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trio

Una Famiglia perversa


di boschettomagico
07.10.2025    |    356    |    5 9.5
"Ciò nonostante continuavamo però a fare sesso in tre, in quei momenti dimenticavamo il nostro dramma e sfogavamo le nostre voglie di godere senza limiti..."
Al bar della Rinascita ci chiamavano “I Quattro Moschettieri” perché eravamo quattro amici inseparabili che si conoscevano fin da bambini: Gerry, Donato, Salvatore e Maurilio, il sottoscritto. Eravamo tutti sulla quarantina; Gerry aveva una piccola impresa edile, Donato era il suo capo cantiere, Salvatore era invece il loro manovale. L’unico a non avere rapporti con l’edilizia ero io, non ero portato per i lavori manuali e mi arrabattavo vendendo enciclopedie porta a porta. Ero sempre in giacca e cravatta, ma era un vero e proprio lavoro di merda!!! Tutti i mesi ricevevo l’elenco delle nascite e visitavo la casa dei neo genitori spingendoli ad acquistare una enciclopedia a fascicoli, in modo che quando il figlio andava poi a scuola aveva bell’e pronto un buon bagaglio culturale che lo avrebbe accompagnato durante i suoi studi. Alcuni mesi riuscivo a piazzare dei bei colpi e guadagnavo abbastanza bene ma in altre occasioni non riuscivo nemmeno a venderne una e vivere con il solo rimborso spese mensile diventava problematico, insomma dei quattro ero economicamente il più sfigato! Il venerdì, il sabato e la domenica sera il nostro interesse generale era andare alla discoteca “Il Mondo” a rimorchiare ragazze, in quanto eravamo accomunati tutti quanti da un amore viscerale per la figa. Andavamo con quattro auto, ognuno con la sua, a modo che chi aveva la fortuna di rimorchiare, poteva avere a disposizione un posto in cui scopare senza creare problemi a nessuno degli altri; anche qui ero il più handicappato in quanto mentre gli “edili” disponevano di auto invitanti…io avevo una vecchia FIAT 127 che ormai poteva essere classificata come vecchio reperto archeologico; l’unico lato positivo era che almeno aveva i sedili ribaltabili. La sera seguente quando ci trovavamo al bar ci raccontavamo le nostre avventure… descrivendo il tutto nei minimi particolari, così che succedeva spesso che sapendo quali erano le donne porcelle; capitava che ce le passassimo tutti in fila. Il più prolifico era Donato che era il belloccio della compagnia, il più imbranato era Salvatore che era un timido di prima categoria. La mia storia comincia in un venerdì sera di inizio ottobre, quando ci siamo buttati tutti quattro su un tavolo dove un gruppo di ragazze festeggiava l’addio al nubilato della loro amica Marika. Dopo mezz’ora eravamo tutti quattro in pista a strofinarci contro quelle ragazze che avendo bevuto un bicchiere in più del solito erano prede piuttosto facili ed appetibili. A me era toccata una bella ragazza di nome Rosaria, 35 anni, sarta in casa con la mamma e single!!! Quella donna mi piaceva tanto, mi piacevano i suoi occhi, mi piaceva il suo sguardo, mi piaceva come ballava; di solito quando danzavo con una donna pensavo solo a quando le avrei tolto le mutande, con questa invece mi chiedevo continuamente se mai avrebbe potuto diventare la mia ragazza. Più la guardavo e più ero calamitato dal suo fascino così che ebbi una erezione di tutto rispetto; quasi me ne vergognavo e mi ero staccato da lei per impedirle che capisse cosa stava succedendo dentro la patta dei miei pantaloni…non volevo farmi considerare un morto di fame… La serata essendo piacevole è letteralmente volata via e alla chiusura del dancing ho chiesto a Rosaria se ci saremmo rivisti, lei sorridendo mi ha detto - Non penso, io esco molto raramente, non amo questo tipo di serate e non sono una gran ballerina… prima di uscire però si è girata a guardarmi per regalarmi un ultimo sorriso e la cosa mi ha riempito di speranza; speravo fermamente di poterla vedere il più in fretta possibile. La sera dopo eravamo al bar a decantare la nostra serata, Gerry si era fatto la più vecchia del gruppo, Salvatore si era fatto fare una sega nell’angolo buio del parcheggio, Donato si vantava di aver addirittura scopato Marika, la futura sposina…e di solito non mentiva mai sui suoi successi. Io ero invece muto…ero stato l’unico ad andare a letto con le palle piene… Per le successive serate come entravo al “Mondo” perlustravo la sala da ballo come il sonar di un sommergibile alla ricerca di una eventuale presenza di Rosaria, ma della sartina non c’era più stata traccia. Mi ero quasi scordato di lei, ed avevo deposto tutte le mie speranze, quando un venerdì di fine novembre, dopo quasi due mesi dal nostro precedente incontro, l’ho vista al bancone del bar. Il mio cuore ha cominciato a battere all’impazzata e mi sono avvicinato a lei con un sorriso 32 denti - Ciao Rosaria, chi non muore si rivede. Mi ha risposto con quel suo famoso sorriso e mi ha fatto tremare le gambe - Non sapevo se venire, ma ora che ho visto che ci sei…sono contenta di essere venuta, dimmi però se ti fa piacere che io sia venuta, non vorrei averti rotto le uova nel paniere. – Ma scherzi…dai andiamo a ballare. Ha subito accettato l’invito, quella frase mi aveva sorpreso, se lei così riservata e timida mi aveva detto quelle parole era perché ci teneva a me e mi sentivo lievitare dalla gioia. Abbiamo ballato tutta la sera, con il passare delle ore prendevo sempre più coraggio e la stringevo sempre più e lei accettava quelle mie strette al suo corpo; e come la volta precedente il mio cazzo si è gonfiato. Se nel nostro precedente incontro quando ero andato in erezione mi ero staccato da lei per non fare una figura barbina, questa volta mi sentivo il coraggio di un leone e ho osato il massimo facendoglielo sentire sulle sue cosce senza il minimo ripensamento, lei è avvampata di colpo e ha vacillato davanti a tanta sfrontatezza tanto che ho dovuto quasi sostenerla; però non mi ha allontanato da sè e ha continuato a farsi strusciare dal mio uccello impazzito. A questo punto però non sapevo come comportarmi, avrei voluto chiederle di uscire per portarla sulla mia auto, ma temevo di osare troppo, non potevo tirare la corda più del dovuto; durante una pausa di ballo ci siamo accomodati nel divanetto più isolato dell’intera sala. Con la massima cautela le ho messo il braccio intorno al collo, visto che accettava quella mia mossa l’ho stretta sempre di più, lei non si opponeva al che ho rischiato e ho cercato di baciarla; dopo un tentativo di resistenza ha ceduto e io le ho infilato la lingua in bocca. Ha reagito con un leggero fremito, ma ora anche le mie gambe tremavano e ci siamo fissati per parecchi minuti fino a che abbiamo ripreso a limonare e siamo andati avanti fino alla chiusura. Quando ci siamo staccati avevo la lingua anchilosata, ma ero felice, lei aveva gli occhi umidi come se avesse pianto ma lo sguardo era luminoso e pieno di felicità. Mi sentivo il padrone del mondo ma temevo che fosse stata solo una parentesi temporanea, le ho detto - Ti prego vieni anche domani! Si è ricomposta, forse solo adesso si rendeva conto che ci eravamo slinguati mettendosi in bella mostra senza nessuna remora, mi ha risposto con voce tremante - No, domani non posso, ma ti prometto che verrò venerdì prossimo. Il venerdì seguente sono entrato all’apertura, avevo un vago sentore che non avrei trovato Rosaria ma invece dopo un quarto d’ora è entrata e ho visto che mi cercava in mezzo alla ressa; le sono andato incontro e dopo due minuti eravamo in pista a strofinarci una contro l’altro, ormai avevo la quasi certezza che le piacevo, desideravo solo baciarla e alla fine dei tradizionali tre lenti le ho chiesto di andare ai divanetti. Mi ha guardato dubbiosa e mi ha risposto quasi balbettando -Maurilio non mi piacciono certi atteggiamenti, la settimana scorsa mi è piaciuto ma poi a mente fredda ho pensato che qualcuno che conosco, o addirittura qualche cliente della sartoria avrebbe potuto vederci e non sarebbe stata una bella figura; ho ingoiato il rospo, ma non ho desistito -Andiamo fuori nel parcheggio allora, ho lasciato la macchina in un posto isolato, là nessuno potrà vederci. Non ha risposto, abbiamo fatto ancora un giro di lenti in cui le ho strofinato in mezzo alle gambe il mio cazzo, rivedevo riaccendersi in lei il desiderio della settimana prima, poi a un certo punto ha ceduto - Va bene, andiamo sulla tua auto…ma promettimi che nessuno si accorgerà di noi - Te lo giuro saremo completamente appartati. Come siamo arrivati all’auto le nostre labbra si sono immediatamente scatenate con la massima libidine… la voglia era tanta, ho cercato di infilarle una mano nella scollatura della camicetta ma me l’ha bloccata con decisione, non ho voluto insistere ma ho appoggiato il palmo su un suo seno muovendolo dolcemente per accarezzarglielo, nonostante l’ostacolo della camicetta ho sentito il suo capezzolo indurirsi e gonfiarsi a dismisura, non avevo mai provato emozioni così intense, forse mi stavo innamorando di quella donna. Se il suo capezzolo era duro il mio cazzo era una barra d’acciaio, spingeva contro i bottoni della patta come se volesse farli partire come proiettili…avrei voluto comportarmi gentilmente ma ormai avevo perso il controllo, senza smettere di limonare ho slacciato i bottoni e con fatica ho tirato fuori l’uccello dai calzoni; le ho preso una mano e l’ho costretta a stringermi il cazzo, a quel contatto Rosaria l’ha tirata indietro come se fosse stato rovente; ci sono rimasto male e guardandola fissa negli occhi l’ho implorata -Ti voglio…ti desidero come mai ho desiderato una donna…voglio che tu sia mia!!! Le ho ripreso la mano cercando di costringerla ancora ad impugnare il mio totem, lei però si è irrigidita di nuovo, ora è stata lei a fissarmi e con tono supplichevole mi ha sussurrato -Ti prego non essere volgare, non bruciare le tappe…non farmi pentire di essermi appartata qui con te. I suoi occhi mi facevano tenerezza, l’ho abbracciata stringendola più forte che mai, quando ho sentito che il suo respiro si stava normalizzando ho ripreso a baciarla e lei ha corrisposto i miei baci; ci siamo limonati ancora per parecchi minuti, poi a un certo punto ho sentito che la sua mano si è avvicinata al mio cazzo e lo ha impugnato di sua iniziativa, capivo che quella donna non era una di quelle mignottone che erano salite prima di lei sulla mia auto e che dovevo essere dolce e composto al massimo. Mi stringeva dolcemente l’uccello, si sentiva che le piaceva perché me lo tastava assaporando il suo contatto con la notevole consistenza della mia erezione, seppur quelle carezze fossero dolci e leggere sentivo che avrei potuto venirle in mano e avrei rovinato tutto, per cui l’ho abbracciata più intensamente tirandola contro di me e obbligandola a mollare il mio cazzo. Ne era rimasta dispiaciuta ma se non avessi fatto così le avrei sborrato in mano; sentivo che cercava ancora il mio uccello, forse era il momento giusto…ora sentivo che anche lei mi desiderava, ho infilato allora la mano dentro la sua gonna, lei ha stretto le cosce ma io cercavo di giungere ugualmente alla sua tana; pian piano sono arrivato alle mutande, erano letteralmente fradice. Si!!! Anche lei mi voleva. Ho infilato le dita sotto il bordo delle mutandine, ho sentito che era pelosa, sembrava si fosse pisciata addosso, come il mio indice ha cercato il suo buco lei si è di nuovo irrigidita e con una forza inaudita mi ha allontanata da lei -Ti ho chiesto discrezione, è questa la tua discrezione? -Sei bagnata come una fontana, mi desideri, perché vuoi negare questa evidenza, non siamo dei bambini. -Forse tu!!! Ma io è come se fossi invece ancora una bambina!!! Maurilio io sono ancora vergine!!! Ho sentito il mondo crollarmi in testa, mai mi sarei aspettato quella rivelazione, solo ora capivo ogni suo comportamento… e io invece credevo che volesse fare la preziosa e la stavo per mandare al diavolo. -Scusa ma non pensavo che fossi ancora vergine, hai 35 anni!!! -Non lo pensavi ma è così…lo so è strano, ma lo dici come se fossi colpevole di un grosso reato; ti prego portami a casa, non ho più voglia di stare qui. Così ho fatto, durante il tragitto siamo stati in silenzio completo, arrivati davanti a casa sua è scesa e si è limitata a dirmi “Grazie del passaggio” per sparire poi dentro il suo portone. Pensavo di non più vederla, specie dopo che il venerdì dopo aveva marcato visita e non si era presentata, ma la settimana prima di Natale quando ormai avevo perso ogni speranza di rivederla eccola arrivare e sedersi al solito divanetto dove l’avevo conosciuta; mi sono avvicinato sfoggiando il mio miglior sorriso – Sono contento di rivederti, temevo di non vederti più e la cosa mi sarebbe dispiaciuta parecchio. Rosaria mi ha guardato con uno sguardo intenso e poi ha recitato un discorso che sicuramente si era studiata per parecchi giorni a casa – Dimmi la verità, ci tieni proprio a me o vorresti solo scrivere il mio nome sull’album delle tue scopate. – Certo che ci tengo, perché dici così? – Perché tu mi piaci e ho parlato di te a mia madre; ma lei ha preso notizie su di te, e mi ha detto che gira voce che sei un tipo che cerca solo facili avventure, che non ti sei mai impegnato seriamente e che non hai mai dimostrato un po’ di serietà con nessuna delle ragazze che hai frequentato. Motivo per cui mia madre mi ha detto di stare attenta, che sei inaffidabile e non devo commettere gli errori che ha compiuto lei in passato; io ti ho difeso e lei mi ha detto che sono una ingenua e che vorrebbe almeno parlarti insieme per conoscerti…saresti disposto a venire a casa mia una sera a cena? Una proposta del genere non me l’aspettavo, sua madre doveva essere una gran rompicazzo, forse era meglio declinare l’invito e mandare quella storia a rotoli, ma guardando Rosaria capivo che le piacevo…e che forse una ragazza così alla discoteca “Il Mondo” era più unica che rara, per cui le ho risposto convinto - Accetto, non ho paura di tua madre, anche se trovo strano che a 35 anni tu debba dipendere da lei. - Speravo in questa risposta…mercoledì sera sei nostro ospite a cena, ti aspetto per le 20. Abbiamo ballato tutta la sera, morivo dalla voglia di portarla in macchina ma non volevo fare passi imprudenti, perchè non sapevo se sarei stato capace di resistere al suo fascino ma il solo pensare a quel mercoledì sera mi faceva tremare le gambe. Il gran giorno è arrivato e mi sono presentato in perfetto orario con un panettone artigianale, il massimo che potevo permettermi visto la mia precaria situazione finanziaria. La mamma si chiamava Rosalia, era una bella donna, capelli biondo scuro, formosa il giusto, essendo oltre la cinquantina sicuramente i suoi anni li portava bene. Abbiamo parlato del più e del meno, sapevo che sarebbe arrivato prima o poi il nocciolo della questione, ma volevo fosse lei a fare il primo passo, le ho fatto i complimenti per l’ottima cena ma lei ha risposto con un leggero sorriso; la cosa che più mi infastidiva era lo sguardo freddo con cui mi stava squadrando dall’inizio della serata per cui ho ceduto e ho rotto io il ghiaccio - Signora forse sarò indiscreto, ma la freddezza dei suoi sguardi mi fanno capire che verso me nutre tanta diffidenza e non le sono troppo simpatico, potrei sapere il motivo di tanto astio nei miei confronti. Rosaria a questa mia sortita è avvampata di terrore, la madre invece ha risposto con la massima serenità -Non ce l’ho con te in modo particolare, mi comporterei così con qualsiasi uomo che mia figlia avrebbe portato qui, ho una spiccata avversione contro tutti gli uomini in generale; io ho avuto solo due esperienze con il genere maschile ma entrambe sono state estremamente negative. Il mio primo ragazzo l’ho conosciuto che avevo 17 anni, si chiamava Piero, bello, intelligente e gentile; ne ero pazzamente innamorata ma come gli ho detto che ero incinta si è eclissato ed è sparito. Ho cresciuto la mia bambina da sola, superando mille difficoltà, ma a testa alta e fiera di essere una ragazza madre esemplare. Le ho dato tutto quello che potevo, le ho insegnato il mio mestiere, ma con mille sacrifici l’ho fatta andare anche al liceo; poi ho conosciuto un secondo uomo che era stato qui per farsi un vestito. Era un bell’uomo, vedovo distinto, colto, benestante…si era innamorato di me, aveva cominciato a parlare di matrimonio, ero euforica…c’era però una tangente da pagare…non voleva Rosaria con noi; era disposto a pagarle gli studi in un collegio di grido ma non la voleva con noi. L’ho mandato a quel paese, ma è stata una grossa delusione che mi ha fatto capire che voi uomini siete tutti uguali, che non sapete prendervi le giuste responsabilità e peccate di infinito egoismo. Quando ha finito la sua accusa aveva gli occhi lucidi e il mento che tremava; anche se comprendevo la sua amarezza non condividevo il suo disgusto generale verso il pianeta uomo e ho preso allora le mie difese - Signora io la capisco, ma non deve fare di tutta l’erba un fascio, sfortunatamente lei ha trovato due mascalzoni, ma non tutti gli uomini sono così…io non sono così!!! Mi creda, io amo sua figlia e se fossi un benestante come quello sciagurato che ha conosciuto pur di avere la donna che amo sarei disposto anche ad accettare la sua presenza nella mia casa, purtroppo sono un poveraccio che stenta ad arrivare a fine mese e non glielo posso dimostrare… però non deve dubitare della mia sincera simpatia verso Rosaria. Abbiamo mangiato il panettone, Rosalia non aveva più gli occhi lucidi ma continuava a guardarmi con diffidenza come se le mie parole fossero state solo frasi di circostanza. Solo quando sono uscito da quella casa la donna mi ha salutato con calore e dopo avermi stretto la mano mi ha sfiorato le guance con un lieve bacio. A casa ho rimuginato su quella strana serata, avrei desiderato sapere cosa si erano dette madre e figlia dopo la mia uscita, ma non avevo il loro numero telefonico e potevo solo sperare che Rosaria mi cercasse. E in realtà mi ha cercato, era il 22 dicembre e con voce tremante mi ha detto -Maurilio io e la mamma avevamo pensato che se a Natale non hai impegni potresti venire a pranzo da noi. -No che non ho impegni…sarà un piacere, a mezzogiorno sarò da voi aspettami. Con puntualità perfetta sono arrivato alla loro casa, era una minuzia ma volevo curare ogni minimo particolare per cercare di ben impressionare Rosalia; sotto le feste avevo venduto qualche enciclopedia così che ho potuto presentarmi con un pensiero: una tovaglia rossa presa in un negozio “in” della città e una bottiglia di champagne francese. Mi hanno accolto con calore, la cucina è stata ancora di ottima qualità, ho ripetuto la mia soddisfazione per le qualità culinarie delle due donne e Rosalia, che la cena precedente era rimasta impassibile a quel particolare, ora gradiva molto i miei complimenti; stavolta è stata lei a rompere il ghiaccio -Maurilio non illuderti, ma voglio avallare la vostra storia, accetto che tu frequenti mia figlia, se la vostra storia non decollerà non ne farò un dramma purché tu mantenga la promessa di essere serio e rispettoso. – Signora glielo prometto con tutto il cuore. – Ma quale signora…io sono Rosalia e smettila di darmi del lei non voglio sentirmi più vecchia di quello che sono…ho 54 anni ma non voglio sentirli; i tuoi genitori sanno della tua storia con Rosaria? -Io sono orfano, ho perso i miei genitori che avevo 15 anni in un malaugurato incidente con un pullman precipitato in un burrone, devo solo ringraziare una tremenda influenza che mi aveva colpito il giorno prima perché a quella gita avrei dovuto partecipare anch’io; sono stato allevato dai miei zii materni fino alla fine delle scuole, dopo di che sono andato a vivere da solo e mi sono sempre arrangiato come potevo. A quella rivelazione Rosalia è arrossita e si è rivolta a me con la voce rotta dall’emozione -Ti chiedo scusa, proprio non lo sapevo, Rosaria non mi ha detto nulla di questo tuo dramma. -Non gliel’ho mai detto…non amo essere commiserato per questo funesto episodio. Dal mio arrivo avevo capito che quella donna aveva improvvisamente mutato il suo giudizio negativo su di me, dopo quella mia rivelazione ho capito che avevo guadagnato molti altri punti. Alla fine del sontuoso pranzo, mi hanno dato in regalo un portafoglio in pelle e Rosalia ha detto -E’ Natale e i giovani devono divertirsi, uscite, andate dove volete, avete la mia benedizione. Siamo andati al cinema, nell’ultima fila a limonare come dei dannati, mi stupiva che Rosaria sempre così riservata se ne fregasse di esibire la nostra sfrontatezza, anzi sorprendendomi ancora di più a un certo punto ha allungato la mano e mi ha palpato l’uccello; la cosa mi ha choccato, ora che aveva avuto la benedizione della genitrice stava abbandonando tutte le sue riservatezze; le ho sussurrato nell’orecchio -Ti prego, non provocarmi, potrei commettere gesti poco simpatici -Sono pronta ad accettare qualsiasi tuo gesto… -Anche se ti invitassi ad andare a casa mia… Senza rispondere mi ha preso per mano e si è alzata improvvisamente dalla poltrona, dopo due minuti eravamo in strada diretti alla mia abitazione. Casa mia era un alloggio ammobiliato molto modesto nella zona più squallida del centro storico e temevo che Rosaria in un ambiente così dimesso non si sarebbe sentita a proprio agio, quando siamo entrati sono rimasto a guardarla per capire la sua reazione, lei ha capito tutto al volo e sorridendomi mi ha detto - Non è una reggia ma è un alloggio dignitoso…però accendi la stufa…fa un po’ freddo… Ho obbedito e in attesa che l’ambiente si scaldasse un po’ siamo tornati a baciarci…sembravamo due indemoniati…dopo cinque minuti eravamo al massimo dei giri e infischiandosene del freddo ci siamo spogliati…era la prima volta che vedevo Rosaria nuda e un brivido ha percorso il mio corpo, ma non era un brivido di freddo ma di pura eccitazione: aveva due seni che parevano due meloncini, finalmente potevo ammirare quei capezzoli turgidi che potevo solo immaginare quando le palpavo la camicetta; due cosce ben tornite che incorniciavano una passera moderatamente pelosa e nera come il carbone; il triangolo di pelo era ben curato, sicuramente se lo era rasato alla perfezione nei contorni, la cosa voleva dire che sapeva che saremmo finiti finalmente a letto. Se io sono rimasto qualche secondo ad ammirare il suo corpo lei non è stata di meno e come mi sono tolto le mutande il suo sguardo si è incollato sul mio cazzo ormai completamente in tiro; l’ho presa per mano e l’ho fatta stendere sul letto le ho allargato le gambe e ho tuffato la faccia in mezzo a quella aiuola libidinosa e ho cominciato a leccargliela. Dopo qualche minuto ha cominciato a gemere senza ritegno e i suoi umori hanno cominciato a sgorgare senza soste, mi nutrivo di quel succo e avrei voluto dissetarmi completamente ma lei con il viso estasiato ha cominciato a sospirare e a invocarmi -Prendimi…ti prego…fammi tua!!! Ero emozionato, era la prima volta che sverginavo una donna e temevo di non sapere comportarmi a modo, ma invece quando gliel’ho puntato nel buco e ho spinto, era talmente lubrificata che sono scivolato senza la minima resistenza dentro di lei; non ero nemmeno sicuro di averla deflorata ma la sua voce che continuava a sospirare “ Ti sento…ti sento…sei dentro di me…è bellissimo” mi faceva invece capire che avevo colto quel fiore senza darle il minimo dolore. Era stato tutto talmente facile che mi ha persino attraversato il dubbio che la storia della sua verginità poteva essere solo una montatura e che mi aveva raccontato solo delle frottole, ma nel guardare il suo volto estasiato di piacere ho capito che quell’insana idea non doveva nemmeno attraversare la mia mente e dovevo vergognarmi solo per essere stato sfiorato da quel dubbio. La sua figa era calda, torrida, ora sentivo il cazzo che mi bruciava ma non mi sono fermato perché tanto calore in una passera non l’avevo mai sentito e il piacere mi stava invadendo tutto il corpo. Rosaria continuava a gemere, non capivo se era solo eccitazione o se si stava concedendo una continua serie di orgasmi, con la bocca ha cercato la mia lingua e io gliel’ho data; sentivo che non avrei resistito ancora molto ma poco c’entrava perché lei continuava a godere senza soste. L’ultimo suo orgasmo è stato il più possente, i gemiti han lasciato posto a dei veri e propri grugniti di piacere e nel sentire l’esplosione di tanta libidine non ho più resistito e ho cominciato a sborrare; avrei voluto tirarlo indietro ma quella figa bollente era troppo invitante e le sono venuto dentro. Quando il danno era ormai fatto mi sono reso conto della mia imprudenza ma non me ne sono pentito minimamente; sua madre mi aveva chiesto di essere responsabile e io avevo già tradito la sua fiducia, ma sentivo di amare quella donna ed ero pronto a pagare qualsiasi conseguenza negativa pur di farla mia. Quel pomeriggio abbiamo scopato tre volte e in tutte le tre occasioni le sono venuto dentro, quasi come se desiderassi metterla incinta ed avere la scusa giusta per legarmi definitivamente a lei. Quando l’ho accompagnata a casa ho voluto entrare per salutare Rosalia, la madre nel vederla ha fatto una espressione strana, quasi come se avesse capito immediatamente cosa era successo tra noi due, ma mi ha comunque salutato con affetto. Da quel Natale la mia relazione con Rosaria è diventata fissa, ogni occasione era buona per uscire insieme e andare a scopare a casa mia, per essere una novizia del sesso imparava invece tutto molto in fretta, in poche settimane abbiamo sperimentato tutte le posizioni più strane e lei non aveva la minima repulsione nel succhiarmi l’uccello e ingoiare tutto il mio succo di palle. Oramai eravamo una coppia fissa; al “Mondo” non ci andavo più, Gerry Donato e Salvatore mi deridevano, stupendosi che io che ero il più incallito dei quattro nel rifiutare possibili relazioni ero ora cascato nella trappola tesami da quella scaltra verginella; la conclusione era una sola…che i quattro moschettieri erano rimasti solo in tre!!! Il passare del tempo non ha scalfito l’amore tra me e Rosaria, sua madre ormai accettava totalmente la nostra relazione e io ogni domenica ero ospite a pranzo a casa loro; erano quattro mesi che scopavamo tre o quattro volte la settimana e nonostante non prendessimo mai delle precauzioni per prevenire che Rosaria rimanesse incinta quella eventualità non arrivava. Al pranzo di Pasqua il discorso è caduto però sul nostro futuro e per la prima volta nei nostri discorsi è uscita la parola “Matrimonio!!!”. Rosalia era euforica, ormai sperava vivamente di poter accasare la figlia e impedirle che potesse fare la sua fine, io ero propenso a quell’evento, ritenevo Rosaria troppo bella per me e vivevo ora con il terrore che avrebbe potuto conoscere qualche ragazzo più attraente, per cui il matrimonio non mi spaventava, ma seppur vergognandomene ho dovuto confessare che non avevo il becco di un quattrino e che con il mio lavoro saltuario non sarei mai stato in grado di mantenere una nuova famiglia. Alla fine di quella ammissione ero rosso di vergogna e le ultime frasi le avevo quasi balbettate; dopo un periodo di pesante silenzio Rosalia ha preso la parola e con il tono più sereno possibile si è rivolta a me. -Maurilio non devi vergognarti di te, noi siamo la tua famiglia, quella famiglia che hai perso a 15 anni e che ora hai ritrovato; non so come la pensi ma io sarei onorata di averti in questa casa e ospitare te e Rosaria fino a che non sarete in grado di avere in futuro una casa tutta vostra. -La ringrazio, ma mi sentirei un mantenuto e non lo sopporterei, se un domani dovessi creare una famiglia mia dovrò essere in grado di mantenerla … - Ti capisco e allora senti cosa ti propongo, questo alloggio non è particolarmente grande ma può benissimo ospitare tre persone, sostituiamo il letto di Rosaria con uno matrimoniale e quella sarà la vostra camera, potrai risparmiare i soldi dell’affitto della tua abitazione, pian piano accumulerai un buon gruzzolo e quando lo riterrai sufficiente potrai fare il grande passo; col tempo magari troverai un lavoro più remunerativo, ma se quella eventualità non dovesse verificarsi nessuna di noi ti colpevolizzerà mai per il tuo stato economico. Mi sono alzato e ho abbracciato Rosalia trattenendo a fatica le lacrime, la cosa più strana è stata invece il fatto che nel sentire i suoi seni premere contro il mio petto ho sentito un brivido percorrere il mio corpo. Quando ho comunicato a Gerry, Donato e Salvatore che andavo a convivere con Rosaria a casa sua mi hanno deriso e fatto una premonizione: “Tu sei pazzo…ti stai infilando in un convento di clausura”. I primi mesi sono passati serenamente, Rosalia non si intrometteva nelle nostre questioni, io cercavo di dare una mano al loro lavoro, consegnavo gli abiti e i vestiti e andavo a ritirare le stoffe nei negozi di tessuti. La fame di sesso tra noi due non si spegneva, il ritmo era il solito, tre o quattro volte la settimana e Rosaria con il passare del tempo diventava sempre più porca; mi faceva impazzire vedere le smorfie del suo viso quando la pompavo e la sentivo godere. Una sera in cui i suoi grugniti avevano battuto il record della loro intensità mentre le sborravo dentro ho perso il controllo di me stesso e ho le ho urlato a ripetizione “Godi puttana!!!” Quando ci siamo stesi nel letto l’ho guardata pentito della mia eccessiva eccitazione -Ti chiedo scusa per quello che ti ho detto, ho perso il controllo di me stesso, ma ero troppo eccitato!!! -Non scusarti di nulla…quella frase non mi ha offesa, anzi mi ha eccitata, vederti così focoso mi manda ancora di più su di giri e mi fa sentire porca come non mai…essere la tua puttana quindi mi esalta, non trattenerti per me e fammi sentire tutto il tuo ardore senza problemi a letto non ci devono essere limiti. Da quella sera il turpiloquio è diventato così il condimento ideale a tutte le nostre scopate, più davo a Rosaria della troia o della puttana più lei si eccitava incoraggiandomi “Ti piace avere una donna troia vero?”; “Rompimi la figa che mi fa sentire una gran puttana”; “Innaffiami la faccia di sborra brutto porco!!!” Erano ormai frasi comuni delle nostre scopate che aumentavano ancora di più la nostra libidine. Una sera mentre era stesa sul letto, sfinita da una maratona di sesso mi ha detto -Ma dov’eri dieci anni fa…non potevamo incontrarci prima…solo io so cosa mi son persa nella mia gioventù! Ormai cercavamo un figlio, forse perché sarebbe stata una motivazione seria al matrimonio, ma questo non arrivava per cui siamo andati a fare dei controlli, ed è emersa una dura verità…Rosaria aveva una occlusione alle tube che ostacolavano il passaggio dei miei spermatozoi; non era totale, quindi in realtà non era sterile, ma le probabilità di fecondazione dell’uovo erano inferiori all’1%. A parte questo imprevisto il tran tran familiare progrediva bene, una sera però è successo un fatto piuttosto strano che ha poi rivoluzionato il nostro futuro. Stavamo scopando con la solita euforia, ci rotolavamo sul materasso a cambiare le varie posizioni quando addirittura ci siamo trovati dalla parte opposta del letto, con mia moglie alla pecorina; eravamo quindi rivolti verso la porta che era sganciata e ho intravisto Rosalia che ci stava spiando dalla fessura aperta. Ho quasi avuto un sobbalzo, ma nella luce appena soffusa non ne ero sicuro, ho strizzato allora le pupille per cercare di mettere a fuoco la porta e ho avuto la conferma che mia suocera era là dietro che ci spiava, indossava una vestaglia nera e dal poco che intravedevo con la mano sinistra si stava palpando un seno mentre la destra era giù in mezzo alle gambe… Non sapevo come comportarmi, ero indeciso se urlarle dietro o girarmi dalla parte opposta per non vederla, ma pian piano sentivo che il saperla lì a masturbarsi mentre io e Rosaria facevamo mille porcherie mi eccitava ancora di più; fingevo di ignorare la porta ma di sottecchi sbirciavo la fessura per scoprire se la porcella se la stava smanettando e l’immaginarla lì a palparsi la passera mi dava una carica erotica super. Ora pompavo la mia donna alla massima potenza e lei rispondeva con dei grugniti degni di una scrofa in calore, Rosalia involontariamente stava contribuendo a regalare ad entrambi un orgasmo di tutto sballo. Quando ci siamo distesi sul letto ero indeciso se dirlo a mia moglie per scoprire se qualche volta l’aveva vista pure lei, ma mi sono ripromesso di appurare prima se era stato un episodio saltuario o se ogni volta mia suocera si gustava le nostre scopate. Due sere dopo siamo andati in camera per scopare, io ho chiuso la porta e mi sono steso nel letto nudo, mia moglie invece ha trovato la scusa per andare a prendere nel cassetto del comò un piccolo asciugamano, ma prima di tornare nel letto è andata alla porta e furtivamente ha sganciato la maniglia lasciandola socchiusa. Cazzo…non solo anche mia moglie lo sapeva, ma addirittura era partecipe e faceva di tutto per offrire alla madre il nostro spettacolino hard; mi giravano i coglioni, mi sentivo preso in giro, ma nonostante tutto sono stato zitto e come la volta precedente sapere che Rosalia si stava masturbando guardandoci mi ha dato una carica speciale che hanno fatto aumentare la mia libidine e il mio godimento al massimo livello. Finita la scopata però quando ero sicuro che Rosalia se ne era andata ho fatto il finto tonto - Rosaria, lo sai che mi è sembrato che tua mamma ci stava spiando dietro la porta socchiusa Lei era rossa per i suoi orgasmi ma a quella mia frase è avvampata ancora di più e dopo un lungo silenzio in cui sicuramente rifletteva cosa rispondere si è schiarita la voce e ha quasi sussurrato - Ma sei sicuro…io non me ne sono accorta…ma fosse anche così non sarebbe poi un grande male no? - No, non sarebbe un grande male, il vero male sarebbe però quello che fingi di non saperne nulla quando in realtà le hai aperto la porta perché potesse spiarci senza nessun problema. A quella mia frase Rosaria ha avuto un sobbalzo, poi dopo aver riflettuto con un filo di voce ha detto -Maurilio voglio confidarti un segreto, è una cosa molto intima che avrei voluto confessarti tempo fa ma che ho sempre taciuto perché temevo che avrebbe potuto nausearti fino al punto di mandare a rotoli la nostra relazione; forse tu pensavi che prima di conoscere te mi sfogavo solo in modo solitario…non era così io e mia madre eravamo amanti, una unione incestuosa forte e temprata. Quando le ho parlato di te, è rimasta choccata, ci è rimasta molto male, non so se pensava che il nostro rapporto incestuoso avrebbe dovuto durare all’infinito, però superato il trauma iniziale ti ha preso in simpatia, si è ravveduta e ha accettato la nostra relazione mettendosi immediatamente da parte. Ha avuto due soli uomini nella sua vita, ma nonostante quello ama il sesso alla pari di me e come me è una donna molto calda; motivo per cui per non isolarla da me ho avuto l’idea di inventare questo ambiguo gioco che col tempo l’ha affascinata e ora la soddisfa parecchio; spero tu possa comprendere il mio comportamento ma se lo disapprovi perdonami, non buttare però via il nostro rapporto. A quella rivelazione sono rimasto di sasso, prima di parlare ho cercato di riflettere bene, era una storia assurda, ambigua ma purtroppo reale e dovevo dirle francamente cosa ne pensavo. -Di quello che è stato il nostro comportamento in passato non voglio discutere, io cercavo donne facili a cui togliere le mutande e tu te la leccavi con tua madre; la cosa che più mi dà fastidio è il fatto che me l’hai tenuta nascosta, anche se capisco che ti vergognavi di dirmi certe cose mi sento che sono stato preso in giro, ma io ti amo e mai rinuncerei a te, per cui mettiamoci una pietra sopra e cerchiamo di fare sto figlio. Rosaria mi ha abbracciato e con le lacrime agli occhi continuava a dirmi “Grazie…grazie…grazie…ti amo!!!” Per due giorni non abbiamo più parlato di quel fatto, ma la nostra preoccupazione era naturalmente quella di come comportarsi in futuro; quando una sera siamo andati in camera con l’intento di scopare mentre ci spogliavamo mia moglie si è stesa sul letto fissandomi intensamente, voleva dimostrarmi che per lei l’ambiguo gioco era finito, sono stato io allora ad andare alla porta, abbassare la maniglia e lasciare l’uscio socchiuso; non era solo bontà per regalare del piacere a mia suocera ma anche personale egoismo perché sapere che dietro quella porta Rosalia se la smanettava guardandoci scopare mi eccitava da matti. E quella scopata, che era la prima in cui entrambi eravamo coscienti della situazione è stata una delle nostre più travolgenti performance sessuali. Siamo andati avanti così con il muto accordo che quella situazione appagava sia me che Rosalia e Rosaria. Era il 31 dicembre e stavamo festeggiando l’arrivo del nuovo anno; avevamo mangiato e soprattutto bevuto in abbondanza, alle due di notte ho preso per mano la mia donna e conducendola nella camera da letto le ho detto a voce alta “Andiamo amore…che chi scopa a Capodanno…scopa tutto l’anno!!!” Ho lasciato la porta socchiusa e dopo cinque minuti eravamo avvinghiati in un 69 da sballo…quando Rosaria è venuta l’ho messa a gambe larghe e ho cominciato a scoparla, ho sbirciato verso la porta e ho visto che anche mia suocera si stava dando molto da fare…quando mi è venuta in mente una idea piuttosto strana; senza interrompere la mia pompata ho urlato - Rosalia perché non entri, su non avere paura, vieni di fianco al letto a goderti lo spettacolo in prima fila. Il silenzio era ora totale e Rosaria era sbiancata, l’alcool mi aveva reso euforico e invadente, non ho desistito - Su Rosalia…lo so che sei lì e che spiarci ti piace tanto…guarda che vengo a prenderti io eh… A quel punto la porta si è aperta e Rosalia si è avvicinata al letto, indossava una vestaglietta di seta nera molto sexy, sotto si vedeva che non aveva le mutande, era provocante al massimo, quella sua visione mi ha ridato la carica e ho ripreso a pompare Rosaria che per qualche colpo è rimasta inerme, ma come ha sentito il mio cazzo entrare in azione ha ripreso a smaniare, ho girato il volto verso Rosalia e le ho detto -Guardala in viso come gode tua figlia…guarda la puttanona come si gusta il mio uccello…su troia fai vedere alla tua mamma come sbrodoli!!! Rosalia ha allungato la mano con rabbia stringendomi una spalla fino a farmi male, aveva gli occhi di brace -Non permetterti di dare della puttana e della troia a mia figlia…chiedile scusa immediatamente… Fortunatamente Rosaria è venuta in mia soccorso -Mamma non fraintendere, fa parte del nostro gioco, non sono insulti, sono solo parole dettate dalla grossa eccitazione che abbiamo in questo momento e che contribuiscono ad accrescere la nostra libidine, per convincere ancora più la madre mi ha guardato con aria cagnesca e mi ha incitato -Su brutto porco scopami come solo tu sai fare…riempimi la patacca di sborra, spegni l’incendio che sta divorando la mia figa… fammi sentire quanto ti piace vedermi così zoccola!!! Rosalia ora era letteralmente allibita, guardava incredula la figlia che si contorceva, e senza accorgersene si è sfilata la vestaglietta e con la mano ha cominciato a masturbarsi la passera…era la prima volta che la vedevo nuda, i suoi 55 anni li portava in modo esemplare, aveva due seni ancora molto sodi che nulla avevano da invidiare a quelli di sua figlia, una figa discretamente pelosa di peli ma a differenza di Rosaria che era nera corvina i suoi erano ramati; infine due cosce piuttosto sviluppate e ancora ben tornite. Mi sono sentito invadere da una strana euforia, che ho sfogato con gli ultimi colpi di cazzo su Rosaria che mi hanno portato a godere senza ritegno; la cosa più elettrizzante è stato il fatto che in contemporanea alla mia sborrata sia Rosaria che Rosalia sono esplose in un orgasmo incontenibile contornato da gemiti intensi. Ho guardato la madre godere e ho avallato quanto mi aveva detto Rosaria due giorni prima, che sua madre era calda come una volpe, tale e quale a lei; a quel punto l’alcool mi ha tolto il senso della ragione, ho tolto il cazzo da mia moglie e come la mia sborra ha cominciato a defluire dalla sua passera e le ho detto - Guarda che ho allagato la figa di tua figlia… Rosalia so tutto di voi due, so che amavi leccargliela, ebbene se non hai schifo della mia sbrodolata eccotela lì, è tanto che non l’assaggi, ti autorizzo a leccargliela e riscoprire i piaceri che provavi in passato. Rosalia mi ha guardato con uno sguardo perso come se fosse stata in un’altra dimensione, ma pian piano si è stesa sul letto e accucciandosi in mezzo alle gambe di sua figlia ha cominciato a leccargliela incurante del mio sperma che scivolava lentamente fuori dalle grandi labbra; Rosaria ha accolto la lingua con gioia -Mamma è sempre un piacere farsela lappare da te… -Tesoro è da un anno che non assaporavo il tuo sesso, e credimi mi mancava tanto. Vedere quelle due donne immerse nel piacere era eccitante ma mi sentivo ora un estraneo e la cosa mi dava fastidio, volevo entrare nel gioco anch’io e vedendo il culo di Rosalia che oscillava dolcemente seguendo i movimenti del suo corpo non ho saputo resistere, ho allungato la mano e ho cominciato a palparle una natica; non sapevo come avrebbe reagito per cui ho iniziato molto cautamente, ma quando ho visto che non solo mia suocera non si opponeva ma addirittura alzava il bacino per invitarmi a non smettere, ho fatto scivolare la mano in mezzo alle sue cosce e con le dita ho raggiunto il suo triangolo magico. Era fradicia, leccare la passera della figlia la eccitava e nel sentire la mia mano perlustrarle la figa ha allargato ancora di più le cosce dandomi disco verde. Ho infilato due dita e lei come ha sentito la penetrazione ha cominciato a oscillare scopandosi da sola; poi però fingendo una certa sorpresa ha sospirato “Maurilio…ma cosa stai facendo?” Rosaria mi ha guardato per capire il senso di quella frase, dalle nostre posizioni ha capito tutto, mi son sentito gelare il sangue ma… forse perché stava godendo, forse perché era intontita dal prosecco, forse perché dopo il mio perdono sentiva che mi doveva qualcosa, o forse perché a parte il suo passato era porca dentro molto di più delle vacche del “Mondo”, mi ha sorriso e mi ha detto -Brutto porco vuoi giocare anche tu con mia mamma, vuoi due donne insieme vero? Beh, siamo una coppia libera e allora se lo desideri scopa mia mamma mentre lei mi lecca la figa!!! Dopo un attimo di titubanza, il sangue ha cominciato a ribollirmi in testa, altro che se desideravo scopare sua madre…forse lo desideravo da quel giorno che abbracciandola avevo sentito i suoi seni strofinarsi contro il mio petto e un forte brivido percorrere tutto il mio corpo; mi sono inginocchiato dietro di lei e ho sostituito le due dita con il cazzo che alla faccia della sborrata di poco prima era di nuovo sull’attenti. Rosalia come ha sentito l’uccello penetrarla ha emesso un grosso gemito che è stato seguito a breve distanza da un urlo di Rosaria che ha cominciato a sborrare in faccia a sua madre. La figa di Rosalia era calda come quella della figlia, forse ancora di più, si è aperta completamente a me senza smettere di assaporare gli abbondanti umori che sua figlia le stava vomitando in faccia dicendo -Tesoro mio ma dove l’hai trovato questo toro da monta, è solo il terzo uccello che prendo, ma di colpo sta demolendo tutte le mie precedenti scopate; fammi godere Maurilio…fammi godere e sborrami dentro senza pericolo…sono in meno pausa da tre mesi. Non me lo sono fatto ripetere, i tre moschettieri mi avevano spaventato dicendomi che stavo per entrare in un convento di clausura…il convento però era di suore assatanate e vogliose eternamente di cazzo. Alla fine di quella maratona di sesso eravamo talmente spossati che ci siamo addormentati all’istante. Ci siamo svegliati alle sedici, nello stesso letto, guardandoci in faccia uno con l’altra, Rosalia ha detto -E’ stato frutto solo dell’alcool… eravamo tutti ubriachi persi, io l’ho condivisa; Rosaria invece ha concluso -Siete solo dei bugiardi ipocriti, volete trovare una scusa per giustificare la vostra coscienza, ma in realtà abbiamo fatto un’orgia che è stata la fine del mondo; ora ci risistemiamo e poi ricominciamo da capo, ma stavolta cara mamma sono io che ti lecco la passerona mentre Maurilio mi scopa a pecora come ha fatto con te stanotte…ti ho invidiata sai… E così è stato!!! Da quel giorno le orge si sono succedute con estrema regolarità, io e Rosaria non abbiamo mai più scopato da soli e Rosalia era diventata il terzo lato di un triangolo perfetto. A volte la madre usciva con noi, andavamo a cena fuori in tre, facevamo gite fuori porta o andavamo al cinema, io mi sedevo in mezzo a loro due che a tratti mi palpavano l’uccello nel buio della sala in contemporanea per farmi capire cosa sarebbe successo a casa; insomma eravamo una famiglia, certamente perversa, ma felice, poi però… Una sera Rosalia è tornata da una visita dal medico, era cupa, io e Rosaria ci siamo spaventati pensando al peggio; non era quello che avevamo pensato ma certamente era una bomba atomica, Rosalia si è seduta e - Ho una brutta notizia da darvi: sono incinta!!! -Incinta!!! Ma di chi? Abbiamo risposto insieme -Ma come di chi…brutti deficienti…di Maurilio!!! Credevo di essere in menopausa, ma dopo parecchi cicli saltati ho avuto ancora le mestruazioni, il medico dice che a volte succede, purtroppo è successo a me!!! La cosa è seria e dobbiamo prendere una decisione tutti insieme. A quel punto ognuno ha espresso il proprio parere: io ero il più confuso, mai mi sarei aspettato di diventare padre, specie per aver messo incinta la mia futura suocera; balbettavo dubbi e timori senza dire la mia idea. Rosaria invece ce l’aveva con il vicinato -Pensa a quando ti crescerà la pancia le malelingue cosa diranno su di te, non è escluso che sapendo che sei sempre in casa qualcuno possa anche avanzare delle ipotesi sulla realtà dei fatti, mamma saremo lo zimbello del quartiere e tutti rideranno e sparleranno al tuo passaggio, saprai resistere e tante malignità? E poi sappi che in futuro quelle malignità si abbatteranno sulla bambina quando sarà poi cresciuta. Alla fine Rosalia che ascoltava in silenzio ogni nostra riflessione ha tuonato la sua decisione -Sono ancora una bella donna, non potrei avere uno spasimante? Sparlerebbero solo per invidia… e poi io penso che questo è un segno del destino; la natura ha dato a me la possibilità di far nascere in questa casa un erede sopperendo al fatto che tu non potresti avere figli…quindi io ho deciso, mi tengo il bambino!!! E’ iniziato così il periodo più travagliato della nostra famiglia, avremmo voluto fermare il tempo per ritardare il momento delle dicerie, ma invece i mesi passavano e la pancia di Rosalia cominciava a crescere. Ciò nonostante continuavamo però a fare sesso in tre, in quei momenti dimenticavamo il nostro dramma e sfogavamo le nostre voglie di godere senza limiti. Nell’ultimo mese il ginecologo aveva proibito alla futura mamma di avere rapporti, io e Rosaria abbiamo potuto così tornare a fare sesso di coppia e Rosalia si limitava ad assistere alle nostre scopate come un tempo, limitandosi a leccare la passera della figlia dopo che le ero venuto dentro; una notte però la sua eccitazione era salita al massimo livello e rossa di voglia repressa è esplosa di rabbia. - Ragazzi non resisto, sto male a limitarmi solo ad assistere, Maurilio ho voglia di godere, rompimi il culo! Io e Rosaria ci siamo guardati increduli, ma Rosalia si è messa nuda a quattro zampe sul letto -Non avere rapporti non vuol dire che io non posso prenderlo nel didietro, su non fate quella faccia, è vero sono una gran porca, ma voi non siete di meno, Rosaria ti prego di lubrificarmi il culo con la tua lingua! Tutto è proseguito sui binari della massima semplicità, la figlia ha umettato il culo della madre di saliva e il futuro genero glielo ha pian piano rotto; era la prima volta che inculavo una donna ma è stata una delle esperienze più intense mai vissuta: un inizio al rallentatore guadagnando un centimetro per volta, una andatura crescente una volta che il mio uccello si era infilato tra le chiappe di quel bel culo e un finale in crescendo guidato dai gemiti di Rosalia che dopo dei lamenti iniziali ha gradito l’inculata come non mai. Quando la futura mamma ha toccato l’apice del piacere ha ordinato alla figlia di accucciarsi davanti al suo viso e di farsi leccare la figa; nel vedere la madre così scatenata nel leccare la figa della sua figliola ho perso il controllo di me stesso e ho cominciato a riempirle il culo con getti continui di borra scalda, Rosalia urlava -E’ bello! E’ bellissimo! E’ un piacere nuovo che non avevo mai provato, Rosaria dovresti provarlo anche tu. Figuriamoci se la mia donna si lasciava sfuggire un’occasione del genere, tre sere dopo le cose si sono invertite, Rosalia a insalivare il buco del culo della figlia e Rosaria alla pecorina a farselo rompere, coronando il suo orgasmo con delle profonde sorsate di umori della madre e dicendo alla fine “Mamma avevi ragione!” Avrei voluto raccontare il tutto ai tre moschettieri alla faccia del loro convento di clausura: in tre giorni avevo sverginato due culi inviolati. Gli ultimi giorni prima del parto Rosalia è stata immobile a letto e la figlia si è esaurita: cucinava, assisteva la madre e cuciva gli abiti da finire…era distrutta; la sera del venerdì si sono rotte le acque, mentre ci preparavamo per andare in ospedale Rosaria è improvvisamente svenuta; ho chiamato la Croce Rossa così che hanno caricato sull’ambulanza entrambe le donne e io le ho seguite con la mia auto. Mentre ero vicino al letto di Rosaria, tranquillizzato dal medico di turno che mi diceva che da un primo sommario controllo doveva trattarsi solo di un improvviso calo di pressione dovuto allo stress, nel reparto di maternità nasceva Eleonora, una bella bambina di Kg 2,800; al mattino l’infermiera mi ha dato delle carte da portare in segreteria dove mi avrebbero dato dei documenti per la registrazione della nascita all’anagrafe. Arrivato alla segreteria c’era un caos incredibile, l’impiegata si è scusata ma mi ha detto che purtroppo lei era lì solo da sette giorni e la segretaria capa era in malattia; per cui prima di dedicarsi a me doveva sbrigare altre faccende più urgenti. Ho aspettato più di un’ora fino a che l’ufficio si è finalmente svuotato, ho dato le generalità della bambina - Ho due persone con lo stesso cognome… -Si, sono madre e figlia sono state ricoverate lo stesso giorno. -Penso che la mamma sia la giovane… Sono rimasto imbambolato, ho guardato il foglio, era scritto a mano, con scrittura incerta, solo ora mi accorgevo che tra madre e figlia c’era solo una consonante di differenza…ma quella consonante poteva essere importante…balbettando le ho detto “Si”; la segretaria ha compilato un modulo e me lo ha dato. - Oggi è sabato, l’anagrafe è chiuso, vada lunedì in giornata… Sono uscito dall’ufficio con le gambe che tremavano, non sapevo perché avevo accettato quello scambio di identità, avrei voluto parlarne con le due donne, ma ora era impossibile, avevo però due giorni di tempo. Ho fatto di tutto per fare dimettere sia Rosalia che Rosaria al lunedì mattina, più combaciavano le date e meglio era, quando finalmente siamo arrivati a casa, ho subito svelato loro il fatto, sono rimaste allibite, mi hanno chiesto in perfetta sincronia “Perché hai fatto questo?” La mia risposta è stata “Non lo so”. Rosalia però dopo aver riflettuto è intervenuta -No…io lo so!!! Quella sarebbe la soluzione più logica…tanto è vero che la segretaria ha messo il nome di Rosaria, la logica di chiunque direbbe che va bene così, eviteresti continue dicerie su di me e sulla bambina quando crescerebbe, eviteremmo il pericolo che potrebbe essere derisa, io sarei la nonna perfetta e incornicerei la fotografia di una famiglia felice; il problema è che tutto il vicinato lo sa…cosa direbbero se venissero a sapere di questa truffa, penso che rischieremmo anche la galera. -Rosalia hai ragione, sono stato un imprudente, domani vado in ospedale e dico che c’è stato un malinteso. Pensavo fossero contente di questa mia frase e invece sono rimaste in silenzio entrambe, si sono fissate -Il malinteso potremo spiegarlo anche in un secondo tempo, dicendo che non ce ne eravamo accorti, in fin dei conti sono loro che hanno sbagliato, tu ritiri l’atto di nascita e puoi averlo letto distrattamente, i nostri nomi sono simili, riflettiamoci sopra e poi decideremo il da farsi; e così abbiamo fatto… Quando Rosalia ha cominciato ad uscire con la bambina era un susseguirsi di sguardi curiosi, di battute a doppio senso e di gente che parlottava sghignazzando così che una sera è esplosa -E’ peggio di come la pensavo, ma mi spaventa di più il futuro, l’unica è cambiare città, ma aprire la sartoria altrove sarebbe troppo rischioso, nessuno ci conosce…e poi è vero che potremmo vendere la casa ma poi… andremmo in affitto… eravamo disperati…ma il destino è arrivato in nostro aiuto. Un mattino è arrivato un telegramma che annunciava la morte di mio zio Cosimo, era il fratello di mio padre, convintissimo single che abitava a Matera; sono andato in treno a dargli l’estremo saluto, alla fine del funerale sono stato avvicinato da un signore che si è presentato come un notaio e mi ha convocato per il pomeriggio nel suo ufficio. Ero l’unico parente diretto, quindi l’unico erede dei beni dello zio: 60.000 Euro, la casa in Matera, un piccolo oliveto e un negozio in centro nel quale vendeva l’olio che produceva: una eredità per me ingente, una autentica manna dal cielo; ho visitato i miei nuovi averi e tornato a casa ho discusso sul nostro futuro. Una settimana dopo siamo andati tutti quattro a visitare il luogo, era una occasione che capitava a fagiolo, potevamo vendere la casa senza fretta, sapendo dove andare; potevamo avere le spalle coperte e iniziare una nuova vita, ma soprattutto io potevo smettere di vendere enciclopedie e iniziare una attività tutta mia. E’ vero che dovevamo stabilirci dalla parte opposta d’Italia ma laggiù potevamo cadere nel dimenticatoio più completo e smettere di essere perseguitati dalle malelingue, Rosalia poteva così fare la nonna e io e Rosaria fare i genitori in modo totalmente legale, così che abbiamo deciso di sparire di comune accordo. Nel mese seguente ho fatto sistemare la casa che lo zio aveva trascurato, ho iniziato a collaborare con il contadino che curava l’oliveto e ho tramezzato il negozio che era grande ricavando due locali, in uno Rosaria avrebbe venduto l’olio, nell’altro Rosalia avrebbe potuto aprire una sartoria in pieno centro. Eravamo pronti a trasferirci, ma prima abbiamo voluto prenderci una rivincita su tutto il vicinato che si stupiva del gran trambusto che stavamo facendo: io e Rosaria ci siamo sposati, una limousine tutta infiorata è venuta a prenderci davanti a casa mentre dalle persiane chiuse i vicini curiosi schiattavano di invidia. Ci siamo sposati in una chiesetta di campagna addobbata a festa nonostante fossero presenti oltre a noi quattro i soli testimoni: Gerry, Donato, Salvatore e Massimiliano, l’agricoltore che curava il mio uliveto. Al ritorno abbiamo dormito per l’ultima volta nel girone d’inferno degli invidiosi, ma abbiamo voluto festeggiare il nostro matrimonio e il conseguente nostro addio nel migliore dei modi. Dopo cena sono andato a letto e mi sono sdraiato nudo sul letto, le donne dopo aver sistemato a letto la bambina mi hanno raggiunto, erano già nude e mi sono beato della loro visione: Rosaria giovane bambola praticamente perfetta, Rosalia matura milf di leggiadra bellezza; il solo ammirarle mi hanno portato ad avere una erezione completa. Si sono sdraiate al mio fianco e hanno cominciato a leccarmi dai piedi, risalendo con maliziosa lentezza, una sulla mia destra, l’altra sulla sinistra; le loro lingue viaggiavano in perfetta sincronia sulle mie gambe fino a raggiungere il cazzo; hanno cominciato a percorrerlo con la punta della lingua, sempre una davanti all’altra, quando arrivavano alla cappella le loro lingue si univano in un incestuoso bacio carico di libidine. Hanno ripetuto per qualche minuto quel giochino di alto contenuto erotico, poi all’improvviso hanno abbandonato il mio uccello e si sono baciate stringendosi come due serpenti boa per poi sdraiarsi al mio fianco e iniziare un 69 da sballo; nel vedere le mie due donne leccarsela con infinita passione io sono andato al massimo dei giri e in pochi istanti la mia mazza è diventata dura come il tronco di un albero. Ormai ero alla massima eccitazione e ho cominciato ad urlare all’infinito “Vi voglio scopare!!!”. Le due maiale mi hanno guardato col sorriso birichino che solo le grandi porche sanno fare e mi hanno risposto con un “Decifra il significato di quel vi!!!” Ho risposto con la bava alla bocca -Ve lo faccio vedere immediatamente… sdraiatevi sul letto una di fianco all’altra e spalancate le cosce” Come si sono sistemate ho cominciato a scopare mia moglie, ma poi come un grillo ho cominciato a saltellare da una figa all’altra fino a farle godere come due cagne in calore, quando una delle due era libera dal cazzo cominciava immediatamente a masturbarsi e nel vedere quello io ero continuamente desideroso di cambiare la tana. Quando la mia resistenza è terminata e non riuscivo più a trattenere la sborrata mi sono inginocchiato in mezzo a loro e ho cominciato a ripartire i miei schizzi innaffiando i loro volti in modo equo. Era fantastico vedere che con la lingua si leccavano i miei fiotti lattiginosi con ingordigia e se li ingoiavano con cupidigia…le mie due porche erano fantastiche…non mi stancavo mai di vederle all’opera e nonostante il passare degli anni le desideravo sempre di più. Abbiamo lasciato la città in una fredda giornata nebbiosa di fine ottobre, arrivati a Matera c’erano 19°, motivo in più per non avere il minimo rimpianto per il passato che avevamo ormai sepolto definitivamente. Potevamo ora ricominciare la nostra vita e prepararci a un futuro radioso per tutta la nostra famiglia, una famiglia sicuramente perversa ma una gran bella famiglia. La Basilicata doveva essere il nostro nuovo mondo e una grossa novità ci ha fatto capire che quella regione ci avrebbe sicuramente portato fortuna, dopo due mesi che eravamo lucani a tutti gli effetti Rosaria è arrivata a casa raggiante e ci ha urlato “Sono incinta!!!”










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