che mi apprestai a leccare e trasportare i succhi nella sua bocca.
Il marito tornò ma con nostra fortuna ripartì di nuovo
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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