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Lui & Lei

1 La truffa delle figurine - L'accusa


di Membro VIP di Annunci69.it Ombralimite
27.07.2026    |    102    |    0 6.0
"Frasi che si erano sempre detti, come: “sei la mia troia” o “scopa la tua puttana” avevano assunto un valore diverso, ora più significativo..."
La presente opera è da intendersi quale sequel de “La challenge delle figurine” dello stesso Autore, la cui preventiva lettura è altamente raccomandata, sotto ogni punto di vista.



CAPITOLO I

L’accusa




“Quello che è successo è estremamente grave e sono incazzata nera con tutti voi, compresa me stessa. Vi odio.” E poi, silenzio.
Queste taglienti parole arrivarono in un momento totalmente inaspettato e arrivarono da Amanda rivolte ai restanti tre, facenti parte del gruppo Telegram: il luogo sicuro.
Dylan e Perla rimasero perplessi fino all’arrivo del messaggio successivo, il cui mittente questa volta era Aaron. “Non so cosa sia successo ragazzi. Amanda è, da ieri sera, completamente fuori di sé. Non è uno scherzo e non so cosa fare.”
Indubbiamente Amanda ha un carattere molto peperino, sotto ogni punto di vista. Se qualcosa la fa arrabbiare diventa davvero difficile gestire la situazione. Aaron lo sapeva, Dylan e Perla non potevano neanche immaginarlo.
Amanda non stava affatto scherzando e per comprendere appieno la situazione è doveroso contestualizzare, ritornando indietro di qualche settimana.
Gli eventi denominati “La challenge delle figurine” risalivano infatti a tre settimane prima e, da allora, le coppie non si erano perse. Erano, anzi, rimaste in contatto, seppur senza l’affiatamento che si era creato nel pre-incontro. Il gruppo Telegram era rimasto vivo grazie a discorsi leggeri ma senza riferimenti alla nottata, non convenzionale, passata insieme. Messaggi quasi quotidiani per restare in contatto, lasciando però il doveroso spazio per consentire il proseguimento delle loro vite normali, delle loro vite di coppie.
L’argomento riferito a quella notte non fu mai affrontato neanche all’interno delle coppie. Dylan e Perla non ne parlarono tra di loro e Aaron e Amanda neanche. Era semplicemente successo. Una esperienza vissuta, come tante. Per quanto estrema.
Un’esperienza che aveva dirottato il concetto di limite con alto potenziale distruttivo, che i quattro avevano deciso di vivere senza rinunciare a nulla, sfruttando al massimo il coinvolgimento mentale del momento, che aveva fatto fare all-in a tutti i partecipanti. Avevano puntato tutto su una singola serata: gli affetti, il passato, il futuro delle loro relazioni stabili e consolidate nel tempo.
Nessuno accennò mai all’argomento per paura di aprire il vaso di Pandora. Quello che era successo ormai era successo; la cosa più saggia pareva essere proseguire con la solita routine, come se niente fosse.
Questo: il pensiero razionale.
Ma, parallelamente, vi era un pensiero ben diverso che spesso pervadeva all’unanimità le quattro menti.
Anche se mai dichiarato, il pensiero ritornava spesso a quella serata fottutamente eccitante. Anzi, il pensiero letteralmente fotteva le menti di tutti loro.
Se da un lato vi era la preoccupazione che affrontare certi discorsi potesse rovinare l’equilibrio ritrovato delle coppie, dall’altro un fatto oggettivo prendeva spazio consolidato: l’esperienza vissuta li aveva cambiati nel profondo, aveva modellato le loro menti espandendo significativamente i loro orizzonti in ambito sessuale, godendo di sensazioni fisiche e mentali estremamente intense, senza mai subire quell’inutile, nonché distruttivo, sentimento chiamato “gelosia”. L’intreccio a più vie dei quattro corpi non fu mai percepito come tradimento da nessuno per il fatto che il coinvolgimento era stato inclusivo e uniforme consentendo di provare godimento dal godimento altrui.
Comprensibile, però, la preoccupazione di affrontare l’argomento. D’altronde entrambe le coppie avevano sempre vissuto all’insegna dei “sani princìpi”, dell’etica di coppia avvelenata, non di rado, dalla gelosia. Sani principi? Davvero?
Beh, si. La società in cui viviamo giustifica eticamente sfuriate e distruzioni di coppie a causa della gelosia, quella malsana. “Lui” ha fatto questo, “lei" ha fatto quello e quindi la cosa giusta era assolutamente mandare a puttane una relazione durata anni. Quando sarebbe invece opportuno, quantomeno, chiedersi quali siano le motivazioni dietro a “lui ha fatto questo”, “lei ha fatto quello”: senso di oppressione, frustrazioni causate dal timore di comunicare, impossibilità di mettere in mostra se stessi senza ricevere pronte accuse.
Tutto comprensibile e, difatti, l’argomento non fu mai affrontato.
L’esperienza più libera e reale delle loro vite era stata convertita in tabù.
È vero, nelle fantasie ci si diverte senza confini e senza conseguenze. Ma, quando le fantasie diventano realtà, può essere complicato gestire il post. E quella sera, la realtà, aveva superato di gran lunga la fantasia.
Esibizionismo con cazzi di gomma, Perla e Amanda provocanti e libere all’interno di un locale alla ricerca spasmodica di membri maschili che hanno toccato, assaporato. Poi, il finale con orgia e tanti, tanti orgasmi e fluidi corporei amalgamati.
Oltretutto, se consideriamo che questa esperienza così intensa fu la prima messa in pratica dalle due coppie si, è giustificato e comprensibile il buon senso che ricordava costantemente loro:“Naaaah, non farne cenno”.
La realtà concreta dei fatti era però un’altra. L’esperienza vissuta così tanto intensamente aveva, inaspettatamente, rafforzato entrambe le coppie. In particolare in ambito sessuale.
Le scopate di Dylan e Perla delle ultime tre settimane si erano fatte molto più frequenti, molto più improvvise, molto più appaganti.
L’avere mostrato reciprocamente cosa potevano essere in grado di fare rappresentava una forte motivazione innescando desiderio di dare piena soddisfazione.
Frasi che si erano sempre detti, come: “sei la mia troia” o “scopa la tua puttana” avevano assunto un valore diverso, ora più significativo.
Non da meno, anche la vita sessuale di Aaron e Amanda aveva ripreso più forte di prima.
Lato sessuale e non solo. A beneficiarne fu anche la relazione di coppia in quanto vi era maggiore e più forte connessione in ogni aspetto della vita.
Poi, quando tutto stava proseguendo nel migliore dei modi, la tempesta.
Amanda inferocita e in procinto di sganciare la bomba.
Passò qualche ora dall’ultimo messaggio di Amanda, quando si fece sentire nuovamente.
Era fredda, cinica.
“Volete continuare a fare finta di niente? Se per voi quella notte è stata deludente al punto da volerla dimenticare non mi interessa proseguire questa cosa.”
Frase affilata che riportò tutti al pensiero vivido di quella nottata, risvegliando il forte desiderio represso in ognuno di loro.
“No Amanda, per quanto mi riguarda non ho provato delusione nei vostri e nei miei confronti, anzi, considero il nostro incontro una delle esperienze più belle vissute.” Rispose Dylan, cauto, cercando di capire cosa stesse succedendo.
Anche Perla e Aaron cercarono di rassicurare Amanda con frasi simili.
“Per un certo periodo ho pensato esattamente la stessa cosa: che esperienza. Wow.” Continuò Amanda. “Poi ho riflettuto attentamente: sono schifata dalla truffa che tutti voi avete messo in atto. Sapevate fin dall’inizio come sarebbe andata a finire la sfida, è evidente: Aaron non desiderava altro che farsi Perla, Dylan ha ideato e gestito il tutto con il solo obiettivo di fare godere la propria puttana e… Perla, tu sei la stronza opportunista.”
“Amanda, cosa sta succedendo? Spiegati bene, non posso accettare simili accuse.” Rispose Dylan, ammettendo fra sé e sé che forse Amanda non aveva fatto ipotesi del tutto sbagliate.
Amanda è una ragazza molto sveglia e anche molto schietta. La propria rabbia nasceva da due motivi: il fatto che nessuno avesse accennato qualcosa sull’esperienza passata insieme. Esperienza dove, chi ne aveva beneficiato meno era stata proprio lei, considerando ingiusto, per lo meno, non avere ipotizzato qualcos’altro di simile dove avrebbe potuto riscattarsi. Ma, ancora di più questo:
“Il risultato della sfida è stato truccato. Perla non si è guadagnata la vittoria. Vi siete scopati Perla quando non lo meritava assolutamente. E tu, Perla, ne hai approfittato spudoratamente senza porti il minimo problema. Dovevo esserci io al tuo posto. Mi hai privato di una cosa molto importante. Ti odio.”
La preoccupazione dei tre si fece ancora più cupa. Amanda era seriamente, estremamente, arrabbiata. Ma cosa era andato storto?
“Amanda, è stata una serata molto impegnativa per tutti sotto diversi punti di vista ma, se qualcosa non è andato come doveva, credo si possa trovare il modo per sistemare. Ho solo bisogno di capire.” Insistette Dylan, desideroso di riprendere le redini.
“Bene.” Rispose Amanda. “Incontriamoci. Vi spiegherò quello che, forse, state facendo finta di non capire, guardandovi negli occhi.”
L’appuntamento venne fissato, qualche giorno dopo, in un locale all’aperto.
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