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Iena 8: una doppia patente per Lina


di boschettomagico
27.07.2025    |    225    |    3 9.4
"Severino mi guardava con uno sguardo strano, il suo cervello rimuginava il senso reale di quelle mie parole, mi sono avvicinata a lui e gli ho infilato la lingua in bocca, avevamo fatto sesso..."
Dopo numerose richieste da parte dei miei lettori a rispolverare le storie della Iena padrona, obbedisco e vi presento una nuova avventura della scatenata Annamaria. Siccome son passati più di sei anni, per comprendere bene il racconto sarebbe utile rileggere l'intera saga o almeno il capitolo 7. Grazie

C A P I T O L O 8: Una doppia patente per Lina


Dopo tre settimane di studio, Lina aveva superato l’esame di teoria per la patente; ora dovevo impegnarmi a insegnarle a guidare, all’inizio tutti i giorni la portavo nel solito piazzale del ristorante ma poi pian piano ho cominciato a farla entrare in città a districarsi in mezzo al traffico. Era tesa come la corda di un arco, ma con il passare del tempo diventava sempre più padrona di sé stessa e del mezzo, così che il giorno fatidico io ero ottimista. All'esame erano dodici candidati ad esibirsi e purtroppo per noi, in quanto Lina era l’univa privatista, eravamo le ultime dell’elenco; il nostro esame è cominciato così a mezzogiorno, purtroppo l’orario più pericoloso, in quanto il traffico cittadino era al massimo livello. L’ingegnere che la doveva giudicare era un mio ex allievo dei tempi passati, si chiama Severino, era sulla quarantina e ha finto di non riconoscermi, ma io sperando fosse un vantaggio mi son presentata; quando è iniziata la prova si è accomodato al centro del sedile posteriore mentre Lina è partita con me al suo fianco. A parte una partenza da rodeo, sul viale cittadino Lina se la stava cavando piuttosto bene, rispettando le precedenze e guidando con attenzione; il problema è sorto quando arrivati sul viale del cimitero Severino le ha detto di parcheggiare, lo spazio era abbastanza accessibile, ma accidenti io non l’avevo mai fatta parcheggiare. Lina è subito avvampata, ha ciccato in pieno la manovra in retromarcia e dopo altri due tentativi andati a vuoto si è arresa dicendo con voce concitata “Non ce la faccio, non sono capace, sono troppo agitata.” Severino con un tono di voce dispiaciuto ha ribattuto. - Signora non stava andando male, ma per prendere la patente bisogna saper anche parcheggiare, purtroppo la devo rimandare al prossimo mese. Lina è scoppiata in lacrime e io ho cercato di rattoppare la situazione. - Severino la colpa è mia che non le ho mai fatto fare un parcheggio, non ci avevo proprio pensato, sii buono, promuovila ugualmente e io ti prometto che nei prossimi giorni la farò parcheggiare di continuo insegnandole a infilarsi negli spazi più angusti e ristretti. - Professoressa mi creda, io vorrei aiutarla ma non posso ignorare una lacuna così grave. - Non essere così fiscale, a volte bisogna essere elastici, lo so che tu agisci sul rispetto del tuo senso del dovere, ma a volte si può chiudere un occhio e fingere di non aver visto certe cose. Se ti ricordi ai tempi in cui eri studente ti ho sorpreso a succhiare l’uccello al professor Angelo, ma ho finto di non aver visto nulla e fare un pompino in sala professori era una lacuna molto più grave che non un parcheggio sbagliato; il mio dovere sarebbe stato quello di denunciare quel fatto increscioso ma invece ho finto di non aver visto nulla, ora puoi fingere anche tu di non aver visto quel parcheggio sbagliato. Severino è avvampato, ha abbassato lo sguardo e mi ha guardato con intensità -Praticamente mi sta ricattando, dovrei cedere al suo ricatto promuovendo la signora, ma sono passati quasi trent’anni, cosa mi può fare ora, denunciarmi adesso? -Quella cosa ti brucia ancora adesso, quando stamattina mi hai vista hai finto di non riconoscermi ma sei arrossito come adesso, non è assolutamente un ricatto ma il ricambio di un favore che ti ho fatto tanto tempo fa. Severino ha abbassato lo sguardo riflettendo, poi è partito a raffica -Io non sono gay, mi piacciono anche le donne, il professore mi ricattava e mi costringeva a fare certe cose minacciando di bocciarmi. -Da come glielo succhiavi quel giorno non penso che quel ricatto ti sdegnasse più di tanto, comunque se te ne sei accorto hai detto che ti piacciono “anche” le donne", quindi è una ammissione al fatto che gradisci anche fare sesso con gli uomini. -Ebbene sono bisex, amo fare sesso sia con uomini che con donne, che posso farci. -Ma io non te ne faccio nessuna colpa, come donna sono contenta che ti piace anche la figa e proprio per questo ti dico che se promuovi questa donna, oggi stesso potrai divertiti in un bel lettone con noi due, con due donne insieme, l’hai mai fatto Severino? lo so, siamo un po' troppo mature ma credimi, potrai passare un pomeriggio di gran divertimento e così dicendo con il palmo della mano gli ho palpato la patta dei calzoni. Severino si è irrigidito ma non mi ha tolto la mano, anzi il suo uccello ha cominciato a dare importanti pulsazioni, si è schiarito la voce per prendere tempo -Parla sul serio? E’ una promessa assurda la sua. - Non ho mai mentito in vita mia e ti dirò di più, se lo vorrai ci sarà spazio anche per appagare i tuoi desideri omosessuali. Il mio ex allievo continuava a guardare il foglio relativo alla prova di esame di Lina, poi a un tratto ha appoggiato il foglio sulla sua cartellina, ha preso una biro e ha scritto “Prova superata”, ha tolto una copia e l’ha data a Lina dicendole - Ecco signora, si goda la sua patente, ma mi raccomando impari a posteggiare. Poi abbassando lo sguardo ha sussurrato - E’ la prima volta che tradisco la mia etica professionale; riportatemi al piazzale della motorizzazione. Nel riportarlo alla base, Lina è stata una autista perfetta riducendo nell’ingegnere i suoi sensi di colpa. Quando ha spento il motore Severino non è sceso, temeva avessi già dimenticato la mia promessa, io però gli ho sorriso -Sei libero oggi? -Si! -Ci troviamo qui alle 15? -Va bene! Io e Lina siamo andate a mangiare un panino in un bar, lei era euforica -Annamaria sei stata fantastica, ormai mi sentivo persa, hai messo una pezza al mio pessimo parcheggio, -Si però adesso devi ricambiare prendendoti il suo cazzo, che ne pensi? -Che quel Severino non è poi tanto male e voglio festeggiare la mia patente con il suo bigolo. Ormai la mia amica era sulla strada della perdizione, in fin dei conti però era quello che volevo. -Andremo a casa mia, ma lo portiamo in camera da letto, non so se sarebbe pronto per la stanza dei giochi, lo giudicheremo poi con il proseguo dell’orgetta. Alle 15 in punto Severino è arrivato nella piazzetta, fingeva di essere sereno ma in realtà era emozionato, gli ho sorriso per metterlo a proprio agio e gli ho detto di seguirci che andavamo a casa mia; appena entrati nella mia abitazione la sua agitazione è aumentata, mi sono avvicinata a lui e con la mano gli ho palpato l’uccello, ha sorriso senza entusiasmo, l’ho condotto in camera da letto e l’ho fatto stendere. Io e Lina abbiamo cominciato a spogliarlo, una volta nudo lo abbiamo accarezzato e abbiamo cominciato a denudarci, ci fissava con interesse e girava continuamente il capo dal mio corpo a quello di Lina cominciando a farsi rizzare l’uccello, era normo dotato e il suo petto era completamente glabro senza nessun pelo, quando Lina si è tolta le mutande e l’ingegnere ha visto quel triangolone di pelo nero corvino ha avuto un’espressione di meraviglia e il suo cazzo ha cominciato a pulsare con insistenza raggiungendo in men che non si dica la completa erezione. Noi due ci siamo avvicinate a lui e abbiamo cominciato ad accarezzargli il petto, Severino accompagnava ogni nostra carezza con un sospiro di piacere, quando ci siamo chinate sul suo cazzo e abbiamo cominciato a passargli la punta delle nostre lingue sul membro i suoi sospiri hanno notevolmente aumentato di intensità e sono diventati dei veri e propri gemiti. Le nostre lingue partivano dalle palle e giunte alla cappella si univano in una slinguata lesbica molto sensuale; ora il nostro partner era completamente travolto dal desiderio e gli occhi erano lucidi come se stesse piangendo. Mentre noi continuavamo a solleticargli il pene le sue mani si sono intrufolate in mezzo alle nostre cosce e hanno cominciato a palparci le fighe infilandoci dentro a tratti le dita, noi continuavamo a limonarci quando arrivavamo con le lingue alla cappella, in quei momenti abbandonavamo il suo cazzo ma lui inarcava il bacino per spingere la punta del suo uccello tra le nostre bocche, era bello vedere come lo stavamo lavorando ai fianchi, lui però sentendosi così trascurato ha osato gridare -Brutte puttane non smettete, continuate a leccarmelo!!! Mi sono sentita salire il sangue alla testa e l’ho redarguito, dovevo mostrargli chi manovrava le redini. -Abbassa il tono della voce piccolo finocchietto, non azzardarti più ad offenderci e ricordati che qui chi comanda i giochi siamo noi. Severino si è bloccato, ha capito che preso dall’eccitazione si era lasciato andare e ha cercato di rimediare -Scusi prof. Sentivo di aver preso la situazione in mano, quel senso di dominio mi dava la giusta carica, ho abbandonato il suo uccello, mi sono accucciata sopra di lui, gli ho sbattuto la mia patacca in faccia e gli ho urlato -Sai succhiare solo uccelli o sai anche leccare le passere, fammelo vedere, leccami la bernarda fino a farmi venire!!! Severino dopo un attimo di smarrimento ha aperto la bocca e ha cominciato a leccarmela, la sua lingua non era morbida come quella di Salvatore, forse era la prima volta che lappava una figa, ma io ero talmente eccitata che mi sono lasciata andare e dopo un paio di minuti gli sono venuta in faccia, lui si sentiva soffocare e cercava di allontanarmi ma io in preda all’orgasmo gli ho compresso ancora di più la passera in faccia e l’ho inondato di umori rischiando di soffocarlo. Era cianotico, con gli occhi spiritati e al massimo dell’eccitazione, ha ritrovato il coraggio di chiedere -Prof mantieni la promessa, voglio le vostre fighe!!! Mi è tornato in mente il gioco che avevamo fatto con Salvatore, ho invitato Lina a stendersi al mio fianco sul bordo del letto e spalancare le cosce per offrirci all’uccello dell’ingegnere, poi l’ho invitato a prenderci -Siamo tue, ricorda di non venire subito, devi farci godere!!! Severino esaltato da quella visione si è posizionato davanti a noi e puntandomi il cazzo in figa mi ha penetrata; sapeva pompare, mi godevo il suo cazzo ma ora volevo farlo saltellare tra le nostre fighe come Salvatore e seppur malvolentieri gli ho comandato di infilarlo a Lina. Ha prontamente obbedito, vedere il suo viso estasiato mentre scopava la mia amica mi eccitava, mi dava un senso di onnipotenza molto appagante, volevo farlo impazzire di desiderio per cui quando ho capito che era al massimo del piacere gli ho comandato di cambiare figa di nuovo, mi ha guardato in cagnesco ma ha obbedito, nel sentirlo rientrare dentro di me ho provato un grosso piacere e ho sentito che stavo per viaggiare verso un secondo orgasmo, ricominciavo a godere e ho cercato allora la lingua di Lina per baciarla, lei ha prontamente risposto ma nel vedere una visione così altamente erotica Severino ha ceduto e ha cominciato a sborrarmi dentro. - Vengo!!! Vengo!!! Siete fantastiche!!!Sborro!!! Avrei voluto ammonirlo ma ero in pieno orgasmo e sentirmi riempire così prepotentemente ha aumentato il mio piacere e l’ho lasciato vuotarsi le palle dentro di me, quando però il mio piacere è terminato sono tornata la iena padrona -Ti avevo comandato che dovevi farci godere entrambe, non hai mantenuto il tuo impegno, Lina non è venuta! -Prof hai ragione, ma vedervi limonare così sguaiatamente mi ha fatto perdere il controllo e non ho potuto trattenermi. -Ora però leccale la figa, fattelo tornare duro e regala anche a lei una bella spruzzata di sperma Seppur poco convinto Severino si è inginocchiato sul letto e ha tuffato la faccia in mezzo alle cosce di Lina e ha cominciato a leccargliela, man mano che procedeva io mi sono accucciata dietro di lui e sbirciavo se il suo cazzo stava riprendendo vita, purtroppo però rimaneva moscio e penzolante, lui ha alzato il bacino per poterla leccare ancora meglio e allora mi sono trovata improvvisamente il suo culo davanti agli occhi; due chiappe candide e morbide e un buchino completamente glabro, mi sono insalivata il dito medio e gliel’ho infilato nel culo senza troppe cerimonie. All’inizio Severino mi ha accolto con una smorfia di dolore ma come ha superato il primo impatto ha smesso di piagnucolare e ha rilassato lo sfintere permettendo al mio dito di entrargli tutto dentro, al porco la cosa piaceva, e non poco, ora invece di piagnucolare ansimava di piacere e mi ha invitata dolcemente -Prof sei fantastica, infilami un altro dito, è una vera e propria goduria, non smettere. Ho sbirciato di nuovo il suo uccello, a differenza di prima si stava rizzando nuovamente e man mano che io procedevo nel lavorargli il culo pulsava sempre più intensamente fino a fargli raggiungere di nuovo la piena erezione; a quel punto gli ho tolto le dita con una sua smorfia di delusione e gli ho ordinato -Ora scopa Lina, ha diritto anche lei di godere!!! L’ingegnere ha obbedito e dopo aver spalancato le cosce alla mia amica gli è entrato dentro di colpo; tra la prima parziale scopata di prima e la conseguente leccata, Lina era già molto calda e nel giro di qualche minuto è esplosa in un orgasmo di prim’ordine; Severino però ormai voleva sborrare di nuovo e ha continuato a pomparla selvaggiamente, quando ha sentito che stava per venire di nuovo ha aumentato l’intensità dei suoi colpi terminando con un inteso “Ohhhh” liberatorio, anche Lina è partita di nuovo verso una seconda intensa goduta e con un urlo selvaggio ha accompagnato il suo imponente orgasmo. Ci siamo sdraiati tutti tre sul letto distrutti ma appagati; l’ingegnere ha rotto dopo parecchi minuti il silenzio -Brave, siete state fantastiche, non sono per niente pentito di aver promosso immeritatamente Lina, non avevo mai goduto così tanto in vita mia! Quella frase mi ha dato infinita gioia e mi ha fatto balenare un nuovo desiderio, mi aveva colpito intensamente il “candore” del culo di Severino e ora lo volevo, ho guardato il mio ex allievo maliziosamente -Ti è piaciuto il dito nel culo ammettilo. -Prof sei stata fantastica, hai saputo ricaricarmi le pile e permettermi di soddisfare anche Lina, mi hai dato un piacere infinito, sei stata grande!!! In mattinata avevo detto a Lina che non sapevo se sarebbe stato pronto per la stanza dei giochi, ora ne ero quasi certa, volevo il suo culo, volevo riprovare le emozioni che avevo provato quando avevo inculato selvaggiamente Salvatore. -Hai detto che il mio dito ti ha dato un piacere infinito, ebbene, potrei darti dei piaceri ancora più intensi, farti provare dei brividi di piacere che forse non hai mai provato; ma non so se saresti pronto a simili esperienze. Avevo sollevato la massima curiosità in Severino, mi ha guardato con uno sguardo interrogativo ma molto interessato, poi con un filo di voce ha cercato di approfondire -Cosa voleva dire, se sono pronto a simili esperienze? -Hai voluto che aggiungessi un dito dentro il tuo culo, sicuramente non sei vergine, scommetto che il professor Angelo da gran pederasta quale era non si limitava a farsi fare solo dei pompini ma te lo infilava anche nel didietro, io oggi potrei farti vivere una nuova esperienza: prenderlo in culo da una donna. -Sta scherzando? -Io non scherzo mai caro il mio ingegnere, se vuoi provare ci spostiamo in un altro locale ma lì dovrai accettare le mie regole, ma sono sicura che alla fine uscirai soddisfatto. Severino mi guardava con uno sguardo strano, il suo cervello rimuginava il senso reale di quelle mie parole, mi sono avvicinata a lui e gli ho infilato la lingua in bocca, avevamo fatto sesso intenso ma era la prima volta che lo baciavo, dopo qualche secondo di titubanza ha corrisposto la mia slinguata, poi rinfrancato da quel libidinoso bacio mi ha risposto più convinto -Voglio darle ascolto, in fin dei conti finora ha sempre mantenuto le sue promesse, andiamo in questo locale. Ci siamo spostati dalla camera da letto alla stanza dei giochi rimanendo nudi, come ho acceso la luce Severino ha sbarrato gli occhi, ha perso un po’ della sua baldanza e mi ha detto -Guardi che non amo essere frustato!!! Se cerca uno schiavo su cui sfogare le sue manie non ci sto! -Sono una gran puttana ma non sono una sadica, hai detto che ti fidavi e ti rimangi già la tua fiducia? -Non mi rimangio la parola, ma voglio mettere ben in chiaro certe cose prima di cominciare. -Allora ti fidi o no? -E va bene,mi fido! La sua voce era però meno convinta rispetto a qualche minuto prima, mi sono rivolta a Lina -Mettilo alla gogna! Se prima si era spenta la sua voce, ora perdeva baldanza anche ogni suo passo, mentre Lina gli chiudeva i polsi e il capo Severino era diventato improvvisamente pallido e aveva perso il suo rossore libidinoso, come è stato bloccato alla gogna ho intinto le mani nella crema di vasellina e ho cominciato a ungergli il buco del culo, delicatamente e con la maggior grazia possibile, quando ho cominciato a dilatarglielo ha cominciato a rilassarsi e quando ho visto che il suo nervosismo era sparito completamente mi sono messa davanti a lui e ho cominciato a fissarmi lo strap on all’inguine. Ha sbarrato gli occhi per la sorpresa e con un filo di voce ha sospirato -Non vorrai dirmi che... -Si caro, non dirmi che hai paura, è un po’ più grosso di due dita della mano ma vedrai che ti piacerà moltissimo; una volta applicato lo “strumento” gli ho avvicinato il membro alla bocca e gli ho ordinato -Su!!! Succhialo ben bene, voglio vedere se ci metti la stessa passione con cui sbocchinavi il professor Angelo, è una scena che non ho mai dimenticato, fammela rivivere. L’ingegnere all’inizio sembrava riluttante ma poi ha allargato la bocca e ha cominciato con delicatezza estrema a sbocchinarmi l’uccello; la cosa mi attizzava, Annamaria stava lasciando pian piano il posto a Iena -Su, insalivalo bene, più scivolerà delicatamente nel tuo culo più tu potrai goderti la mia inculata. Ora Severino spompinava alla grande facendosi scivolare dentro la gola tutto il fallo, desideravo incularlo, mi sono staccata dalla sua bocca aperta, gli sono andato dietro e ho cominciato a puntargli la cappella nell’orifizio anale; il primo assaggio lo ha accolto mugolando un leggero “Ahiii…Ahiii”, ho invitato allora Lina a mettergli la passera davanti alla faccia -Mentre ti inculo lecca la bernarda di Lina, lo so che ti piace, quando si è tolta le mutande e hai visto la sua foresta di pelo hai strabuzzato gli occhi, su falla godere, mentre verrai col culo potrai festeggiare brindando con i suoi umori. Avrei voluto usare molta più dolcezza ma vedere quel culo dilatato mi accendeva di passione, ero infoiata desideravo entrargli dentro e con un colpo deciso l’ho fatto; Severino ha cacciato un urlo ma dopo qualche colpo si è rilassato e io ho potuto cominciare a pomparlo a dovere. Dopo un paio di minuti ha ripreso ad urlare, ma ora non erano più urla di dolore erano di eccitazione pura -Prof sei fantastica, è una esperienza che mai avrei pensato di provare, spingi pure forte ormai provo solo piacere, Lina avvicinati un po’ di più, la tua figa odora di donna in calore, fatti assaporare tutta quanta e vienimi in faccia. La mia amica non se l’è fatto ripetere e si è avvicinata a quella bocca che bramava perlustrarle tutto l’utero. Vedere il suo culo che si dilatava sproporzionatamente sotto l’opera del mio cazzo mi eccitava ed ho accelerato al massimo, ma l’ingegnere ormai era totalmente aperto e desiderava solo godere -Più forte, più forte, non ho mai goduto così tanto, altro che il professor Angelo, sei una furia della natura, sto per venire con il culo, eccomi, eccomi, ci sono, ci sono, vengoooooooooooooooooooooo!!!!!!!!!! Il suo godimento è stato incontenibile e al suo urlo si è unita Lina che gli ha sborrato in faccia tutto il suo brodo caldo e che rossa come un peperone ha cominciato a inveire contro di lui -Brutto porco mi volevi bocciare, guarda cosa ti saresti perso, hai il viso trasognato, sembri un drogato che non sa più tenere la sua eccitazione, ma la tua droga sono il cazzo di Annamaria e la mia figa impiastricciata. Avrei voluto continuare all’infinito, ma pompare in piedi era stancante e a un certo punto ho alzato bandiera bianca e mi sono accasciata sul letto distrutta; Lina mi ha raggiunta, mi ha abbracciata e mi ha infilato la lingua in bocca, ci siamo baciate a lungo, sempre più eccitate, perchè guardando Severino inerme alla gogna e con gli occhi fuori dalla testa per gli orgasmi provati appagava il nostro senso di grandezza e ci elettrizzava. Stavamo quasi per addormentarci quando il mio ex allievo ci ha supplicate di liberarlo. Siamo tornate così alla realtà, ci siamo lavate e mentre di rivestivamo l’ingegnere ha chiesto il permesso di farsi una doccia; al mio assenso si è diretto in bagno e con grande sorpresa abbiamo visto che nonostante fosse reduce da due sborrate aveva ancora l’uccello in erezione, segno che la mia inculata era stata gradita! Quando è tornato dal bagno era il ritratto della felicità, ma la mente perversa di Iena era già in fermento. -Avevi ancora il cazzo duro, allora avevo ragione io? -Pomeriggio fantastico, forse unico!!! -Se sabato sei libero potremmo giocare ancora insieme, ho altre idee in mente, ottime novità che per un porco bisex come te saranno sicuramente di tuo gradimento. -Ormai accetto tutto cosa proponi prof. -Lasciami il tuo numero di cellulare ti farò sapere. Quando se ne è andato mi sono rivolta a Lina -So che il sabato stai sempre a casa perché arriva Cesare non puoi liberati per una volta. -Sabato sono liberissima, Cesare è in Francia per un corso di aggiornamento. -Bene, ho in mente qualcosa di veramente interessante, e sono certa che gradirai, perché se oggi l’ingegnere ti ha dato la patente di guida, io ti dò quella di gran porca; avresti dovuto vederti con che sfrontatezza sbattevi la figa in faccia a Severino e lo incitavi a lappartela a dovere, la Lina timida e riservata non c’è più e sabato sono certa che ne avrò una ulteriore conferma. -Scommetto che se ti chiedo cosa hai in mente non mi diresti assolutamente nulla -Esatto, vedo che mi conosci bene ormai.
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